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BDI 217 |
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Bernardo Pasquini |
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Docendo Discitur, Ricercare dai Saggi di Contrappunto (1695) ed
altre Composizioni dai manoscritti di Berlino e Londra - Organo Fratti 2009,
Accademia Internazionale Smarano - Trento |
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Edoardo Bellotti |
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72' 13'' |
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DDD |
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(1
CD) |
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track |
compositore e titolo |
durata |
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1 |
Bernardo Pasquini - Toccata
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3' 2'' |
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2 |
Bernardo Pasquini - Ricercare I tono
a 3 |
2' 42'' |
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3 |
Bernardo Pasquini - Ricercare II tono a 3 |
2' 9'' |
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4 |
Bernardo Pasquini - Ricercare III tono a 3 |
1' 38'' |
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5 |
Bernardo Pasquini - Ricercare IV tono a 3 |
2' 31'' |
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6 |
Bernardo Pasquini - Variazioni per
Petronilla |
8' 4'' |
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7 |
Bernardo Pasquini - Ricercare V tono a 3 |
2' 9'' |
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8 |
Bernardo Pasquini - Ricercare VI tono a 3 |
2' 20'' |
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9 |
Bernardo Pasquini - Ricercare VII tono a 3 |
1' 29'' |
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10 |
Bernardo Pasquini - Ricercare VIII tono a 3 |
2' 6'' |
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11 |
Bernardo Pasquini - Passacagli |
4' 9'' |
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12 |
Bernardo Pasquini - Ricercare IX tono
a 3 |
2' 12'' |
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13 |
Bernardo Pasquini - Ricercare X tono a 3 |
2' 1'' |
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14 |
Bernardo Pasquini - Ricercare XI tono a 3 |
2' 3'' |
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15 |
Bernardo Pasquini - Ricercare XII tono a 3 |
2' 5'' |
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16 |
Bernardo Pasquini - Partite diverse di Follia |
7' 58'' |
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17 |
Bernardo Pasquini - Ricercare I tono a 4 |
2' 10'' |
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18 |
Bernardo Pasquini - Ricercare I tono a 4 |
2' 25'' |
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19 |
Bernardo Pasquini - Ricercare II tono a 4 |
1' 25'' |
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20 |
Bernardo Pasquini - Ricercare II tono a 4 |
1' 25'' |
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21 |
Bernardo Pasquini - Tastata |
2' 43'' |
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22 |
Bernardo Pasquini - Ricercare III tono a 4 |
2' 42'' |
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23 |
Bernardo Pasquini - Ricercare V tono a 4 |
1' 41'' |
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24 |
Bernardo Pasquini - Ricercare V tono alio modo |
1' 37'' |
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25 |
Bernardo Pasquini - Ricercare VI tono a 4 |
1' 27'' |
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26 |
Bernardo Pasquini - 2 Arie |
2' 20'' |
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27 |
Bernardo Pasquini - Fuga in basso continuo |
3' 25'' |
Note di presentazione
Bernardo Pasquini, nato nel 1637 a Massa di Valdinievole (oggi Massa e Cozzile nel pistoiese), arrivò a Roma tredicenne, dopo la prima formazione musicale in Toscana (e forse anche a Ferrara), e si perfezionò con Loreto Vittori, celebre sopranista umbro, e con Antonio Cesti, aretino, autore della nota opera Pomo d’oro. Si radicò a Roma (brevi i viaggi a Vienna, dove rifiutò l’invito di Leopoldo I che lo voleva a corte, e a Parigi, dove suonò alla presenza del Re Sole). Ebbe contatti con musicisti di tutta Europa come testimoniano le dediche di molte composizioni per tastiera (per lo Scozzese, per l’Inglese, per il Francese, per il Danese, per Spagna, per Francia, per Monaco ecc;)
A Roma prestò servizio in diverse Chiese (S. Maria in Vallicella, S. Luigi dei Francesi, S. Maria in Aracoeli, S. Maria Maggiore, Oratorio del SS. Crocifisso). Partecipò attivamente alla vita musicale animata dalla regina Cristina di Svezia e agli eventi musicali nei palazzi nobiliari e cardinalizi (Colonna, Pamphilj, Ottoboni). Passò gli ultimi 40 anni della sua vita come cembalista da camera di Palazzo Borghese. Fu membro dell’Arcadia con il nome di Protico Azetiano, e della Congregazione di S. Cecilia. La sua attività compositiva, a differenza di G. Frescobaldi, comprese i principali generi: dall’opera, all’oratorio, alle cantate, alla musica per tastiera. Quasi tutta la sua produzione ci è pervenuta manoscritta e quella per tastiera è in gran parte autografa. La sua fama di insegnante, testimoniata anche dai Saggi di contrappunto (1695), conservati a Berlino, e dalle Regole per ben suonare il cembalo e organo, conservate a Münster e purtroppo andate perdute nella II guerra mondiale, attirò un gran numero di allievi italiani e stranieri poi divenuti celebri: G. Muffat e forse J. K. Kerll, J. Ph. Krieger, F. Durante, B. Gaffi e F. Gasparini, Azzolino della Ciaia, G.M. Casini, D. Zipoli e altri. Nel 1707 arrivò a Roma il giovane G. F. Händel, durante il suo viaggio in Italia per assorbire la lezione dei grandi maestri, partecipando alla vita musicale degli stessi ambienti nei quali operavano A. Corelli, A. Scarlatti e B. Pasquini. Morì a Roma il 21 novembre 1710.
La fama di grande musicista e didatta è testimoniata dal suo allievo Francesco Gasparini che nella celebre opera didattica (1722) L’armonico pratico al cimbalo (p. 62) scrive: «Chi averà ottenuta la sorte di praticare, o studiare sotto la scuola del famosissimo Sig. Bernardo Pasquini in Roma, o chi almeno l’avrà inteso o veduto sonare, avrà potuto conoscere la più vera, bella e nobile maniera di sonare e di accompagnare».
In questa registrazione oltre ad alcune importanti composizioni contenute nei manoscritti autografi conservati a Berlino e Londra, vengono proposti, come primizia d'ascolto, tutti i contrappunti a tre e quattro parti che concludono la preziosa opera teorica Saggi di contrappunto, solo recentemente pubblicata in edizione critica.
Ciò che sorprende nei Saggi di Contrappunto, nel confronto con i trattati dell’epoca, è la mancanza di trattazione teorica. La parte testuale è quasi inesistente e presuppone conoscenze teoriche stabilite. Si tratta propriamente di un libro di esercizi realizzati, dall’ordine dei quali è possibile dedurre il percorso didattico impostato dal Maestro. L’allievo è come condotto per mano attraverso le tecniche del contrappunto, dalle forme più semplici alle più complesse, dalle due alle cinque voci, prima in sequenze brevi e alla fine in saggi di forme polifoniche di dimensione comune (dalle trenta alle quaranta misure), a due e a tre parti in tutti e dodici i toni, e a quattro parti solo nei toni I, II, III, V, VI. Il manoscritto non è autografo, probabilmente attribuibile alla mano del nipote-allievo Felice Bernardo Ricordati, il cui nome ricorre all'interno.
Riconducibili a Pasquini sono certamente, oltre all'impianto didattico, i soggetti dei contrappunti e il controllo qualitativo delle realizzazioni dell'allievo, con i numerosi interventi correttivi facilmente confrontabili con il testo precedente per la buona leggibilità delle abrasioni. I soggetti sono caratterizzati da una buona cantabilità di gusto modale conservata in tutto lo sviluppo del contrappunto senza eccedere in concentrazioni di varie tecniche contrappuntistiche, in progressivo allontanamento dalla cerebralità dei Ricercari di stile fiammingo ben testimoniata nelle composizioni di Giovanni De Macque, esattamente un secolo prima, e sempre più stemperata dalla cantabilità di gusto italiano attraverso i suoi allievi in Napoli Giovanni Maria Trabaci e Ascanio Maione, e poi a Roma attraverso Girolamo Frescobaldi e Bernardo Pasquini. Il legame di Pasquini con il grande Ferrarese, già riscontrabile nelle citazioni contenute nelle Variazioni d'inventione e nelle Variazioni capricciose (probabilmente del periodo giovanile), traspare ancora nell'uso come soggetto per alcuni contrappunti dei Saggi (IX Tono a due voci, III Tono a quattro voci) del celebre tema utilizzato da Girolamo Frescobaldi nel Recercar con obligo di cantare la quinta parte senza toccarla (Fiori Musicali, Messa della Madonna).
Le composizioni propriamente tastieristiche sono tutte
appartenenti all'ultimo periodo (1697-1708) come attestano le numerose date
apposte da Pasquini nei manoscritti autografi. Fino all'ultimo, Pasquini
conserva l'apprezzamento delle possibilità espressive dello stile antico nelle
composizioni in forma di Toccata e
anche nei Passagagli (serie di variazioni
in ritmo ternario senza soluzione di continuità) e nelle Partite diverse di Follia (serie di variazioni in ritmo ternario
separate da cadenze), ma nello stesso tempo mostra una totale apertura e una
acuta sensibilità nell'uso delle nuove tecniche della scrittura tonale nelle
brevi Arie e nelle Variazioni per Petronilla utilizzando la
corrente struttura bipartita fondata sul rapporto tonica-dominante-tonica ma,
rispetto alla pratica dei contemporanei musicisti d'oltr'alpe, con assai
maggiore libertà e molteplicità di
variazioni melodiche, ritmiche e armoniche, che rompono la rigidità dello
schema di partenza. E' l'apporto di originalità di un grande maestro che, nella
propria pratica strumentale e nella didattica, privilegia il gusto
dell'improvvisazione, e anche della «bizzarria», come esercizio di fantasia
controllata da sapienza contrappuntistica e da solido senso formale. Per
stimolare questa pratica Pasquini ha lasciato, con il solo basso numerato, una
doppia serie di quattordici sonate per cembalo solo e per due cembali, oltre trecento
versi e un'ampia Fuga in Basso Continuo con numerose indicazioni delle entrate
della fuga, abbondante numerica, qualche passaggio già scritto a due voci e,
verso la fine, anche il suggerimento «entra la fuga al roverso»: quest'ultima
preziosa gemma musicale è offerta qui in una improvvisazione di Edoardo
Bellotti, da sempre dedito alla pratica e all'insegnamento dell'improvvisazione
come punto di arrivo della formazione e della espressione musicale.
Armando Carideo
Programme Notes
Bernardo Pasquini
was born in 1637 in Massa di Valdinievole (today Massa e Cozzile, in
Pistoia). He moved to Rome
when he was 13, after his earliest music studies in Tuscany (and perhaps in
Ferrara). He perfected his art with
Loreto Vittori, a famous male soprano from Umbria, and with Antonio Cesti from
Arezzo, composer of the well-known opera Pomo d'oro. He remained in Rome (except for short trips
to Vienna, where he refused the invitation of Leopold I to join his court, and
to Paris, where he performed for the Sun King). He met musicians from all over Europe, as can be deduced from the
dedications on many of his keyboard works (for the Scot, for the Englishman,
for the Frenchman, for the Dane, for Spain, for Monaco, etc.).
In Rome, he held
positions in various churches: S Maria in Vallicella, S. Luigi dei Francesi, S.
Maria in Aracoeli, S. Maria Maggiore, Oratorio del SS. Crocifisso. He spent the last forty years of his life as
a chamber harpsichordist in Palazzo Borghese.
He was a member of the Arcadia, where he was known as Protico Azetiano,
and of the Congregazione di Santa Cecilia.
His compositions, contrary to G. Frescobaldi, included the principal
genres: opera, oratorio, cantatas, and keyboard music. Almost all of his works have come down to us
handwritten, and his keyboard works are mostly autographs. His reputation as a teacher, displayed by the
Saggi di contrappunto (preserved in Berlin) and by the Regole per ben
suonare il cembalo e organo (preserved in Münster) and unfortunately lost
during World War II, attracted a large number of Italian and foreign students
who later became famous: G. Muffat and perhaps J.K. Kerll, J. Ph. Krieger, F. Durante, B. Gaffi and F.
Gasparini, Azzolino della Ciaia, G. M. Casini, D. Zipoli and others. He died in Rome on 21 November 1710.
His fame as a great musican and teacher was declared
by his student Francesco Gasparini in his celebrated work, L'armonico
pratico al cimbalo (1722). On page 62 he wrote that whoever had the
fortune of performing or studying with the very famous Mr Bernardo Pasquini in
Rome, or at least had the opportunity to hear him or see him perform, will have
known the truest, the most beautiful and the noblest manner of playing and
accompanying.
On this CD, besides some important works from the autographed manuscripts
preserved in Berlin and London, we have included, as a novelty, all of the three
and four-part contrapuntal works at the end of the invaluable theoretical work Saggi
di contrappunto, only recently published in a critical edition.
What is surprising in the Saggi di Contrappunto, in comparison with
other treatises of the period, is the absence of theoretical discussion. There
is hardly any text, and it presupposes a knowledge of theoretical practices. In
fact, it is a book of exercises organized in a way that one can understand the
composer's didactic scheme. The student is virtually led through the
contrapuntal techniques, from the simplest to the most complex forms, from two
to five voices, first in short sequences and finally in studies of polyphonic
forms of ordinary dimensions (from 30 to 40 measures), in two and three parts
in all twelve keys, and in four parts only in keys I, II, III, V, and VI. The
manuscript is not an autograph, and can probably be attributed to his nephew
and student Felice Bernardo Ricordati, whose name appears in it.
Beside the didactic plan, the elements which clearly belong to Pasquini are the
subjects of the counterpoint and his qualitative control of the student's work:
numerous corrections are easily comparable to the preceding text thanks to the
easy legibility of the corrections. The subjects are modal and have a good
cantabile. This is preserved throughout the development of the counterpoint,
and there is no excessive use of any specific contrapuntal technique. There is
a progressive departure from the intellectualism of the Flemish-style Ricercari,
such as in the examples of Giovanni De Macque - exactly a century earlier.
There is also a progressive softening effect by the melodiousness of the
prevalent Italian taste, in the counterpoint of his students in Naples
(Giovanni Maria Trabaci and Ascanio Maione) and in Rome (Girolamo Frescobaldi
and Bernardo Pasquini). The influence of Frescobaldi on Pasquini - already
visible in the Variazioni d'inventione and in the Variazioni
capricciose (probably from his youth) - can be seen later when the famous
theme by Frescobaldi in his Recercar con obligo di cantare la quinta parte
senza toccarla (Fiori Musicali, Messa della Madoonaa) appears as the
subject for some of Pasquini's counterpoint in his Saggi (IX Tono a due
voci, III Tono a quattro voci).
The compositions for keyboard are all apparently from his last period
(1697-1708), as displayed by the many dates written by Pasquini in the
autograph manuscripts. Until the end, Pasquini maintains the importance of the
expressive possibilites of the stile antico in his works in Toccata
form, in the Passagagli (series of variations in uninterrupted ternary
rhythm) and in the Partite diverse di Follia (a series of variations in
ternary rhythm separated by cadences). However, at the same time, he displays a
complete openness and deep sensitivity to the use of new techniques of tonal
writing in the short Arie and in the Variazioni per Petronilla.
He uses the current bipartite structure based on the tonic-dominant-tonic
relationship, but he respects the practice of contemporary transalpine
composers, with much more freedom and multiple melodic, rhythmmic and harmonic
variations, which loosen the rigid starting plan. It is the originality of a
great composer who, in instrumental and didactic practice, gives precedence to
taste, improvisation, and also to "bizarreness", as an exercise in
imagination, controlled by contrapuntal knowledge and a solid sense of form. To
stimulate this practice, Pasquini wrote two sets of 14 sonatas for harpsichord
solo and for two harpsichords with only a numbered bass, over three hundred
verses, and a large Fuga in Basso Continuo with numerous indications of
the entrances of the fugue, many figured bass numbers, a few passages already
written for two voices and, near the end, even the suggestion "entra la
fuga al roverso" (start the fugue in contrary form). This last
precious musical gem has been offered here in an improvisation by Edoardo
Bellotti, who is dedicated to the practice and teaching of improvisation as a
goal in the education and expression of music.
Armando Carideo
Traslated by Leo Chiarot
Lo strumento
L’organo costruito per l’auditorium dell’Associazione Culturale Monsignor Celestino Eccher è fortemente ispirato agli strumenti classici del Rinascimento italiano, con particolare riferimento alla scuola degli Antegnati e più in generale a quella dell’Italia settentrionale, non solo per quanto concerne le caratteristiche foniche, ma anche dal punto di vista meccanico e costruttivo.
Lo strumento, con un’estensione da Do1 a Do5, è impostato sulla base di un Principale di 8’, tutto in stagno al 95% e in prospetto dal Fa1 di 6’. I registri di ripieno, il Fiffaro e i Flauti sono costruiti in lega di piombo al 98% e stagno al 2%, a partire da le lastre spessorate e restremate mediante martellatura manuale. Il somiere, in noce italiano, è del tipo “a vento” su modello antegnatiano. Le proporzioni dei ventilabri, il punto di attacco del tirante, la tipologia di catenacciatura e di leveraggio della tastiera conferiscono il caratteristico tocco estremamente preciso e leggero, che è una prerogativa di questi strumenti.
L’adozione di un temperamento mesotonico e dei tasti enarmonici caratterizzano ulteriormente lo strumento consentendo di sfruttare al meglio le caratteristiche timbriche, armoniche e musicali di questo tipo di accordatura.
L’aggiunta alla tavolozza classica dei registri di un registro di Cornetta nei soprani e di un Regale diviso in bassi e soprani permette di estendere notevolmente le possibilità espressive dell’organo.
Il vento è fornito da tre mantici a cuneo, con caricamento mediante corde e carrucole
La cassa, al pari dello strumento stesso, s’ispira ai modelli estetici rinascimentali i quali a loro volta ripercorrono gli stilemi dell’arte classica antica greco-romana.
La facciata ricorda quella di un tempio in antis in sobrio stile ionico. L’arte delle Muse, espressione del bello, del perfetto tocca nel rinascimento altezze “divine” e l’organo ne interpreta la trascendenza. Gli intagli sulle legature richiamano le decorazioni “a grottesche”, ulteriore interpretazione rinascimentale dei superbi affreschi che proprio allora affioravano dalle viscere della città eterna. La scelta dell’acero europeo quale essenza per la costruzione della cassa e degli intagli consente di accentuare ancora di più la pulizia delle linee classiche del prospetto che incornicia le canne di facciata e l’apparato scultoreo, grazie all’omogeneità della venatura e il bel colore caldo che la finitura a olio conferisce su superfici piallate a mano. L’interno della cassa dipinto con il tradizionale rosso, che traspare in diverse sfumature dai riquadri aperti sulla trabeazione che poggia sui capitelli, evidenzia in maniera decisa il disegno delle 5 campate di canne del Principale, suddivise da semicolonne riccamente intagliate.
La superficie frontale dei due plinti è stato un richiamo
irresistibile per l’inserimento di una frase scolpita che potesse essere
felicemente associata al contesto culturale in cui l’organo è inserito:“Docendo Discitur”, espressione ripresa da Seneca che nelle Lettere Morali a
Lucilio libro I, VII scrive:"Homines dum docent
discunt". Un’esortazione
filosofica, un invito a reinterpretare l’insegnamento socratico che nella
conoscenza di sè, nella consapevolezza del proprio limite identifica il primo
passo verso il sapere.
Marco Fratti
The instrument
The organ built for the auditorium of the Associazione
Culturale Monsignor Celestino Eccher was strongly inspired by the classic
instruments of the Italian Renaissance, with particular reference to the
Antegnati School, and more generally, to that of Northern Italy, not only in
regards to sound characteristics, but also from a mechanical and constructive
point of view.
This instrument, with a range from C1 to C5, was based on an 8' Principal
,all in 95% tin, from F1 of 6' in front view. The stops of the
ripieno, the Fiffaro and the Flauti are made of 98% lead alloy and 2%tin,
starting from the plates thickened and constructed by manual hammering.
The wind chest made of Italian walnut functions by airflow and is based on the
antegnati model. The proprotions of the organ valves, the action of
the coupler, the type of mechanism and trackers of the keyboard produce the
extremely precise and light characteristic touch, which is a special feature of
this instrument.
The adoption of meantone temperament and enharmonic keys further
characterize this instrument permitting the best use of the timbral, musical
and harmonic characteristics of this type of tuning.
The addition of a classic palette of stops, of a Cornetta stop in the treble
and a Regal stop divided into the bass and treble, permits a notable extension
of the expressive capabilities of the organ.
The airflow is supplied by three wedge-shaped bellows operated by a pulley
rope.
The case, like the instrument itself, was inspired by the aesthetics of the
Renaissance models which themselves trace back the stylistic features of
ancient Greek and Roman classical art.
The façade recalls that of a temple in antis in a sober Ionic style. The
art of the Muses, the expression of beauty, and of perfection, reaches
"divine" heights in the Renaissance; and the organ is an
interpretation of its transcendence. The carvings on the frames recall
"grotesque" decorations, another renaissance interpretation of the
superb frescoes which surfaced at that time from the underground of the eternal
city. The choice of European maple as the basis for the construction of
the case and the carvings permits further accentuation of the clean classical
lines of the front view which frames the pipes of the façade and the
sculpturesque apparatus. This is all due to the homogeneity of the
grain and the beautiful warm colour which the oil finish gives to hand planed
surfaces. The interior of the case is painted with traditional red, which
is visible in various gradations from the open panels on the trabeation which
rests upon the capitals. In it we can clearly see the design of the five
ranks of the Principal, subdivided by the richly carved semi-columns.
The frontal surface of the two plinthes was an irresistible call to ingrave
words which could be felicitously associated with the cultural context in which
the organ was placed: "Docendo Discitur", an expression taken from
Seneca who in his Epistulae morales ad Lucilium, Book I, VII
writes:"Homines dum docent discunt". This is a philosophical
exhortation, an invitation to reinterpret the teachings of Socrates,
where self-understanding and the awareness of one's limits are the first
steps toward obtaining knowledge.
Marco
Fratti
Translated
by Leo Chiarot
Edoardo Bellotti
Organista, clavicembalista e
musicologo, Edoardo Bellotti è conosciuto come specialista del repertorio
rinascimentale e barocco per tastiera, e in particolare dell’improvvisazione.
L’attività
concertistica, la ricerca musicologica e l’insegnamento lo hanno portato a
suonare, a tenere conferenze e masterclass presso istituzioni musicali ed
universitarie in Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone, Corea. Le sue numerose
incisioni discografiche su strumenti storici sono state ripetutamente segnalate
dalla critica internazionale.
È professore di Organo e di Improvvisazione presso la Musikhochschule di Brema
in Germania e direttore artistico dell’Accademiua Internazionale di
Improvvisazione di Smarano (Italia).
Edoardo
Bellotti is organ professor at the Musikhochschule of Bremen (Germany) and
artistic consultant of the Smarano International Organ Academy (Italy).
After the
diplome in Organ and Harspichord and the degree in Humanities, he has been
dedicated to the study of the Renaissance and Baroque keyboard repertoire, with
particular attention to the “historical improvisation”.
He combines
performing on concerts and recitals with musicological research, publishing
articles, critical editions of keyboard compositions, and participating with
personal contributions in international Conferences. He is regularly invited for seminaries, masterclasses and
recitals from several Music Institutions and Universities in Europe, USA,
Canada, Japan and Korea.
REGISTRAZIONI / REGISTRATIONS
1 Toccata Principale, Ottava
2 Ricercare I tono Principale, Ottava, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX
Suonato un’ ottava sotto /played an octave lower
3 Ricercare II tono Principale, Ottava
4 Ricercare III tono Ottava, XV, XIX
5 Ricercare IV tono Principale, Fiffaro
6 Variationi I Principale, Flauto in ottava
II - Principale
III + Flauto in XII
IV + Principale
V + XV
VI + Cornetta
VII Flauto in ottava, Flauto in XII, Regale bassi e soprani
VIII Principale, Ottava, XV
IX + XIX
X + XXII
7 Ricercare V tono Principale, Ottava, XV
8 Ricercare VI tono Principale, Ottava, XV, XIX, XXII
9 Ricercare VII tono Principale, Flauto in XII
10 Ricercare VIII tono Principale, Ottava
11 Passacagli Principale, Flauto in ottava
12 Ricercare IX tono Principale
13 Ricercare X tono Principale, Ottava
14 Ricercare XI tono Principale, Ottava, XV, XIX
15 Ricercare XII tono Principale, Ottava, XV, XIX, XXII
16 Follia Tema Principale, Ottava, Cornetta
I Principale
II Flauto in ottava
III + Regale soprani
IV - Regale soprani + Principale
V + Flauto in XII
VI + XIX
VII + XV
VIII Principale, Ottava, XV, XIX
IX + XXII
X + XXVI
XI Principale, Flauto in ottava, XV
XII - XV
XIII Principale, Fiffaro
XIV Principale, Ottava, XV, XIX, XXII, Flauto in XII, Cornetta, Regale bassi
La mano sinistra suona un’ottava sotto / left hand play san octave lower
17 Ricercare I tono Principale
18 Ricercare I tono Principale, Ottava
19 Ricercare II tono Principale, Ottava, Flauto in XII
20 Ricercare II tono Flauto in ottava, Flauto in XII
21 Tastata Principale, Ottava, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX
22 Ricercare III tono Principale, Fiffaro
23 Ricercare V tono Principale, Ottava, XV, XIX, XXII
24 Ricercare alio modo Regale bassi e soprani, Ottava, XV, XIX, XXII
25 Ricercare VI tono Flauto in ottava, Flauto in XII, XIX
26 Due Arie Aria 1 Ottava, Flauto in ottava
Aria 2 Principale, Flauto in ottava, Flauto in XII, XIX
27 Fuga Principale, Ottava, XV, XIX, XXII, XXVI, XXIX, Cornetta, Regale bassi e soprani
DISPOSIZIONE FONICA
Principale (8’, in prospetto dal Fa1 di 6’)
Ottava
Quintadecima
Decimanona (rit. Fa#4)
Vigesimaseconda (rit. Do#4)
Vigesimasesta (rit. Fa#3, Fa#4)
Vigesimanona (rit. Do#3, Do#4)
Flauto in Ottava
Flauto in Duodecima
Cornetta
Fiffaro (da Do#2)
Regale bassi
Regale soprani
Divisione bassi/soprani: Do3/Do#3)
Tastiera: 45 note (Do1-Do5) con prima ottava corta e tasti enarmonici per Mib2,3,4 e Sol#2,3
Pedaliera: 14 note (Do1-Fa2) del tipo “a leggio” costantemente unita alla tastiera
Temperamento: Mesotonico
Diapason: 440 Hz a 18°
Pressione del vento: 38 mmH2O
Data recording
Smarano, Concert Hall, 29 / 12 / 2009
Sound Engineer: Alessandro Coser
Editing: Roberto Chinellato
DISCANTICA
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