|
BDI 170 |
|
Giovanni Paisiello, Antonio Vivaldi, Avner Dorman, Yasuo
Kuwahara, Federico Gardella, Avi Avital |
|
Concerti per mandolino |
|
Avi Avital, mandolino - Carlo Boccadoro, direttore - Orchestra I
Pomeriggi Musicali |
|
64' 10'' |
|
DDD |
|
(1
CD) |
|
track |
compositore e titolo |
durata |
|
|
|
Giovanni Paisiello - Concerto in mi bemolle maggiore per
mandolino, archi e basso continuo - Allegro Maestoso |
5' 11'' |
|
|
|
2 |
Giovanni Paisiello - Concerto in mi bemolle maggiore per
mandolino, archi e basso continuo - Larghetto (cadenza: Avi Avital) |
6' 42'' |
|
|
3 |
Giovanni Paisiello - Concerto in mi bemolle maggiore per
mandolino, archi e basso continuo - Allegretto |
4' 42'' |
|
|
Antonio Vivaldi - Concerto in do maggiore per mandolino, archi
e basso continuo RV 425 - Allegro |
2' 46'' |
|
|
|
5 |
Antonio Vivaldi - Concerto in do maggiore per mandolino, archi
e basso continuo RV 425 - Largo |
2' 58'' |
|
|
6 |
Antonio Vivaldi - Concerto in do maggiore per mandolino, archi
e basso continuo RV 425 - (Allegro) |
1' 58'' |
|
|
Avner Dorman - Mandolin Concerto (2006) - Adagio Religioso
|
5' 57'' |
|
|
|
8 |
Avner Dorman - Mandolin Concerto (2006) - Allegro |
5' 49'' |
|
|
9 |
Avner Dorman - Mandolin Concerto (2006) - Adagio |
4' 10'' |
|
|
Yasuo Kuwahara - Improvised Poem for mandolin solo |
8' 5'' |
|
|
|
Federico Gardella - Concerto per mandolino e orchestra (2007) -
Cadenza – I movimento – Cadenza |
4' 44'' |
|
|
|
12 |
Federico Gardella - Concerto per mandolino e orchestra (2007) -
II movimento [Nei labirinti di Borges] |
2' 58'' |
|
|
13 |
Federico Gardella - Concerto per mandolino e orchestra (2007) -
III movimento |
2' 16'' |
|
|
Avi Avital - Kedma (improvisation) for retuned mandolin |
5' 42'' |
|
Il mandolino
occupa una posizione strategica nella storia della musica, in quanto è in grado
di interpretare sia la tradizione popolare, sia la musica “colta”. È lo
strumento dei cantori napoletani della fine dell’ottocento e il protagonista
delle serate mondane della nobiltà viennese dei tempi di Mozart. Nei concerti
per mandolino e orchestra il solista ricopre, quindi, un ruolo particolare: il
mandolino, infatti, è uno strumento solista sui generis per le sue
caratteristiche fisiche e per la sua storia.
I concerti
contenuti in questo cd offrono sguardi molto diversi sul mandolino e sul suo
rapporto con l’orchestra. Ogni compositore, di oggi come del passato, vede nel
mandolino differenti potenzialità espressive; il mandolino suscita in ogni
compositore differenti immagini grazie a questa peculiare tradizione.
La fantasia
creatrice di Antonio Vivaldi, nel “Concerto in do maggiore per
mandolino e archi RV 425” immagina l’orchestra come alter ego del
mandolino, indicando agli archi di suonare sempre in pizzicato. Al
tradizionale rapporto tra il solista e l’orchestra, caratterizzato da
un’alternanza di differenti atteggiamenti strumentali, Vivaldi sostituisce una
scrittura sperimentale che, proprio attraverso il trattamento timbrico degli
archi, asseconda le caratteristiche sonore dello strumento solista.
Nel corso della
seconda metà del ‘700 il mandolino diviene uno strumento fondamentale della
tradizione musicale napoletana, sia colta, sia popolare. Ai molti concerti e
sonate da camera a esso dedicati, si affiancano anche alcuni esempi in ambito
teatrale: nel "Barbiere di Siviglia" di Giovanni Paisiello, ad
esempio, il mandolino accompagna la Cavatina del Primo Atto dell’opera; lo
stesso avviene nella Canzonetta del Secondo Atto del "Don Giovanni"
di Wolfgang Amadeus Mozart.
Il riferimento
teatrale può essere una delle chiavi di lettura del “Concerto in mi bemolle
maggiore per mandolino e archi” attribuito a Paisiello. L’alternanza
di caratteri molto diversi richiama il carattere mutevole di una scena
immaginaria in cui l’invenzione melodica orienta la forma della composizione:
nel secondo movimento, ad esempio, la scrittura musicale attribuisce al
mandolino l’espressione della semplicità, in contrasto con l’imponenza della
parte orchestrale.
La scelta di
accostare ai concerti di Vivaldi e Paisiello due concerti contemporanei è
l’esito naturale di una collaborazione assidua con diversi compositori
differenti per linguaggio musicale e provenienza geografica, alimentata dal
desiderio di allargare il repertorio del mandolino.
L’idea
ispiratrice del “Mandolin Concerto” di Avner Dorman è il
conflitto tra suono e silenzio. Esso è reso attraverso una delle tecniche di
base del mandolino, diventata, nell’immaginario comune, la firma sonora di
questo strumento: il tremolo. Si tratta di un ribattuto rapidissimo
ottenuto pizzicando la stessa nota con un movimento oscillatorio e costante del
polso. Nel progetto compositivo di Dorman, il tremolo rappresenta il
punto d’incontro tra movimento e stasi: la rapidità del ribattuto suggerisce il
movimento, mentre l’altezza costante della nota evoca la stasi. Il concerto,
pensato in un unico movimento, è articolato in tre sezioni: a un’introduzione
lenta e meditativa, in cui tremolo e
silenzio, con improvvisi sbalzi dinamici, accumulano energia, segue una
frenetica danza dove il tremolo
diventa un moto perpetuo; tutto si conclude con la dispersione di questa
energia, che trasfigura il tremolo in
pura melodia. Dorman si è ispirato al vasto repertorio del mandolino, tenendo
presente anche le caratteristiche di strumenti simili utilizzati negli altri
generi musicali: dalla musica folkloristica russa a quella indiana, passando
per il Bluegrass e il Jazz brasiliano.
Nel “Concerto
per mandolino e orchestra”, Federico Gardella costruisce la
composizione immaginando l’orchestra come una naturale amplificazione del
mandolino: mandolino e orchestra si integrano dando vita a uno strumento
immaginario, una sorta di iper-mandolino. Le metamorfosi timbriche del solista
(attraverso l’impiego di due mandolini, uno scordato e l’altro con
l'accordatura consueta) coinvolgono anche l’orchestra che, nelle cadenze,
svolge la funzione di cassa di risonanza del solista, mentre nei movimenti si
confronta dialetticamente con lui. Il mandolino diventa in questo modo un punto
di vista, un luogo di ascolto, sull’orchestra che lo circonda. I tre movimenti
rappresentano una rilettura dei modelli archetipici del concerto solistico:
l’alternanza di due figure contrastanti nel I movimento, la nascita di una
melodia nel II movimento, e infine la costruzione di una danza (sotto forma di
carillon) nel III movimento.
Le composizioni
per mandolino solo in questo disco rappresentano efficacemente, a mio parere,
lo sviluppo tecnico, sonoro e virtuosistico che lo strumento ha avuto da
Vivaldi ai giorni nostri.
Il compositore
contemporaneo giapponese Yasuo Kuwahara, mandolinista virtuoso e
importante docente di mandolino, nel suo “Improvised Poem” offre un saggio
del suo personale percorso, portando all’estremo le capacità sonore ed
esecutive dello strumento.
Per concludere il
disco, ho scelto di eseguire una mia composizione-improvvisazione. A differenza
del rapporto di un compositore con uno strumento e con una forma, il rapporto
che un esecutore può instaurare con il proprio strumento, come in questo caso,
deriva da un dialogo quotidiano teso a approfondirne la conoscenza. Questa
improvvisazione, in cui ho modificato l’accordatura tradizionale del mandolino,
è suddivisa in quattro parti differenti; ogni parte ruota intorno ad una corda
del mandolino scordato, creando differenti caratteri. Il finale riprende una
danza popolare ebraica, la “Hora”, a cui partecipano tutte le corde in una
conclusiva riunificazione dei caratteri.
Ho intitolato
questa improvvisazione “Kedma”, che
in ebraico significa verso l’oriente.
Questo termine contiene la radice di altre parole dai significati molto diversi
e apparentemente antitetici: Kodem e Kadima rappresentano
l’alternanza temporale tra il “prima” e il “dopo”, mentre Kadum
identifica l’antico e Kidma l’avanguardia. Ho pensato che questo titolo
descrive non solo l’idea che mi ha ispirato in questa improvvisazione, ma anche
il significato di tutto questo disco.
Buon ascolto,
Avi Avital
The mandolin plays
an unusual role in the history of music, in part due to its time-honored status
in both popular and classical musical traditions. It was the instrument used by
Neapolitan cantors at the end of the 19th century and played the lead at the
mundane evenings of Viennese aristocracy of Mozart’s day. In a concerto for
mandolin and orchestra, the soloist therefore plays a particular role. The
mandolin, in fact, is a soloist sui generis because of its physical
characteristics and heritage.
The concertos on
this CD shed very differing lights on mandolin compositions, and the way in
which the composers relate it to the orchestra. Each composer, whether baroque
or contemporary, sees a different potential for expression in the mandolin. The
mandolin arouses different associations for each composer because of this
unique heritage.
Antonio Vivaldi’s
creative imagination in Concerto in C Major for Mandolin and Strings RV425
sees the orchestra as the alter ego of the mandolin and he accordingly
instructs the strings to play “pizzicato” throughout the concerto. Instead of
the traditional relationship between a solo instrument and the orchestra in
baroque concertos, characterized by alternating between the diverse sonorities
of the soloist and the orchestra, Vivaldi offers an almost experimental
approach here, whereby the entire orchestra seems to pay tribute to the
mandolin, trying to replicate its timbre.
During the second
half of the 18th century, the mandolin became fundamental to the musical
panorama of Naples, in both classical and popular traditions. Side by side with
the many concertos and sonatas dedicated to it, the mandolin plays a starring
role in theatrical and operatic music. In Giovanni Paisiello’s “Barber
of Seville” for example, the mandolin accompanies the cavatina of the
first act. This is also the case in the well-known canzonetta in the
second act of “Don Giovanni” by Wolfgang Amadeus Mozart.
The link to
Neapolitan theater may well be one of the keys to interpreting the Concerto
in E flat Major for Mandolin and Strings, which is attributed to Paisiello.
Switching between the diverse features of the concerto may be compared to the
scene changes of an imaginary play, in which the melodic invention dictates the
form of the composition.
The pairing of
Vivaldi and Paisiello concertos with two contemporary concertos written
especially for me, represent the ongoing dialog that I have with various
composers around the world, fuelled by my desire to broaden the repertoire of
this very special instrument.
In Avner Dorman’s
Mandolin Concerto, the main conflicts are between sound and silence,
between motion and stasis. This is embodied in the basic technique of the
mandolin: the tremolo. Tremolo is the rapid repetition of a single note or
chord, and embodies both motion and stasis. Moreover, on the one hand, the
tremolo can produce the loudest sounds of the mandolin, but can also be used
for the gentlest dissolution of sound.
The concerto is
written as one movement, but may be divided into three sections: A slow,
meditative section with occasional dynamic outbursts; a fast, dance-like
movement in which energy builds up towards the culmination; and a
recapitulation which concludes the piece with the energy dispersed, and which
transfigures the tremolo into a pure, soulful melody. Dorman is inspired by the
mandolin's vast repertoire, and bears in mind the features of similar
instruments used in other musical genres, from Russian and Indian folk music,
through Bluegrass and Brazilian jazz.
Federico Gardella builds
up his Concerto per Mandolino e Orchestra, imagining the orchestra as a
natural extension of the mandolin. The timbre metamorphosis of the soloist
(using two mandolins – one tuned normally and the other in Scordatura),
also involves the orchestra. While in the cadenzas, the orchestra acts as
sounding board for the soloist, during the movements it holds a competitive
dialogue with him. In this way, the mandolin becomes a point of view; a
reference point for the orchestra surrounding it. The three movements recall
the archetypical models of the concerto: Alternating between two contrasting
figures in the first movement, the birth of a melody in the second, and the
construction of a dance, in the form of a carillon, in the third.
In my opinion, the
composition for the mandolin solo on this disc, Improvised Poem, by the
contemporary Japanese composer Yasuo Kuwahara, effectively demonstrates the
technical development that the instrument has undergone since Vivaldi’s time,
from a point of view of sound and virtuosity.
In many of his
mandolin compositions, and particularly in this one, Kuwahara, who was a
mandolin virtuoso and an important mandolin tutor in Japan, brings the sonorous
and virtuosic ability of the mandolin to its extreme.
To end the disc, I
chose to perform a composition-improvisation of my own. Unlike a composer's
relationship to an instrument and to a musical form, the performer's
relationship to his instrument, as in this case, is expressed in a frequent dialog
to "get to know" each other better. This improvisation, in which I
have modified the mandolin's traditional tuning, is sub-divided into four
parts; each part concentrating on a unique character and on one of the
mandolin’s four pairs of strings. These four parts are then followed
by a finale that reminds us of a kind of folk dance, where all of the strings
and characters participate and reunite.
I have called this
improvisation “Kedma”, which in Hebrew means “eastwards”. “Kedma” also contains
the Hebrew root of other words with very different, apparently contradicting,
meanings: kodem - before and kadimah – forward; kedem -
antiquity and kidma - modernization. I feel that the title aptly
describes not only the concept that inspired the improvisation, but also the
significance of the whole disc.
Avi Avital
CURRICULUM
Avi Avital
Il mandolinista
israeliano Avi Avital (nato nel 1978) si è diplomato alla Jerusalem Music
Academy e in seguito si è perfezionato al Conservatorio di Padova.
Ha suonato come
solista con importanti orchestre tra cui la Israeli Philarmonic Orchestra, i
Rostov State Theatre Soloists e il Metropolis Ensemble di New York e sotto la
guida di illustri direttori d’orchestra, tra cui Mstislav Rostropovitch, Asher Fisch e Philippe Entremont.
Avi Avital ha
vinto il primo premio alla prestigiosa “Aviv Competitions”, divenendo così il
primo mandolinista nella storia del concorso ad ottenere questo riconoscimento;
gli sono state inoltre conferite borse di studio dall’American-Israel Cultural
Foundation e dal Ministero degli Affari Esteri Italiano.
La sua intensa attività artistica lo ha portato a esibirsi in
numerosi contesti internazionali, tenendo concerti in tutta Europa, negli Stati
Uniti e nel sud-est asiatico.
E’ stato invitato
a tenere lezioni e seminari al Conservatorio di Milano, alla Stanford
University (California), alla Schola Cantorum Basiliensis di Basilea e alla
Juillard School of Music di New York.
La sua innata curiosità nei
confronti della musica in tutti i suoi aspetti – dalla musica sperimentale a
quella antica, passando per la world music – lo rende uno dei mandolinisti più
interessanti della sua generazione.
The Israeli
mandolin player Avi Avital (1978) graduated from the Jerusalem Music Academy
and specialized at the Padua Conservatory.
He has played with
major orchestras, such as the Israeli Philharmonic Orchestra, the Rostov State
Theatre Soloists, and the New York Metropolis Ensemble, and under the baton of
such illustrious conductors as Mstislav Rostropovitch, Asher Fisch, and
Philippe Entremont.
In 2007, Avi
Avital won the first prize at Israel's prestigious competition for soloists,
the “Aviv competition”, thus becoming the first mandolin player in the history
of the competition to achieve this recognition. He has received scholarships
from the America-Israel Cultural Foundation and the Italian Foreign Ministry.
His intense
artistic activity includes numerous international appearances, with
performances in concerts throughout Europe, the USA and South-East Asia.
He has been
invited to give lectures and Master Classes at the Conservatorio Verdi di
Milano, Stanford University (California), the Schola Cantorum Basiliensis in
Basel and at New York’s Julliard School of Music.
His innate
curiosity of all aspects of music - from experimental to ancient music, passing
through world music - has made him one of the most multi-faceted
mandolin-players of our time.
When he is not appearing on stages around the world,
Avi Avital divides his time between Italy and Israel.
Carlo Boccadoro
Carlo Boccadoro studied at the Conservatorio “G.Verdi” di Milano
where he graduated in piano and percussion instruments. In the
same institute he studied composition with various teachers including Paolo
Arara, Bruno Cerchio, Ivan Fedele and Marco Tutino. He also attended a course
in techniques of jazz improvisation held by Giorgio Gaslini.
Since 1990 his
music has been included in all of the major musical seasons in Italy and has
been executed by the most important conductors and soloists.
Luciano Berio
engaged him to write a new opera for children, La Nave a tre Piani, for the
2005/2006 season.
He has also
composed the ballet Games (Teatro alla Scala, choreography by Fabrizio
Monteverdi) and three operas on Dario Oliviri’s librettos.
Boccadoro is a founder-member of “Sentieri Selvaggi” a
cultural project aimed at the diffusion of today’s music.
Il carnet dei Pomeriggi Musicali vanta numerose
celebrità: Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Arturo Benedetti Michelangeli,
Umberto Benedetti Michelangeli, Antonio Ballista e Bruno Canino, Riccardo
Chailly, Dino Ciani, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Gianluigi Gelmetti,
Carlo Maria Giulini, Bruno Giuranna, Vittorio Gui, Franco Gulli, Eliahu Inbal,
Lorin Maazel, Peter Maag, Bruno Maderna, Nikita Magaloff, Igor Markevitch,
Nathan Milstein, Riccardo Muti, Igor Oistrach, Gabor Otvös, Marcello Panni,
Maurizio Pollini, Donato Renzetti, Mario Rossi, Hermann Scherchen, Thomas
Schippers, Nino Sanzogno, Christian Thielemann, Uto Ughi, Carlo Zecchi.
L'Orchestra
conta un repertorio che spazia dal Barocco al Novecento e per consolidata
tradizione, nelle sue Stagioni non tralascia la proposta di pagine poco note o
in prima esecuzione assoluta.
In autunno contribuiscono alle stagioni liriche dei
Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia, e alla stagione di
balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche
italiane e in molti teatri e sale di concerto all’estero, l’Orchestra ha
conquistato platee internazionali. Nel 1967, la prima legge italiana sulle
attività musicali ha riconosciuto I Pomeriggi Musicali come “Istituzione
Concertistico Orchestrale”, annoverandola fra le strutture stabili di
produzione musicale del nostro Paese. Analogamente ha fatto la Regione
Lombardia con una legge del 1978.
Attualmente I Pomeriggi Musicali sono una
Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla
Provincia di Milano e da enti privati.
Dal
1999 al 2005, Aldo Ceccato è stato il Direttore Musicale.
Dal
settembre 2001 le attività dei Pomeriggi Musicali si svolgono al Teatro Dal
Verme, l'auditorium della città di Milano recentemente ristrutturato, che è
diventato sede dell'Orchestra e della sua principale Stagione Sinfonica.
Dal 2006 Antonello Manacorda è il nuovo Direttore
Musicale.
Orchestra I Pomeriggi Musicali. I Pomeriggi Musicali was founded immeediately after the second World
War, in a period when Milan was filled with the fervour of reconstruction. This association was the result of the
meeting of two exceptional men: the theatrical impresario Remigio Paone and the
music critic Ferdinando Ballo. The
former proposed the idea of a chamber orchestra to perform the standard
classical repertoire; the latter, instead, envisioned a large-scale ensemble to
develop a repertoire of contemporary and avantgarde music, which had hitherto
been suffocated by the fascist dictatorship and the war. These two tangents converged into, what is
today, the orchestra of I Pomeriggi Musicali, which, since its first concert on
27 November 1945, has combined contrasting works by composers such as Mozart
and Stravinsky, or Beethoven and Prokofiev.
This has proved to be a
courageous formula for success. Great
composers like Honegger and Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola and Petrassi have
conducted their own music here. This
association has also been the launching pad for many young artists, such as
Leonard Bernstein and Sergiu Celibidache.
The list of celebrities who have performed
with I Pomeriggi Musicali is long: Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Arturo Benedetti Michelangeli, Umberto
Benedetti Michelangeli, Antonio Ballista and Bruno Canino, Riccardo Chailly,
Dino Ciani, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Gianluigi Gelmetti, Carlo
Maria Giulini, Bruno Giuranna, Vittorio Gui, Franco Gulli, Eliahu Inbal, Lorin
Maazel, Peter Maag, Bruno Maderna, Nikita Magaloff, Igor Markevitch, Nathan
Milstein, Riccardo Muti, Igor Oistrach, gabor Otvös, Marcello Panni, Maurizio
Pollini, Donato Renzetti, Mario Rossi, Hermann Scherchen, thomas Schippers,
Nino Sanzogno, Christian Thielemann, Uto Ughi, and Carlo Zecchi.
The repertoire of this orchestra spans from the Baroque to the
twentieth century, and it has become a tradition to perform lesser-known works
as well,or completely new ones never heard before.
In autumn they will take part in the opera seasons of the theatres
of Bergamo, Brescia, Como, Cremona,
Mantova and Pavia, and in the ballet season of
La Scala. They have been
invited to perform in the principle symphonic seasons in Italy and in many
theatres and concert halls abroad. This
orchestra has won the acclaim of audiences all over the world. In 1967, the first Italian law on musical
activities recognized I Pomeriggi Musicali as an “Istituzione Concertistico
Orchestrale”, placing it among the permanent musical organizations of
Italy. The Region of Lombardy did the
same with a law of 1978.
Today I Pomeriggi Musicali is a Foundation constituted by the Region of
Lombardy, the Commune of Milan, the Province of Milan and by private
institutions.
Aldo Ceccato has been its Music Director from 1999 to 2005.
Since September 2001, the activities of I Pomeriggi Musicale have been
taking place in the Dal Verme Theatre, Milan’s new auditorium.
From 2006 Antonello
Manacorda is the new Music Director.
Quando ha
ricevuto il prestigioso premio del Primo Ministro Israeliano, all’età di
venticinque anni, Avner Dorman era già considerato uno dei compositori più rappresentativi
del suo paese.
Ha studiato composizione all’Università di Tel Aviv con Josef Baradanashvili e
Amnon Wolman, prima di trasferirsi, nel 2003, negli Stati Uniti per completare
il dottorato in composizione con John Corigliano alla Juilliard School of
Music.
Le sue composizioni sono state eseguite da artisti quali Zubin Mehta, i Berlin
Symfoniker, la Verbier Festival Orchestra e la Hamburg Philharmonic.
Lo stile compositivo, immediato e spontaneo di Dorman lo ha portato anche a
comporre musica per importanti film, tra cui Son (1996), di Nitzan Aviram.
When he received Israel’s prestigious Prime Minister’s
Award at the age of twenty-five, Avner Dorman was already one of his country’s
most successful and frequently performed composers. He studied composition at
Tel Aviv University with Josef Baradanashvili and Amnon Wolman before moving to
the United States in 2003 to continue his studies with John Corigliano on the
Doctoral program of the Juilliard School of Music. His music has been performed
worldwide by artists such as The Israel Philharmonic Orchestra conducted by
Zubin Mehta, the Munich Philharmonic, The UBS Verbier Festival Orchestra, the
Hamburg Philharmonic and have been recorded on NAXOS, the world’s leading classical
music label. Dorman’s fresh, spontaneous style also lends itself well to the
screen and he has written for film, notably Nitzan Aviram’s award winning film
Son (1996).
Ha compiuto gli
studi di pianoforte al Conservatorio di Milano con Piero Rattalino e Riccardo
Risaliti, diplomandosi nel 1999 e alla Universität der Künste di Berlino con
Klaus Hellwig, diplomandosi nel 2003. Ha studiato composizione al Conservatorio
di Milano con Giuseppe Colardo e Sonia Bo, diplomandosi nel 2006 e in seguito
si è perfezionato con Azio Corghi presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
a Roma, dove si è diplomato nel 2007 e con Alessandro Solbiati.
Sue composizioni sono state programmate in numerosi festival e stagioni
concertistiche in Italia e all’estero (Bari: Festival Urticanti, Huddersfield:
St. Paul’s Hall, Hull: Middleton Hall, Milano: Sala Verdi del Conservatorio,
Accademia Internazionale della Musica/IRMus, Teatro Dal Verme, Roma: Auditorium
Parco della Musica, Siena: Accademia Musicale Chigiana/Palazzo Chigi
Saracini,…). Tra gli interpreti della sua musica gruppi quali l’Orchestra
Filarmonica del Conservatorio di Milano, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali,
l’Ensemble Musica Rara e il Freon Ensemble diretti da Carlo Boccadoro, Stefano
Cardi, György Györyványi Ráth e Bart van Reyn e tra i solisti Avi Avital, Luca
Avanzi, Mirko Guadagnini e Barrie Webb.
La sua musica è pubblicata da Rugginenti Editore e dalle Edizioni Musicali
Sconfinarte.
Federico Gardella studied piano at the Conservatorio di Milano
with Pietro Rattalino and Riccardo Risaliti and graduated in 1999. He went
on to the Universität der Kunste in Berlin with Klaus Hellwig, graduating in
2003. He studied composition at the Conservatorio di Milano with Giuseppe
Colardo and Sonia Bo and then, after graduating in 2006, he specialized with
Alessandro Solbiati and also with Azio Corghi at Accademia Nazionale di Santa
Cecilia in Rome where he graduated in 2007.
His compositions
have been performed in numerous festivals and concert seasons in Italy and
abroad (Bari: Festival Urticanti, Huddersfield: St Paul’s Hall, Hull: Middleton
Hall, Milan: Sala Verdi in the Conservatorio, Accademia Internazionale della
Musica/IRMus, Teatro Dal Verme, Rome: Auditorium Parco della Musica, Siena:
Accademia Musicale Chigiana/Palazzo Chigi Saracini,…) Among those who performed
his music are orchestras and ensembles such as the Orchestra Filarmonica del
Conservatorio di Milano, the Orchestra I Pomeriggi Musicali, the Ensemble
Musica Rara and the Freon Ensemble conducted by Carlo Boccadoro, Stefano Cardi,
György Györiványi Ráth and Bart van Reyn and among the soloists Avi Avital, Luca Avanzi,
Mirko Guadagnini and Barry Webb.
Gardella’s music is published by Rugginenti Editori and by
Edizioni Musicali Sconfinarte.
Avi Avital - www.aviavital.com
Orchestra I
Pomeriggi Musicali – www.ipomeriggi.it
La Bottega
Discantica - www.discantica.it
Federico Gardella
www.federicogardella.it
Avner Dorman www.avnerdorman.com
Registrazione:
SMC Studio mobile, Ivrea - Milano, Teatro Dal Verme 25-28 settembre 2007
Direzione della
registrazione, editing e mastering: Renato Campajola - Mario Bertodo
DISCANTICA
170