BDI 228

Victor de Sabata

Il Mercante di Venezia - Affreschi musicali (Prima esecuzione Biennale di Venezia 1934)

Aldo Ceccato - Orquesta Filarmonica de Malaga - Coro de Malaga

51' 16''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Victor de Sabata - Porzia nel cuore  

5' 35''

 

2

Victor de Sabata - Sarà una bella serata  

2' 41''

 

3

Victor de Sabata - La felicità in uno scrigno  

4' 24''

 

4

Victor de Sabata - Un arrivo inaspettato  

1' 44''

 

5

Victor de Sabata - Chi vuol esser lieto sia  

1' 7''

 

6

Victor de Sabata - Jessica fugge  

5' 16''

 

7

Victor de Sabata - Un'amara sorpresa  

6' 5''

 

8

Victor de Sabata - Ancora una disfatta  

3' 52''

 

9

Victor de Sabata - L'amore è qui  

1' 53''

 

10

Victor de Sabata - Astuzia e inganno  

1' 13''

 

11

Victor de Sabata - Nessuna pietà  

3' 3''

 

12

Victor de Sabata - Notte di luna  

6' 18''

 

13

Victor de Sabata - Promessa d'amore  

6' 18''

 

14

Victor de Sabata - Fra le tue braccia  

3' 28''

 

15

Victor de Sabata - Incanto e sogno  

2' 33''

 

 

Note al programma

 

 

La figura di Victor de Sabata, artista eclettico e inimitabile direttore d’orchestra, rimane tutt’ora avvolta da un’aura di misterioso fascino.

A tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo o lo hanno visto dirigere è rimasto un incancellabile ricordo. I pochi documenti sonori rimasti restano a testimonianza della sua leggendaria arte direttoriale.

Victor de Sabata è stato anche compositore che ha affrontato le più diverse forme musicali (dalle composizioni salottiere per pianoforte alle opere liriche).

Oltre ai poemi sinfonici Juventus, la Notte di Plàton e Gethsemani, molto apprezzati da Arturo Toscanini e registrati da Aldo Ceccato con la London Phiharmonic Orchestra, e al ballo Mille e una notte registrato da Francesco Maria Colombo con l’Orchestra Verdi di Milano, la discografica di Victor de Sabata si ora arricchisce di questa nuova produzione discografica delle musiche di scene per il Mercante di Venezia di William Shakespeare, mirabilmente interpretate dal Maestro Aldo Ceccato.

L’ascolto di questi "Affreschi Musicali" evidenzia la forte personalità di compositore mitteleuropeo in possesso di un linguaggio orchestrale fantasioso e raffinatissimo. Del resto il suo temperamento, dionisiaco sul podio, quanto distaccato nella vita, trovava il suo equilibrio nell’attività compositiva alla quale si dedicava in ogni momento libero.

Gli Affreschi Musicali ebbero la loro prima esecuzione per l’inaugurazione della I° Biennale Teatro a Venezia  nel 1934, sotto il cielo stellato del Campo San Trovaso e davanti a una platea di circa tremila spettatori.

Una scalinata di ferro e un sistema di illuminazione all’avanguardia permetteva di seguire lo svolgersi dello spettacolo. La grande orchestra del Teatro La Fenice era disposta su un palcoscenico a forma di isola sull’acqua e i diversi cori erano a volte invisibili e a volte in scena interagendo con gli stessi attori.

La storia dell’ostinato Mercante e delle tre coppie di giovani innamorati, finisce quasi per fare da sfondo alla vera protagonista dell’opera: Venezia, che splende nella gioia del suo vorticoso carnevale.

Il felice connubio artistico con Max Reinhardt all’apice della sua fama diede all’evento eco mondiale.

 

 

                                       GLI AFFRESCHI


T
ra il 7 e il 28 luglio del 1934, con La Bottega del Caffè e dopo una favolosa première e tre repliche de Il mercante di Venezia si concludeva il I Festival Internazionale del Teatro, nuova manifestazione annessa alla Biennale veneziana. Lo spettacolo ebbe tanto successo che venne presentato ancora l’anno seguente.

La vicenda del Mercante si snoda essenzialmente in due luoghi, Venezia e Belmonte. Nonostante questa bipolarità, si verificò quel raro caso ideale in cui il luogo dell’azione corrisponde a quello della realizzazione scenica. La rappresentazione all’aperto di uno spettacolo solitamente dato al chiuso, potrebbe creare al regista e, di conseguenza nel musicista, tutta una serie di problemi tecnici di non facile risoluzione. Max Reinhardt e Victor de Sabata raccolsero la sfida: il risultato fu che con il concorso di due artisti del loro calibro quel sogno di venezianità che è il Mercante skakespeariano si materializzò, riuscendo a trasfigurare l’ambiente urbano in ‘visione’.

Lo spazio all’aperto, scenario già utilizzato dai teatri del periodo elisabettiano,  venne sfruttato dal Ventennio in chiave retorica con il teatro di massa, estetica che fin dal decollo della Biennale Teatro manifesta però una sua particolarità: allestire spettacoli per un pubblico non solo veneziano, ma internazionale e cosmopolita e, dunque, d’élite.

Correva l’anno 1898 quando in Italia si levò una voce per vagheggiare il ritorno al teatro en plein air: era quella di Gabriele d’Annunzio, reduce dall’aver assistito ad una rappresentazione delle Eumenidi nel teatro romano di Orange. E la prima iniziativa in questa direzione si concretizzò con la messa in scena, nei primi anni dieci, di alcuni classici nel teatro romano di Fiesole. Questo risultato indusse a gettare le basi per riportare vita anche all’interno del Teatro greco di Siracusa. Ma il teatro all’aperto ricevette un impulso decisivo verso forme di spettacolo maggiormente complesse nel momento in cui accolse i nuovi risultati della tecnica registica.

Il merito maggiore va riconosciuto a due istituzioni che agivano su un piano di interesse internazionale: il Maggio Musicale Fiorentino e la Biennale di Venezia. All’epoca in cui de Sabata iniziò a scrivere la musica di scena per il Mercante, era a Firenze per dirigere Falstaff di Verdi ospite del Maggio Musicale Fiorentino. Reinhardt allestiva con attori italiani il Sogno di una notte di mezza estate ai giardini di Boboli, che con le loro verdi terrazze e il palazzo Pitti sullo sfondo, offrivano un’ambientazione ideale.. La commedia shakespeariana diventa una festa italiana rinascimentale. Sfarzosi cortei in sontuosi costumi sfilarono illuminati da fiaccole e riflettori, sopra scale e tra boschetti, mentre i rumori della notte si confondevano con la musica di Mendelssohn. Reduce da questa magnifica esperienza, Max Reinhardt non esitò ad accettare l’invito della Biennale. Ma voleva andare oltre. Il suo vero sogno era lavorare fianco a fianco con un musicista e con un compositore come de Sabata. Così nasceva la rievocazione artistica dello spirito racchiuso nel periodo in cui è ambientato il Mercante di Venezia. Più che un’opera di solo commento, quella di de Sabata è stata un’opera di chiarimento evocativo offrendo a Reinhardt la possibilità di lavorare sull’intima interconnessione fra musica e personaggio e ancora personaggio e scena.

A proposito dell’affascinante ruolo del compositore di musica di scena, vengono in mente le parole di Fiorenzo Carpi. Il creatore della musica di più di cento spettacoli di Strehler, Fo, Gassmann e molti altri disse:  “c'è una musica di scena che serve soltanto a un fatto tecnico, c'è la musica da ballo, per i balli di scena, e poi ci sono le musiche che non servono soltanto, ma appartengono al testo come una ineluttabilità… sono il testo che ‘si fa’ musica”. Queste parole rivelano quale sia la qualità indispensabile alla musica di teatro: la sua ineluttabile pertinenza a ciò cui si riferisce, e non soltanto ciò che illustra o commenta.

Reinhardt fece costruire una piattaforma appositamente per coro e orchestra, celata alla vista. Questa fonte musicale invisibile, combinata ad altri mezzi di espressione, quali la collocazione di musicisti in angoli opposti della scena o la presenza di orchestrine direttamente on stage, rese possibile un effetto di spazializzazione: è il fatto di combinare insieme i diversi elementi che contribuisce non poco a creare atmosfere sempre diverse, la cui fonte qualche volta rimaneva un mistero per gli spettatori. Queste innovazioni tecniche apportate da Reinhardt sarebbero state di grande importanza per lo sviluppo e l’effetto drammatico della musica di scena. Ecco quindi come de Sabata da voce a tutte queste nuove possibilità: con l’idea di rendere l’atmosfera di un lavoro teatrale non solo attraverso la parola, la gestualità, la linea ed il colore ma anche, e azzarderei soprattutto, attraverso il suono.

Lo spettacolo si apre con uno degli effetti scenici cari a Max Reinhardt: il sorgere dell’alba. I tetti delle case si imporporano; poi, piano, piano, la luce si abbassa, filtra nel canale, sfiora l’acqua cui dà guizzi lucenti. Non mancano poi i rimandi ad uno stile musicale popolare; primo esempio ne è il coro a tre voci, due soprani un mezzosoprano e due contralti. Cantano un testo dialettale veneziano, O luna ti xe stanote bionda, proiettato in un’atmosfera estatica (traccia 1). De Sabata la ottiene con un particolare accostamento di parola e puro suono vocale: mentre i soprani primi pronunciano il testo, i secondi e le voci gravi realizzano un «vocalizzando dolcemente» sulle vocali presenti nel testo. Il risultato sonoro rimane come pervaso di magia: rintocchi lontanissimi di La, che la campana deve «lasciar vibrare», si spandono da qui in avanti arrestandosi poco prima della prossima, e ben più fervorosa, apparizione corale. Da questo sofisticato inizio si può arguire che una delle caratteristiche della strumentazione è la ricchezza timbrica, utilizzando tutta un’ampia gamma di suoni e rumori di scena. Nessuno prima di Reinhardt aveva avuto idea del significato da attribuire ai diversi suoni intesi come aiuto all’atmosfera caratteristica della scena. Grazie al possesso di una sua sensibilità timbrica eccezionale, quasi morbosa, de Sabata sposa perfettamente il progetto registico di Reinhardt, teso a contestualizzare al massimo l’azione, nell’intento di rendere il dramma il più articolato ed espressivo possibile.

Già sul finire del successivo coro, «O Vinegia», infatti, lo si può notare in modo particolare, con il distanziamento delle fonti sonore, libere di seguire ognuna il proprio ritmo. Analizzando la partitura, questa ‘strategia sonora’ viene annotata dal de Sabata stesso, quando prescrive che «campane e primo pianoforte, devono essere vicinissime le une all’altro», e più oltre che «queste campane e il secondo pianoforte devono fondersi, ed il loro suono provenire possibilmente da direzione opposta alle prime campane ed al primo pianoforte». La notevole complessità di scrittura si unisce dunque alla difficoltà di sovrapporre due distinti livelli sonori, anche quando vi sarà qualcuno situato «in orchestra» e qualche altro, a volte un gruppetto si strumenti, «sulla scena lontani», livelli che procederanno distintamente, con melodie proprie.

La partitura del Mercante si conclude con la ripresa del coro «O Vinegia», apparso in apertura: archi con sordina e celesta conducono al sognante finale, a piena orchestra. Con quest’ultimo omaggio alla città lagunare la musica si spegne in un accordo tenuto, nel finale che svanisce come una dolce visione. Il 25 giugno 1934 de Sabata conclude la stesura della musica, Reinhardt ne gioisce con un telegramma ufficiale

Non si potrebbe descrivere meglio di  Renato Simoni nel suo Il Mercante di Venezia in Campo San Trovaso, apparso sul Corriere della Sera del 19 luglio 1934, l’effetto che produsse sin dal primo ascolto la musica di Victor de Sabata.  «Non è un commento, è una squisita, preziosa partecipazione alla commedia. Essa ne esprime con affanno e con estasi il segreto, s’inebria con sì illuminato intendimento dei caratteri e con tanta gioia per i nostri occhi da offrire al regista ogni possibilità di presentarci sempre dei quadri nei quali ogni elemento era delizioso, e l’insieme, in maniera ognora diversa, unitario e sorprendente».

Naturalmente lo spettacolo venne annunciato, seguito, recensito abbondantemente, sia sulla stampa italiana che estera. Valga per tutti il suggestivo articolo uscito sul Times[1]:

Coloro che amano Venezia conoscono Campo San Trovaso. Faceva parte dei percorsi preferiti di Ruskin, ed infatti una, fra le strade che vi sfociano, si chiama Passeggiata Ruskin. È situato nello storico ‘quartiere rosso’ Alla sinistra dell’uditorio (che occupava una speciale tribuna d’acciaio che si elevava contro la facciata della chiesa fino a un’altezza di circa 25 piedi) c’era rappresentata l’entrata della villa a Belmonte; il palazzo sulla sinistra, al di là del ponte, è stata trasformata nella spaziosa dimora di Shylock; il magazzino, convenientemente mascherato e leggiadramente affrescato, è stato fatto in modo che divenisse il casino dei nobili veneziani. Gli episodi coreografici, le danze, le masse (talora più di duecento persone in movimento), il corteo del Principe del Marocco (con piccoli Mori che portavano doni a Porzia e suonatori di strumenti arabi come il rebab e la rumba), il pomposo seguito del Principe d’Aragona (con le ragazze che danzavano agitando tamburelli baschi, chitarre e liuti), il carnevale veneziano, la comparsa sulle acque del piccolo canale della splendida Peata del Doge e delle gondole del sedicesimo secolo (più piccole e non così leggere come quelle moderne), i giochi di luce, lo scintillio di molti colori, la magnificenza dei costumi appositamente disegnati per l’occasione, hanno costituito la parte della produzione che impressionava di più. La musica, suonata da un’orchestra nascosta, ha contribuito potentemente all’effetto ed è stata sentita appropriata e piena di risorse. L’ha scritta Victor de Sabata che ha adattato antiche musiche veneziane del quindicesimo e sedicesimo secolo cercate negli archivi locali. La fanfara con la quale ai tempi i trombettieri annunciavano l’arrivo del Doge echeggiava ancora una volta sotto il cielo di San Marco, mentre il liuto e la tiorba facevano salire al balcone di Porzia dei suoni tanto delicati e leggeri da ricordare i sospiri degli amanti. La rappresentazione, divisa in due parti, ha tenuto alta la tensione degli spettatori dall’inizio alla fine.

 

 

Angela Floccari

 

 

 

[1] [Recensione anonima], Shylock at home. Play performed in Venice square, «London Times», 20 luglio 1934, p. 12.

 

 

 

 

Veduta del Campo San Trovaso

 

Scenografia per il Mercante di Venezia

 

 

 

SINOSSI

Venezia, XVI secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, ama Porzia ma è povero. Per poterla sposare chiede un prestito all'amico Antonio, che deve ricorrere a sua volta all'usuraio Shylock. Questi, con animo crudele, pretende una tremenda garanzia: allo scadere dei tre mesi o avrà la restituzione del danaro o una libbra della carne di Antonio.

Questa è la celebre storia che s'intreccia alle vicende delle tre coppie d'innamorati: Bassanio e Porzia, Nerissa e Graziano, Jessica e Lorenzo.

Ma Il Mercante che Max Reinhardt e Victor de Sabata misero in scena alla'aperto fece diventare vera protagonista la città di Venezia. Infatti, tutta l'azione si svolge in unità di spazio grazie alla costruzione di una scenografia che cambiò l'aspetto di Campo San Trovaso (come si può constatare dalle fotografie). La Piazza potè così ospitare la folla del carnevale, le danze e i cori che si alternavano al testo recitato dai più grandi attori italiani di allora. La musica si dipanava tra i gruppi, le danze e i canti con gli "Affreschi musicali" suonati dalla grande orchestra della Fenice, invisibile al pubblico perchè sistemata su una piattaforma galleggiante sul Rio degli Ognissanti, costruita appositamente per l'evento. Anche queste acque, percorse dalle antiche gondole, divennero protagoniste con l'arrivo solenne del Doge al momento del giudizio sulla terribile richiesta del Mercante. Alla fine, Antonio, felice che le sue navi siano rientrate in porto piene di merci, salda il suo debito con Shylock e lo perdona.

Stupenda all'inizio nella luce dell'alba, Venezia si accomiata nella sera che vede le tre coppie felicemente riunite. Ora, languidamente al fresco del giardino di Porzia, si respira la dolcezza dell'incanto veneziano.

 

Synopsis

 

Venice, 16th century. Bassanio, a young Venetian gentleman, loves Portia, but is destitute. In order to marry her, he asks for a loan from his friend Antonio, who in turn has to resort to Shylock, the usurer. Shylock, in his cruel nature, demands a terrible guarantee: at the deadline of the three months, either he will get the whole sum back or he will receive a pound of Antonio's own flesh in its stead. This renowned story is further intertwined with the vicissitudes of three amorous couples: Bassanio ando Portia, Graziano and Neritia, and Lorenzo and Jessica.

However, The Merchant of Venice that Max Reinhardt and Victor de Sabata brought to life on the open air stage made the city of Venice the real protagonist. In fact, the entirety of the action unfolds in the unity of space achieved by the construction of a set design that transformed Campo San Trovaso (as can be seen from the pictures). This way, the piazza could contain the crowd of the Carnival, the balls and the choirs, which alternated with the texts performed by the most famous Italian actors of the time. The music spread amongst the groups, the balls, and the songs with the "Musical Frescos" performed by the great orchestra of La Fenice. The orchestra was invisible to the public because it sat on a floating platform on the Rio degli Ognissanti, built solely for that purpose. These waters as well became a character of the play at the moment of the Doge's arrival to judge the Merchant's terrible request. In the end, Antonio, happy that his ships came back to the port full of merchandise, repays his debt to Shylock and forgives him.

Magnificent at the beginning in the light of dawn, Venice takes its leave in the evening, with the three couples happily reunited al fresco in Portia's garden, wrapped by the sweetness of the Venetian enchantment.

 

Sinopsis

 

Venecia, siglo XVI. Bassanio, un joven y pobre caballero veneciano, se enamora de Porcia. Para poder casarse con ella le pide un préstamo a su amigo Antonio, que tiene que recurrir a su vez al prestamista Shylock. Este, de mala fe, le presta el dinero con una terribile condición: si la suma no es devuelta en un plazos de tres meses tendrá que pagar con una libra de su propia carne. Esta es la célebre historia que entrelaza las vicisitudes de las tres parejas de enamorados: Porcia y Bassanio, Nerissa y Graciano y Jessica y Lorenzo.

Pero El Mercader que Max Reinhardt y Victor de Sabata pusieron en escena al aire libre, convirtió a la ciudad de Venecia en la verdadera protagonista. De hecho, toda la acción transcurre en una unidad de lugar gracias a la construcciónde de un decorado que cambió el aspecto del Campo San Trovaso (como puede verse en las fotografias). La plaza pudo así acomodar a la multitud del carnaval, las danzas y los coros que se alternaban con el texto, interpretado por los mejores actores italianos de la época. La música se eatramezda con grupos, bailes y cantos con "Frescos Musicales" interpretados por la gran orquesta de La Fenice, invisible al público puesto que estaba instalada sobre una plataforma flotante, construida especialmente para la ocasión sobre el Rio degli Ognissanti. Estas mismas aguas, cruzadas por antiguas góndolas, se convirtieron en protagonistas con la solemne flegada del Dogo en el momento del juicio, celebrado a petición del Mercader.

Finalmente, Antonio, contento de que sus barcos hubiesen llegado a puerto cargados de mercancías salda su deudas con Shylock y lo perdona. Venecia, magnifica, bañada por la luz del amanecer, despide la noche que ha visto por fin a las tres parejas felizmente reunidas. En sólo entonces cuando, en el frescor del jardín de Porcia, se respira realmente la dulzura del encanto veneciano.

 

 

GUIDA ALL’ASCOLTO

 

 

TRACCIA 1.                                                                      

Porzia nel cuore

 

Un coro femminile intona una delicata ode a Venezia:

 

“O luna ti xe stanote bionda, tuta d’oro in biondo arxento

Canta e pianze ‘l core drento,

come l’onda,

luna bionda…”

 

La Serenissima attende il suo Doge, squilli di tromba lo annunciano

Il coro al completo riprende con slancio

 

“Oh Vinegia divina, oh amore, sogni!

Oh  Vinegia divina…oh, amor!”

 

Alle prime luci dell’alba, campane risuonano d’intorno.

 

Si sente aria di malinconia. Antonio è triste, non ha una ragione precisa. Al contrario il suo amico Bassanio si confida con lui: non passa un bel momento perché ama Porzia ma non ha i mezzi per poterla chiedere in sposa. Antonio promette di aiutarlo. Bassanio spera di incontrarla presto.

 

 

TRACCIA  2.                                                                              

Sarà una bella serata

 

Le maschere del carnevale cominciano a radunarsi, accompagnate dai rispettivi musici che a gara si sfidano in una serenata di mandolini e chitarre.

Una maschera meno allegra si unisce a loro con voce nostalgica, ma subito gli strumenti riprendono a divertirsi e intrecciano tra loro improvvisate melodie.

 

 

TRACCIA 3

La felicità in uno scrigno

 

Un atmosfera sofferta aleggia intorno alla casa del Mercante, dove sua figlia Jessica si sente come prigioniera, sempre sotto il controllo di suo padre Shylock.

Vorrebbe essere libera di partecipare alla baldoria e forse incontrarci il bel Lorenzo… Anche se è cristiano, le piace tanto.

Porzia sta dando una festa a casa sua, intorno a lei tutto è gioia e gli invitati inneggiano alla sua bellezza

 

“ Madonna Porzia, Viva!

 E la bellezza! Viva!

 Viva la gioia!

 Viva la gioia e la gioventù e d’amor e ‘l pazzo gioco

 Che fra poco

 Si giocherà!”

 

Tra una danza e l’altra Porzia si confida con Nerissa, sua amica prediletta. Quanto è difficile trovare uno sposo adatto! La volontà del defunto padre è complicata: perché possano sposarla, impone ad ogni  pretendente di trovarne il ritratto nascosto in uno dei tre scrigni.

Sarà in quello d’oro? O d’argento? O di piombo?

Altrove Shylock si incontra con Antonio e Bassanio. Concede loro la somma richiesta, ma dopo tre mesi se non avrà riavuto i suoi soldi, pretenderà una mezza libbra di carne viva tagliata direttamente dal corpo di Antonio.

 

 

TRACCIA  4                                                                         

Un arrivo inaspettato

 

Le fanfare accompagnano il corteo del Principe del Marocco che tenta un approccio con l’affascinante dama. Se dovesse sbagliare non potrà più sposare nessun’altra.

Si butta sullo scrigno d’oro, ma ne è deluso: ha aperto quello sbagliato.

 

 

TRACCIA 5                                                                          

Chi vuol esser lieto sia

A Belmonte Porzia riceve i suoi nobili pretendenti, ma per ora nessuno è riuscito ad aprire lo scrigno giusto. I pifferai si divertono, sempre più: è un tormentone crescente  e scanzonato, si direbbe che si sia bevuto un po’ troppo!

 

 

TRACCIA 6                                                                                 

Jessica fugge

 

Risate sgangherate, lazzi e derisioni… Fra le strade Shylock non passa mai senza che qualcuno non si prenda gioco di lui. Chiusa a chiave la porta della sua casa, esce raccomandando a sua figlia Jessica di non aprire a nessuno.

Accanto alla sua casa si festeggia e si balla una Gagliarda.

Per le strade è tutto un fermento di festa. Ecco ancora i pifferai ubriachi che cantano e scherzano con le dame

 

“ Evviva viva ‘l Sabo Grasso e la baldoria

   E la baldoria!”

 

Jessica è scesa dalla finestra, assapora finalmente la sua libertà.

 

 

TRACCIA 7                                                                             

Un’amara sorpresa

 

Tutti deridono il mercante che non trova sua figlia a casa: è fuggita, e con l’oro!

Schylock è sconvolto.

La festa in strada continua e si danza senza sosta. Si susseguono una Veneziana, una Musetta, poi una vorticosa Furlana.

Ben tre lanci di fuochi artificiali renderanno quella nottata spettacolare.

La folla del carnevale riempie il campo: sono in tanti, e con la confusione che riescono a creare, danno la possibilità alla ragazza di sfuggire  all’attenzione del padre: è decisa a raggiungere il suo Lorenzo.

L’allegro corteo si allontana cantando

 

“Evviva evviva il Sabo Grasso e la baldoria!

 Su biondine e su moretti, su, morette e su biondini!…

 

 

La festa è al culmine e il fortissimo finale copre il grido desolato di Shylock.

 

 

TRACCIA 8                                                                                     

Ancora una disfatta

 

Altri pretendenti vorrebbero conquistare la bella Porzia. Fallisce anche il Principe d’Aragona che riparte accettando la sua sconfitta

Si intona un triste madrigale il cui testo è stato scritto dallo stesso de Sabata.

 

“Madonna! Poiché uccidermi volete

  non nego di morire.

  Madonna!

  Ma se con dolci sguardi

  Voi potete la mia vita finire,

  non è più giusta voglia

  ch’io muoia di dolcezza che di doglia!

  Madonna!

 

 

TRACCIA 9                                                                           

L’amore è qui

 

La sera, nel giardino di Porzia.

Dei grilli tra l’erba, l’attesa… A Belmonte giunge Bassanio.

La fortuna gli arride, pur avendo scelto lo scrigno più dimesso: riesce a ritrovare il nobile ritratto. Ora niente potrà separarli.

 

 

TRACCIA 10                                                                                

Astuzia e inganno

 

Antonio ha perduto le sue navi, è ora di restituire il denaro ma al momento non dispone più di nulla. Shylock, è furioso ma non intende modificare il suo contratto. Così erano d’accordo e così esige che si faccia. Porzia, per riconoscenza verso Antonio, si prepara a partire travestita da avvocato per difendere gli amici.

 

 

TRACCIA  11

Nessuna pietà

 

Squilli di tromba annunciano l’arrivo del Doge, solo lui può giudicare la tremenda richiesta dell’ebreo. L’atmosfera ora è cupa e drammatica. Tutti aspettano il giudizio del Doge che ascolterà le due parti contrapposte. Porzia, intrufolatasi nel tribunale, riuscirà a convincerlo che il contratto non può essere rispettato. Infatti, nel tagliare la mezza libbra non una goccia di sangue veneziano dovrà essere versata ne il pezzo di carne potrà pesare un grammo di più o un grammo di meno di quanto stabilito.. Shylock si rende conto di essere perduto: gli toccherà convertirsi oltre a rinunciare a tutto. Lo salva Antonio, che gli perdona: può essere generoso. Ha da poco saputo che le sue navi sono salve.

 

TRACCIA 12                                                                             

Notte di luna

 

La notte scende su Belmont. Voci soavi si confondono al bagliore lunare mentre i cuori palpitano all’unisono con la volta stellata. I giovani innamorati si ritrovano ora riuniti e felici nel giardino che pare incantato. A lume di candela, Porzia è con con Bassanio mentre Nerissa, che l’accompagna, si stringe al suo Graziano.

 

 

TRACCIA 13                                                                             

Promessa d’amore

 

Lorenzo e Jessica, soli, gioiscono dolcemente della loro unione.

 

 

TRACCIA  14                                                                                

Fra le tue braccia

 

Lungo il canale si festeggia ancora… sulle ultime gondole, ci si abbandona alla dolcezza della notte veneziana.

 

 

TRACCIA 15                                                                                

Incanto e sogno

 

In chiusura ritorna il coro che onora Venezia.

 

O luna ti xe stanote bionda, tuta d’oro in biondo argento

Canta e pianze  ‘l core drento

Come l’onda….come l’onda

 

La musica pare che svapori, perdendosi nel più delicato dei pianissimi

 

DISCANTICA 228

 

 

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[1] [Recensione anonima], Shylock at home. Play performed in Venice square, «London Times», 20 luglio 1934, p. 12.