BDI 170

Giovanni Paisiello, Antonio Vivaldi, Avner Dorman, Yasuo Kuwahara, Federico Gardella, Avi Avital

Concerti per mandolino

Avi Avital, mandolino - Carlo Boccadoro, direttore - Orchestra I Pomeriggi Musicali

64' 10''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Giovanni Paisiello - Concerto in mi bemolle maggiore per mandolino, archi e basso continuo - Allegro Maestoso  

5' 11''

 

2

Giovanni Paisiello - Concerto in mi bemolle maggiore per mandolino, archi e basso continuo - Larghetto (cadenza: Avi Avital)  

6' 42''

 

3

Giovanni Paisiello - Concerto in mi bemolle maggiore per mandolino, archi e basso continuo - Allegretto  

4' 42''

 

4

Antonio Vivaldi - Concerto in do maggiore per mandolino, archi e basso continuo RV 425 - Allegro  

2' 46''

 

5

Antonio Vivaldi - Concerto in do maggiore per mandolino, archi e basso continuo RV 425 - Largo  

2' 58''

 

6

Antonio Vivaldi - Concerto in do maggiore per mandolino, archi e basso continuo RV 425 - (Allegro)  

1' 58''

 

7

Avner Dorman - Mandolin Concerto (2006) - Adagio Religioso  

5' 57''

 

8

Avner Dorman - Mandolin Concerto (2006) - Allegro  

5' 49''

 

9

Avner Dorman - Mandolin Concerto (2006) - Adagio  

4' 10''

 

10

Yasuo Kuwahara - Improvised Poem for mandolin solo  

8' 5''

 

11

Federico Gardella - Concerto per mandolino e orchestra (2007) - Cadenza – I movimento – Cadenza  

4' 44''

 

12

Federico Gardella - Concerto per mandolino e orchestra (2007) - II movimento [Nei labirinti di Borges]  

2' 58''

 

13

Federico Gardella - Concerto per mandolino e orchestra (2007) - III movimento  

2' 16''

 

14

Avi Avital - Kedma (improvisation) for retuned mandolin  

5' 42''

 

 

Il mandolino occupa una posizione strategica nella storia della musica, in quanto è in grado di interpretare sia la tradizione popolare, sia la musica “colta”. È lo strumento dei cantori napoletani della fine dell’ottocento e il protagonista delle serate mondane della nobiltà viennese dei tempi di Mozart. Nei concerti per mandolino e orchestra il solista ricopre, quindi, un ruolo particolare: il mandolino, infatti, è uno strumento solista sui generis per le sue caratteristiche fisiche e per la sua storia.

I concerti contenuti in questo cd offrono sguardi molto diversi sul mandolino e sul suo rapporto con l’orchestra. Ogni compositore, di oggi come del passato, vede nel mandolino differenti potenzialità espressive; il mandolino suscita in ogni compositore differenti immagini grazie a questa peculiare tradizione.

La fantasia creatrice di Antonio Vivaldi, nel “Concerto in do maggiore per mandolino e archi RV 425” immagina l’orchestra come alter ego del mandolino, indicando agli archi di suonare sempre in pizzicato. Al tradizionale rapporto tra il solista e l’orchestra, caratterizzato da un’alternanza di differenti atteggiamenti strumentali, Vivaldi sostituisce una scrittura sperimentale che, proprio attraverso il trattamento timbrico degli archi, asseconda le caratteristiche sonore dello strumento solista.

Nel corso della seconda metà del ‘700 il mandolino diviene uno strumento fondamentale della tradizione musicale napoletana, sia colta, sia popolare. Ai molti concerti e sonate da camera a esso dedicati, si affiancano anche alcuni esempi in ambito teatrale: nel "Barbiere di Siviglia" di Giovanni Paisiello, ad esempio, il mandolino accompagna la Cavatina del Primo Atto dell’opera; lo stesso avviene nella Canzonetta del Secondo Atto del "Don Giovanni" di Wolfgang Amadeus Mozart.

Il riferimento teatrale può essere una delle chiavi di lettura del “Concerto in mi bemolle maggiore per mandolino e archi” attribuito a Paisiello. L’alternanza di caratteri molto diversi richiama il carattere mutevole di una scena immaginaria in cui l’invenzione melodica orienta la forma della composizione: nel secondo movimento, ad esempio, la scrittura musicale attribuisce al mandolino l’espressione della semplicità, in contrasto con l’imponenza della parte orchestrale.

La scelta di accostare ai concerti di Vivaldi e Paisiello due concerti contemporanei è l’esito naturale di una collaborazione assidua con diversi compositori differenti per linguaggio musicale e provenienza geografica, alimentata dal desiderio di allargare il repertorio del mandolino.

L’idea ispiratrice del “Mandolin Concerto” di Avner Dorman è il conflitto tra suono e silenzio. Esso è reso attraverso una delle tecniche di base del mandolino, diventata, nell’immaginario comune, la firma sonora di questo strumento: il tremolo. Si tratta di un ribattuto rapidissimo ottenuto pizzicando la stessa nota con un movimento oscillatorio e costante del polso. Nel progetto compositivo di Dorman, il tremolo rappresenta il punto d’incontro tra movimento e stasi: la rapidità del ribattuto suggerisce il movimento, mentre l’altezza costante della nota evoca la stasi. Il concerto, pensato in un unico movimento, è articolato in tre sezioni: a un’introduzione lenta e meditativa, in cui tremolo e silenzio, con improvvisi sbalzi dinamici, accumulano energia, segue una frenetica danza dove il tremolo diventa un moto perpetuo; tutto si conclude con la dispersione di questa energia, che trasfigura il tremolo in pura melodia. Dorman si è ispirato al vasto repertorio del mandolino, tenendo presente anche le caratteristiche di strumenti simili utilizzati negli altri generi musicali: dalla musica folkloristica russa a quella indiana, passando per il Bluegrass e il Jazz brasiliano.

 

Nel “Concerto per mandolino e orchestra”, Federico Gardella costruisce la composizione immaginando l’orchestra come una naturale amplificazione del mandolino: mandolino e orchestra si integrano dando vita a uno strumento immaginario, una sorta di iper-mandolino. Le metamorfosi timbriche del solista (attraverso l’impiego di due mandolini, uno scordato e l’altro con l'accordatura consueta) coinvolgono anche l’orchestra che, nelle cadenze, svolge la funzione di cassa di risonanza del solista, mentre nei movimenti si confronta dialetticamente con lui. Il mandolino diventa in questo modo un punto di vista, un luogo di ascolto, sull’orchestra che lo circonda. I tre movimenti rappresentano una rilettura dei modelli archetipici del concerto solistico: l’alternanza di due figure contrastanti nel I movimento, la nascita di una melodia nel II movimento, e infine la costruzione di una danza (sotto forma di carillon) nel III movimento.

Le composizioni per mandolino solo in questo disco rappresentano efficacemente, a mio parere, lo sviluppo tecnico, sonoro e virtuosistico che lo strumento ha avuto da Vivaldi ai giorni nostri.

Il compositore contemporaneo giapponese Yasuo Kuwahara, mandolinista virtuoso e importante docente di mandolino, nel suo “Improvised Poem” offre un saggio del suo personale percorso, portando all’estremo le capacità sonore ed esecutive dello strumento.

Per concludere il disco, ho scelto di eseguire una mia composizione-improvvisazione. A differenza del rapporto di un compositore con uno strumento e con una forma, il rapporto che un esecutore può instaurare con il proprio strumento, come in questo caso, deriva da un dialogo quotidiano teso a approfondirne la conoscenza. Questa improvvisazione, in cui ho modificato l’accordatura tradizionale del mandolino, è suddivisa in quattro parti differenti; ogni parte ruota intorno ad una corda del mandolino scordato, creando differenti caratteri. Il finale riprende una danza popolare ebraica, la “Hora”, a cui partecipano tutte le corde in una conclusiva riunificazione dei caratteri.

Ho intitolato questa improvvisazione “Kedma”, che in ebraico significa verso l’oriente. Questo termine contiene la radice di altre parole dai significati molto diversi e apparentemente antitetici: Kodem e Kadima rappresentano l’alternanza temporale tra il “prima” e il “dopo”, mentre Kadum identifica l’antico e Kidma l’avanguardia. Ho pensato che questo titolo descrive non solo l’idea che mi ha ispirato in questa improvvisazione, ma anche il significato di tutto questo disco.

Buon ascolto,

Avi Avital

 

 

 

The mandolin plays an unusual role in the history of music, in part due to its time-honored status in both popular and classical musical traditions. It was the instrument used by Neapolitan cantors at the end of the 19th century and played the lead at the mundane evenings of Viennese aristocracy of Mozart’s day. In a concerto for mandolin and orchestra, the soloist therefore plays a particular role. The mandolin, in fact, is a soloist sui generis because of its physical characteristics and heritage.

The concertos on this CD shed very differing lights on mandolin compositions, and the way in which the composers relate it to the orchestra. Each composer, whether baroque or contemporary, sees a different potential for expression in the mandolin. The mandolin arouses different associations for each composer because of this unique heritage.

Antonio Vivaldi’s creative imagination in Concerto in C Major for Mandolin and Strings RV425 sees the orchestra as the alter ego of the mandolin and he accordingly instructs the strings to play “pizzicato” throughout the concerto. Instead of the traditional relationship between a solo instrument and the orchestra in baroque concertos, characterized by alternating between the diverse sonorities of the soloist and the orchestra, Vivaldi offers an almost experimental approach here, whereby the entire orchestra seems to pay tribute to the mandolin, trying to replicate its timbre.

During the second half of the 18th century, the mandolin became fundamental to the musical panorama of Naples, in both classical and popular traditions. Side by side with the many concertos and sonatas dedicated to it, the mandolin plays a starring role in theatrical and operatic music. In Giovanni Paisiello’s “Barber of Seville” for example, the mandolin accompanies the cavatina of the first act. This is also the case in the well-known canzonetta in the second act of “Don Giovanni” by Wolfgang Amadeus Mozart.

The link to Neapolitan theater may well be one of the keys to interpreting the Concerto in E flat Major for Mandolin and Strings, which is attributed to Paisiello. Switching between the diverse features of the concerto may be compared to the scene changes of an imaginary play, in which the melodic invention dictates the form of the composition.

The pairing of Vivaldi and Paisiello concertos with two contemporary concertos written especially for me, represent the ongoing dialog that I have with various composers around the world, fuelled by my desire to broaden the repertoire of this very special instrument.

In Avner Dorman’s Mandolin Concerto, the main conflicts are between sound and silence, between motion and stasis. This is embodied in the basic technique of the mandolin: the tremolo. Tremolo is the rapid repetition of a single note or chord, and embodies both motion and stasis. Moreover, on the one hand, the tremolo can produce the loudest sounds of the mandolin, but can also be used for the gentlest dissolution of sound.

The concerto is written as one movement, but may be divided into three sections: A slow, meditative section with occasional dynamic outbursts; a fast, dance-like movement in which energy builds up towards the culmination; and a recapitulation which concludes the piece with the energy dispersed, and which transfigures the tremolo into a pure, soulful melody. Dorman is inspired by the mandolin's vast repertoire, and bears in mind the features of similar instruments used in other musical genres, from Russian and Indian folk music, through Bluegrass and Brazilian jazz.

Federico Gardella builds up his Concerto per Mandolino e Orchestra, imagining the orchestra as a natural extension of the mandolin. The timbre metamorphosis of the soloist (using two mandolins – one tuned normally and the other in Scordatura), also involves the orchestra. While in the cadenzas, the orchestra acts as sounding board for the soloist, during the movements it holds a competitive dialogue with him. In this way, the mandolin becomes a point of view; a reference point for the orchestra surrounding it. The three movements recall the archetypical models of the concerto: Alternating between two contrasting figures in the first movement, the birth of a melody in the second, and the construction of a dance, in the form of a carillon, in the third.

In my opinion, the composition for the mandolin solo on this disc, Improvised Poem, by the contemporary Japanese composer Yasuo Kuwahara, effectively demonstrates the technical development that the instrument has undergone since Vivaldi’s time, from a point of view of sound and virtuosity.

In many of his mandolin compositions, and particularly in this one, Kuwahara, who was a mandolin virtuoso and an important mandolin tutor in Japan, brings the sonorous and virtuosic ability of the mandolin to its extreme.

To end the disc, I chose to perform a composition-improvisation of my own. Unlike a composer's relationship to an instrument and to a musical form, the performer's relationship to his instrument, as in this case, is expressed in a frequent dialog to "get to know" each other better. This improvisation, in which I have modified the mandolin's traditional tuning, is sub-divided into four parts; each part concentrating on a unique character and on one of the mandolin’s four pairs of strings. These four parts are then followed by a finale that reminds us of a kind of folk dance, where all of the strings and characters participate and reunite.

I have called this improvisation “Kedma”, which in Hebrew means “eastwards”. “Kedma” also contains the Hebrew root of other words with very different, apparently contradicting, meanings: kodem - before and kadimah – forward; kedem - antiquity and kidma - modernization. I feel that the title aptly describes not only the concept that inspired the improvisation, but also the significance of the whole disc.

Avi Avital

 

CURRICULUM

 

Avi Avital

Il mandolinista israeliano Avi Avital (nato nel 1978) si è diplomato alla Jerusalem Music Academy e in seguito si è perfezionato al Conservatorio di Padova.

Ha suonato come solista con importanti orchestre tra cui la Israeli Philarmonic Orchestra, i Rostov State Theatre Soloists e il Metropolis Ensemble di New York e sotto la guida di illustri direttori d’orchestra, tra cui Mstislav Rostropovitch, Asher Fisch e Philippe Entremont.

Avi Avital ha vinto il primo premio alla prestigiosa “Aviv Competitions”, divenendo così il primo mandolinista nella storia del concorso ad ottenere questo riconoscimento; gli sono state inoltre conferite borse di studio dall’American-Israel Cultural Foundation e dal Ministero degli Affari Esteri Italiano.

La sua intensa attività artistica lo ha portato a esibirsi in numerosi contesti internazionali, tenendo concerti in tutta Europa, negli Stati Uniti e nel sud-est asiatico.

E’ stato invitato a tenere lezioni e seminari al Conservatorio di Milano, alla Stanford University (California), alla Schola Cantorum Basiliensis di Basilea e alla Juillard School of Music di New York.

La sua innata curiosità nei confronti della musica in tutti i suoi aspetti – dalla musica sperimentale a quella antica, passando per la world music – lo rende uno dei mandolinisti più interessanti della sua generazione.

 

The Israeli mandolin player Avi Avital (1978) graduated from the Jerusalem Music Academy and specialized at the Padua Conservatory.

He has played with major orchestras, such as the Israeli Philharmonic Orchestra, the Rostov State Theatre Soloists, and the New York Metropolis Ensemble, and under the baton of such illustrious conductors as Mstislav Rostropovitch, Asher Fisch, and Philippe Entremont.

In 2007, Avi Avital won the first prize at Israel's prestigious competition for soloists, the “Aviv competition”, thus becoming the first mandolin player in the history of the competition to achieve this recognition. He has received scholarships from the America-Israel Cultural Foundation and the Italian Foreign Ministry.

His intense artistic activity includes numerous international appearances, with performances in concerts throughout Europe, the USA and South-East Asia.

He has been invited to give lectures and Master Classes at the Conservatorio Verdi di Milano, Stanford University (California), the Schola Cantorum Basiliensis in Basel and at New York’s Julliard School of Music.

His innate curiosity of all aspects of music - from experimental to ancient music, passing through world music - has made him one of the most multi-faceted mandolin-players of our time.

When he is not appearing on stages around the world, Avi Avital divides his time between Italy and Israel.

 

Carlo Boccadoro

Carlo Boccadoro ha studiato al Conservatorio "G.Verdi" di Milano dove si è diplomato in Pianoforte e Strumenti a Percussione. Nello stesso istituto ha studiato Composizione con diversi insegnanti, tra i quali Paolo Arata, Bruno Cerchio, Ivan Fedele e Marco Tutino. Ha inoltre frequentato il corso di Tecnica dell’Improvvisazione jazzistica tenuto da Giorgio Gaslini.

Dal 1990 la sua musica è presente in tutte le più importanti stagioni musicali italiane ed è stata eseguita dai più grandi direttori e solisti.

Luciano Berio gli ha commissionato nel 2001 per l’Accademia di Santa Cecilia una nuova opera per ragazzi, La Nave a Tre Piani, prevista per la stagione 2005/2006.

Per il teatro ha  inoltre composto il balletto Games (Teatro alla Scala, coreografia di Fabrizio Monteverde) e tre opere liriche, tutte su libretti di Dario Oliveri.

E’ tra i fondatori di "Sentieri Selvaggi", un progetto culturale dedicato alla diffusione della musica d'oggi.

 

Carlo Boccadoro studied at the Conservatorio “G.Verdi” di Milano where he graduated in piano and percussion instruments. In the same institute he studied composition with various teachers including Paolo Arara, Bruno Cerchio, Ivan Fedele and Marco Tutino. He also attended a course in techniques of jazz improvisation held by Giorgio Gaslini.

Since 1990 his music has been included in all of the major musical seasons in Italy and has been executed by the most important conductors and soloists.

Luciano Berio engaged him to write a new opera for children, La Nave a tre Piani, for the 2005/2006 season.

He has also composed the ballet Games (Teatro alla Scala, choreography by Fabrizio Monteverdi) and three operas on Dario Oliviri’s librettos.

Boccadoro is a founder-member of “Sentieri Selvaggi” a cultural project aimed at the diffusion of today’s music.

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali

 I Pomeriggi Musicali nacquero nell’immediato secondo dopoguerra in una Milano tutta presa dal fervore della ricostruzione. La loro nascita fu il frutto dell’incontro tra due uomini d’eccezione: l’impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo. Il primo pensava ad un’orchestra da camera con cui eseguire il repertorio classico, il secondo ad una formazione in grande stile che sviluppasse un repertorio di musica contemporanea e d’avanguardia, allora soffocato dalla dittatura fascista e dalla guerra. I due progetti trovarono un punto di incontro nell’orchestra dei Pomeriggi Musicali che fin dal primo concerto, il 27 novembre 1945, accostando Mozart e Stravinskij, Beethoven e Prokofiev inaugurava una formula coraggiosa che la portò al successo. Grandi compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi hanno diretto la loro musica sul podio dei Pomeriggi Musicali, un podio che è anche stato, per tanti giovani artisti, un trampolino di lancio verso la celebrità: ricordiamo due nomi per tutti, Leonard Bernstein e Sergiu Celibidache.

Il carnet dei Pomeriggi Musicali vanta numerose celebrità: Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Arturo Benedetti Michelangeli, Umberto Benedetti Michelangeli, Antonio Ballista e Bruno Canino, Riccardo Chailly, Dino Ciani, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Gianluigi Gelmetti, Carlo Maria Giulini, Bruno Giuranna, Vittorio Gui, Franco Gulli, Eliahu Inbal, Lorin Maazel, Peter Maag, Bruno Maderna, Nikita Magaloff, Igor Markevitch, Nathan Milstein, Riccardo Muti, Igor Oistrach, Gabor Otvös, Marcello Panni, Maurizio Pollini, Donato Renzetti, Mario Rossi, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Nino Sanzogno, Christian Thielemann, Uto Ughi, Carlo Zecchi.

L'Orchestra conta un repertorio che spazia dal Barocco al Novecento e per consolidata tradizione, nelle sue Stagioni non tralascia la proposta di pagine poco note o in prima esecuzione assoluta.

In autunno contribuiscono alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia, e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane e in molti teatri e sale di concerto all’estero, l’Orchestra ha conquistato platee internazionali. Nel 1967, la prima legge italiana sulle attività musicali ha riconosciuto I Pomeriggi Musicali come “Istituzione Concertistico Orchestrale”, annoverandola fra le strutture stabili di produzione musicale del nostro Paese. Analogamente ha fatto la Regione Lombardia con una legge del 1978.

Attualmente I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e da enti privati.

Dal 1999 al 2005, Aldo Ceccato è stato il Direttore Musicale.

Dal settembre 2001 le attività dei Pomeriggi Musicali si svolgono al Teatro Dal Verme, l'auditorium della città di Milano recentemente ristrutturato, che è diventato sede dell'Orchestra e della sua principale Stagione Sinfonica.

Dal 2006 Antonello Manacorda è il nuovo Direttore Musicale.

 

Orchestra I Pomeriggi Musicali.  I Pomeriggi Musicali was founded immeediately after the second World War, in a period when Milan was filled with the fervour of reconstruction.  This association was the result of the meeting of two exceptional men: the theatrical impresario Remigio Paone and the music critic Ferdinando Ballo.  The former proposed the idea of a chamber orchestra to perform the standard classical repertoire; the latter, instead, envisioned a large-scale ensemble to develop a repertoire of contemporary and avantgarde music, which had hitherto been suffocated by the fascist dictatorship and the war.  These two tangents converged into, what is today, the orchestra of I Pomeriggi Musicali, which, since its first concert on 27 November 1945, has combined contrasting works by composers such as Mozart and Stravinsky, or Beethoven and Prokofiev.  This  has proved to be a courageous formula for success.  Great composers like Honegger and Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola and Petrassi have conducted their own music here.  This association has also been the launching pad for many young artists, such as Leonard Bernstein and Sergiu Celibidache.

The list of celebrities who have performed with I Pomeriggi Musicali is long: Claudio Abbado, Salvatore Accardo, Arturo Benedetti Michelangeli, Umberto Benedetti Michelangeli, Antonio Ballista and Bruno Canino, Riccardo Chailly, Dino Ciani, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Gianluigi Gelmetti, Carlo Maria Giulini, Bruno Giuranna, Vittorio Gui, Franco Gulli, Eliahu Inbal, Lorin Maazel, Peter Maag, Bruno Maderna, Nikita Magaloff, Igor Markevitch, Nathan Milstein, Riccardo Muti, Igor Oistrach, gabor Otvös, Marcello Panni, Maurizio Pollini, Donato Renzetti, Mario Rossi, Hermann Scherchen, thomas Schippers, Nino Sanzogno, Christian Thielemann, Uto Ughi, and Carlo Zecchi.

The repertoire of this orchestra spans from the Baroque to the twentieth century, and it has become a tradition to perform lesser-known works as well,or completely new ones never heard before.

In autumn they will take part in the opera seasons of the theatres of  Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova and Pavia, and in the ballet season of  La Scala.   They have been invited to perform in the principle symphonic seasons in Italy and in many theatres and concert halls abroad.  This orchestra has won the acclaim of audiences all over the world.  In 1967, the first Italian law on musical activities recognized I Pomeriggi Musicali as an “Istituzione Concertistico Orchestrale”, placing it among the permanent musical organizations of Italy.  The Region of Lombardy did the same with a law of 1978.

Today I Pomeriggi Musicali is a Foundation constituted by the Region of Lombardy, the Commune of Milan, the Province of Milan and by private institutions.

Aldo Ceccato has been its Music Director from 1999 to 2005.

Since September 2001, the activities of I Pomeriggi Musicale have been taking place in the Dal Verme Theatre, Milan’s new auditorium.

From 2006 Antonello Manacorda is the new Music Director.

 

Avner Dorman (*1975)

Quando ha ricevuto il prestigioso premio del Primo Ministro Israeliano, all’età di venticinque anni, Avner Dorman era già considerato uno dei compositori più rappresentativi del suo paese.
Ha studiato composizione all’Università di Tel Aviv con Josef Baradanashvili e Amnon Wolman, prima di trasferirsi, nel 2003, negli Stati Uniti per completare il dottorato in composizione con John Corigliano alla Juilliard School of Music.
Le sue composizioni sono state eseguite da artisti quali Zubin Mehta, i Berlin Symfoniker, la Verbier Festival Orchestra e la Hamburg Philharmonic.
Lo stile compositivo, immediato e spontaneo di Dorman lo ha portato anche a comporre musica per importanti film, tra cui Son (1996), di Nitzan Aviram.

 

When he received Israel’s prestigious Prime Minister’s Award at the age of twenty-five, Avner Dorman was already one of his country’s most successful and frequently performed composers. He studied composition at Tel Aviv University with Josef Baradanashvili and Amnon Wolman before moving to the United States in 2003 to continue his studies with John Corigliano on the Doctoral program of the Juilliard School of Music. His music has been performed worldwide by artists such as The Israel Philharmonic Orchestra conducted by Zubin Mehta, the Munich Philharmonic, The UBS Verbier Festival Orchestra, the Hamburg Philharmonic and have been recorded on NAXOS, the world’s leading classical music label. Dorman’s fresh, spontaneous style also lends itself well to the screen and he has written for film, notably Nitzan Aviram’s award winning film Son (1996).

 

Federico Gardella (*1979) 

Ha compiuto gli studi di pianoforte al Conservatorio di Milano con Piero Rattalino e Riccardo Risaliti, diplomandosi nel 1999 e alla Universität der Künste di Berlino con Klaus Hellwig, diplomandosi nel 2003. Ha studiato composizione al Conservatorio di Milano con Giuseppe Colardo e Sonia Bo, diplomandosi nel 2006 e in seguito si è perfezionato con Azio Corghi presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, dove si è diplomato nel 2007 e con Alessandro Solbiati.
Sue composizioni sono state programmate in numerosi festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero (Bari: Festival Urticanti, Huddersfield: St. Paul’s Hall, Hull: Middleton Hall, Milano: Sala Verdi del Conservatorio, Accademia Internazionale della Musica/IRMus, Teatro Dal Verme, Roma: Auditorium Parco della Musica, Siena: Accademia Musicale Chigiana/Palazzo Chigi Saracini,…). Tra gli interpreti della sua musica gruppi quali l’Orchestra Filarmonica del Conservatorio di Milano, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, l’Ensemble Musica Rara e il Freon Ensemble diretti da Carlo Boccadoro, Stefano Cardi, György Györyványi Ráth e Bart van Reyn e tra i solisti Avi Avital, Luca Avanzi, Mirko Guadagnini e Barrie Webb.
La sua musica è pubblicata da Rugginenti Editore e dalle Edizioni Musicali Sconfinarte.

 

Federico Gardella studied piano at the Conservatorio di Milano with Pietro Rattalino and Riccardo Risaliti and graduated in 1999. He went on to the Universität der Kunste in Berlin with Klaus Hellwig, graduating in 2003. He studied composition at the Conservatorio di Milano with Giuseppe Colardo and Sonia Bo and then, after graduating in 2006, he specialized with Alessandro Solbiati and also with Azio Corghi at Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Rome where he graduated in 2007.

His compositions have been performed in numerous festivals and concert seasons in Italy and abroad (Bari: Festival Urticanti, Huddersfield: St Paul’s Hall, Hull: Middleton Hall, Milan: Sala Verdi in the Conservatorio, Accademia Internazionale della Musica/IRMus, Teatro Dal Verme, Rome: Auditorium Parco della Musica, Siena: Accademia Musicale Chigiana/Palazzo Chigi Saracini,…) Among those who performed his music are orchestras and ensembles such as the Orchestra Filarmonica del Conservatorio di Milano, the Orchestra I Pomeriggi Musicali, the Ensemble Musica Rara and the Freon Ensemble conducted by Carlo Boccadoro, Stefano Cardi, György Györiványi Ráth and Bart van Reyn and among the soloists Avi Avital, Luca Avanzi, Mirko Guadagnini and Barry Webb.

Gardella’s music is published by Rugginenti Editori and by Edizioni Musicali Sconfinarte.

 

 

Avi Avital - www.aviavital.com

Orchestra I Pomeriggi Musicali – www.ipomeriggi.it

La Bottega Discantica - www.discantica.it

Federico Gardella www.federicogardella.it

Avner Dorman www.avnerdorman.com

 

 

Registrazione: SMC Studio mobile, Ivrea - Milano, Teatro Dal Verme 25-28 settembre 2007

Direzione della registrazione, editing e mastering: Renato Campajola - Mario Bertodo

 

 

DISCANTICA 170

 

 

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