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BDI 179 |
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Nino Rota, Andrea Padovano, Marco Lorenzini, Marc Berthomieu,
J.F. Zbinden, Giorgio Gaslini, André Jolivet |
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Flauto e arpa in concerto |
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Giovanni Mareggiani, flauto - Davide Burani, arpa |
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65' 10'' |
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DDD |
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(1 CD) |
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track |
compositore e titolo |
durata |
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Nino Rota - Sonata per flauto e arpa - Allegro molto moderato |
4' 26'' |
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2 |
Nino Rota - Sonata per flauto e arpa - Andante sostenuto |
4' 23'' |
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3 |
Nino Rota - Sonata per flauto e arpa - Allegro festoso |
3' 33'' |
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Andrea Padovano - Berceuse
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2' 50'' |
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Marco Lorenzini - Improvvisazione
per arpa |
5' 30'' |
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Marc Berthomieu - Cinq nuances
per flauto e arpa - Pathetico |
2' 51'' |
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7 |
Marc Berthomieu - Cinq nuances per flauto e arpa - Lascivo
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1' 34'' |
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8 |
Marc Berthomieu - Cinq nuances per flauto e arpa - Idyllico
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1' 56'' |
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9 |
Marc Berthomieu - Cinq nuances per flauto e arpa - Esotico
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2' 11'' |
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10 |
Marc Berthomieu - Cinq nuances per flauto e arpa - Dolcissimo
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3' 30'' |
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Julien-Francois Zbinden - Introduction et Scherzo-Valse op.
52 |
5' 20'' |
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Giorgio Gaslini - Chorus per
flauto - Canto d\'amore prima della battaglia |
3' 24'' |
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13 |
Giorgio Gaslini - Chorus per flauto - Canto di donna dopo la
battaglia |
2' 40'' |
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14 |
Giorgio Gaslini - Chorus per flauto - Racconto di ragazzo
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2' 33'' |
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15 |
Giorgio Gaslini - Chorus per flauto - Chorus (dal tenor del
mottetto Super flumina Babylonis di Palestrina) |
2' 12'' |
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16 |
Giorgio Gaslini - Moto velocetto perpetuo per flauto e arpa
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2' 51'' |
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Andrè Jolivet - Pastorale de
Noel per flauto, violoncello e arpa - L\'Etoile |
3' 31'' |
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18 |
Andrè Jolivet - Pastorale de Noel per flauto, violoncello e
arpa - Les Mages |
3' 5'' |
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19 |
Andrè Jolivet - Pastorale de Noel per flauto, violoncello e
arpa - La Vierge et l\'Enfant |
3' 13'' |
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20 |
Andrè Jolivet - Pastorale de Noel per flauto, violoncello e
arpa - Entree et Dance des Bergers |
2' 33'' |
PRESENTAZIONE
Flauto e arpa uniscono i loro differenti ma complementari caratteri timbrici: il flauto cantabile e l'arpa dolce e polivoca. La carezzevole armoniosità dei due strumenti ha affascinato molti compositori dalla fine del Settecento in poi, a partire da Wolfgang Amadeus Mozart, che ai due strumenti dedica lo splendido Concerto K 299 in do maggiore.
Il presente lavoro discografico si concentra sul Novecento e presenta composizioni originali per flauto e arpa a partire dal Novecento cosiddetto “storico” (Rota e Jolivet) fino al Novecento contemporaneo di Berthomieu, Zbinden, Gaslini e Lorenzini (questi ultimi tre compositori sono viventi).
La Sonata per flauto e arpa composta da Nino Rota nel 1937 è dedicata all’arpista Clelia Gatti Aldrovandi (1901 – 1989). La scrittura, sebbene sia intrisa di grande lirismo, è però caratterizzata da temi enunciati con grande semplicità, a cui si contrappone un accompagnamento incisivo, pieno, con sonorità talvolta di sapore orchestrale.
Nino Rota, noto al grande pubblico soprattutto per le sue musiche da film, fu direttore del Conservatorio Piccinni di Bari quando vi era docente di teoria e solfeggio il sacerdote salesiano Andrea Padovano. Apprezzato soprattutto per le sue composizioni religiose, Padovano si dedicò anche a opere strumentali, tra cui spicca la Berceuse per flauto e arpa, dal ritmo cullante di ninnananna.
Rimanendo in ambito italiano, ma avvicinandosi
notevolmente ai giorni nostri, si incontra la figura di Marco Lorenzini, concertista e docente di violino presso il Conservatorio
Cantelli di Novara. Con la sua Improvvisazione
per arpa ci troviamo davanti a un
brano in cui i tratti stilistici sono scevri da effetti romantici e
impressionistici, a favore di una spiccata ricerca timbrica, ricca di effetti
sonori particolari.
All'ambiente francese appartengono invece le Cinq nuances del compositore, poeta e drammaturgo Marc Berthomieu. Alla spiegata cantabilità della romantica melodia di Pathetico segue un tema sincopato del flauto in Lascivo, quasi a rappresentare la frivola evanescenza della musica. Idilliaco è poi il panorama del terzo quadretto (Idyllico), che lascia subito il posto a un'altra immagine, quella dell’interiorità atemporale di Exotico, lontano da ogni sistema. Dolcissimo è invece la naturale conclusione che fa emergere ancora una volta la regale personalità dei due strumenti.
È la Svizzera la patria del pianista e compositore Julien-François Zbinden, che nel 1973 compone Introduction et Scherzo-Valse: a una cadenza dell’arpa segue, senza soluzione di continuità, una cadenza del flauto. Lo Scherzo, costruito su un accompagnamento ostinato dell’arpa, sfocia direttamente in un divertente valzer dal finale brillante.
Gli ultimi due brani di tradizione italiana, presenti nel cd, sono affidati ad un altro compositore contemporaneo, Giorgio Gaslini. Chorus, per flauto solo, è stato composto nel 1965. Dedicato a Severino Gazzelloni, alterna al grande lirismo descrittivo, quasi teatrale, lampi di virtuosismo con ammiccamenti ai nuovi suoni del flauto novecentesco: frullati, note percussive, glissati, etc. In particolare, il terzo e il quarto tempo presentano una marcia (realizzata anche fisicamente dall'esecutore) e la citazione integrale, ripetuta più volte con diverse dinamiche, anche retrograda, del tenor dal mottetto "Super flumina Babylonis" di G. P. da Palestrina, tratto dal Salmo 136. Moto velocetto perpetuo, in prima incisione assoluta per flauto e arpa, unisce il rigore temporale della prima parte (moto perpetuo) al canto spiegato del flauto con laconico accompagnamento d´arpa nella sezione centrale. L'estatica rapidità della conclusione conduce a un finale a sorpresa, con un discorso musicale che apparentemente rimane in sospeso
E ancora alle delicate sonorità del Novecento francese appartiene la Pastoral de Noël, composta da André Jolivet nel 1943 e qui presentata nella versione per flauto, violoncello e arpa, elaborata dall'autore stesso in alternativa a quella originale per flauto, fagotto e arpa. Il brano è costituito da quattro quadretti descrittivi dei luoghi e personaggi della Natività: la Stella, i Magi, la Madonna con il Bambino e una danza di pastori.
Davide Burani e Giovanni Mareggini
Flute and harp combine
their different but complementary characters: melodious flute and sweet harp. The
harmony of the two instruments has fascinated many composers from the end of
Eighteenth century, first of all Wolfgang Amadeus Mozart, who dedicates to them the wonderful C major
K299 Concert.
This recording work introduces original pieces for flute and harp of the Twenty
Century so-called “historical” (Rota and Jolivet) and of the contemporary
period with Berthomieu, Zbinden, Gaslini and Lorenzini ( these three last
compositors are alive).
The Sonata per flauto e arpa composed by Nino Rota in 1937 is dedicated to the
harpist Clelia Gatti Aldrovandi (1901 - 1989). The writing, although imbued
with great lyricism, is characterized by very simple themes while accompaniment
is incisive, full, with sounds sometimes of orchestral taste.
Nino Rota, known to the general public especially for his music from films, was
director of the Conservatory Piccinni of Bari when there was a professor of
theory of music the priest Andrea Padovano. Especially appreciated for his
religious compositions, Padovano also devoted himself to instrumental works,
among which stands out the Berceuse for flute and harp, a piece with a very
peaceful rhythm.
Remaining in Italian sphere, but considerably closer to the present day, one
encounters the figure of Marco Lorenzini, concert artist and professor of
violin at the Conservatory Cantelli of Novara. With his Improvisation for harp
we find ourselves before a piece in which the stylistic traits are lacking from
romantic and impressionistic effects, in favour of a strong tonal research, full
of particular sound effects.
To the French environment belong instead the Cinq nuances of the composer, poet
and playwright Marc Berthomieu. At the wide, romantic melody of
Pathetico follows a syncopated theme of flute in Lascivo, almost to represent
the frivolous evanescence of music. Idyllic is also the view of the third scene
(Idyllico), which leaves immediately place to another image, that of timeless
interiority of Exotico, far from any system. Dolcissimo is instead the natural conclusion that reveals once again the
royal personality of the two instruments.
Switzerland is the birthplace of composer and pianist Julien-Francois Zbinden,
who composed in 1973 the Introduction et Scherzo-Valse: here the flute follows,
without pauses, the cadence of the harp. The Scherzo, built on a persistent accompanying
of the harp, leads directly into an amusing waltz, with a bright final.
The last two pieces of Italian tradition, in this work, are entrusted to
another contemporary composer, Giorgio Gaslini. Chorus, for flute
soloist, has been composed in 1965. Dedicated to Severino Gazzelloni, it
alternates lyrical moments with other extremely “virtuous”, achieved through
specific devices of the instrument; the "march" requested by the
author is linked to the journey of the Jewish people, whose exodus from slavery
in Egypt is reported in the mentioned Psalm n. 136 "Super flumina
Babylonis", mentioned in the version set to music by G. P. From
Palestrina. Moto velocetto perpetuo combines the temporal rigor of the first
part (perpetual motion) to the wide melody of the flute with laconic
accompaniment of the harp in the middle section. The ecstatic swift conclusion leads to a final
surprise, with an apparently pending
music speech.
And again to the gentle sounds of the French twentieth century belongs the
Pastoral de Noël, composed by André Jolivet in 1943 and here presented in the
version for flute, violoncello and harp, prepared by the author himself as an alternative
to the original one for flute, bassoon and harp. The piece is made up of four
squares descriptions of places and characters of the Nativity: the Star, the
Magi, the Madonna and Child and a dance of shepherds.
Davide Burani and Giovanni Mareggini
CURRICULUM
Giovanni Mareggini e Davide Burani suonano insieme dal 1998, ma si sono costituiti come duo nel 2006, in occasione dell'anno Mozartiano (150° anniversario della nascita), in cui, assieme agli Archi Italiani, hanno eseguito in una ventina di repliche ed in prestigiose sedi concertistiche il Concerto in do maggiore per flauto, arpa e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart.
Entrambi hanno alle spalle un'importante esperienza didattica e concertistica: Giovanni Mareggini è direttore e docente di flauto presso l'Istituto Superiore di alta formazione artistico-musicale “Claudio Merulo” di Castelnovo ne' Monti, mentre Davide Burani è docente di arpa presso l'Istituto Diocesano di Musica Sacra di Modena; si sono esibiti per i più importanti festival ed istituzioni concertistiche internazionali, sia come solisti che in formazioni cameristiche.
Il loro repertorio, partendo dal capolavoro Mozartiano, li ha spinti ad esplorare in modo particolare il Novecento, secolo della sperimentazione e della ricerca di nuove possibilità espressive. Questo è il loro primo lavoro discografico come duo, mentre Giovanni Mareggini ha già inciso per Bongiovanni, Tge, Dynamic, Ricordi, La Bottega Discantica e Davide Burani ha da poco inciso per La Bottega Discantica il cd "Duo d'arpe nel '700", assieme a Emanuela Degli Esposti.
Matteo Malagoli è docente di violoncello presso l’Istituto Superiore di alta formazione artistico-musicale “Claudio Merulo” di Castelnovo ne’ Monti e fondatore del gruppo da camera Gli Archi Italiani.
Giovanni Mareggini and Davide Burani play together since 1998, but were
formed as a duo in 2006, on the occasion of Mozart year (150 anniversary of
birth). Together with the “Archi Italiani”, they have played in a twenty
performances and in prestigious concert venues the Concerto in C major for
flute, harp and orchestra by Wolfgang Amadeus Mozart.
Both were behind an important learning experience and concert: John Mareggini
is director and professor of flute at the Superior Institute of high artistic
and musical training "Claudio Merulo" of Castelnovo ne' Monti, while Davide Burani is professor of harp at
the “Diocesan Institute of Sacred Music” of Modena; they have performed for the
most important festivals and international musical institutions, both as
soloists and in chamber composition.
Their repertoire, from the Mozart masterpiece,
pushed them to explore especially the twentieth century, a century of experimentation
and research of new expressive possibilities. This is their first record work
as a duo: while Giovanni Mareggini has already recorded for Bongiovanni, Tge,
Dynamic, Ricordi, La Bottega Discantica, Davide Burani has just recorded for
La Bottega Discantica the "Duo of harps in '700” , with Emanuela Degli
Esposti.
Matteo Malagoli is professor of violoncello at the Superior
Institute of high artistic and musical training "Claudio Merulo" of
Castelnovo ne' Monti and founder of the chamber group “Gli Archi Italiani”.
Registrato in presa diretta da Erich Galliani presso la Sala Concerti dell’Istituto Diocesano di Musica e Liturgia “Don Luigi Guglielmi” di Reggio Emilia – primavera 2008.
Editing e Masterizzazione: Erich Galliani
Traduzione del libretto in lingua inglese: Elena Marchi.
Giovanni Mareggini suona un flauto Muramatsu 9K solid gold.
Davide Burani suona un’arpa Salvi modello Apollo.
Ringraziamenti:
Achille Ascani, Emanuela Degli Esposti, Andrea Pierangelo Ferrari, Don Daniele Gianotti a nome dell’Istituto
Diocesano di Musica e Liturgia “Don Luigi Guglielmi” di Reggio Emilia, Matteo
Malagoli, Anna Pasetti, Stefania Roncroffi, Sergio Ruscitti e Alessandra Targa.
Giovanni
Mareggini e Davide Burani dedicano questo cd a Don Vittorio Chiari.
DISCANTICA 179