BDI 195

Giuseppe Verdi - Giacomo Puccini

Quartetti

Quartetto di Roma

59' 33''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Giuseppe Verdi - Quartetto in Mi minore - Allegro  

7' 50''

 

2

Giuseppe Verdi - Quartetto in Mi minore - Andantino  

7' 15''

 

3

Giuseppe Verdi - Quartetto in Mi minore - Prestissimo  

3' 27''

 

4

Giuseppe Verdi - Quartetto in Mi minore - Scherzo, Fuga  

4' 29''

 

5

Giacomo Puccini - Crisantemi  

6' 24''

 

6

Giacomo Puccini - Minuetto I  

3' 46''

 

7

Giacomo Puccini - Minuetto II  

2' 50''

 

8

Giacomo Puccini - Minuetto III  

2' 34''

 

9

Giacomo Puccini - Fuga in La maggiore  

2' 48''

 

10

Giacomo Puccini - Fuga in Do minore  

3' 35''

 

11

Giacomo Puccini - Fuga in Sol maggiore  

2' 46''

 

12

Giacomo Puccini - Allegro moderato  

8' 21''

 

13

Giacomo Puccini - Scherzo allegro  

3' 5''

 

 

 

Di particolare interesse e riuscita il progetto del Quartetto di Roma che ci svela in questo disco come due grandi del teatro musicale ottocentesco italiano,Verdi e Puccini, si siano confrontati con detta formazione cameristica, simbolo e prerogativa della musica d’oltralpe. Il quartetto di Giuseppe Verdi nasce con una storia da subito controversa forse a causa dell’atteggiamento contraddittorio del suo stesso creatore; questi lo definì “una pianta fuori clima” destando il dubbio che lo ritenesse un figlio ‘minore’, in più occasioni scrisse di averlo composto non credendoci molto ma piuttosto per vincere l’ozio. Suo malgrado però, nonostante alla prima esecuzione in forma privata a Napoli il 1° aprile 1873 fossero presenti non più di otto persone, in breve tempo il quartetto fu apprezzato e conosciuto negli ambienti musicali italiani e dopo soli tre anni fu pubblicato e eseguito in Francia, Inghilterra e persino nella patria del genere, ovvero nel mondo austro-tedesco. Nel 1876 Ricordi menziona il successo del quartetto dichiarando che il lavoro fosse “degno della fama del suo autore” e che in particolare il pubblico era stato impressionato favorevolmente dal tema del violoncello nel terzo tempo tanto da richiederne un bis. E’ pur vero che ci furono rivalità sotterranee, da quell’ambiente quartettistico di gusto “classico” che predominava in Italia e che fu la causa della tarda esecuzione del lavoro verdiano presso la Società del Quartetto di Milano, avvenuta solo nel 1901. Proprio a questo pubblico si riferiva forse Verdi nella dizione “fuori clima”, avvertendo di presentare un’opera non in linea con  l’atmosfera dominante, ma anzi con tratti nuovi e originali. In altre pagine si risolve infatti il suo atteggiamento contraddittorio e si evince che il suo desiderio, non disatteso in questa esecuzione, fosse in particolare teso alla corretta esecuzione della sua musica. Potremmo usare le parole dello stesso Verdi per tratteggiare le scelte esecutive del Quartetto di Roma che percorre la strada della chiarezza e della raffinatezza; “… tutto deve sortire, anche nei contrappunti più complicati, netto e chiaro; e questo si ottiene suonando leggerissimamente, e molto staccato in modo che si distingua sempre il soggetto sia dritto che rovesciato”. Il compositore si riferisce in particolare all’ultimo tempo in forma di fuga, ma lo stile composto e cristallino del nostro Quartetto di Roma risulta di particolare efficacia anche negli altri tempi e sottolinea con convinzione il contrasto di omoritmia e scrittura contrappuntistica che risulta essere uno dei caratteri salienti dell’opera. La struttura del lavoro, che si basa sul ritorno quasi ciclico di cellule ritmiche e motiviche scaturite dal primo tema, presentato in apertura dal secondo violino, conferma che il quartetto sia tutt’altro che un diversivo ma anzi un’opera melodicamente studiata nei minimi dettagli. Dopo il primo tempo con carattere spesso vigoroso e dai toni perentori, i tempi centrali si presentano più leggeri nel carattere e meno complessi nella forma, con una discendenza più acclarata dallo stile strumentale italiano, permeato di gesti operistici, a mò di teatro da camera per quattro strumenti. Ne è un esempio il tema civettuolo del primo violino nel 2° tempo o il già citato cantabile del violoncello nella sezione centrale del 3°. 

Anche Giacomo Puccini non tarda a cimentarsi con il genere considerato più nobile nel mondo cameristico; i suoi lavori nascono tutti attorno al periodo di studi del compositore ovvero prima che divenisse, con la sua Manon Lescaut, un operista di fama mondiale. Il primo che ascoltiamo nel cd, Crisantemi, è in realtà il più tardo, composto nel 1890 dopo la morte del quarantacinquenne Amedeo di Savoia, figlio del re d’Italia Vittorio Emanuele II, venne eseguito con grande successo a Milano ed è oggi il brano cameristico più conosciuto del nostro autore. Egli sembra non avesse percepito l’importanza che invece poi tale pezzo significò; nel suo abbozzo lo indicò come Breve improvviso ma visto il successo ottenuto lo usò poi come materiale di ispirazione nell’atto finale di Manon Lescaut. L’esecuzione del Quartetto di Roma senza estreme piaggerie rende il famoso tema iniziale con colori caldi e fraseggio seducente. I Tre Minuetti furono scritti nel 1884 e pubblicati nell’autunno dello stesso anno; anche di questi brani si possono riconoscere reminiscenze nella Manon e si nutrono, inoltre, della sua stessa atmosfera rococò. Rappresentano dei veri e propri compiti scolastici le Tre fughe, composte durante gli anni di studio al Conservatorio di Milano tra il 1882 e 1883, i manoscritti riportano addirittura correzioni di mano di un insegnante; seppur di evidente condotta ‘giovanile’ si avverte anche in tali pagine il futuro Puccini e si apprezzano atmosfere ispirate con echi di stampo bachiano. Che Puccini avesse però in mente di comporre un vero intero quartetto ci è testimoniato in diverse occasioni; era certamente per il compositore un modo per confrontarsi con la tradizione consolidata dei grandi compositori viennesi e poteva significare la dimostrazione di saper trattare a fondo con la composizione a quattro parti. Già pochi mesi prima del suo inizio al Conservatorio di Milano egli scrisse a sua madre: “Stasera ci ho da studiare per domani che ho la lezione di Bazzini e devo fare un quartetto d’archi.” Ciò che è pervenuto però non è un lavoro completo; il primo tempo, ritrovato e pubblicato nel 1985, ma risalente agli stessi anni di studio, ovvero 1882, essendo giunto a noi in parti staccate, (solo una, quella del primo violino di mano di Puccini, le altre copiate dal fratello Michele e da un copista) fa pensare che fu  eseguito o che ci fosse almeno l’idea di farlo. Dopo tale ritrovamento fu aggiunta la scoperta di un manoscritto dal titolo Giacomo Puccini/Scherzo per Archi (ultimo tempo del quartetto in re)/ Riduzione per piano a 4 mani di M.Puccini/ Lucca Novembre 1883. Il periodo di stesura quindi analogo al primo tempo. Degli altri due tempi nulla di certo; si potrebbero dedurre, ma con arbitrio, da altri brani e miscellanee dello stesso periodo 1882-83 non pervenutici però completi. Ricordi nel 2001, usando una rielaborazione di W.Ludewig, ha pubblicato seguendo questo criterio un lavoro completo in quattro tempi. In una interpretazione convincente il Quartetto di Roma ha scelto di presentarci fedelmente in questo disco ciò che di certo è di mano del nostro Puccini. 

                                                                                                                                 Irene Franceschini

 

 

 

The particular interest and success of a project by Quartetto di Roma is revealed on this CD. Two great composers of nineteenth-century opera, Verdi and Puccini, approached the chamber quartet form, a symbol and prerogative of transalpine countries. The quartet by Giuseppe Verdi is known to us through a controversial story, perhaps due to the contradictory attitude of its creator. Verdi defined it: "una pianta fuori clima" (a genre foreign to contemporary Italian tradition), and he doubted its importance. On many occasions he wrote that he had composed it mostly to keep busy. Nevertheless, even though there were only eight people present at its first performance, in private, in Naples on 1 April 1873, in a short time the quartet was recognized and appreciated in Italian musical environments. After only three years it was published and performed in France, England, and even in the quartet's place of origin: Austria and Germany. In 1876 Ricordi mentioned the quartet's success, declaring that the composition was worthy of the fame of its composer, and that the public, in particular, was so impressed by the cello theme in the third movement that it requested an encore. It is also true that there was a secret rivalry by those who preferred the "classical" quartet, which predominated in Italy. This delayed the performance of Verdi's quartet at the Società del Quartetto di Milano, which did not take place place until 1901. Perhaps Verdi was most probably referring to this audience when he said the quartet was foreign to contemporary Italian tradition, aware that he was presenting a work not in line with predominant musical taste, but with new and original characteristics. In other parts of the quartet, he overcomes his contradictory attitude and displays that his desire, not disregarded in this performance, was especially intent on the correct performance of his music. We could use Verdi's own words to outline the performance choices of Quartetto di Roma which follows a path of clarity and refinement; (...everything must be clear and precise, even in the most complicated counterpoint, and this is obtained with a very light touch, and a lot of staccato to always distinguish the subject both in normal and inverted form). The composer was referring in particular to the last movement in fugal form, but the composed and transparent style of Quartetto di Roma is particularly efficient in the other movements as well, and convincingly highlights the contrast between homorhythmn and contrapuntal writing, which is one of the main characteristics of this work. The structure of this work, based on the almost cyclical return of rhythmic and melodic cells originating from the first theme, presented in the opening by the second violin, confirms that the quartet is anything but a distraction from boredom. Instead, it is a work whose melody was studied to the smallest detail. After the first movement, with an often vigorous character and conclusive tone, the central movements are much lighter in character and have a less complex form, clearly derived from the Italian instrumental style, permeated with operatic gestures, like a small-scale opera for four instruments. An example of this is the coquettish theme of the first violin in the second movement, or the above-mentioned cantabile of the cello in the central section of the third.
 
Giacomo Puccini also did not miss the opportunity to dabble with the genre considered to be the most noble in the chamber music world. His quartets were written around the time of his studies, before he became a world-renowned opera composer with his Manon Lescaut. The first quartet on this CD, Crisantemi, is actually from a later time, composed in 1890 after the death of 45-year-old Amedeo di Savoia, son of the King of Italy Vittorio Emanuele II. It was performed very successfully in Milan and it is today his best known chamber work. He does not seem to have understood the importance of this work. On his rough manuscript he referred to it as a "Breve improvviso" (short impromptu); but seeing the success it obtained, he used it as a source for composing the final act of Manon Lescaut. This performance by Quartetto di Roma, without extreme flattery, bestows the opening theme with warm colours and seductive phrasing. The Tre Minuetti were composed in 1884 and published in autumn of the same year. In these works one can recognize reminiscences of Manon and its rococo atmosphere. The Tre fughe represent outright scholastic assignments, composed during his years at the Conservatory in Milan between 1882 and 1883. The manuscripts contain actual corrections by his teacher. Although they are evidently written by a young composer, there are examples of the future Puccini, and notable atmospheres inspired by Bach. However, it has been made apparent on several occasions that Puccini had intended on composing a complete quartet. It was certainly a way for the composer to compare himself with the tradition consolidated by the great Viennese composers, and it could prove his ability to thoroughly understand and compose for four parts. Already a few months before he started attending the Conservatory in Milan, he wrote to his mother that that evening he had to study for a lesson with his teacher Bazzini the next day, and that he had to compose a string quartet. However, today we do not have a complete composition. The first movement, found and published in 1985, but dating back to the same year of study, 1882, has come to us in detached parts, (only one, the first violin part is written by Puccini. The others are copied by his brother Michele and by a copyist). This makes us think that it was performed or that there was an intention to do so. After this discovery, an additional manuscirpt was discovered entitled Giacomo Puccini/Scherzo per Archi (ultimo tempo del quartetto in re)/ Riduzione per piano a 4 mani di M. Puccini/Lucca Novembre 1883 - last movement of the quartet in D, reduction for four-hands piano by M. Puccini/ Lucca, November, 1883. Therefore it was composed at the same time as the first movement. Nothing is certain about the other two movements. They could be, but using one's discretion, other compositions or miscellaneous pieces of the same period 1882-83 which have, however, come to us in incomplete form. In 2001, Ricordi, using a re-elaboration by W. Ludewig, published a complete composition in four movements following this criterion. In a convincing interpretation, Quartetto di Roma has chosen to faithfully present us on this CD with what was clearly written by Puccini.

 

 

QUARTETTO DI ROMA

Marco Fiorini e Biancamaria Rapaccini, violini

Davide Toso, viola

Alessandra Montani, violoncello

 

 

 

Il Quartetto di Roma è il risultato dell'esperienza cameristica e concertistica dei suoi componenti, accomunati dal desiderio di continuare la prestigiosa tradizione quartettistica italiana. Il Quartetto dedica la propria attenzione, oltre che al repertorio fondamentale per quartetto d'archi, anche a lavori meno conosciuti dell'800 e '900 italiano nell'intento di riscoprire una tradizione strumentale che per troppo tempo è stata ignorata o sottovalutata.

Dalla sua fondazione, avvenuta nel 1995, il quartetto si è imposto come uno dei più validi gruppi del genere  perfezionandosi ai corsi dell'Accademia Chigiana di Siena con Piero Farulli (Quartetto Italiano) e poi con Raphael Hillyer (Julliard Quartet) e Sadao Harada (Tokyo Quartet). L'ensemble, che dal 2003 si avvale del violista Davide Toso e della violoncellista Alessandra Montani, svolge un'intensa attività concertistica che lo ha fatto apprezzare in Italia, Spagna, Olanda, Norvegia ,Turchia, Estremo Oriente e soprattutto in Germania, dove suona più volte l'anno riscuotendo sempre un grande successo di pubblico e lusinghieri giudizi della critica concorde nell'apprezzarne la trasparenza tecnica e l'intensità espressiva.  E' stato ospite di prestigiose manifestazioni quali i Festival di Spoleto, Neuschwanstein, Augsburg (Germania) e Orlando (Olanda). Ha registrato per la RAI, la Radio Nazionale Spagnola e la Bayerischer Rundfunk di Monaco.

Nel gennaio 2007 ha pubblicato per La Bottega Discantica i quintetti di Mozart e Brahms per clarinetto e archi.

 

 

 

 

Curriculum in inglse

 

 

All members of the Quartetto di Roma come from previous chamber music and concert experiences, and share the common desire to carry on the prestigious Italian string quartet tradition. As well as the basic string quartet repertoire, Quartetto di Roma also focuses on less well-known Italian works of the 19th and 20th  centuries. Indeed, one of the aims of the ensemble is to explore a certain instrumental tradition which has been ignored and undervalued for too much time. Since its foundation, in 1995, Quartetto di Roma has been recognized as one of the most valid groups of this genre. The quartet has been highly recommended by the masters of the Accademia Chigiana in Siena. Quartetto di Roma joined the Master Classes held by famous international musicians, such as Piero Farulli ( Quartetto Italiano), Raphael Hillyer ( Julliard Quartet) and Sadao Harada ( Tokyo Quartet). The quartet, which has been joined by Davide Toso and Alessandra Montani in 2003, is particularly active on the concert scene and has been performing in Italy, Spain, Norway, Holland, Turkey and Far East. Actually, the ensemble frequently plays in Germany, where their performances are particularly appreciated and acclaimed both from the audience and the critics. Quartetto di Roma has been invited to play in such prestigious events as the Festival dei Due Mondi in Spoleto, the Orlando Festival in Holland, Neuschwanstein and Augsburg Festival in Germany. The ensemble recorded for RAI, Bayerischer Rundfunk and and Spanish National Radio. In January 2007 they released the quintets for clarinet and strings by Mozart and Brahms for La Bottega Discantica.

 

 

Ingegnere del suono e consulente musicale: Bernard Hanke

 

La registrazione è stata effettuata nei giorni 5, 6 e 7 Settembre 2008 nella Chiesa di Santa Maria dell'Oro (Terni).

Ringraziamo per l'estrema disponibilità Don Gabriele Caranta.

 

Un ringraziamento particolare va a Montserrat Cervera che ha contribuito alla realizzazione di questo progetto.

 

DISCANTICA 195

 

 

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