BDI 177

Johann Christian Bach - Alfonso Rendano - Frederich Chopin - Cesar Franck - Giuseppe Martucci

Rarità per due pianoforti

Duo pianistico Bollatto-Perrino
1

55' 34''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Johann Christian Bach - Sonata in sol maggiore: Allegro - Minuetto  

9' 51''

 

2

Alfonso Rendano - Allegro in la minore  

11' 56''

 

3

Frederic Chopin - Rondo in do maggiore op. 73  

11' 18''

 

4

Cesar Franck - Prelude, fugue et variation op. 18  

9' 16''

 

5

Giuseppe Martucci - Variazioni in mi bemolle maggiore  

13' 22''

 

 

 

RARITA' PER DUE PIANOFORTI

 

Costante nell'attività artistica del duo Bollatto-Perrino è sempre stato l'abbinamento fra la ricerca di pagine rare, poco battute, ma degne di  attenta considerazione, e la finezza, il garbo, nel modo di presentarle al pubblico: non cercano con una brillante vernice di  proclamare la novità di queste musiche,  cercano un nuovo rapporto con loro e fra loro e l'ascoltatore, e quindi tanto più ne fanno risaltare la sostanza musicale; l'intesa stilistica dei due musicisti, frutto di mezzo secolo di carriera arricchita da una intensa esperienza didattica, produce un tono discorsivo riconoscibile e costante, rispondendo però a musiche diverse con diverse scelte di timbro e fraseggio, scrupolosamente fedeli alla natura delle pagine eseguite.

La scelta parte da Johann Christian Bach, uno dei figli del grande Bach, aperto a esperienze europee, da Berlino a Milano, da Bologna a Londra;  a Milano, dove si reca a ventun anni protetto dalla famiglia Litta, assorbe sopra tutto lo stile di Sammartini, impossessandosi di una lingua strumentale che ne fa un maestro dello “stile galante”, impiegato con una lucidità realizzativa che potrà influenzare il piccolo Mozart. Come dimostra questa Sonata in Sol maggiore, concepita secondo l'uso italiano in   due movimenti secondo lo schema Allegro- Andante; il primo movimento è tutto grazia e brillantezza, con linee tematiche fiorite in  capricci rococò di abbellimenti, mordenti e gruppetti; l'Andante rispecchia il gusto galante per le simmetrie, quasi rime musicali, e al centro presenta una singolare disposizione alla riflessione in tonalità minore, appena toccata da una lieve  malinconia.

L'Allegro in La minore di Alfonso Rendano, nato vicino a Cosenza nel 1853, mostra in modo compiuto il temperamento di questo interessante pianista e compositore, formatosi al Conservatorio di Napoli, enfant prodige nei centri più autorevoli dell'Europa musicale, apprezzato da maestri come Reinecke, von Bülow e Liszt.  Rendano è un musicista estroverso, un erede italiano della grande stagione romantica tedesca: il suo Allegro muove da un tema drammatico e concitato, subito seguito da una calma frase nel  registro medio, quasi un assorto corale, con una appendice interrogativa che il corale in qualche modo riconduce al suo clima fiducioso; un motivo a note ribattute riporta la dinamica dell'apertura, lasciando però affiorare allo scoperto un frammento di intenso lirismo schumanniano; nel finale queste invenzioni sono volte a una perorazione conclusiva, con la sorpresa di una coda meditativa e velata, quasi presaga di Debussy.

Chopin non aveva che diciassette anni quando nel 1827 compose il  Rondò in Do maggiore op.73; eppure, la sua fisionomia si fa già distinguere con certezza, a incominciare da quella che diventerà una delle sue facoltà supreme, quella di introdurre nell'ornamentazione brillante una sostanza musicale cantabile. Un carattere scherzoso è già presente nel tema principale, preceduto da una essenziale introduzione; un tema secondario s'accompagna come altro protagonista, in tonalità minore con spiccato carattere di melodia popolare, quindi la pagina riprende il suo passo verso la festosa conclusione, con accenti di bravura virtuosistica. Il Prélude, Fugue et Variations op.18 di César Franck, qui in versione per due pianoforti,  fa parte delle Six pièces pour grand orgue del 1860-'62 ed è dedicato a Camille Saint-Saëns; il primo brano, su un'unica idea placida e scorrevole, mostra un assorbimento del cantabile di Mendelssohn nella più schietta eleganza francese;  la Fuga, introdotta da una serie di gravi accordi seguiti da arpeggi, si svolge in un calmo e solido contrappunto, passando direttamente alle Variazioni, dove riappare il tema iniziale del Prélude. 

Le Variazioni per due pianoforti di Giuseppe Martucci si sviluppano da un tema che ritrae quella riservatezza espressiva, piena d'interiorità, tipica del maestro napoletano; le prime variazioni sono ornamentali, con  leggerezza di tocco e lievi inflessioni melodiche, poi il quadro si amplia, trascorrendo da una seriosità brahmsiana al virtuosismo scintillante, all'arguta leggerezza;   nella penultima variazione s'impone un largo arpeggiare che sostiene un tema cantabile di parlante virtù lirica, preparando la baldanza ritmica dell'ultima variazione portata nella conclusione a toni di robustezza sinfonica.

 

Giorgio Pestelli

 

 

Elena Bollatto e Folco Perrino, dopo l’esordio al Teatro Carignano di Torino, nel maggio 1957, hanno intrapreso un’apprezzata attività concertistica nelle più importanti sale delle principali città italiane ed in quelle di Germania, Austria, Inghilterra, Olanda, Belgio, Francia, Svizzera, Spagna, ex Jugoslavia, Romania, ex Cecoslovacchia e Polonia.

Hanno collaborato come solisti con importanti Orchestre italiane ed europee sotto la guida di notissimi direttori quali Zecchi, Rajter, Wilkomirski, Faerber, Stobart, Steinberg, Worm, Ventila, Antonellini, Rivoli ed altri.

Hanno partecipato inoltre al Festival Viottiano, Luglio Musicale Aquilano, Festival Internazionale di Sorrento, Primavera Musicale di Roma, Festival della Val d’Itria (Martina Franca), Festival Internazionale Autunno Musicale di Como, Festival di Wallonie (Belgio), Bodensee Festival (Germania), Festival Internazionale Janacek (Ostrava).

Numerose le registrazioni effettuate per emittenti radiofoniche straniere, per la televisione italiana e polacca. Hanno inciso per le case discografiche Rusty-Records e Fonit-Cetra, curando inoltre numerose revisioni per le Edizioni Curci di Milano.

Elena Bollatto è stata docente di pianoforte principale presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino, Folco Perrino ha insegnato presso i Conservatori di Sassari, Alessandria e Novara, del quale è stato direttore per un quinquennio.

 

 

Registrazione: Baroque Hall - SMC Ivrea

Editing e mastering: Mario Bertodo - Renato Campajola

 

 

DISCANTICA 177

 

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