BDI 215/216

Giovanni Salvatore (1610-1688)

Opera omnia per organo (Organo Andrea Bassi 1679, SS. Annunziata, Airola - Organo Anonimo 1755, S. Luca, Praiano)

Emanuele Cardi, organo - Gregoriani Urbis Cantores - Alberto Turco, direttore

107' 12''

DDD

(2 CD)
€ 27.00

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Giovanni Salvatore - Toccata  

2' 28''

 

2

Giovanni Salvatore - Kyrie  

4' 28''

 

3

Giovanni Salvatore - Gloria  

6' 48''

 

4

Giovanni Salvatore - Ricercare Secondo del Secondo Tuono alla quarta alta con 2. fughe, e suoi Riversi  

3' 4''

 

5

Giovanni Salvatore - Sanctus  

1' 33''

 

6

Giovanni Salvatore - Benedictus  

0' 52''

 

7

Giovanni Salvatore - Durezze e ligature del Sig. Don Giovanni Salvatore  

2' 2''

 

8

Giovanni Salvatore - Agnus Dei  

1' 39''

 

9

Giovanni Salvatore - Ricercare Settimo del Settimo Tuono Naturale con 4 fughe  

2' 56''

 

10

Giovanni Salvatore - Canzone Francese Prima del settimo tuono naturale  

3' 4''

 

11

Giovanni Salvatore - Toccata  

2' 27''

 

12

Giovanni Salvatore - Kyrie  

4' 33''

 

13

Giovanni Salvatore - Gloria  

7' 13''

 

13

Giovanni Salvatore - Gloria  

7' 13''

 

14

Giovanni Salvatore - Ricercare Primo del Primo Tuono Naturale con 3 fughe  

3' 53''

 

16

Giovanni Salvatore - Benedictus  

0' 52''

 

CD1

Giovanni Salvatore (± 1610 - ± 1688)

Fonti:

RICERCARI / A QUATTRO VOCI / CANZONI FRANCESI / TOCCATE / ET VERSI / Per rispondere nelle Messe con l’Organo al Choro, / COMPOSTE / DAL R. D. GIOVANNI SALVATORE / Organista nella Real Chiesa di San Severino de’ / RR. PP. Benedettini di Napoli. / LIBRO PRIMO. / IN NAPOLI, appresso Ottavio Beltramo, MDCXXXXI. / CON LICENZA DE’ SUPERIORI.

* Manoscritto “Donato Cimino 1675” del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli (24.5.28)

 

1- Toccata seconda del nono tuono naturale

 

Versi sopra la Messa, che si canta nelle Domeniche dell’Anno

MESSA XI, in Dominicis per annum (Orbis factor) – dal Kyriale dell’edizione di Solesmes

2- Kyrie

3- Gloria

 

4- Ricercare Secondo del Secondo Tuono alla quarta alta, con 2. fughe, e suoi Riversi

 

5- Sanctus

6- Benedictus

 

7- Durezze (e) Ligature del Sig. Don Giovanni Salvatore *

 

8- Agnus Dei

 

9- Ricercare Settimo del Settimo Tuono Naturale con 4. fughe

10- Canzone Francese Prima del settimo tuono naturale

11- Toccata *

 

Versi sopra la Messa dell’Apostoli, e Feste Doppie

MESSA IV, in festis II classis (Cunctipotens Genitor Deus) ) – dal Kyriale dell’edizione di Solesmes

12- Kyrie

13- Gloria

 

14- Ricercare Primo del Primo Tuono Naturale con tre fughe

 

15- Sanctus

16- Benedictus

 

17- Ricercare Sesto del Sesto Tuono Finto con tre Fughe

 

18- Agnus Dei

 

19- Ricercare Quinto del Quinto Tuono Naturale con tre Fughe

20- Canzone francese Seconda del nono tuono naturale

Questa Canzone può sonarsi con il Concerto di Viole

 

Organi usati:

Tracce 1-4-7-9-10-14-17-19-20

Organo costruito da Andrea Bassi nel 1679 della Chiesa dell’Annunziata ad Airola (Benevento)

 

Tracce 2-3-5-8-11-12-13-15-18

Organo costruito da autore anonimo del 1755 della Chiesa di S. Luca in Praiano (Salerno)


 

CD2

Giovanni Salvatore (± 1610 - ± 1688)

Fonti:

RICERCARI / A QUATTRO VOCI / CANZONI FRANCESI / TOCCATE / ET VERSI / Per rispondere nelle Messe con l’Organo al Choro, / COMPOSTE / DAL R. D. GIOVANNI SALVATORE / Organista nella Real Chiesa di San Severino de’ / RR. PP. Benedettini di Napoli. / LIBRO PRIMO. / IN NAPOLI, appresso Ottavio Beltramo, MDCXXXXI. / CON LICENZA DE’ SUPERIORI.

* Manoscritto “Donato Cimino 1675” del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli (24.5.28)

 

1- Toccata Prima del primo tuono finto

 

Versi per la Messa della Madonna

MESSA IX, in festis B. Mariae Virginis (Cum jubilo) – dal Kyriale dell’edizione di Solesmes

2- Kyrie

3- Gloria

 

4- Ricercare Quarto del Quarto Tuono trasportato con 4 fughe, e Cantofermo

 

5- Sanctus

6- Benedictus

 

7- Ricercare Terzo del Terzo Tuono Naturale, con tre Fughe

 

8- Agnus Dei

 

9- Ricercare Ottavo ed ultimo dell’Ottavo Tuono Naturale con tre Fughe sopra l'Hinno d'Iste confessor

10- Canzone francese Terza del primo tuono finto

Questa Canzone può sonarsi con il Concerto di Viole

11- Toccata *

12- Capriccio del P.mo Tono *

13- Corrente Prima del Sig. D. Gio. Salvatore *

14- Corrente Seconda del med.mo *

15- Canzone Francese Quarta ed Ultima del Settimo Tuono Naturale sopra il Ballo detto la Bergamasca

 

Organi usati:

Tracce 1-4-7-9-10-15

Organo costruito da Andrea Bassi nel 1679 della Chiesa dell’Annunziata ad Airola (Benevento)

 

Tracce 2-3-5-8-11-12-13-14

Organo costruito da autore anonimo del 1755 della Chiesa di S. Luca in Praiano (Salerno)

 

Chiesa della SS. Annunziata – Airola (Benevento)

Organo costruito da Andrea Bassi nel 1679

Restaurato nel 1991 dalla ditta Cav. Francesco Zanin

 

Chiesa di S. Luca – Praiano (Salerno)

Organo costruito da autore anonimo nel 1755

Restaurato nel 2009 da Romain Legros

 

 

Emanuele Cardi, organista

 

 

 

L’opera organistica di Giovanni Salvatore

(Castelvenere, 1610 c.a.– Napoli (?) 1688 c.a.)

 

 

Ad oggi, le conoscenze sulla vita di Giovanni Salvatore non vanno molto oltre quanto Ulisse-Prota Giurleo scrisse nel suo articolo del 1962 sulla rivista “L’organo”.[i]

Un’annotazione[ii] scritta dallo stesso Giovanni Salvatore sul frontespizio di una copia della raccolta di Salmi di Fra Bartolomeo Cappelli (1645), ci informa che era originario di Castelvenere, in provincia di Benevento dove nacque nel 1610,[iii] mentre ulteriori notizie sulla sua vita le apprendiamo dall’edizione a stampa del 1641 dei Ricercari a Quattro voci […].[iv] Prete e organista presso la real Chiesa di San Severino de RR. PP. Benedettini di Napoli, (attuale sede dell’Archivio di Stato) insegnò dal 1662 al 1673 al Conservatorio della Pietà dei Turchini e dal 1675 al Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, dove, affiancato da Don Gennaro Ursino, venne poi da quest’ultimo sostituito definitivamente nel 1688. Dopo questa data cessano le notizie, per cui è plausibile ritenere che sia questa l'anno della sua  morte.[v]

Formatosi alla scuola di Giovanni Maria Sabino, con il quale studiò anche D. Gregorio Strozzi, del quale era coetaneo e affine nello stile compositivo, Giovanni Salvatore pubblica all’età di trentuno anni il primo volume di Ricercari a Quattro voci […], mentre lo Strozzi pubblicherà i Capricci quasi al termine della sua vita, quarantasei anni dopo la pubblicazione di Salvatore.

Le mutate condizioni socio-economiche, la conseguente rivolta di Masaniello (1647), la peste del 1656 che falcidiò oltre il 60% della popolazione, ebbero un impatto devastante non solo sulla società tutta, ma anche sull’attività musicale in generale e la produzione di nuove opere e sull’editoria. Dopo il Secondo libro delle ricercate di Giovanni Maria Trabaci, pubblicato nel 1615, le uniche opere per strumenti da tasto date alla stampa fino al 1700 furono i Ricercari a Quattro Voci, Canzoni Francesi, Toccate, et Versi per rispondere nelle Messe con l’Organo al Choro[…] di Giovanni Salvatore (1641) e i Capricci da sonare cembali e organi di Gregorio Strozzi (1687).

Don Giovanni Salvatore dedica il primo volume ad Adriana Basile - celebre musicista napoletana richiesta e acclamata da numerose corti – la quale, tra il 1640 e il 1642, fu in stretti rapporti con Don Alvarez de Toledo, Vicerè di Napoli. Colpisce che, diversamente dalla consuetudine, Salvatore dedica la sua opera non a un nobile o un potente, ma a una celebre musicista. Nella dedica loda, infatti, le sue grandi virtù di musicista piuttosto che di nobiltà di casato. Sembra questo un espediente per ingraziarsi il Vicerè di Napoli tramite la Basile, la quale morirà comunque poco dopo il 1642.[vi] La presenza nel titolo dell’indicazione di Libro Primo fa supporre la volontà da parte del Salvatore di una continuità editoriale. Tuttavia, a causa della morte della Basile o, molto più probabilmente, per la notevole difficoltà del mondo editoriale di quegli anni, al Libro Primo di Salvatore, ad oggi non sembra aver fatto seguito un secondo volume.

Passando a un'analisi del volume dato alla stampa, non è difficile ipotizzare che i Ricercari a Quattro Voci, Canzoni Francesi, Toccate, et Versi per rispondere nelle Messe con l’Organo al Choro[…] avessero anche lo scopo di presentare un musicista che all’età di trentuno anni era in grado di trattare con disinvoltura i più disparati stilemi compositivi. La raccolta appare organizzata in modo tale da indurci ad azzardare un parallelismo con l’excursus compositivo di Girolamo Frescobaldi, ma che potrebbe applicarsi anche alle pubblicazioni dei predecessori di scuola napoletana quali Ascanio Mayone o Giovanni de Macque. Giovanni Salvatore compendia, infatti, in un'unica raccolta, il percorso editoriale che il Frescobaldi e molti compositori dell’epoca svolsero invece lungo l’arco di diversi decenni.

Il compositore erudito era innanzitutto abile nel contrappunto. Frescobaldi pubblica nel 1608 il Primo libro delle fantasie. Prima di lui, Ascanio Mayone pubblica il Libro I dei Diversi capricci per sonare (Napoli, 1603). Giovanni Salvatore apre la sua pubblicazione con otto Ricercari in cui, con stile rigoroso e severo, fa ampio sfoggio di padronanza compositiva, utilizzando tutti i possibili artifici dell’arte contrappuntistica. Accanto alla copiosa e ampia fase di toccate e canzoni frescobaldiane o a quella di canzoni, toccate e partite del Libro II dei Diversi capricci per sonare (Napoli 1609) di Ascanio Mayone, troviamo nell’opera di Salvatore quattro canzoni e due toccate, poste subito dopo i ricercari. Una produzione quantitativamente scarna ma sufficiente a dare un “saggio” della sua perizia non solo nella musica vocale, come scrisse Antimo Liberati verso il finire del Seicento, ma anche nell’arte tastieristica.

Antimo Liberati, celebre maestro della cappella papale, scriveva nel 1685 in una Lettera scritta in risposta ad una del Signor Ovidio Persapegi […][vii] «[…] dall’essempio di Girolamo Frescobaldi, il quale essendo stato ne’ nostri tempi lo stupore del tasto, e con le mani, e con la penna, come tanti suoi scritti, e le stampe ce lo dimostrano, fù altrettanto infelice ed inetto affatto nella compositione vocale, come sono stati, e sono anche al presente molti altri Sonatori: mà non già così il nominato Valentini in Germania, D. Giovanni Salvatore in Napoli, & il Turino di Brescia, Maestro di molti Maestri in Lombardia, i quali furono valorosissimi nell’una e nell’altra scienza […]».

Rigoroso nel contrappunto dei ricercari ma anche capace di sperimentalismi e arditezze armoniche (nelle toccate e nelle canzoni), con la realizzazione dei Versi per la Messa della Domenica, per la Messa dell’Apostoli, e Feste Doppie e per la Messa della Madonna, con i quali rispondere in alternatim, completa un quadro a tutto tondo di un compositore che intende farsi conoscere anche quale musicista “ecclesiastico”. Tra l’altro, proprio in merito all’uso dell’organo nelle celebrazioni (nello stesso anno di pubblicazione dei suoi Ricercari) Giovanni Salvatore, in uno scritto teorico pubblicato nella terza edizione del trattato di Giovanni Battista Olifante Porta aurea sive Directorium Chori, fornisce un chiaro compendio su come rispondere al Choro con l’Organo. Come abbiamo già avuto modo di dire, Salvatore eccelse anche nella composizione di opere vocali, e questo sin dalla gioventù. L’anno prima della pubblicazione dei Ricercari componeva una messa per quattro voci, violino e organo, dedicandola a Erasmo Di Bartolo e negli anni successivi - tra il 1645 e il 1650 - pubblicò diverse composizioni sacre nelle raccolte di fra Bartolomeo Cappello.

La pubblicazione del 1641 di Giovanni Salvatore utilizza il consueto sistema dei musicisti napoletani della partitura a quattro pentagrammi. A differenza di Giovanni de Macque[viii] e Giovanni Maria Trabaci però, Salvatore rimane fedele agli otto toni tradizionali espressi da Scipione Cerreto[ix] componendo per l’appunto, otto ricercari. Ogni ricercare ha un’intestazione in cui è esposto il tono e il numero dei temi impiegati, come anche Giovanni Maria Trabaci fece nel suo Libro Primo (1603) Ricecate – Canzone Franzese – Capricci etc. e nel Libro Secondo (1615) Ricercate & altri varij Capricci.

Le quattro canzoni francesi sono realizzate in forme stilisticamente molto diverse l’una dalla altra.

La Canzon Francese Prima, del Settimo Tuono Naturale presenta, nella prima sezione, un controsoggetto puntato al quale fa seguito una sezione in tempo ternario. Conclude la canzona, una terza sezione di carattere toccatistico in cui resta sempre in primo piano il soggetto.

La Canzona Francese seconda, del Nono Tuono Naturale e la Canzone Francese Terza, del Primo Tuono Finto portano entrambe il sottotitolo “Questa Canzone può suonarsi con il Concerto di Viole” ed entrambe hanno una gestione delle voci che, seppur differente, si presta facilmente a una esecuzione di “quartetto”.

La Canzone Francese Quarta ed Ultima, del Settimo Tuono Naturale sopra il Ballo detto la Bergamasca è composta sul celebre tema già utilizzato da Giovanni Maria Trabaci (1603) e Girolamo Frescobaldi (Fiori Musicali 1635). Composta da cinque sezioni ben distinte, non cambia mai figurazione ritmica e conserva sempre il tema in primo piano.

Le due toccate ricordano, anche se in modo più misurato, le “arditezze armoniche” di Mayone e De Macque con ricorsi a dissonanze, cadenze improvvise a toni lontani e a tutti gli stilemi propri della scuola cembalo-organistica napoletana.

Altra fonte utilizzata nella realizzazione del presente lavoro è il manoscritto per tastiera – in intavolatura italiana su due sistemi (6 + 8 linee) – conosciuto come “Manoscritto Cimino”, custodito presso la biblioteca del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli.[x]

Donato Cimino fu studente di Giovanni Salvatore presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini e a lui dedica il manoscritto.[xi] Nella raccolta di Toccate per Organo di varj Autori / Anno 1675 / Miscellanea del Sig. / Donato Cimino, di Giovanni Salvatore troviamo trascritte due Toccate, un Capriccio, Durezze [e] Ligature e due correnti.

Questi brani risultano essere più semplici delle opere presentate nella stampa del 1641. In particolare, la seconda toccata risulta essere una versione ridotta e semplificata della Toccata Prima del Primo Tuono finto. Durezze [e] Ligature è una composizione che si rifà alle Durezze e Ligature di Giovanni Maria Trabaci (Libro Primo 1603) seppur di respiro più ampio e maggior durata (31 battute contro le 15 del Trabaci). Entrambe le due Correnti (Corrente Prima e Corrente Seconda) sono in ritmo ternario con inizio protetico.

Complessivamente, Giovanni Salvatore mostra fantasia ed estro tali da poterlo porre all’apice dell’arte tastieristica napoletana già alla giovane età di trentuno anni. Raccolta l’eredità dei predecessori (Mayone, de Macque, Trabaci), con il suo stile compositivo equilibrato ma ricco di “affetti”, “varietà di passi” e spunti virtuosistici, apre la strada alla generazione successiva di compositori che costituiranno il corpus della scuola napoletana del Settecento.

 

 

Organ Works by Giovanni Salvatore

(Castelvenere, c. 1610 – c. 1688, Naples)

 

 

Little is known about the life of composer Giovanni Salvatore, and apart from a 1962 article by Ulisse-Prota Giurleo in the music journal L’Organo,[xii] his life has rarely been researched in recent years.

From an inscription[xiii] Salvatore wrote in his copy of a collection of psalms by Fra Bartolomeo Cappelli (1645), we learn that he was born in Castelvenere (Benevento province) in 1610.[xiv] Additional details about his life are found in his 1641 publication of his compositions, Ricercari a Quattro voci, canzoni francese, toccate, et versi per rispondere nelle Messe con l’organo al Choro composte dal R. D. Giovanni Salvatore, Organista nella Real Chiesa di San Severino de’ RR. PP. Benedettini di Napoli Libro Primo.[xv]  Salvatore served as priest and organist for the Church of San Severino in Naples (which now houses the State Archives).  Between 1662 and 1673, he taught at the Pietà dei Turchini Conservatory, and at the Poveri di Gesù Cristo Conservatory, where he was assisted by Father Gennaro Ursino, from 1675 until at least 1688, presumably the year of his death, as there is no recorded mention of him after that year.[xvi]

Giovanni Salvatore was a pupil of Giovanni Maria Sabino, as was D. Gregorio Strozzi, his contemporary in life and compositional style.  Both composers’ works would significantly impact the future of Neapolitan music.  At age 31, Salvatore published his Ricercari a Quattro voci […]; 46 years later, near the end of his life, Strozzi published Capricci da sonare cembali e organi.

Changing socio-economic conditions, Masaniello’s 1647 revolt against Hapsburg rule, and the plague epidemic of 1656, which struck down more than 60% of the population, devastated Naples and halted the production and publication of new musical works.  After Giovanni Maria Trabaci’s 1615 Secondo libro delle ricercate, the only works for keyboard instruments published in Naples until 1700 were Salvatore’s Ricercari a Quattro Voci […] in 1641 and Strozzi’s Capricci in 1687.

Instead of dedicating his work to a ruler or noble as was the custom, Father Giovanni Salvatore dedicated his work to Adriana Basile, praising the musical prowess of this celebrated Neapolitan musician whose acclaimed performances were highly sought after in many courts.  Basile maintained a close relationship with Don Alvarez de Toledo, Viceroy of Naples, from 1640 until her death in 1642.  Thus, it has been inferred that Salvatore’s dedication to Basile was an attempt to ingratiate himself with the Viceroy of Naples.[xvii]  Salvatore included in the title of his 1641 work that it was the Libro Primo (First Book), indicating that he aspired to publish further; however, due to either Basile’s death or, more likely, the grave difficulties within the publishing realm at the time, a second volume never followed Salvatore’s first.

An examination of Ricercari a Quattro Voci […], Salvatore’s single printed volume, demonstrates that this musician, at only 31 years old, was able to handle the most disparate compositional styles.  His collection is organized in a similar fashion to that used by Girolamo Frescobaldi in l’excursus and other predecessors in the Neapolitan school, such as Ascanio Mayone and Giovanni de Macque.  In only one collection, Giovanni Salvatore encompassed the vast compositional span that Frescobaldi and his contemporaries had taken decades and numerous volumes to do.

Every erudite composer of that era needed, foremost, to be particularly skillful in the use of counterpoint, as demonstrated by Frescobaldi in his 1608 Primo libro delle fantasie and Mayone in his 1603 Libro I dei Diversi capricci per sonare.  Giovanni Salvatore opens his collection with eight rigorous and severe ricercari, using every possible contrapuntal artifice and splendidly exhibiting his compositional mastery.  Frescobaldi’s copious toccatas and canzonas and Mayone’s canzonas, toccatas, and partitas in his 1609 Libro II dei Diversi capricci per sonare show that it was also necessary to be proficient in writing those styles.  Salvatore includes four canzonas and two toccatas that follow his ricercari.  Though Salvatore’s works are relatively few, they prove his expertise in writing not only for the voice, as noted by Antimo Liberati in the late 17th century, but also for the keyboard.

Antimo Liberati, the famed papal chapel master, wrote in 1685 in his Lettera scritta in risposta ad una del Signor Ovidio Persapegi […][xviii], “… From Girolamo Frescobaldi’s example, he being the master of the keyboard of our time [both as composer and performer], with his hands [as a performer] and a pen [composer], like many others, which the publishing house demonstrates to us, [Frescobaldi] was unfortunate and completely inept at vocal composition, as are many musicians of our day: but it is not so with Valentini in Germany, D. Giovanni Salvatore in Naples, and Turino in Brescia, master of many masters in Lombardy, who are so proficient in both sciences [composing for voice as well as keyboard]....”

The rigorous counterpoint in Salvatore’s ricerari, experimentation and harmonic boldness in his toccatas and canzonas, and finally, the realization of his three masses for choir and organ, Versi per la Messa della Domenica, Messa dell’Apostoli, e Feste Doppie, and per la Messa della Madonna with responses in alternatim, paint a picture of a well-rounded composer who intends to make a name for himself also as a church musician.  In reference to his use of the organ in the celebration of the mass, Giovanni Salvatore provides clear guidance about how the organ should answer the choral responses in a theoretical writing published in the third edition of Giovanni Battista Olifante’s treatise Porta aurea sive Directorium Chori.  As has already been mentioned, even from his youth Giovanni Salvatore excelled at vocal composition.  One year before publishing Ricercari a Quattro Voci […], he composed a mass for four voices, violin, and organ, dedicated to Erasmo di Bartolo, and between 1645 and 1650 published various sacred compositions in the collections of Fra Bartolomeo Cappello.

Giovanni Salvatore’s pieces are written in the system customary of Neapolitan musicians, using a score with four staves, one for each voice.  As opposed to Giovanni de Macque[xix] and Giovanni Maria Trabaci, Salvatore remained faithful to the traditional eight church modes as defined by Scipione Cerreto.[xx]  Each ricercare specifies the mode and number of subjects in its heading, following the example Trabaci set in his Libro Primo (1603) Ricecate – Canzone Franzese – Capricci, etc. and Libro Secondo (1615) Ricercate & altri varij Capricci.

Each of the four French canzonas has a unique stylistic form.

The first, Canzon Francese Prima, del Settimo Tuono Naturale introduces a countermelody with a dotted rhythm in the first section, followed by a section in triple meter.  It concludes with a third section in toccata style in which the melody is always in the forefront.

The second and third songs, Canzona Francese seconda, del Nono Tuono Naturale and Canzone Francese Terza, del Primo Tuono Finto, are both subtitled “Questa Canzone può suonarsi con il Concerto di Viole,” meaning that they are voiced suitably for a string quartet to play them.  

The fourth and last canzona, Canzone Francese Quarta ed Ultima, del Settimo Tuono Naturale sopra il Ballo detto la Bergamasca, is based on a well-known theme also used by Trabaci (1603) and Frescobaldi (Fiori Musicali 1635).  Composed of five distinct sections, it maintains the same rhythmic figure throughout and always keeps the theme in the forefront.

The two toccatas recall, in a moderate manner, the “harmonic boldness” of Mayone and De Macque, using dissonances, harmonically-distant cadences, and devices characteristic of the Neapolitan harpsichord-organ school.

Another useful source about Salvatore’s work is the keyboard manuscript – in Italian tavolatura, with two staves (one with six lines, the other with eight) – known as the “Cimino Manuscript,” kept in the library of the San Pietro a Majella Conservatory in Naples.[xxi]

Donato Cimino, to whom this manuscript is dedicated, was one of Giovanni Salvatore’s students at the Pietà dei Turchini Conservatory.[xxii]  Cimino compiled a collection of works by various composers, Toccate per Organo di varj Autori / Anno 1675 / Miscellanea del Sig. / Donato Cimino, in which are transcribed two toccatas, a capriccio, Durezze [e] Ligature, and two correnti by Giovanni Salvatore.

These pieces are simpler than those in Salvatore’s 1641 work.  In particular, the second toccata is actually a reduced and simplified version of his Toccata Prima del Primo Tuono finto.  Salvatore’s Durezze [e] Ligature, a style which Trabaci also used in Libro Primo (1603), is more complex and lasts longer than Trabaci’s (31 measures as opposed to Trabaci’s 15).  Both of the two correnti (Corrente Prima e Corrente Seconda) are in triple meter and begin with an anacrusis.

Altogether, Giovanni Salvatore’s works demonstrate imagination, creativity, and talent that would have placed him at the pinnacle of the art of Neapolitan keyboard music at the young age of 31.  Following in the footsteps of his predecessors (Mayone, de Macque, Trabaci) with his rich compositional style – balanced, but abundant in affetti, expressive variety in his phrases, and virtuosic passages – Salvatore paved the way for the next generation of composers who would build the corpus of the Neapolitan school of the 18th century.

 

 

Chiesa della SS. Annunziata – Airola (Benevento)

Organo costruito da Andrea Bassi nel 1679

Restaurato nel 1991 dalla ditta Cav. Francesco Zanin

 

A chi desiderasse ripercorrere i luoghi teatro della storia organistica napoletana noterebbe, con sconcerto, che tutte le sedi più rinomate - in cui si erano alternati come organisti e/o maestri di cappella i più importanti musicisti del ‘600 e del ‘700 - non hanno più alcuno strumento.

Entrando nella chiesa dell’Annunziata - ove ricoprirono l’incarico di organista tra gli altri Ascanio Maione, Don Gregorio Strozzi e lo stesso Giovanni Maria Sabino, maestro dello Strozzi e di Giovanni Salvatore - oggi non vi si trova che una cantoria vuota. Un tale fermento musicale richiedeva strumenti di particolare pregio; infatti dai documenti sappiamo che p. Scipione Stella era stato incaricato di costruire, nel 1590, un secondo organo,[xxiii] entrambi poi rifatti nel 1672. Lo stesso scenario apparirà visitando la chiesa del Gesù nuovo dove dei due incredibili strumenti in base 16’ con una tastiera di 61 note e prima ottava cromatica, costruiti rispettivamente da Vincenzo Miraglia nel 1640 e dai fratelli Pompeo e Martino Franco esattamente dieci anni dopo, non sopravvive altro che una cassa vuota con relativa registriera nello strumento in cornu evangeli e un nuovo strumento costruito nel 1986 in cornu epistolae.

Anche per gli organi della chiesa di S. Paolo Maggiore, dove Scipione Stella nel 1603 diresse i lavori di costruzione dell’organo del monastero, affidati all’organaro e cembalaro Crisostomo Noci,[xxiv] le cose non sono andate diversamente. Se l’organo dell’Annunziata doveva rientrare nei canoni dell’organaria classica, nel nuovo organo di S. Paolo Maggiore padre Scipione Stella volle forse tentare di costruire se non uno strumento enarmonico, (sicuramente troppo complesso da realizzare con un organo a canne) probabilmente uno strumento cromatico. Fabio Colonna, nella sua opera La sambuca lincea[xxv] dice a riguardo di Scipione Stella: […] Et però ne par bene con tal cagione dar lode à chi prima di noi si è affaticato in tal materia, cioè di rittonar questi gradi Enarmonici, & che n’ha composto musica; & non solo fattone fare Organi con non poca sua fatiga, per haver dato ad intendere il suo concetto ad Artefici incapaci di quello c’haveano à fare […]. Anche di questo strumento non vi è più traccia già dal 1940 quando il Banco di Napoli offre un organo, distrutto nel 1943 durante un bombardamento.

L’elenco potrebbe continuare con numerose altre chiese, rinomate per la vita musicale che vi si svolgeva, ma di cui oggi restano solo i documenti a testimoniare la loro consistenza strumentale, mentre la copiosa produzione che ne scaturiva è testimoniata dall’immenso patrimonio musicale delle biblioteche napoletane, e in particolare quelle del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli e dei Girolamini.

Il patrimonio organario superstite, è prevalentemente costituito da strumenti medio-piccoli, quasi tutti bisognosi di restauro e attribuibili al XVIII e XIX secolo.

In questo scenario, l’organo costruito da Andrea Bassi nel 1679 per la chiesa dell’Annunziata ad Airola (Benevento) rappresenta una testimonianza “sonora” unica e di altissimo valore.

Raffinato artigiano, successivamente all’organo di Airola, nel 1687, iniziò la ricostruzione dell’organo di S. Anna dei Lombardi, completato nel 1697 da Cesare Catarinozzi. Non abbiamo un chiaro quadro degli strumenti realizzati da Andrea Bassi, ma sappiamo che costruì tra l’altro, anche gli organi della chiesa di S. Maria dei Miracoli a Napoli; strumenti dei quali, come per l’organo di S. Anna dei Lombardi, non restano che le splendide casse.

Lo strumento di Airola risulta essere un manufatto particolarmente pregiato e ben lavorato. Le canne di facciata sono in stagno fino, molto sottile, piallate anche dal lato interno della lastra, con labbri superiori a scudo. Le canne centrali delle tre cuspidi presentano una decorazione a tortiglione dorato, ottenuta per battitura della parte interna della lastra. Le canne interne sono realizzate in piombo pressoché puro, con spessori molto sottili, al limite della possibilità di manipolazione delle canne. La costruzione delle canne, le cui bocche sono tutte sottoposte al crivello, denota una tecnica certamente raffinata, sia per le saldature che per le proporzioni di diametri e larghezze delle bocche. Il ritornelli sono a 1/8 di piede con riprese alle note do#. Le canne di legno sono, come di consueto nella tradizione napoletana, in castagno di ottima qualità. Il somiere della tastiera, anch’esso come nella tradizione napoletana, è costituito da un largo tavolone di noce dello spessore di 55mm nel quale sono state scavate a bedano, le cave, profonde 40 mm. I canali sono a profondità variabile: maggiore verso i ventilabri (36 mm), minore in coda (30 mm). La tastiera è in noce con i naturali ricoperti in bosso e i cromatici in noce con lastra in ebano.

Scheda tecnica

Organo collocato in cantoria, sopra la porta maggiore d’ingresso, entro artistica cassa armonica.

Facciata a tre campate a cuspide con 13/11/13 canne per campata. Profilo semicircolare per la campata centrale, piatto per quelle laterali.

Tastiera di 48 note Do1-Do5 senza Do#1.

Pedaliera di 12 pedali Do1-Do2 a leggio, costantemente unita alla tastiera.

La paternità dello strumento è accertata per la presenza sull’anima della canna Do1 del Principale 8’ di un iscrizione che attesta:

1679

Adi 2 Ott°

Andrea Bassi

Fecit

Interessante notare un iscrizione a circa 1/3 della sommità della prima canna dell’Ottava:

1636

A nova

Questa iscrizione lascia supporre il possibile utilizzo di parte del materiale fonico dell’organo precedente. Dal contratto apprendiamo infatti che lo strumento preesistente venne dato in consegna al Bassi.[xxvi]

Sono presenti numerose iscrizioni a testimonianza dei vari “passaggi” di organari, organisti, “sacristani”, dal 1771 fino al 1919.

 

Quadro fonico

Principale I                  II Principale

Ottava                         Voce Umana

XV                              Flauto XII

XIX

XXII

XXVI                          Contrabbassi

XXIX                          Uccelliera in tutti i toni

                                   Tremolo a vento chiuso.

Tiratutti

Diapason circa ¾ sotto l’attuale

Temperamento del tono medio

 

Chiesa di S. Luca – Praiano (Salerno)

Organo costruito da autore anonimo nel 1755

Restaurato nel 2009 da Romain Legros

 

Lo strumento della chiesa di San Luca presenta un prospetto lineare molto elegante diviso in tre campate composte rispettivamente di nove – sette – nove canne con scudi a mitria. L’organo, posto in cantoria sospesa a destra dell’altar maggiore è collocato sotto un arco in muratura sostenuto da  colonne, formando i limiti della navata centrale.

La cassa armonica è divisa in due corpi: il basamento contenente i mantici, e l’alzata, che ospita somiere, tastiera, trasmissione meccanica e canneggio

All’inizio del Novecento, é stata realizzata una seconda cantoria sopra il portale d’ingresso della chiesa, con il gusto dubbioso del periodo, incurante delle proporzioni e dello stile raffinato dell’edificio. Su questa cantoria “sproporzionata”, verso gli anni 1950/60 é stato trasportato lo strumento che in quella occasione venne “normalizzato” secondo i canoni del periodo. Privato della tastiera, pedaliera, trasmissione meccanica dei registri e manticeria, l’organo ci é pervenuto in condizioni di conservazione filologiche assai disastrose. Tuttavia, il canneggio interno (pressoché completo) era molto ben conservato e presentava ancora tutte le caratteristiche tipiche delle regole dell’arte Napoletana Settecentesca.

Scheda tecnica

Principale (8’) (sol 1 in facciata)        Flauto in Duodecima

Ottava                                                 Voce Umana

Decimaquinta

Decimanona

Vigesimaseconda

Vigesimasesta

Vigesimanona

Tiratutti                                               Usignolo

Estensione della tastiera: 45 note – Do-1 Do5 con prima ottava scavezza. Le leve dei tasti sono in castagno, con i diatonici ricoperti di bosso ed i cromatici in noce ricoperti di ebano.

Estensione della pedaliera: 14 tasti dal Do1 al FA2 costantemente unita alla tastiera.

 

Diapason 415 hz (la3)

Temperamento del tono medio

 

Church of the Holy Annunciation - Airola (Benevento)

Organ built by Andrea Bassi in 1679

Restored in 1991 by Cav. Francesco Zanin

 

Anyone wishing to revisit historic sites of Neapolitan organ music would notice, abashedly, that all of the most significant venues in Naples – which hosted the most important musicians of the 17th and 18th centuries as organists and/or chapel masters – no longer have an instrument.

Upon entering the Church of the Holy Annunciation in Naples – whose past organists include Ascanio Mayone, Don Gregorio Strozzi, and Giovanni Maria Sabino, instructor of Strozzi and Giovanni Salvatore – today, one finds only an empty organ loft.  Such an auspicious locale called for especially superb instruments; historical documents tell us that in 1590, Scipione Stella was asked to supervise the construction of a second organ for the church,[xxvii] which, along with the older organ, was restored in 1672.  The situation is similar at the Chiesa del Gesù Nuovo, which formerly hosted two incredible instruments, each with a base of 16’ and a 61-note keyboard with a chromatic first octave, one built in 1640 by Vincenzo Miraglia, and the second by brothers Pompeo and Martino Franco exactly ten years later.  Today, only the organ case and stops rack remain from the original organ located to the left of the altar (cornu evangeli).  A new instrument was installed into the existing case of the antique organ to the right of the altar (cornu epistolae) in 1986.

The historic organs at the Chiesa di S. Paolo Maggiore have met a comparable fate.  In 1603, Scipione Stella oversaw construction of the organ for the monastery, built by organ and harpsichord craftsman Crisostomo Noci.[xxviii]  The instrument at the Church of the Holy Annunciation in Naples was built according to traditional organ building canons; Scipione appears to have desired to build, if not an enharmonic organ (surely too complex for a pipe organ), probably a chromatic one for the Chiesa di S. Paolo Maggiore.  Fabio Colonna, in his work La sambuca lincea, says in regards to Scipione Stella, “… It is good with such cause, first to praise the one among us who tires himself in such matters, that is, retuning these organs enharmonically and composing music for them; and not only did he do that, and with not a little effort, he gave his designs for such an organ to craftsmen incapable of building that which he desired….”  What happened to Scipione’s organ is unknown, except that it was no longer in the church by 1940, when the Bank of Naples paid for a new church organ, which was subsequently destroyed in a bombing in 1943.

Numerous are the churches which, once renowned for the musical life that thrived there, today possess only records attesting the exceptional instruments they formerly housed.  The plentiful production that sprang from them is evidenced by the immense musical patrimony in Neapolitan libraries, and in particular those libraries at the S. Pietro a Majella di Napoli Conservatory and Girolamini.

The surviving collection of historic organs is mainly composed of small- to medium-sized instruments, almost all from the 18th and 19th centuries and in need of restoration.

Realizing this, it is obvious how extraordinarily rare and valuable the organ Andrea Bassi built in 1679 for the Church of the Holy Annunciation in Airola (Benevento) is.

Bassi, after exhibiting his refined craftsmanship with the Airola organ, was called upon in 1687 to begin restoration on the organ at S. Anna dei Lombardi, which was completed in 1697 by Cesare Catarinozzi.  We do not have a clear picture of how many and which instruments Andrea Bassi made, but we know that he built, among others, the organs at the Church of Holy Mary of Miracles in Naples; instruments of which, like the S. Anna dei Lombardi organ, nothing remains beyond their splendid cases.

The Airola instrument is particularly valuable and well-made.  The façade pipes are made of the finest quality tin, planed on both the interior and exterior of the pipe, with upper lips shaped like a shield.  The central pipes of the three cusps are decorated with gold-plated spirals, made by engraving from inside the pipe.  The internal pipes are made of almost-pure lead, very thin and extremely delicate.  The construction of the pipes, whose mouths are all below the pipe rack, denotes a refined technique, both in the welding and in the proportion of the diameters and size of the mouths.  The refrains are 1/8 of a foot beginning with C#.  The wooden pipes are, following the Neapolitan tradition, made of the finest chestnut.  The windchest of the keyboard, also in Neapolitan tradition, is made from a large piece of walnut, 55 mm thick, chiseled to create a 40 mm hollow space.  The channels have a variable depth: the largest channels being near the front of the organ (36 mm), and the smallest in the back (30 mm).  The keyboard is of walnut with the white keys covered in boxwood and the black keys plated with ebony.

 

Technical Specifications

 

Organ located in the loft above the main entrance, in an artistic case.

Three cusps of pipes with 13/11/13 pipes per cusp.  The central cusp has a semicircular projection, whereas the side cusps are in a linear arrangement.

Keyboard with 48 notes ranging from C1 to C5, without C#1

Pedal board with 12 pedals from C1 to C2, in the Italian a leggio style, always moving with the keyboard.

The identity of the craftsman is authenticated by this inscription on the languid of the C1 pipe of the 8’ in the central cusp:

1679

Adi 2 Ott°

Andrea Bassi

Fecit

 

Also of interest is an inscription approximately 1/3 from the top of the first pipe of the octave:

1636

A nova (“new one”)

 

This inscription leads one to believe that these pipes were from the previous church organ.  In fact, Bassi’s contract to build the new organ indicates that the old organ was given to him.[xxix]

Numerous writings testify the brief passage of organ-builders, organists, and churchwardens, from 1771 until 1919. 

 

 

 

Stops List

Principale I                  II Principale

Ottava                         Voce Umana

XV                              Flauto XII

XIX

XXII

XXVI                          Contrabbassi

XXIX                          Uccelliera in tutti i toni

                                   Tremolo a vento chiuso.

Tiratutti

 

 

 

Church of Saint Luke – Praiano (Salerno)

Organ built by an unknown craftsman in 1755

Restored in 2009 by Romain Legros

 

The organ in the Church of Saint Luke has a very elegant façade divided into three cusps containing respectively nine, seven, and nine pipes with miter-shaped upper mouths.  The organ is located in a loft suspended to the right of the main altar, under a brick arch supported by columns, forming the border of the central nave.

The organ case is divided into two bodies: the base containing the bellows, and the upper portion, which holds the windchest, keyboard, mechanical tracker and all the pipes.

At the beginning of the 20th century, a second organ loft was built above the entrance to the church, in a modern architectural style popular in that period, without regard for the proportions and refined style of the rest of the church.  Sometime between 1950 and 1960, a new organ, “standardized” according to then-current stylistic preferences, was placed in this “disproportionate” loft.  Having been deprived of its keyboard, pedals, mechanical tracker, stop action, and bellows, the 1755 organ was in disastrous conditions of conservation prior to its restoration in 2009.  Fortunately, the internal pipes, which are nearly complete, were very well preserved and still maintain all of the characteristics typical of 18th century Neapolitan organs.

 

Technical Specifications

Principale (8’) (from Gsol 1 in facciata façade)         Flauto in Duodecima

Ottava                                                 Voce Umana

Decimaquinta

Decimanona

Vigesimaseconda

Vigesimasesta

Vigesimanona

Tiratutti                                               Usignolo

 

Extension of the keyboard: 45 notes, from C1 to C5 with a short first octave.  The keys are made of chestnut wood, with the white notes covered in boxwood and the black notes plated with ebony.

Extension of the pedal board: 14 pedals, from C1 to F2, in the Italian a leggio style, always moving with the keyboard.

 

Diapason 415 hz (la3)

Meantone temperament

 

 

Emanuele Cardi è organista titolare di S. Maria della Speranza in Battipaglia all’organo Ghilardi (1996) - uno degli strumenti più noti nel panorama internazionale dell’organaria contemporanea - e all’organo Carli (2004), nonché direttore dell’omonima cappella musicale.

Si è diplomato con il massimo dei voti e la lode in Organo e Composizione Organistica con Wijnand van de Pol presso il conservatorio F. Morlacchi di Perugia dove ha conseguito anche il Diploma Accademico di II livello, sempre con il massimo dei voti e la lode. E’ inoltre diplomato in Musica Corale e Direzione di Coro, Pianoforte e Clavicembalo.

Interessato alle problematiche di restauro degli organi antichi, conduce da diversi anni studi specifici sulla musica e sull'arte organaria napoletana, redigendo in più occasioni articoli per riviste specializzate, partecipando a convegni in qualità di relatore e svolgendo opera di consulenza nell’ambito del recupero di organi storici e realizzazione di nuovi strumenti. Svolge corsi estivi e masterclasses sulla musica organistica rinascimentale e barocca, ed è spesso invitato quale membro della giuria in concorsi organistici internazionali.

In qualità di organista ha eseguito concerti in tutta Europa, Russia, Stati Uniti, Brasile ed Uruguay, suonando alcuni dei più noti strumenti tra cui quelli di St. Thomas a New York, San Francisco (USA), cattedrali di Passau, Friburgo, Fulda, Monaco, Bonn (Germania) Losanna (Svizzera) Londra, Edimburgo, Brussels, Copenaghen, Turku (Finlandia), Lund (Svezia), Oliwa (Polonia), Mosca ed altre. Negli ultimi anni ha svolto numerose tournée nelle principali istituzioni filarmoniche russe tra cui quelle di S. Pietroburgo, Ufa, Kazan, Ekaterinburg, Perm, Krasnojarsk, Tomsk, Kemerovo e Irkutsk.

Più volte invitato a tenere concerti inaugurali, tra cui quello del grande organo della chiesa dei Redentoristi a Belfast e della First Unitarian Church a Worcester (MA) negli Stati Uniti, è docente di Lettura della Partitura presso il Conservatorio Statale “A. Corelli” di Messina e registra CD per Discantica ed AOC.

 

 

Emanuele Cardi is the organist and choirmaster at the church of Santa Maria della Speranza in Battipaglia.  The church features a 1996 Ghilardi organ - one of the most famous instruments in the contemporary organ world – and a 2004 Carli organ.

Cardi earned degrees in Organ and Organ Composition, studying with Wijnand van de Pol, graduating with the highest possible honors from the F. Morlacchi Conservatory in Perugia.  From the same institution, he also obtained an Academic Diploma, also with the highest possible honors.  He has received additional degrees in Choral Music and Choral Conducting, Piano, and Harpsichord.

Involved in the research of proper methods for restoring antique organs, resulting from years of musical study focusing on Neapolitan organ music, Cardi frequently writes articles on the subject for specialist magazines, in addition to lecturing at organ conventions and acting as a consultant on historic restoration as well as the production of new instruments.  He teaches summer courses and master classes covering Renaissance and Baroque organ music, and is frequently invited to be a jury member in international organ competitions.

As a concert organist, he has performed throughout Europe, Russia, the United States, Brazil, and Uruguay, playing on some of the world’s most famous instruments, with concerts at St. Thomas in New York, in San Francisco, USA; in the cathedrals of Passau, Freiburg, Fulda, Munich, and Bonn, Germany; in Lausanne, Switzerland; London, Edinburgh, UK; Brussels, Belgium; Copenhagen, Denmark; Turku, Finland; Lund, Sweden; Oliwa, Poland; Moscow, Russia; and more.  Over the last few years, he has performed numerous tours with the most respected Russian philharmonic institutions, including those of Saint Petersburg, Ufa, Kazan, Yekaterinburg, Perm, Krasnojarsk, Tomsk, Kemerovo, and Irkutsk.

He has often been invited to play a new organ’s inaugural concert, as at the Redemptorist Church in Belfast and the First Unitarian Church of Worcester, Massachusetts (USA).  He currently teaches at the “A. Corelli” State Conservatory of Messina and records with the Discantica and AOC labels.

 

Translation by Ashley Wagner Foughty

 

Registrato/recorded: Airola 12/2009, Praiano 01/2010

Direzione artistica/Artistic Director: Saverio Coletta

Azionamento mantici/Manual Bellows Action: Giuseppe Fontana

Assistente ai registri/Stops Assistant: Anna Fusco

Tecnico del suono/Sound Engineer: Mario Melara

Editing: Giovanni Scapecchi

Traduzione testi in inglese/English Text Translation: Ashley Wagner Foughty

 

AVVERTENZA

Per la registrazione dell’opera si è fatto ricorso all’azionamento manuale dei mantici. Tale sistema ha prodotto inevitabilmente alcuni rumori, con particolare riguardo alle tracce registrate all’organo Andrea Bassi di Airola dove i tre mantici a cuneo sono posti in cantoria al lato destro dell’organista.

 

NOTICE

To record these CDs we used the manual bellows action, resulting in some unavoidable extraneous noise. It is particularly noticeable in the tracks recorded in Airola on the Andrea Bassi organ, where the bellows are located in the loft to the right of the organist.

 

 

RINGRAZIAMENTI

Amministrazioni Comunali di Airola (Benevento) e Praiano (Salerno)

Don Luigi Amendola Parroco di S. Luca a Praiano

Don Giuseppe Mauriello parroco dell’Annunziata ad Airola

Maurizio Bello e Saverio Coletta per l’assistenza ad Airola

Sebastiana Fusco per l’assistenza a Praiano

Tiziana Filiti per il supporto alla redazione della guida all’ascolto

Letizia Butterin per l’assistenza sulla prassi dell’alternatim

L’organaro Giuseppe Fontana di Pontecagnano (Salerno) per la revisione agli organi e l’azionamento manuale dei mantici

 

THANKS

Airola (Benevento) and Praiano (Salerno) City Councils

Don Luigi Amendola, parish priest in S. Luca Church (Praiano)

Don Giuseppe Mauriello, parish priest in Annunziata (Airola)

Maurizio Bello and Saverio Coletta, for their assistance in Airola

Sebastiana Fusco, for her assistance in Praiano

Tiziana Filiti, for her help redacting this booklet

Letizia Butterin, for her help with the alternatim praxis

Organbuilder Giuseppe Fontana from Pontecagnano (Salerno), for his assistance on the organs and the manual action of the bellows.

 

DISCANTICA 215/216

 

 

http://www.discantica.it/

mailto:info@discantica.it

 



[i] Prota-Giurleo, Ulisse. Due campioni della scuola musicale napoletana del XVII secolo in: L’Organo, anno III vol. III Bologna, 1962

[ii] Ad usum d. Joannis Salvatore Castri Veneris

[iii] Prota-Giurleo, Ulisse. P. 117

[iv] RICERCARI / A QUATTRO VOCI / CANZONI FRANCESI / TOCCATE / ET VERSI / Per rispondere nelle Messe con l’Organo al Choro, / COMPOSTE / DAL R. D. GIOVANNI SALVATORE / Organista nella Real Chiesa di San Severino de’ / RR. PP. Benedettini di Napoli. / LIBRO PRIMO. / IN NAPOLI, appresso Ottavio Beltramo, MDCXXXXI. / CON LICENZA DE’ SUPERIORI.

[v] Prota-Giurleo, Ulisse.Op. cit. p. 118

[vi] Parisi, Susan. Voce “Basile Adriana” in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, II, Londra, Macmillan, 1980

[vii] Prota-Giurleo, Ulisse.Op. cit. p. 118

[viii] Macque (de) Giovanni. Ricercari sui dodici toni (ed. moderna, Milano, Zanibon, 1994)

[ix] Cerreto, Scipione. Della Prattica musica vocale, et strumentale, Napoli, G. Carlino 1601 (ed. Anastatica , Bologna, Forni, 2003) pp. 96 e segg.

[x] Biblioteca del Conservatorio di Musica S. Pietro a Majella, Ms. mus. Str. 73 (olim 24.5.28)

[xi] Ad memorando Joanne Salvatore Pauperum Jesu Christi preclarissimo modulatore et Cenobij Virginis Marie Carmelitarum Musices prefecto anno Dni. Et Jubilei 1675 […]

[xii] Prota-Giurleo, Ulisse. Due campioni della scuola musicale napoletana del XVII secolo in: L’Organo, anno III vol. III Bologna, 1962

[xiii] Ad usum d. Joannis Salvatore Castri Veneris

[xiv] Prota-Giurleo, Ulisse. P. 117

[xv] RICERCARI / A QUATTRO VOCI / CANZONI FRANCESI / TOCCATE / ET VERSI / Per rispondere nelle Messe con l’Organo al Choro, / COMPOSTE / DAL R. D. GIOVANNI SALVATORE / Organista nella Real Chiesa di San Severino de’ / RR. PP. Benedettini di Napoli. / LIBRO PRIMO. / IN NAPOLI, appresso Ottavio Beltramo, MDCXXXXI. / CON LICENZA DE’ SUPERIORI.

[xvi] Prota-Giurleo, Ulisse.Op. cit. p. 118

[xvii] Parisi, Susan. Voce “Basile Adriana” in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, II, Londra, Macmillan, 1980

[xviii] Prota-Giurleo, Ulisse.Op. cit. p. 118

[xix] Macque (de) Giovanni. Ricercari sui dodici toni (ed. moderna, Milano, Zanibon, 1994)

[xx] Cerreto, Scipione. Della Prattica musica vocale, et strumentale, Napoli, G. Carlino 1601 (ed. Anastatica , Bologna, Forni, 2003) pp. 96 e segg.

[xxi] Biblioteca del Conservatorio di Musica S. Pietro a Majella, Ms. mus. Str. 73 (olim 24.5.28)

[xxii] Ad memorando Joanne Salvatore Pauperum Jesu Christi preclarissimo modulatore et Cenobij Virginis Marie Carmelitarum Musices prefecto anno Dni. Et Jubilei 1675 […]

[xxiii] Registro delle deliberazioni della SS. Casa dell’Annunziata Vol. VI f. 224

[xxiv] La musica a Napoli durante il Seicento p. 198 – Libro delle historie ferraresi del Sig. Gasparo Sardi[…] Ferrara, Gironi, 1646 - CECI, Giuseppe. “Maestri organari nell’Italia meridionale dal sec. XV al sec. XIX” in: Samnium, anno V n°2, Benevento, 1932 pp. 112-129 - PROTA-GIURLEO Ulisse, Organari napoletani del XVII e XVIII secolo, in “L’Organo” II (1961) pp. 109-128: 123-124

[xxv] COLONNA Fabio, La sambuca lincea Ovvero dell’istromento musico perfetto p. 6 Napoli, 1618 a cura di Patrizio Barbieri. Libreria Musicale Italiana, Lucca, 1992

[xxvi] […] et con tutto il presente stagno e piombo sistente in detta Chiesa dell’organo vecchio e con le suddette tavole di castagno per li detti contrabassi e fondi di chiopppo per li mantici, con li stesso piumbo e stagno consegnarlo al detto don Andrea in Napoli in sua casa a spesa della Chiesa. […]

Archivio di Stato, Benevento – Di Fuccio Tommaso – Fondo Notai 2647 – 2648 folio 15 r. in Del Viscovo Michele, Storia di un organo restaurato, Ed. Amministrazione Comunale di Airola, 1992

[xxvii] Registro delle deliberazioni della SS. Casa dell’Annunziata Vol. VI f. 224

[xxviii] La musica a Napoli durante il Seicento p. 198 – Libro delle historie ferraresi del Sig. Gasparo Sardi[…] Ferrara, Gironi, 1646 - CECI, Giuseppe. “Maestri organari nell’Italia meridionale dal sec. XV al sec. XIX” in: Samnium, anno V n°2, Benevento, 1932 pp. 112-129 - PROTA-GIURLEO Ulisse, Organari napoletani del XVII e XVIII secolo, in “L’Organo” II (1961) pp. 109-128: 123-124

[xxix] […] et con tutto il presente stagno e piombo sistente in detta Chiesa dell’organo vecchio e con le suddette tavole di castagno per li detti contrabassi e fondi di chiopppo per li mantici, con li stesso piumbo e stagno consegnarlo al detto don Andrea in Napoli in sua casa a spesa della Chiesa. […]

Archivio di Stato, Benevento – Di Fuccio Tommaso – Fondo Notai 2647 – 2648 folio 15 r. in Del Viscovo Michele, Storia di un organo restaurato, Ed. Amministrazione Comunale di Airola, 1992