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BDI 208 |
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Angelo Bettinelli |
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Lasciamo sognare |
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Laura Cherici, soprano - Antonio Ballista, pianoforte |
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69' 55'' |
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DDD |
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(1 CD) |
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track |
compositore e titolo |
durata |
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1 |
Angelo Bettinelli - Bimba, non ti
avvicinar... |
4' 41'' |
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2 |
Angelo Bettinelli - Lasciami sognare
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2' 47'' |
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3 |
Angelo Bettinelli - Passione spagnola |
1' 59'' |
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4 |
Angelo Bettinelli - Sensation |
3' 52'' |
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5 |
Angelo Bettinelli - Torna con me |
3' 37'' |
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6 |
Angelo Bettinelli - Farfalle azzurre
(piano solo) |
3' 29'' |
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7 |
Angelo Bettinelli - I miei fiori da
un dipinto di Paolo Sala (piano solo) |
1' 23'' |
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8 |
Angelo Bettinelli - La scatola magica (piano solo) |
2' 30'' |
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9 |
Angelo Bettinelli - Re Mi Fa# sol (piano solo) |
2' 3'' |
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10 |
Angelo Bettinelli - Serenata d\'inverno |
4' 41'' |
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11 |
Angelo Bettinelli - L\'amore fiorirà |
1' 37'' |
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12 |
Angelo Bettinelli - Sabato d\'amore |
3' 28'' |
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13 |
Angelo Bettinelli - Sotto la luna |
2' 51'' |
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14 |
Angelo Bettinelli - Strimpellata al tramonto |
3' 15'' |
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15 |
Angelo Bettinelli - Carillon (piano solo) |
2' 30'' |
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16 |
Angelo Bettinelli - Capriccio (piano solo) |
1' 45'' |
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17 |
Angelo Bettinelli - Valzer coquette
(piano solo) |
1' 21'' |
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18 |
Angelo Bettinelli - Reverie (piano solo) |
1' 21'' |
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19 |
Angelo Bettinelli - Goetz Film Tenax (piano solo) |
1' 55'' |
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20 |
Angelo Bettinelli - Piccolo studio (piano solo) |
1' 50'' |
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21 |
Angelo Bettinelli - La pastorale dei re magi (piano solo)
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1' 30'' |
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22 |
Angelo Bettinelli - La java degli zoccoli |
2' 7'' |
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23 |
Angelo Bettinelli - La canzone dell\'attesa |
3' 1'' |
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24 |
Angelo Bettinelli - Mattino di sole |
2' 30'' |
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25 |
Angelo Bettinelli - La finacee de la mort |
3' 59'' |
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26 |
Angelo Bettinelli - Ave Maria |
1' 59'' |
Mio nonno, il compositore e pianista Angelo Bettinelli
di Antonio Ballista
Angelo Bettinelli nacque nel 1878 ed iniziò nel 1902 l’attività di maestro ripetitore al Teatro Dal Verme di Milano, che a quel tempo era un importante teatro d’opera. Due anni dopo, proprio al Dal Verme, Giacomo Puccini con Giulio e Tito Ricordi si affannavano per la ripresa della Butterfly, dopo il fiasco della Scala e la rinascita a Brescia. Toccò proprio ad Angelo Bettinelli la preparazione dei cantanti sotto lo sguardo .ansioso dell’autore e degli editori. Mio nonno portò a compimento in modo così brillante l’incarico affidatogli, che da quel momento Puccini e Ricordi non vollero altri che lui per la concertazione e l'insegnamento di tutti i nuovi spartiti. Puccini poi gli divenne così intimo, che arrivò a confidargli i suoi assilli più segreti, professionali e non.
Purtroppo la casa nella quale abitavamo, nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano, fu distrutta dal bombardamento del 1943 e tutta la documentazione artistica di mio nonno andò persa.
Qualcuno arrivò ad immaginare che in quella circostanza Angelo Bettinelli fosse addirittura morto, la qual cosa gli diede il destro per escogitare degli scherzi divertentissimi ai danni dei disinformati.
Oltre che con Puccini, Angelo Bettinelli ebbe rapporti fraterni con compositori come Giordano, con il quale condivideva la passione per la fotografia, Cilea, Zandonai, Alfano, Montemezzi e Leoncavallo, mentre da oltr’alpe ebbe l’incondizionata ammirazione di Richard Strauss del quale preparò la produzione del Cavaliere della rosa in prima alla Scala.
La sua carriera raggiunse il culmine quando fu chiamato alla Scala da Arturo Toscanini proprio negli anni in cui Milano e il suo teatro d’opera potevano vantare un primato assoluto nella lirica mondiale.
Toscanini voleva Angelo Bettinelli per la preparazione delle produzioni e come collaboratore pianistico per i cantanti. Ma anche al di fuori dell’ambiente scaligero, numerosissimi erano i compositori i direttori e i cantanti che ricorrevano alla sua abilità e competenza vocale. Tra i suoi numerosi allievi sono da citare la Burzio, la Storchio, Carmen Melis, Toti dal Monte e fra i tenori, Fleta, Labaro e Lauri Volpi.
Come compositore Angelo Bettinelli brillò soprattutto nelle liriche da camera. Le sue romanze entrarono nel repertorio di cantanti come Caruso, Fleta e Gigli, mentre gli organetti per le strade diffondevano le sue liriche e le arie delle operette che venivano rappresentate nei maggiori teatri d’Italia con un’interprete d’eccezione come Emma Vecla. Scrisse anche deliziosi pezzi per pianoforte, soprattutto di tipo didattico, tuttora usati nell’insegnamento, nonché composizioni sinfoniche e diciotto operette oggi dimenticate come del resto quasi tutta la sua musica che invece era all’epoca popolarissima. Quando mio nonno morì, nel 1953, io non ero ancora entrato al Conservatorio ed ero ancora troppo giovane per poter approfittare dei suoi insegnamenti, ma le mie prime intense emozioni musicali le ho ricevute proprio da lui, quando, bambino, negli anni di sfollamento da Milano a causa della guerra, lo ascoltavo accompagnare cantanti in romanze d’opera e liriche da camera. Il mio gusto è stato talmente condizionato da queste audizioni che, di tutta la letteratura musicale, quella per voce e pianoforte è rimasta sempre la mia preferita.
In quelle esibizioni mi colpiva anche il fatto che mio nonno fosse in grado di suonare a richiesta qualunque musica di quel repertorio senza l’ombra di uno spartito. Anche quando era allievo
del Conservatorio di Milano diresse a memoria l’Ernani di Verdi al teatro di Mantova. Queste esibizioni allora erano una novità. Ma le sue capacità improvvisative andavano ancore oltre. Nel 1911 Angelo Bettinelli si trovava in un palco della Scala per assistere ad un concerto del violinista Vecsey. L’improvvisa indisposizione del pianista accompagnatore fece sì che mio nonno si vide trascinato sul palcoscenico ad eseguire senza prove un difficile repertorio oltretutto da lui non frequentato abitualmente. Superò la prova con disinvoltura tale da ottenere uno straordinario successo personale. Penso che la sua assoluta naturalezza nell’approccio alla musica
avesse anche una componente caratteriale: mio nonno era totalmente indifferente all’esibizione personale ed esclusivamente dedito alla musica che gli capitava di eseguire.
Qualche nota sui brani pianistici di Angelo Bettinelli
di Antonio Ballista
Musiche, questi pezzi pianistici, di un piccolo ma autentico maestro, che, rifuggendo da ogni sperimentalismo linguistico e dalle esplorazionì delle profondità dell’essere, riesce a condurci per mano, con discrezione e leggerezza, in quel paese fatato che, per chi sa vedere, è semplicemente il nostro mondo di tutti i giorni.
Incominciamo con “Farfalle azzurre”, un rutilante saggio di virtuosismo pianistico di scintillanti sonorità. Seguono “I miei fiori”, un nostalgico concentrato di desueta eleganza e la gioiosa,
scampanante “Scatola magica”. ” RE MI FA SOL” è un lepido omaggio al grande Giovanni D’Anzi.
“Carillon” è la composizione più nota di mio nonno, perché era utilizzata dalla Scala per il cosiddetto “Passo d’addio” delle danzatrici licenziande della scuola di ballo del teatro. Dopo un estroso “Capriccio”, ”Coquetterie “ è una” valse-esitation” ad un tempo amara e seducente .”Rêverie” è un brano di caldo intimismo quasi schumanniano, che non disdegna nel culmine emotivo una riconoscibilissima citazione pucciniana. “Goetz-Film-Tenax” è una maliziosa rilettura nostrana di Kurt Weill. Al “Piccolo studio” segue “La pastorale dei Re Magi”, nella quale sembra di ritrovare la naïveté degli ex-voto delle chiese di montagna nelle quali il viandante si sorprende inspiegabilmente più buono e si abbandona a sentimenti di pace e serenità.
Laura Cherici
Soprano
Ha studiato
al Conservatorio di Reggio Emilia debuttando giovanissima al Teatro Regio di
Torino in “Der Rosenkavalier” di Strauss, quindi come Susanna ne “Le nozze di
Figaro”sotto la direzione di Gustav Kuhn
Artista
eclettica Laura Cherici vanta un repertorio che spazia dalla musica barocca a
quella contemporanea.
E’ stata
Melanto (“Il ritorno di Ulisse in patria”dir. T.Pinnock) e Drusilla
(“L’incoronazione di Poppea”dir.Bolton) al Maggio Musicale Fiorentino, Checca
nel “Flaminio” al S.Carlo di Napoli (dir.S.Accardo reg .R.De Simone) ed alla
Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi ed il Festival di Beaune diretta da
Ottavio Dantone.
Ha cantato a
Vienna con il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini un concerto con
musiche di Vivaldi, Handel e Fux, trasmesso dalla ORF in Eurovisione ed al
Festival di Innsbruck nell’opera “Dal male il bene”. Nel 2006 ha interpretato
il ruolo di Martesia nell’”Ercole sul Termodonte” di Vivaldi al Festival di
Spoleto sotto la direzione di Alan Curtis.Sempre con Curtis ha inciso nella
stagione 2002-2003 il ruolo di Amanzio e la Fortuna nel Giustino di Vivaldi e
quello di Tigrane nel Radamisto di Handel.
Ha spesso
interpretato il ruolo di Susanna ne” Le nozze di Figaro” (Regio di Torino,
Opera di Roma, Deutsche Opera am Rhein di Dusseldorf, Carlo Felice di Genova,
Filarmonico di Verona), Zerlina nel” Don Giovanni” ( Scala di Milano, Comunale
Bologna, Opera Roma, Regio Torino), Despina in” Così fan tutte” e Pamina
/Papagena ne”Il Flauto Magico” collaborando con direttori tra i quali
ricordiamo S.Accardo, B.Bartoletti, I.Bolton, A.Curtis, D.Gatti, G.Gemetti,
G.Noseda, P.Maag, Z.Metha, R.Muti e registi come F.Zeffirelli, G.Proietti,
M.Placido, Pier’Alli, L.Ronconi, J.Miller.
Nel 1997
Laura Cherici ha cantato nel concerto d’inaugurazione della stagione dei
Munchner Philarmoniker interpretando Lisette ne” La Rondine “con G.Gelmetti
ruolo che ha poi ripreso all’Opera di Roma e con la Sydney Symphony Orchestra.
Sotto la
direzione del M.°Curtis è stata una Teutile di successo nel Motezuma di Vivaldi
al Teatro Sao Carlo di Lisbona e nei teatri di Ferrara, Piacenza e Modena ed ha
inoltre ricoperto il ruolo di Ginevra nell’”Ariodante” di Handel al Festival di
Spoleto.Ha debuttato al Concertgebouw di Amsterdam ne “L’Orlando Paladino” di
Haydn diretta da Alessandro DeMarchi.
Attiva nel
repertorio contemporaneo ha interpretato molte prime mondiali tra le quali “Le
Vite Immaginarie”, “La Lupa”, “Vita”, ” Il gatto con gli stivali “ e “Federico
II” di Marco Tutino, ”Canzoni d’amore” di Lorenzo Ferrero, ”Amin” di Matteo
D’Amico, ”Rimini addio!”di Carlo Boccadoro, ”La brocca rotta”di Flavio Testi,
”La Tempesta” di Carlo Galante con la regia di Giancarlo Cobelli, “ Un tram che
si chiama desiderio” di André Previn con la direzione di Steven Mercurio e la
regia di Giorgio Gallione al Regio di Torino.
Tra i
numerosi concerti ricordiamo “Rocklied” (alla ricerca del classico nel pop) e”
Suono, Sogno, Swing” con musiche di Porter e Gershwin in collaborazione con
Antonio Ballista.
Nel 2009 ha ricevuto il premio “ Gianni Poggi “ per il ruolo di
Teutile nell’opera Motezuma di Vivaldi
Antonio
Ballista, pianista, clavicembalista e direttore d’orchestra, fin
dall’inizio della carriera non ha posto restrizioni alla sua curiosità e si è
dedicato all’approfondimento delle espressioni musicali più diverse.
Da
sempre convinto che il valore estetico sia indipendente dalla destinazione
pratica e che le distinzioni di genere non debbano di per sé considerarsi
discriminanti, ha effettuato personalissime escursioni nel campo del ragtime,
della canzone italiana e americana, del rock e della musica da film, agendo
spesso in una dimensione parallela tra la musica cosiddetta di consumo e
quella di estrazione colta.
Particolarissimi
per invenzione originalità e rigore i suoi programmi, che sconfinano talvolta
nel teatro ed ampliano spesso gli ambiti rituali del concerto.
Dal
1953 suona in duo pianistico con Bruno Canino, una formazione d’ininterrotta
attività la cui presenza è stata fondamentale per la diffusione della nuova
musica e per la funzione catalizzatrice sui compositori.
Ha
suonato sotto la direzione di Abbado, Bertini, Boulez, Brüggen, Chailly,
Maderna e Muti e con l’Orchestra della BBC, il Concertgebouw, La Filarmonica
d’Israele, la Scala di Milano, la London Symphony, l’Orchestre de Paris, le
Orchestre di Philadelfia e Cleveland e la New York Philarmonic.
E’
stato spesso invitato in prestigiosi festival tra cui Parigi, Edimburgo,
Varsavia, Berlino, Strasburgo, Venezia, Maggio Musicale Fiorentino…
Hanno
scritto per lui Berio, Boccadoro, Bussotti, Castaldi, Castiglioni, Clementi,
Corghi, De Pablo, Donatoni, Lucchetti, Morricone, Mosca, Picco, Sciarrino,
Sollima, Togni e Ugoletti.
Ha
effettuato tournées con Berio, Dallapiccola e Stockhausen ed ha collaborato con
Boulez, Cage e Ligeti in concerti monografici. Ha diretto le
Sinfonie per 21 pianoforti di Daniele Lombardi e nel 2003 a New York ( Winter
Garden, Ground Zero) la prima assoluta della sua “Threnodia ”dedicata
alle vittime dell’ 11 settembre.
Come
direttore d’opera ha debuttato al teatro dell’Opera di Roma con “Gilgamesch” di
Franco Battiato.
E’
fondatore e direttore dell’ensemble Novecento e Oltre, formazione
stabile che ha esordito nel 1995 in occasione dell’esecuzione integrale
dell’opera di Webern tenuta a Palermo per l’EAOSS e gli Amici della Musica, e
il cui repertorio va dal Novecento storico fino alle più recenti tendenze.
Con
Alessandro Lucchetti e Federico Mondelci ha costituito nel 2003 il trio Fata
Morgana, che esegue musica “cross-over”.
La
sua passione per la letteratura liederistica lo ha portato a collaborare con i
cantanti Roberto Abbondanza, Anna Caterina Antonacci, Monica Bacelli, Marco
Beasley, Cathy Berberian, Phillys Bryn-Julson, Alda Caiello, Luisa Castellani,
Laura Cherici, Gloria Davy, Mirko Guadagnini, Kim Kriswell, Sarah Leonard ,
Anna Moffo, Alide Maria Salvetta, Susanna Rigacci, Luciana Serra, Lucia
Valentini Terrani, Lorna Windsor. Da anni collabora stabilmente con Gemma
Bertagnolli.
Legato
in un sodalizio trentennale con Paolo Poli, Antonio Ballista ha lavorato
inoltre con gli attori Gianni Agus, Arnoldo Foà, Ottavia Piccolo, Toni
Servillo, Franca Valeri, Milena Vukotic e Peter Ustinov e le danzatrici Marga
Nativo ed Elisabetta Terabust.
Incide
per La Bottega Discantica, Emi, Rca, Ricordi, Wergo.
Ha
insegnato nei Conservatori di Parma e Milano e all’Accademia Pianistica
“Incontri col Maestro” di Imola.
Attualmente
è docente presso l’Accademia Internazionale “Tema” di Milano.
DISCANTICA 208