BDI 207

Alessandro Cadario

La storia del signor Flauto + Paul Harris: Ferruccio il formichiere - Gabriel Pierne': Marche de petit soltads de plombe

Quintetto Andersen - Roberto Plano, pianoforte - Claudio Moneta, narratore

45' 20''

DDD

(1 CD)
€ 15.00

 

track

compositore e titolo

durata

 

1

Alessandro Cadario - La storia del signor Flauto, fiaba musicale per flauto, oboe, clarinetto, fagotto e narratore (testo di Fabio Sartorelli)

21' 5''

 

2

Gabriel Pierne - Marche de petits soldats de plombe, per quintetto a fiati e pianoforte, trascr. di A.J. Andraud

6' 50''

 

3

Paul Harris - Ferruccio il formichiere (the Unhappy Aarvark) per quintetto di fiati e narratore(adattamento in italiano di M. Colombo)

3' 60''

 

 

LA STORIA DEL SIGNOR FLAUTO

di Fabio Sartorelli

 

 

 

Questa cari bambini è la storia di quattro signori.

Uno si chiama Flauto, un altro Oboe, il terzo clarinetto e il quarto fagotto.

Sebbene siano così diversi fra loro fanno tutti parte della stessa famiglia: quella dei signori Legni. Perché? Perché anziché essere fatti di carne ed ossa sono appunto fatti di legno.

La loro vita scorreva serena.

Ma un giorno, mentre se ne andavano a zonzo,  un gruppo di monelli cominciò a gridare: “Ecco i signori Legni! I signor testa di legno!”. Uno di loro fece persino una grossa palla di neve e la tirò dritta dritta sul naso del signor Flauto urlando:”Beccati questo, gamba di legno!”. Subito i monelli lo imitarono prendendo di mira gli altri tre. Per nulla turbato il signor fagotto cominciò a ridere. Il signor Clarinetto invece si arrabbiò e cominciò a correre dietro ai monelli cercando di spaventarli. Il signor Oboe, che dei quattro era il più schizzinoso, iniziò a lamentarsi, mentre so scrollava la neve di dosso.

L’unico che tacque fu il signor Flauto, d’altra parte lui era il più vecchio e maturo dei quattro. Lì per lì non fece nulla, ma una volta rientrato a casa si ritirò nel suo angolino e versò qualche lacrima di dispiacere.

La sera, nel bel mezzo della cena, il signor Flauto con grande sorpresa di tutti disse:” Ho deciso. Non voglio più essere di legno. Da domani si cambia. Sarò...sarò...di cristallo! Così nessuno mi chiamerà più gamba di legno o testa di legno e tutti mi tratteranno con gentilezza e attenzione”.

Inutilmente cercarono di fargli cambiare idea e il mattino seguente zitto zitto infilò la porta e via! Alla ricerca di un modo per diventar di cristallo.

Camminò per giorni e giorni. Attraversò villaggi, città, deserti infuocati, valli e gelide montagne. Una notte una tempesta con tuoni e lampi lo colse all’improvviso mentre camminava fra le vette. Allora cominciò a correre alla ricerca di un rifugio. Corse e corse finché finalmente trovò una grotta.

Era una grotta fredda e buia. Proprio mentre stava entrando un lampo illuminò la grotta, mostrandola suo interno la sagoma di un vecchio gigante.

Un brivido percorse il signor Flauto dalla bocca all’ultima chiave giù in fondo.

Il vecchio gigante si mosse e lentamente abbassò lo sguardo sul signor Flauto: “Chi sei!”

“Sono...sono un povero flauto infreddolito”

“Cosa sei venuta a fare fin quassù?”

“Sto cercando un modo per trasformarmi in cristallo. Vede signor gigante, non sono molto contento del mio abito di legno”

“E perché mai? Il legno è caldo e robusto e ti dà una bella voce. Che te ne fai di un vestito di cristallo?”

“Vede signor gigante, è che tutti mi prendono in giro. Mi dicono testa di legno, gamba di legno. Mi da fastidio. Se fossi di cristallo mi tratterebbero tutti con più garbo e rispetto”

“E’ questo quello che vuoi?”

“Si” rispose sicuro il signor Flauto.

“Ebbene, io ho bisogno del tuo legno per riscaldarmi. In cambio ti trasformerò come tu vuoi. Ascolta cosa devi fare: fuori da questa grotta troverai un letto di ghiaccio, distenditi e aspetta che passi la notte. Ma sta bene attento a non alzarti per nessun motivo!”

Felice il signor Flauto uscì dalla grotta e si distese sul letto di ghiaccio ad aspettare il mattino. Era così stanco che presto si addormentò.

La mattina dopo il signor Flauto era tutto di ghiaccio. Non riusciva a muovere nemmeno una chiave.

Il gigante lo prese, lo sollevò, soffiò dapprima delicatamente, poi sempre più forte fino a quando il signor Flauto non emise un suono acutissimo che ruppe la spessa coltre di ghiaccio di cui era ricoperto. Fu allora che tornato a nuova vita corse a specchiarsi su una lastra di ghiaccio.

“Evviva! Sono di cristallo il mio sogno si è avverato!”

e felice riprese la via di casa.

Cammina, cammina attraversò gelide montagne, valli, infuocati deserti, città, villaggi...e finalmente arrivò al suo paese.

“E’ tornato! Venite a vedere!” gridò il signor Clarinetto appena vide arrivare da lontano il loro vecchio amico flauto.

“Allora vedo che sei riuscito a trasformarti in cristallo” disse il fagotto e il signor Flauto iniziò a raccontare la sua avventura.

“Che ne dite se facessimo un bel quartetto come ai vecchi tempi?” propose il signor Oboe e tutti d’accordo iniziarono a suonare.

Suonarono e suonarono, ma più passavano i minuti più tutti si accorgevano che qualcosa non funzionava. Tutti tranne il signor Flauto. La sua voce era molto cambiata, un tempo era calda e morbida, ora invece era fredda e inespressiva. Il cristallo poi, pian piano si scaldava e rendeva i suoni più acuti sempre più crescenti. Il Clarinetto in segno di protesta smise di suonare. Il Fagotto, di solito gioviale e allegro intonò un canto malinconico a cui presto si unirono anche l’Oboe e il Clarinetto.

Il Flauto rimase un po’ in silenzio e alla fine disse: “Voi fate così perché siete rimaste delle stupide teste di legno! Io invece sono cambiato. Ora sono di fine e nobile cristallo e per questo tutti mi trattano con grazie e garbo. E non mi importa se la mia voce non è più quella di un tempo”

Detto questo si alzò e uscì. Appena fu in strada il signor Flauto si calmò e...va bè! Prese la decisione di tornare dal gigante per chiedergli di farlo ritornare di legno. Cammina, cammina, attraversò villaggi, città, deserti infuocati, valli e gelide montagne e finalmente una notte d’inverno raggiunse la grotta del gigante. Vi entrò e vide il gigante dormire riscaldato dal fuco del suo legno.

“Sveglia!...Svegliaaa!” urlò a squarciagola.

Finalmente il gigante si svegliò.

“Cosa sei tornato a fare fin quassù?”

“Voglio tornare di legno. Sapessi come rimpiango i bei tempi in cui tutti mi davano del testa di legno!”

“Mi dispiace di vederti così triste caro Flauto, ma purtroppo il tuo legno l’ho bruciato per riscaldarmi.”

“Allora non c’è più niente da fare?”

“Aspetta” disse il gigante e diede al signor Flauto un libro. Era il libro magico delle trasformazioni.

“Ogni volta che lo aprirai ti troverai vestito con abiti diversi. Diventerai di legno, ma anche d’argento, di cristallo, ma anche di plastica, potrai avere qualsiasi vestito, ma ricordati tutti continueranno a chiamarti Legno anche se sarai d’oro massiccio.”

Oggi il signor Flauto è tornato A suonare col signor Fagotto, il signor Clarinetto e il signor Oboe. Tutti gli vogliono un gran bene, anche se talvolta si presenta con un vestitino modesto, appena dignitoso; mentre altre volte, magari per fare un po’ lo snob, arriva tutto agghindato con l’abito della festa, quello d’argento. Quando poi vuol fare il di più arriva, pensate un po’, vestito d’oro!.

E’ proprio un bel tipo questo signor Flauto!

 

FERRUCCIO IL FORMICHIERE

Paul Harris

 

Ferruccio era un bell’esemplare di formichiere, due metri di lunghezza, un enorme coda cespugliosa, la sua bella stria chiara lungo i fianchi. Proprio un bel esemplare!

Aveva però un problema che lo rendeva infelice; era amico delle formiche e non solo, anche delle termiti. Era un problema che lo rendeva infelice, ma anche molto affamato e un tantino nervoso.

Passava davanti ai formicai sorridendo alle sue amiche “Buongiorno care, tutto bene? Voi avete già pranzato eh?” le salutava

I giorni passavano e Ferruccio diventava sempre più magro…..sempre più magro r triste…e sempre un tantino più nervoso.

Un giorno, mentre passava davanti al suo formicaio preferito, una formica gli corse incontro “Ferruccio - lo chiamò - come stai? Ti vedo sempre più triste e  magro” “Cara formica - rispose il formichiere – ho fame, ma non posso mangiare i miei amici. Il problema è che con questa bocca a tubo che mi ritrovo, faccio proprio fatica a scovare qualcosa da mangiare.” La formica rimase un attimo in silenzio.. si grattò le antenne…. “ Capisco” disse dispiaciuta. “Ma di buono c’è che sembro sempre di più un Top model” rispose sorridendo Ferruccio, perché non voleva che le sue amiche si rattristassero per causa sua e se ne andò sculettando, come in una sfilata di alta moda.

 

Appena  rientrata nel formicaio la formica parlò del problema di Ferruccio. Convocarono un’assemblea straordinaria e si misero a cercare una soluzione per risolvere il problema del loro amico.

“Io avrei un’idea”

 “sentiamo……Eh!.....perché  no?....”

“L’abbiamo già trovata?”

 

Il giorno dopo Ferruccio come tutte le mattine passò davanti al formicaio.

 

“Ferruccio – lo chiamò una formica – hai fame?”

 

“ Eh! Insomma “

 

Lo accompagnarono dietro ad un cespuglio

 

Si sentiva un profumino! Mmm!

 

Che profumo! Mmm!

 

“Noo!!” Ferruccio non poté credere ai suoi occhi, servito su grandi scodelle di legno c’era un succulento banchetto: Vellutata di carote, Crema dorata di verdure, Cosummè a la Gigale, Potage Bonne Femme, Crema al dragoncello e Mousse di fragole. Le formiche aveva sbriciolato, sminuzzato, spezzettato, tritato, setacciato il cibo così da permettere a Ferruccio di mangiare con la sua lunga, fine bocca.

Da allora le formiche prepararono tutti i giorni il cibo per il loro amico, che divenne il formichiere più felice che si sia mai conosciuto.

 

 

 

 

 

QUINTETTO  ANDERSEN

 

 

I componenti del gruppo provengono da esperienze musicali diverse: suonano con l’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra Sinfonica della RAI, l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, l’Orchestra della Svizzera Italiana e come prime parti nella Civica Filarmonica di Lugano, oltre che con prestigiose formazioni cameristiche quali il Quartettone e il Divertimento Ensemble. Sono inoltre docenti presso la Civica Scuola di Musica di Lugano, l’Accademia Internazionale della Musica di Milano e il Liceo Musicale di Varese.

L’intensa attività e la presenza in numerose stagioni musicali testimoniano la vivacità della formazione.

Dal 2000 il Dicastero Scuola e Cultura del Comune di Lugano sostiene l’ensemble in un vasto progetto che segue la crescita dei bambini dall’ultimo anno della scuola dell’infanzia alla classe quinta della scuola elementare.

Nel 2004 Il Quintetto Andersen è stato insignito del prestigioso PRIX SUISSE per l’esecuzione della fiaba musicale “I tre porcellini” di Franco Cesarini, prodotta dalla Radio della Svizzera Italiana con la voce di Claudio Moneta. Nel 2005 ha collaborato con l’Università degli Studi di Milano – Bicocca e  Fondazione Scuole civiche, nel Progetto Educarte, svolgendo  laboratori musicali e concerti.

Nel 2007 ha tenuto una serie di concerti per “L’ideatorio” nella mostra “Suoni e Frastuoni”, un progetto proposto da Science et Citè e dall’Istituto scolastico della Città di Lugano.

Il vasto repertorio comprende opere dedicate all’ensemble da importanti compositori, fra i quali si ricordano: Franco Cesarini, Alessandro Cadario, Danilo Zaffaroni.

La continua ricerca di soluzioni per meglio fondere musica e narrazione fa del Quintetto Andersen un gruppo cameristico unico. Le esibizioni sono impreziosite da elementi teatrali e scenografici.

                                

                                  

Elena Paganessi     Flauto                          

Giovanni Sanvito   Oboe                             

Alberto Longhi        Clarinetto

Cristina Pini            Corno                           

Michele Colombo    Fagotto

 

ROBERTO PLANO

Nato a Varese nel 1978, Roberto Plano si è imposto all’attenzione del mondo musicale nel 2001 con la vittoria del prestigioso Cleveland International Piano Competition.  Quest’affermazione e i premi ottenuti in numerosi altri concorsi internazionali (Van Cliburn, Honens, Dublino, Valencia, Sendai…) hanno segnato l’inizio di numerose tournées in tutto il Nordamerica, Europa e Giappone.

Formatosi al Conservatorio Verdi di Milano, all’Ecole Normale di Parigi e all’Accademia Internazionale Lake-Como, ha suonato come solista con prestigiose orchestre in Italia e all’estero, con direttori d’orchestra quali Zuckerman, Marriner, Conlon, Gelmetti e Renzetti; è stato ospite delle maggiori radio americane e inglesi ed ha inciso 3 CD (Sipario Dischi , Azica, Arktos). Molto attivo anche nella musica di camera, ha suonato con i Quartetti Takacs, Fine Arts, Jupiter e St. Petersburg, con Gabriele Cassone ed Enrico Bronzi. Recentemente ha debuttato con gli archi dei Berliner Philarmoniker, ha suonato alla Wigmore Hall di Londra, al Festival Michelangeli di Bergamo e Brescia, al Bologna Festival, all’Auditorium di Milano con l’Orchestra Verdi, al Ravinia Festival e al Gilmore Festival negli USA. Il New York Times ha scritto di lui: “Questo pianista italiano ha mostrato una maturità artistica che va ben oltre la sua età anagrafica… una meravigliosa purezza e una padronanza delle suggestioni più profonde… Plano ha dato dimostrazione di virtuosismo levigato a livelli di competizione tanto quanto di profondità musicale…”  Tiene un Corso annuale di Perfezionamento Pianistico presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Lago di Monate”, da lui fondata nel 2008.

Claudio Moneta, nato a Milano nel 1967, attore, regista e doppiatore. Dopo gli studi in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano, e alla scuola di recitazione CTA di Milano, comincia a lavorare in teatro come attore e presto anche per il cinema,la televisione (Telemontecarlo, Mediaset, Rai, Tsi)e la radio (Rsi). In teatro lavora per anni con la compagnia Calindri-Feldmann, i Filodrammatici, l'Elfo, Atecnici, Ballerio-Togni. Per il cinema ha recitato in sceneggiati prodotti dalla Rai e dalla Tsi e ha vinto il premio Castrocaro col film "L'attesa" di Vittorio Rifranti. L'attività televisiva lo vede impegnato come attore o conduttore in diverse produzioni fra cui: "Bim Bum Bam" (Canale 5), "Casa Vianello" (Canale 5), "I replicanti" (Tsi), "La Ruota della fortuna" (Canale 5), "Buona domenica" (Canale 5), "Peo" (Tsi), “S-rini” (TSI). Per la Radio svizzera (Rsi) recita in numerosi sceneggiati. Partecipa a produzioni musicali con i Barocchisti di Diego Fasolis, il Conservatorio della Svizzera italiana e il Quintetto Andersen con il quale ha vinto il Prix Suisse 2004 con il CD "I tre porcellini" di Franco Cesarini. Intensa l'attività legata al doppiaggio e alla pubblicità. Presta e ha prestato la voce nei tempi più recenti a diversi personaggi fra cui: Geronimo Stilton, Spongebob, Peo, Hamtaro, Henri Dunant e a interpreti dei telefilm Allie McBeal, Squadra Med, Le sorelle McLoud.

Illustrazioni di Suor Chiara Amata

 

 

DISCANTICA 207

 

 

 

 

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