BDI 234

Pietro Gnocchi (1689-1775)

Musica sacra per le chiese di Brescia

Bruno Gini, direttore - Ensemble Pian & Forte - Coro Claudio Monteverdi - Zara Dimitrova - Anna Bessi - Gianluca Ferrarini - Gianluca Buratto - Antonio Frigè

65' 37''

DDD

(1 CD)

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Pietro Gnocchi - Magnificat primo a 8 voci dai Salmi brevi per tutto l'anno (1750)  

3' 10''

 

2

Pietro Gnocchi - Ave Maris Stella concertato a 4 voci per soprano, alto, tenore, basso  

3' 9''

 

3

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Kyrie  

0' 56''

 

4

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Christe Eleison  

2' 1''

 

5

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Kyrie Eleison  

1' 5''

 

6

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Gloria in Excelsis  

1' 5''

 

7

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Et in Terra Pax  

1' 26''

 

8

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Laudamus Te  

1' 5''

 

9

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Gratias Agimus  

1' 32''

 

10

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Domine Deus Rex  

2' 20''

 

11

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Domine Fili  

0' 42''

 

12

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Domine Deus  

2' 14''

 

13

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Qui Tollis  

0' 59''

 

14

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Qui Sedes  

2' 17''

 

15

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Quoniam Tu Solus  

1' 9''

 

16

Pietro Gnocchi - Messa in Re magg. per soli, coro, corni, oboi, archi e b.c. (1739): Cum Sancto Spiritu  

1' 50''

 

17

Pietro Gnocchi - Concerto Secondo per 4 violini, viola, violoncello e b.c.: Andante moderato  

3' 41''

 

18

Pietro Gnocchi - Concerto Secondo per 4 violini, viola, violoncello e b.c.: Vivace ma non presto  

2' 55''

 

19

Pietro Gnocchi - Concerto Secondo per 4 violini, viola, violoncello e b.c.: Andantino  

1' 52''

 

20

Pietro Gnocchi - Concerto Secondo per 4 violini, viola, violoncello e b.c.: Pastorale  

2' 28''

 

21

Pietro Gnocchi - Ave Maris Stella per soprano, 2 violini e b.c.  

6' 31''

 

22

Pietro Gnocchi - Magnificat secondo a 8 voci dai Salmi brevi per tutto l'anno (1750)  

6' 31''

 

23

Pietro Gnocchi - Messa in Fa magg. per coro, corni, archi e b.c.: Kyrie Eleison  

1' 31''

 

 

Pietro Gnocchi: musiche barocche per le chiese di Brescia

 

La musica crea un passato della cui esistenza eravamo all’oscuro

(Oscar Wilde, Il Critico come artista)

 

LIBER è un’associazione costituita ad Alfianello nel dicembre 2000 per creare un centro di promozione culturale e sociale gravitante attorno all’allora costituenda biblioteca civica.

Lo stesso nome LIBER è frutto di una ricercata convergenza linguistica: fra i vari significati latini, il sostantivo “Liber” era il nome dell’antica divinità dei frutti della terra; come aggettivo, invece, corrispondeva all’italiano “franco, schietto”; ma “Liberi”, al plurale, erano anche “i figli”. In dialetto bresciano, infine, lo stesso vocabolo vale come sostantivo “libro”, ma anche come aggettivo “libero”. La denominazione, dunque, riassume lo spirito, altruistico e volontaristico, con il quale il sodalizio gestisce una biblioteca e promuove la cultura in generale e la tutela dei valori artistici e delle tradizioni di Alfianello e della Bassa Bresciana.

Questa finalità trova attuazione anche negli “Eventi, studi e concerti nel segno di Pietro Gnocchi” attraverso il recupero delle opere di don Pietro Gnocchi, letterato e musicista nato ad Alfianello nel 1689 e morto a Brescia nel 1775, dopo avervi rivestito per oltre mezzo secolo le mansioni di Maestro di Cappella della Cattedrale e lasciando una copiosa produzione musicale (oltre che letteraria).

Le ricerche sinora condotte hanno portato alla luce un numero considerevole di composizioni sacre, a cappella o con accompagnamento strumentale di varia consistenza, destinate all’uso sia quotidiano, sia ad occasioni solenni: circa 60 messe a 4, 5, 6 e 8 voci, da vivo e da requiem; 6 collezioni di Vespri per tutto l’anno, a 4 voci; 2 collezioni di Inni per tutto l’anno, a 4 voci; almeno 12 Magnificat, a 4 voci; 2 Vespri da morto, a 4 voci; un nutrito numero di composizioni per i più vari momenti dell’anno liturgico. Della pregevole, ma (relativamente) numericamente più contenuta produzione strumentale da chiesa e da camera, sono finora emerse: 14 Sonate per due violini e clavicembalo; una raccolta (incompleta delle primissime carte) di 6 Concerti per quattro violini, violetta obbligata, violoncello obbligato e cembalo; una raccolta di 6 Concerti per due violini, due violini di rinforzo, violetta, violoncello e cembalo. Di assai dubbia attribuzione alcune “Arie buffe per canto di gruppo”.

Si tratta, complessivamente, di una produzione estremamente interessante, sempre espressione di rigore compositivo, anche nelle composizioni destinate all’uso liturgico corrente, i cui manoscritti, in buona misura autografi o, comunque, direttamente riconducibili a Pietro Gnocchi, sono attualmente conservati a Brescia presso gli archivi del Duomo, del Santuario di S.Maria delle Grazie, del Seminario Diocesano, del Conservatorio “Luca Marenzio”.

In effetti, la stessa denominazione del Progetto “Eventi nel segno di Pietro Gnocchi” esprime la ricerca di continuità con il passato rappresentato dai “segni”, cioè le tracce ed i documenti, lasciati nella storia dal sacerdote alfianellese. Dopo le prime registrazioni dal vivo delle musiche recuperate e eseguite in pubblico ad Alfianello nei tradizionali concerti di ottobre, questo compact disc - grazie alla preziosa e decisiva collaborazione di Bruno Gini, di Antonio Frigè e dell’Associazione Coro Monteverdi di Crema - getta alcuni vividi bagliori di luce sul buio che ha avvolto l’estro di Gnocchi, con l’augurio che questi brani alimentino un effettivo interesse verso il resto della produzione dalla quale davvero potrebbero finalmente affiorare pregevoli partiture ingiustamente dimenticate.

Questa incisione è stata resa possibile dalla sensibilità del Comune di Alfianello e della Banca di Credito Cooperativo dell’Agro Bresciano, cui Liber rinnova il proprio ringraziamento. (Liber)

 

§ § §

 

Personaggio certo singolare, don Pietro Gnocchi (Alfianello 1689 – Brescia 1775), tanto che David Fallows, nell'articolo stilato per il "Grove Music Online" e dedicato agli "Spoof articles", cita proprio Gnocchi (diventato – secondo l'estensore – maestro di cappella alla Cattedrale di Brescia all'età di 85 anni [!], compositore di un Magnificat intitolato "Il capo di buona speranza" e scrittore di 25 volumi sulla storia delle antiche colonie greche), così concludendo: "While such men exist in the history of music, spoofs may seem superfluous".

In effetti, la vita di don Gnocchi ci appare ancora con contorni oscuri, soprattutto nel periodo giovanile: ci sono state tramandate notizie dei suoi studi, con un maestro recentemente forse identificato – da Marco Bizzarini – in Luigi Mancia; altre notizie ci narrano di un suo lungo viaggio di studi musicali nelle regge di Germania, Austria, Boemia, Sassonia ("come più volte mi diceva vivente", così precisa il redattore di queste note, don Calimero Cristoni nelle sue Notizie di Pietro Gnocchi, in una versione conservata presso la Biblioteca Queriniana di Brescia, Fondo Guerrini R. 44); ma nessun documento ha mai verificato quanto scritto da don Cristoni. E, se si vuole, ancora più misteriosa è la mancanza di informazioni intorno a Gnocchi durante tutta la sua lunga attività come maestro di cappella (dal 1723 alla morte, nel 1775) e organista del Duomo di Brescia (dal 1762 alla morte).

Appare, in effetti, alquanto strano che nessun documento (se non quelli del Duomo che testimoniano però – a quanto sappiamo fino ad ora – soltanto gli avvenimenti normali di una carriera da "salariato": le sue elezioni, i suoi pagamenti, la sua presenza per contratti o procedure riguardanti musicisti, libri o organi) e nessun diario dell'epoca ci porti qualche tratto significativo di conoscenza. Il suo nome non trapela mai, se non in trattati storici o epigrafici, a sottolineare – una volta di più – i vari interessi che il nostro Maestro di cappella coltivava con grande passione, tanto che "per voce comune si diceva che si spenzolava persino nei pozzi per ritrovar inscrizioni lapidarie di nostri antichi Cenomani" (così, ancora, Calimero Cristoni).

E sì che intorno a lui era fiorita un'ampia messe di riconoscimenti, tanto che la sua musica fu eseguita per molti decenni anche dopo la sua morte: lo dimostrano i pagamenti della Fabbriceria del Duomo ad Angelo Soardi nel 1811 (per la copiatura di composizioni di Gnocchi), le copie ottocentesche di sue musiche, i capitoli per il Maestro di Cappella del 1826, in cui è chiaramente scritto: "In ogniuna di esse funzioni dovrà [il Maestro di Cappella] far uso dei pezzi di contrappunto composti dal celebre Maestro fù Reverendo Don Pietro Gnocchi". Lo testimonia anche il foglio che contiene il materiale di Gnocchi depositato nella "Raccolta Pasini" (un tenore bresciano, raccoglitore di materiali e autografi non solo musicali, morto nel 1911): su di esso Francesco Pasini così scrive: "Presso il Capitolo della Cattedrale esiste buona parte della musica che si eseguisce tuttora, e che è bellissima". Più recentemente, abbiamo copie di suoi brani sacri di mano di don Bernardo Piccinelli, che fu organista e direttore della Cappella in Duomo dal 1930 al 1933, conservate presso l'Archivio musicale del Seminario di Brescia.

Accanto alle numerosissime composizioni sacre, quasi per intero conservate nell'Archivio del Duomo di Brescia, dono dell'autore alla Cappella musicale (come si legge nella dedica da lui scritta per l'unica sua opera a stampa, i Salmi brevi per tutto l'anno ... opera prima), la produzione di don Gnocchi si presenta aperta anche alla musica strumentale. Inaspettatamente, viene da dire, ricordando quanto di lui scrive Jacopo Gussago: "aveva per natura un temperamento ritroso piuttosto anzichè no [....] Fu non per tanto attentissimo à propri doveri della Chiesa, ov'era di servizio, ne mai si diè a conoscere amante di divertimenti". Un uomo "piuttosto salvatico e sempre ritirato", nel racconto di don Cristoni, che si lascia tentare dall'avventura strumentale; un Maestro di cappella "diligentissimo nei propri doveri della Chiesa" che non può fare a meno di provare a scrivere opere di certo non liturgiche: come non leggere, in questi esperimenti, la curiosità del musicista, e dell'uomo di cultura, per territori confinanti con il proprio terreno "naturale" di lavoro?

Di lui si conservano, infatti, due raccolte di concerti e una di sonate a tre, più un'altra sonata a tre scritta – così risulta nel frontespizio – addirittura nel 1774. Queste tre raccolte, tutte autografe e rilegate nella stessa austera maniera, appartenevano probabilmente alla famiglia Lechi: ancora Cristoni ricorda che uno studio geografico di Gnocchi (egli coltivava, infatti, eruditi interessi in diverse discipline) fu “venduto al Sig. Co. Faustino Lechi, come anche molte composizioni e concerti che già sono in detta famiglia custoditi”. Purtroppo l’Archivio musicale di casa Lechi (così come la preziosa collezione di strumenti) andò del tutto disperso durante i disordini del 1799 e risulta impossibile stabilire se le musiche di proprietà dei nobili Lechi fossero altre rispetto a quelle che possiamo oggi consultare.

La fortuna della musica strumentale di Gnocchi, di cui esistono copie manoscritte anche a Genova e all'Università del Michigan (provenienti, in questa caso, da Bergamo), è recuperabile soltanto negli anni '60 del secolo scorso, quando la bresciana "Orchestra del Venturi" eseguì – in prima esecuzione assoluta – alcuni dei concerti attualmente conservati presso il Seminario di Brescia, nella revisione di due direttori dell'orchestra stessa: Luigi Manenti e Giovanni Ugolini. In precedenza, troviamo anche copie dei bassi delle Sonate a tre da utilizzare – parrebbe – come basi per esercizi di armonia.

In questa incisione ci è dato avvicinare molte delle possibilità musicali sperimentate da Gnocchi: la musica sacra ma anche quella strumentale, i pezzi in contrappunto, ma anche i brani dalla scrittura concertante più avanzata. Manca soltanto la produzione più severa, quella a cappella in contrappunto osservato, utilizzata soprattutto nelle composizioni liturgiche prescritte per le celebrazioni ordinarie (Messe, salmi, inni...). Si scopre, così, un Maestro di cappella del pieno '700: potremmo avvicinarlo a Vivaldi, o ad Albinoni, Marcello, Lotti, compositori suoi contemporanei che probabilmente – se risultasse verificata la notizia dei suoi studi a Venezia – Gnocchi potrebbe aver frequentato o comunque avvicinato. Con un'unica, rilevante, diversità: se per gli autori di ambito veneziano scrivere opere o cantate profane era un'occupazione consueta, per Gnocchi, invece, appare un'impresa impossibile: nella sua imponente produzione vocale - con l'eccezione di alcune Arie buffe sulla cui attribuzione ci sarà ancora da discutere – la musica profana, infatti, proprio non compare.

Se possibile, si scopre proprio nel Gnocchi sulla carta più moderno il suo attaccamento alla tradizione più antica: nelle Sonate a tre e nei Concerti strumentali (fra i quali il secondo per quattro violini, qui registrato) l'amore per il contrappunto diventa quasi un'ossessione: i movimenti sono sempre costruiti con procedure compositive basate su lunghi, talvolta lunghissimi soggetti, con fughe e imitazioni protratte, in una maniera compositiva – per dirla con Federico Fornoni – "estremamente omogenea". Certo, non mancano le sorprese: basta ascoltare gli ultimi due movimenti del concerto qui proposto: dove vengono meno le regole contrappuntistiche, l'invenzione si svolge più liberamente e – nella Pastorale finale – trapela, sopra il bordone di base, il dolce e malinconico andamento caratteristico della forma.

Ma sono i brani liturgici che ci danno, pienamente, l'idea della personalità di Gnocchi. Nella Messa in Re maggiore - una Messa "in stile napoletano", come bene ha precisato Raffaele Mellace - troviamo una grande varietà di brani concertati che sommano tutti gli affetti che un autore del Settecento poteva fornire, con l'ausilio di strumenti in dialogo (fra cui, anche, l'oboe) e di voci soliste. Altrettanto belle sono poi le due Ave maris stella: aggraziata quella a quattro voci e assolutamente deliziosa la seconda, a voce sola, che ci offre – in una toccante tonalità minore – una cantabilità spontanea e fluente, dove le modalità del canto sacro sono offerte con la libertà tipica dell'epoca, su un accompagnamento strumentale assolutamente non di sfondo. Ma la stessa sapienza è contenuta negli altri brani: nei due Magnificat a doppio coro, che avanzano - "brevi e pieni" come si legge nel frontespzio dell'opera che li contiene – con una compattezza che non soggiace né alla noia né alla consuetudine.

Al di là di ogni considerazione sulla figura di Gnocchi e sul valore della sua musica, rimane un'ultima osservazione da proporre: nel Duomo di una città italiana non particolarmente grande operava, per tutto il Settecento (ma la stessa situazione è documentata anche in seguito, per buona parte dell'Ottocento), una cappella con un Maestro che componeva – copiosamente – le musiche che i musicisti salariati e straordinari avrebbero subito eseguito. Questa era, certamente, una prassi e anche una fortuna non inusuale, all'epoca; ma, considerandola ora, diventa il segno evidente di un profondo cambiamento avvenuto – in tempi non troppo lontani – nella storia e nella vita della liturgia.

 

Mariella Sala

 

 

 

Pietro Gnocchi (February 27, 1689 – December 9, 1775) was an Italian composer, choir director, historian, and geographer of the late Baroque era, active mainly in Brescia, where he was choir director of Brescia Cathedral. In addition to composing an abundance of eccentrically-titled sacred music, all of which remains in manuscript, he wrote a 25-volume history of ancient Greek colonies.

The principal source for information on Gnocchi's life is an unpublished manuscript written by his associate C. Cristoni, now in the Biblioteca Civica Queriniana in Brescia. Gnocchi was born in Alfianello, in the Province of Brescia. The second of at least three sons of a middle-class family, he studied music and eventually became a priest. Following the death of his younger brother he commenced a period of travel, initially studying music in Venice, and later going to Hungary, Vienna, and Munich; after these travels he returned to Brescia where he spent most of the remainder of his long life, devoting it to scholarly and musical pursuits.

In 1723 he became maestro di cappella at Brescia Cathedral, but was turned down in his attempt to become organist there in 1733. He also held a post at the Orfanelle della Pietà, an orphanage, where he may have taught music. In 1762 – when he was 73 years old – he reapplied for his old position as maestro di cappella at Brescia Cathedral, as well as the position as organist; he then held both posts until his death at the age of 86.

Gnocchi left an enormous amount of music, mostly sacred, but including some secular vocal music as well as some instrumental compositions. None was published, and the only thing to emerge from a printer was the title page and dedication for a 12-volume set of masses, the Salmi brevi. His compositions included 60 masses, many of which were Requiems, for four to eight voices, some with instruments; six Requiems, for two to four voices; six sets of Vespers for the entire church year, also for four to eight voices, with organ accompaniment; 12 settings of the Magnificat, for four voices; six settings of the Miserere, for four to eight voices; motets, hymns, and miscellaneous liturgical music. In addition to the sacred music, he wrote some canzonette, and a body of instrumental music that includes a concerto for seven strings and basso continuo and three trio sonatas for two violins and basso continuo. Stylistically his music borrows some traits from the Venetians, unsurprising considering he studied there. He uses double choirs in a homophonic texture, a style descended from the early Baroque Venetian School, rarely writing imitatively.

Gnocchi was greatly interested in history and geography in addition to music, and these interests show in the titles of his compositions, many of which are highly eccentric: a Magnificat, Il capo di buona speranza (The Cape of Good Hope), and masses named "Europe", "America", "Africa", and "Asia" are characteristic.

Something of a polymath, in addition to composing music, he wrote on a wide array of topics in history, geography and archaeology in addition to performing his duties as a priest. He produced a treatise on memorial tablets in the Brescia region, as well as a 25-volume history of ancient Greek colonies; both of these Gnocchi sold to Prince Faustino Lechi of Brescia, who was a student, and later friend and patron of Gnocchi.

David Fallows, in his article on "spoof articles" in the 2001 New Grove, cites Gnocchi's unusual career, singularly titled and voluminous works, and "lugubrious" portrait (in Die Musik in Geschichte und Gegenwart) as an example of why spoof articles do not need to exist in music encyclopedias: there are already musicians so strange that spoofs would be superfluous.

While none of Gnocchi's music has been published, one CD of some of his instrumental works is available: a 2005 recording of sonatas by Brixia Musicalis. In 2005, LIBER, a non-profit society in Alfianello, Gnocchi's birthplace, initiated the "Eventi nel segno di Pietro Gnocchi", a festival of sacred music. Some of his masses, as well as vocal and instrumental works were played. The concerts take place on the third Sunday of October.

Most of Gnocchi's output of music is stored in the archives of the Brescia Cathedral and Chiesa della Madonna delle Grazie in Brescia.

 

 

 

 

Bruno Gini - Dopo gli studi universitari e musicali (Laurea in Scienze Politiche e Diploma in Musica Corale e Direzione di Coro) Bruno Gini si è perfezionato in Direzione corale con i F.Corti, Z.Mednicarov, T.Zardini e nella didattica Corale con R.Goitre e N.Conci. Da diversi anni svolge una intensa attività didattica come Docente di Teoria e Solfeggio - Pedagogia musicale e Canto corale per diversi Enti e Scuole di Musica (SIEM, ARPEM, Società dei Concerti B.Barattelli dell'Aquila). Nel 1986 fonda il Coro "C.Monteverdi" di Crema; dal 1986 al 1989 dirige il Coro "Voci Bianche" della Corale "Città di Parma"; dal 1989 al 1993 ricopre il ruolo di Assistente del Coro "Voci Bianche" del Teatro alla Scala di Milano e insegnante di canto e canto corale presso la Scuola del coro di Voci Bianche dell'Ente scaligero. Dal 1995 al 2000 è stato Direttore della "Nuova Scuola di Musica C.Monteverdi" e dal 1997 al 2007 ha registrato con il Coro e con il gruppo madrigalistico "Nuova Musica" composizioni inedite di G.B.Caletti, G.B.Leonetti, O.Ballis e le composizioni sacre di F.Cavalli: Missa pro defunctis, Vespero delli cinque laudate, Salmi concertati a otto voci e canzoni strumentali per le case discografiche Stradivarius, Tactus e Dynamic (sito: www.coromonteverdicrema.it).

 

Zara Dimitrova - soprano. è nata in Bulgaria. Nel 1996 si  laurea con il massimo dei voti all’Accademia Nazionale di musica “P. Vladigherov” (Sofia). Dal 1997 studia al Conservatorio “Verdi” di Milano, dove si è diplomata nel 2001 in canto lirico con A. Ferrante; nel 2005 in Musica vocale da camera con S. Doz, e nel 2006 ha ottenuto il diploma di laurea in canto con C. Stara. E’ vincitrice dei concorsi internazionali: “S. Dragoni” (Milano), “Roero in musica” (Vezza d’Alba) e “Viglianoviva” (Biella). Si è perfezionata con maestri come: R. Kabaivanska, E. Palacio, T. Steinhofel, E. Battaglia, N. Larionova (Teatro “Bolscioi” di Mosca), V. Hruba-Freiberger etc. Ha debuttato al Teatro d’opera di Burgàs (Bulgaria) come Gilda nel “Rigoletto”(Verdi). Dal 1997 risiede in Italia, svolgendo un intensa attività solistica. Ha cantato con le orchestre: Milano Classica, I Pomeriggi Musicali, G. Cantelli, UECO, Filarmonica Italiana, Orchestra Città di Magenta, Archi della Scala etc; diretta da maestri come: I. Vulpe, E. Tabakov, A. Ceccato, H. Schellenberger, T. Ceccherini, N. Nedialkov, I. Marinov. Ha tenuto concerti nelle più importanti sale e teatri  di Vienna, Sofia, Lugano, Graz, Milano, Bergamo, Brescia, Saronno, Trieste, Crema, Chianciano Terme, Alba, Novi Ligure, Ponte di legno e altri., interpretando i ruoli di: Gilda nel “Rigoletto”, Oscar in “Un ballo in maschera”, Adina nel ”Elisir d’amore”, Carolina nel “Matrimonio segreto”, Fanny in “La cambiale di matrimonio”, Fiordispina nel “L’impresario in angustie”. Si è esibita in concerti cameristici e nel repertorio sacro di Mozart, Bach, Rossini, Pergolesi, Teleman, Buxtehude, Haydn, Händel, Monteverdi, Boccherini, Galuppi etc. Ha cantato al festival di Kufstein (Austria); per la società “Giuditta Pasta”, La Società dei Concerti, Serate musicali etc.  Attualmente è impegnata nella tournee europea 2009 nella parte di Oscar in “Un ballo in maschera” di G.Verdi.

 

Anna Bessi – mezzosoprano. La sua formazione vocale si è svolta sotto la guida di Adelisa Tabiadon e di Elisa Turlà, proseguendo con il mezzosoprano Manuela Custer. Attualmente approfondisce il repertorio sei-settecentesco con Roberta Invernizzi. Ha preso parte a seminari di canto barocco con Sergio Foresti, Roberta Invernizzi, Sara Mingardo, Gloria Banditelli. Ha partecipato alla master class I madrigali di Monteverdi con Gabriel Garrido, approfondendo la vocalità barocca con Adriana Fernandez e Rosa Dominguez. Ha arricchito la sua formazione con Giacomo Baroffio per il canto gregoriano, Diego Fratelli per la polifonia rinascimentale e Roberto Gini per il repertorio barocco. Si è dedicata allo studio della danza e del teatro con Pierangela Principe e con Roberta Bongini. Ha frequentato, presso il Teatro Stabile di Torino, la Scuola di recitazione per cantanti diretta da Davide Livermore. Fa parte, dalla fondazione, del Coro Costanzo Porta di Cremona diretto da Antonio Greco e dell’omonimo Ensemble madrigalistico, con cui ha preso parte, in qualità di solista e corista, a numerosi concerti e produzioni teatrali quali “L’Orfeo” e “Il ritorno di Ulisse in Patria” di Claudio Monteverdi, “L’Andromeda liberata” di Vivaldi, “La Dafne” di Marco da Galliano. Ha cantato, in veste solistica, presso rassegne quali Musica e poesia a San Maurizio (Società del Quartetto di Milano), il Festival di Cremona Claudio Monteverdi, il Festival Pergolesi Spontini di Jesi, il Festival internazionale di concerti d’organo ad Aosta, il Festival di Musica Antica di Malaga, Mondomusica 2009 a Cremona. Con Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone ha eseguito come solista il “Gloria” di Vivaldi e il “Dixit Dominus” di Händel. Recentemente ha esordito con successo in duo con il tiorbista Massimo Marchese presso l’Istituto di cultura italiana di Wolfsburg. Collabora, come solista e corista, alla produzione di programmi bachiani con Michael Radulescu presso la Fondation Pro Musica di Porrentruy nella Svizzera francese, e in Italia presso il Teatro Armonico di Vicenza. In ambito operistico ha interpretato il ruolo della Maga in “Dido and Aeneas” di Purcell (nell’ambito di Corti chiese e cortili di Bazzano e di Emilia Romagna Festival) e il ruolo della Gatta nel Giardino del Gigante, opera per bambini di Domenico Clapasson. In veste di cantante-attrice ha preso parte allo spettacolo “Le sorelle Brönte”, che ha inaugurato la Biennale Teatro di Venezia 2008/09 con la regia di Davide Livermore. E’ membro stabile dell’Ars Cantica Choir diretto da Marco Berrini. Collabora stabilmente con varie formazioni: il Coro Ruggero Maghini di Torino, il Ricercare Ensemble di Mantova, il Voxonus di Este, diretto da Filippo Maria Bressan, e l’ensemble Stilmoderno di Milano. Ha inciso in veste di solista: madrigali inediti di Diego Personè per l’etichetta Nireo (Ensemble madrigalistico Costanzo Porta, dir. Antonio Greco), “Genetic Sound” di Domenico Clapasson (pianoforte: Diego e Fabio Gordi) per Il canto delle sirene; “La tromba della divina Misericordia”, oratorio di Giovanni Battista Bassani (Ensemble Stilmoderno, dir. Carlo Centemeri) per l’etichetta Concerto.

 

GIANLUCA FERRARINI - tenore. Nato nel 1964, si è diplomato in organo e composizione organistica presso il Conservatorio “A.Boito" di Parma, sotto la guida di F. Tasini e in canto presso il Conservatorio “ Nicolini" di Piacenza, con la Prof.ssa L.Groppi. Ha perfezionato i propri studi specializzandosi nel repertorio Vocale medievale, rinascimentale e barocco, frequentando seminari in Italia e alll'estero. Collabora stabilmente con il Concerto Italiano di R. Alessandrini,  con Mala Punica di P. Memelsdorff  e con la Compagnia de' Musici di F. Baroni. Ha effettuato varie produzioni con direttori italiani e stranieri quali: P. Neumann, J. Savall, M. Radulescu, M. Fulgoni, D. Tabbia, G. Acciai,  L. Picotti. Ha partecipato ad importanti festival nazionali ( Sagra Musicale Umbra di Perugia, Musica e Poesia a S.Maurizio di Milano, Settembre Musica di Torino, ecc.) ed internazionali ( Saintes, Beaune, Oslo, Porto, Liegi, Bruxelles, Parigi, Barcellona, Utrecht, Amsterdam, Tokio, Kioto, Singapore, New York, etc.); inoltre, ha effettuato alcune produzioni, come solista, con l’Orchestra sinfonica dell’Emilia Romagna (OSER). Ha effettuato registrazioni discografiche con Symphonia, Opus 111, Erato, Stradivarius, Dynamic, Sarx, Mondo Musica, Harmonia Mundi France. Dal 1972 fa parte della Corale “Città di Parma”  vincendo concorsi nazionali ed internazionali a Tour, Arezzo, Gorizia. Dal 1989 al 1997 è stato direttore dei gruppi Voci Bianche e Coro Giovanile della stessa Corale. Attualmente è direttore artistico della corale stessa. Recentemente ha partecipato alla produzione del Teatro alla Scala dell'Orfeo di Monteverdi con la regia di Ronald Wilson.

 

Gianluca Buratto - basso. Nato a Cernusco sul Naviglio, ha cominciato da giovane a studiare il sassofono e il clarinetto. A 17 anni è stato ammesso nella classe di canto di Margaret Hayward presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, dove completerà i suoi studi nel 2009. Ha seguito inoltre masterclass con Sara Mingardo, Ernesto Palacio, Jaume Aragall e Dalton Baldwin. Nel 2006 ha vinto il primo premio juniores nel concorso di canto “Ferruccio Tagliavini”, in seguito al quale è stato invitato a cantare il Requiem di Verdi alla Festspielehaus di Bregenz e il Requiem di Mozart alla Graf-Zeppelin-Haus a Friedrichshafen. Nel 2008 si è inoltre aggiudicato il premio Rotary di Milano per la musica vocale da camera. La sua regolare collaborazione col Coro Claudio Monteverdi di Crema diretto da Bruno Gini l’ha portato ad approfondire in particolare il repertorio polifonico del Sei-Settencento. Tra le più importanti esperienze in ambito barocco si possono inoltre ricordare: l’Oratorio della Settimana Santa (Pilato) di Luigi Rossi con L’Aura Soave e Diego Cantalupi, nell’ambito della rassegna “Musica e Poesia a San Maurizio” di Milano; la cantata Unser Mund sei voll Lachens BWV 110 di Bach con Capella Savaria e Christophe Coin al Florence Youth Festival; Membra Jesu Nostri di Buxtehude con l’ensemble Il Suonar Parlante di Vittorio Ghielmi al Festival di Cuenca e al Ravenna Festival; un concerto di musiche di Campion con Il Complesso Barocco e Alan Curtis nel Duomo di Firenze. Il suo repertorio include anche lo Stabat Mater di Cornelius, la Paukenmesse di Haydn e Aci, Galatea e Polifemo di Händel. Il 2009 ha visto il suo debutto operistico presso il Teatro Verdi di Trieste, dove ha interpretato il ruolo del Sacerdote nella prima mondiale dell’opera Il carro e i canti di Alessandro Solbiati. La sua discografia include l’Oratorio della Settimana Santa di Luigi Rossi con L’Aura Soave e Diego Cantalupi per MV Cremona; musiche di Carl Philipp Emanuel Bach con Lorenzo e Vittorio Ghielmi per Winter and Winter; la Missa pro defunctis di Cavalli con il Coro Claudio Monteverdi di Crema e Bruno Gini per Tactus. I suoi prossimi impegni nell’ambito del repertorio polifonico includono: la partecipazione al Symposium Josquin and the Sublime di Middelburg con De Labyrintho e Walter Testolin; un disco di musiche sacre di Pietro Gnocchi con il Coro Claudio Monteverdi e Bruno Gini per la casa discografica Dynamic. Tra i suoi progetti futuri: Le Disgrazie d’Amore (Piragmo) di Cesti al Teatro Verdi di Pisa con l’ensemble Auser Musici e Carlo Ipata; la cantata Nun komm, der Heiden Heiland BWV 61 di Bach al Musikverein di Vienna e l’oratorio Cristo nell’Orto di Fux all’Osterklang di Vienna e allo Psalmfestival di Graz con il Bach Consort Wien e Ruben Dubrovsky; con Il Complesso Barocco e Alan Curtis tornerà a collaborare per Giove in Argo (Licaone) di Händel al Theater an der Wien e un tour di concerti di Giulio Cesare (Curio) di Händel, seguito dall’incisione in studio.

 

Coro Claudio Monteverdi di Crema - Il Coro “Claudio Monteverdi” è stato fondato da Bruno Gini nel 1986 e si è costituito in Associazione nel 2000. Fin dall'inizio della sua intensa attività musicale si dedica allo studio, alla promozione e alla diffusione delle opere di autori cremaschi del periodo rinascimentale/barocco e, in particolare, alla produzione sacra di F. Cavalli; nonostante questo, il repertorio corale comprende anche brani d’epoca classico-romantica e contemporanea. Oltre al coro misto, fanno parte dell’Associazione il Coro di Voci Bianche/Giovanile, il Coro Femminile e il gruppo madrigalistico “Nuova Musica” (sito: www.coromonteverdicrema.it).

 

Ensemble "Pian & Forte" - Fondato da Antonio Frigé nel 1989, quale naturale evoluzione del Duo Cassone-Frigé, l'Ensemble "Pian & Forte" è un gruppo ad organico variabile formato da musicisti dediti da anni allo studio della musica antica. La sua finalità è la riscoperta e l'esecuzione con strumenti barocchi di musiche italiane ed inglesi del periodo che va dal primo '600 fino al tardo '700; questa ricerca, l'estrema versatilità dell'organico e la fine preparazione di tutti i suoi componenti hanno fatto dell'Ens."Pian & Forte" uno dei gruppi italiani più ricercati. Intensissima l'attività concertistica che lo ha visto protagonista, a partire dal 1993, in numerosi Festivals Internazionali (Festival van Vlaanderen - Brugge,Tage Alte Musik - Regensburg, Festival "Oude Muziek" - Utrecht, Autunno Musicale di Como, Serate Musicali di Milano, Festival Internazionale di Aosta, Musica e Poesia a San Maurizio - Milano, MIDEM di Cannes, Teatro Olimpico di Roma,
Pomeriggi Musicali di Milano, Musicastello - Bolzano), oltre a concerti in Corsica, Francia, Austria, Olanda e Polonia. Fino ad ora l'Ensemble "Pian & Forte" ha al suo attivo diversi C.D. incisi per Nuova Era Records e Giulia Digital e Agorà, felicemente accolti dal pubblico e dalla critica internazionale che li ha più volte segnalati come "disco del mese".

 

Organo positivo di Giuseppe Tisi di Montichiari-Novagli.

Registrazioni:

Track 1-22: Abbazia Cistercense di Abbadia Cerreto (CR), settembre 2009.

Track 23-33: Chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano in Alfianello (BS), concerto live nella Terza di ottobre 2009.

Recorded, Edited and Mastered by Claudio Gattuso (www.elastiksound.com)

 

 

 

DISCANTICA 234

 

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