BDI 168

Strozzi, Pasquini, Pollarolo, Scarlatti, Marcello, Galuppi

L'Organo Gaetano Amigazzi 1737, Chiesa della Beata Maria Vergine della Salute, Michellorie, Albaredo d'Adige VR - Maestri italiani a confronto: Napoli, Roma, Venezia

Luca Scandali, organo - (Mauro Occhionero, percussioni storiche e della tradizione popolare)

76' 10''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Gregorio Strozzi - Mascara sonata e ballata da più Cavalieri Napoletani nel Regio Palazzo (da Capricci da sonare cembali et organi)  

2' 58''

 

2

Gregorio Strozzi - Toccata de Passagagli (da Capricci da sonare cembali et organi)  

6' 55''

 

3

Gregorio Strozzi - Euphonia, Aria con partite (da Capricci da sonare cembali et organi)  

6' 57''

 

4

Bernardo Pasquini - Toccata ottava  

3' 34''

 

5

Bernardo Pasquini - Passagagli per lo Scozzese  

3' 3''

 

6

Bernardo Pasquini - Variazioni Capricciose in C, sol fa ut  

8' 24''

 

7

Carlo Francesco Pollarolo - Sonata in re minore - Preludio, Sonata  

4' 51''

 

8

Alessandro Scarlatti - Toccata aperta d\'Organo  

3' 36''

 

9

Alessandro Scarlatti - Primo tono, Fuga  

3' 59''

 

10

Alessandro Scarlatti - Varie partite obbligate al basso  

3' 42''

 

11

Domenico Scarlatti - Sonata K 41 Fuga in re minore - Andante moderato  

5' 52''

 

12

Domenico Scarlatti - Sonata K 87 in si minore - trasp. la minore  

3' 5''

 

13

Domenico Scarlatti - Sonata K 513 Pastorale in do maggiore - Moderato, Molto Allegro, Presto  

3' 19''

 

14

Benedetto Marcello - Fuga in mi minore (trasp. re minore)  

3' 30''

 

15

Benedetto Marcello - Sonata Sol Maggiore - Presto  

3' 47''

 

16

Baldassarre Galuppi - Sonata in re minore - Andantino  

5' 6''

 

17

Baldassarre Galuppi - Sonata in re minore - Presto  

3' 30''

Organo Gaetano Amigazzi, 1737

 

MAESTRI ITALIANI A CONFRONTO:

Napoli, Roma, Venezia.

 

Luca Scandali

 

Chiesa della Beata Maria Vergine della Salute

di Michellorie – Albaredo d’Adige (VR)

 

Note al programma

 

MAESTRI ITALIANI A CONFRONTO: Napoli, Roma, Venezia.

Note al programma

 

Può ancora destare interesse la registrazione di un programma antologico?

La risposta varia in virtù della prospettiva da cui si considera la domanda.

Dal punto di vista discografico si tende forse a dare maggiore attenzione alla monografia, quindi ad una ben precisa scelta tematica mentre da quello storico e musicologico si possono trarre conclusioni esattamente opposte.

Spostando l’attenzione dal tema allo strumento, che viene quindi a sua volta a rivestire una sorta di valenza tematica, certe considerazioni possono apparire meno ovvie e aprire una serie di riflessioni e approfondimenti su una scelta, quella antologica, che potrebbe a prima vista sembrare quantomeno eterogenea. Il baricentro si sposta quindi da un’idea, da un concetto a un elemento concreto e oggettivo.

Lo splendido strumento di Gaetano Amigazzi (1737) appartiene a un’epoca che potremmo definire di transizione sia per quanto riguarda gli aspetti costruttivi che quelli musicali ad essi strettamente correlati.

E dedicato a un’epoca di transizione non potrà che essere il programma che si prefigge di illustrarne le tante potenzialità, e di sfruttarle appieno. A un’epoca e non ad un autore.

Di transizione perché, dopo lo straordinario apogeo rappresentato dell’arte frescobaldiana, la letteratura tastieristica italiana vivrà, per un certo periodo, di luce riflessa per poi percorrere strade in direzioni decisamente divergenti e, forse, inaspettate.

Sarà in questo periodo che prenderà forma in modo sostanziale una differenziazione stilistica e idiomatica fra repertorio organistico e cembalistico.

E sarà anche in questo periodo che avverrà il trapasso dalla sensibilità tardobarocca e arcadica a quella galante.

 

E’ dunque nel segno della lezione frescobaldiana che prende avvio questo percorso attraverso alcuni fra i centri musicali italiani più importanti nel periodo a cavallo fra XVII e XVIII secolo.

Lezione che, unita agli influssi stilistici provenienti dalla tradizione napoletana alla quale Gregorio Strozzi appartiene, dà luogo a un’originale sintesi di due mondi apparentemente lontani. In realtà, anche nell’opera tastieristica di Frescobaldi sono presenti diversi elementi derivati proprio dalla tradizione musicale partenopea. Allievo di G. M. Sabino, abate, dottore in legge e protonotario apostolico, Strozzi pubblicò i Capricci da sonare cembali et organi nel 1687 a Napoli; nonostante la data piuttosto tarda, i brani inclusi nella raccolta sembrano verosimilmente essere stati composti durante l’intero arco creativo del musicista, se si considera il tratto decisamente arcaizzante che li contraddistingue.

E sarà ancora dall’esempio frescobaldiano che partirà Bernardo Pasquini, seppur con esiti del tutto diversi. Membro di spicco dell’Arcadia, clavicembalista da camera del principe G. B. Borghese e continuista nell’orchestra accanto ad Arcangelo Corelli, Pasquini è il musicista che meglio rappresenta quella fase di transizione caratterizzata dalla ricerca di un equilibrio formale e strutturale improntato alla semplificazione e alla razionalizzazione del linguaggio e dei procedimenti compositivi. Tali furono gli orientamenti estetici, in campo letterario, dell’Arcadia romana. Grande ammirazione gli verrà tributata dall’allievo Francesco Gasparini ne L’armonico pratico al cimbalo: “Chi averà ottenuta la sorte di praticare, o studiare sotto la scuola del famosissimo Sig. Bernardo Pasquini in Roma, o chi almeno l’avrà inteso o veduto sonare, avrà potuto conoscere la più vera, bella e nobile maniera di sonare e accompagnare”.

Anche Alessandro Scarlatti entrò, nel 1706, a far parte dei pastori arcadi romani proprio insieme a Pasquini e Corelli. Fu anche il moderno linguaggio violinistico di quest’ultimo ad esercitare una notevole influenza sulla sua musica tastieristica in termini armonici, strutturali e soprattutto figurativi. Naturalmente va anche riconosciuto un forte debito di chiara matrice vocale, ambito nel quale Scarlatti fu sempre molto attivo e anzi detenne un ruolo fondamentale ai fini dell’evoluzione del linguaggio musicale in ambito operistico.

Un ulteriore passo in questa direzione è rappresentato dalla produzione del figlio Domenico che, pur se caratterizzata da stilemi tipici italiani, si presenta assolutamente originale nei suoi tratti caratteristici e costituisce una sorta di unicum nel panorama musicale europeo. I primi successi che il giovane Scarlatti otterrà presso i circoli aristocratici di Napoli, Roma, Firenze e Venezia saranno soprattutto legati alle sue leggendarie esibizioni al clavicembalo. Principalmente destinato a questo strumento è il vasto corpus di sonate pervenuteci, anche se alcune di esse presentano caratteristiche forse più consone ad una esecuzione “alternativa” all’organo.

Operista di origine bresciana, Carlo Francesco Pollarolo studiò con Giovanni Legrenzi e occupò dapprima la mansione di organista (1676-89) e poi quella di maestro di cappella (1680-89) del duomo di Brescia e primo musico dell’Accademia degli Erranti (1681-89); divenne poi organista (1690) e maestro di cappella (1692) presso la basilica di S. Marco a Venezia, maestro agli Incurabili (1697-1715) e, forse, membro dell’Accademia degli Arcadi.

La Sonata è inclusa in due importanti raccolte, una compilata da Giulio Cesare Arresti e pubblicata intorno al 1680 intitolata Sonate da organo di varii autori, l’altra manoscritta e custodita presso il Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna, intitolata Sonate d’autori diversi. Nella raccolta bolognese il brano è preceduto da un preludio introduttivo in stile toccatistico. Da rilevare che gli unici brani di autore italiano inclusi nell’Andreas Bach Buch sono due capricci attribuibili al Pollarolo.

Anche Benedetto Marcello, con il suo maestro Francesco Gasparini e il fratello Alessandro, entrò a far parte dell’Arcadia romana. E’ forse proprio Gasparini la figura che più di altre ha influenzato la scuola tastieristica veneziana. Oltre ad essere un vero e proprio tratto d’unione fra la scuola romana e quella veneziana, in quanto allievo di Legrenzi, Corelli e Pasquini e maestro di Domenico Scarlatti durante il suo soggiorno veneziano, Gasparini fu anche superiore di Vivaldi alla Pietà. Nobile veneziano dai molteplici interessi, Marcello ha lasciato una produzione tastieristica di grande interesse e varietà di atteggiamenti. I due brani provengono da una raccolta manoscritta custodita presso la Biblioteca del Conservatorio di Napoli.

Allievo di Antonio Lotti, Baldassarre Galuppi fu vice maestro (1748-62) e maestro di cappella (1762-85) presso la basilica di S. Marco, maestro di musica ai Mendicanti (1740-51 ca.) e maestro di coro agli Incurabili (1768-76); musicista cosmopolita, fece soggiorni prolungati a Londra (1741-43), in qualità di “compositore serio dell’Opera italiana”, per l’allestimento di alcune opere al teatro Haymarket e a San Pietroburgo (1766-68), invitato da Caterina II di Russia in veste di maestro di cappella della corte. La sua produzione tastieristica, di notevole mole, è rimasta in gran parte manoscritta e attende di essere studiata a fondo. La Sonata in re minore, divisa in due movimenti contrastanti come carattere e indicazioni agogiche, fa parte di una raccolta manoscritta conservata nella Biblioteca Nazionale di San Marco. Prevalentemente impegnato in campo operistico, Galuppi simbolizza pienamente il trapasso nella nuova sensibilità tipica dello stile galante.

 

Luca Scandali

 

 

Notes

 

Is an anthological programme still interesting?

The answer depends on the perspective from which the question is considered.

The record industry usually focuses on a monographic choice, while the historical and musicological point of view can lead to contrasting conclusions.

The anthological choice, that could seem heterogeneous at first sight, become clear if we consider the instrument with which recording is performed, that in this way takes the place of the monographic idea.

The excellent Gaetano Amigazzi’s instrument (1737) belongs to a period that we could call “of transition” not only because of the constructive aspects but also for the musical ones.

The program is thought to illustrate and appreciate the organ’s potentiality, and is dedicated to a period of time and not to an author.

After the extraordinary heyday represented by Frescobaldi’s art, the Italian keyboard literature bathed in reflected glory, and then took divergent and unexpected directions.

In this period the organistic and harpsichordistic repertories distinguished themselves substantially both stylistically and idiomatically, and at the same time occurred the passage from the late baroque and Arcadian style to the galante one.

 

The Frescobaldi’s lesson represents the beginning of this path through some of the most important Italian music centres between the XVII and XVIII centuries and, together with the stylistic influences of the Neapolitan tradition to which Gregorio Strozzi belonged, gives life to an original synthesis of two worlds apparently different.

In fact, the Frescobaldi’s works show many elements from the Neapolitan musical tradition.

In 1687 Strozzi, pupil of G. M. Sabino, abbot, dottore in legge and apostolic protonotary, published the Capricci da sonare cembali et organi in Naples. Although the late date, the musical pieces seem to be composed during the musician’s whole creative phase, considering the archaic main features

 

Bernardo Pasquini also moves from the Frescobaldi’s lesson to reach completely different results. Pasquini, an important member of the “Arcadia”, harpsichordist by the principe G.B. Borghese and continuo player in the orchestra together with Arcangelo Corelli, is the musician who best represents the transition characterized by the research of a formal and structural balance, aimed to the simplification and rationalization of language and composition.

These were the same aesthetic principles followed by the “Arcadia romana” in the literary field.

In L’armonico pratico al cimbalo his pupil Francesco Gasparini wrote with great admiration: “Who will practise or study under the famous Bernardo Pasquini in Rome, or who will listen or watch him playing, will learn the most true, beautiful and noble way to play and to accompany”.

 

In 1706 Alessandro Scarlatti joined the pastori arcadi romani together with Pasquini and Corelli. The modern violinistic language of Corelli strongly influenced Scarlatti’s keyboard music from a harmonical and structural point of view, above all in terms of musical figures.

For the keyboard music Scarlatti took cue from his vocal repertory, a field in which he was very active and even played a main role for the evolution of the operatic language.

 

A further step in this direction is represented by the works of Scarlatti’s son Domenico, that even if typically in the Italian style, were absolutely original and a sort of unicum in the European musical scene.

The young Scarlatti obtained his first successes in the aristocratic circles of Naples, Rome, Florence and Venice thanks to his legendary performances at the harpsichord, the instrument for which he wrote the great corpus of sonatas, even if some of these are maybe more organistic.

 

Carlo Francesco Pollarolo, opera composer from Brescia, studied under Giovanni Legrenzi and was organist (1676-89) and maestro di cappella (1680-89) at the Brescia Cathedral and primo musico of the “Accademia degli Erranti” (1681-89). Then he became organist (1690) and maestro di cappella (1692) at the S. Marco Basilica and maestro at the “Incurabili” (1697-1715) in Venice and maybe member of the “Accademia degli Arcadi”.

The Sonata is included in two important collections, one compiled by Giulio Cesare Arresti and published around 1680 entitled Sonate da organo di varii autori, the other handwritten and preserved in the Civico Museo Bibliografico Musicale in Bologna, entitled Sonate d’autori diversi.

In the Bologna’s collection the piece is preceded by a prelude in the toccata style. It is worthy of notice that the only two Italian pieces included in the Andreas Bach Buch are two capricci attributed to Pollarolo.

 

Also Benedetto Marcello with his teacher Francesco Gasparini and his brother Alessandro were members of the “Arcadia romana”. Gasparini was maybe the one who more influenced the Venetian keyboard school, as well as the trait d’union between the Roman and Venetian schools, as pupil of Legrenzi, Corelli and Pasquini and teacher of Domenico Scarlatti. Gasparini was also Vivaldi’s superior at the “Pietà”.

Marcello, a versatile Venetian noble, wrote very interesting keyboard works characterized by a variety of styles. The two pieces are taken from an handwritten collection preserved in the library of the Naples’s Conservatory.

 

Baldassarre Galuppi, Antonio Lotti’s pupil, was vice maestro (1748-62) and maestro di cappella at the San Marco Basilica, maestro di musica at the “Mendicanti” (1740-51 ca.) and maestro di coro at the “Incurabili” (1768-76). This cosmopolitan musician worked for long periods in London (1741-43) as “composer of the Italian opera” at the Haymarket Theatre and in St. Petersburg (1766-68) invited by Catherin II of Russia as maestro di cappella.

His huge keyboard production is still mainly handwritten and is waiting to be deeply studied.

The Sonata in D minor, divided into two contrasting movements both for character and agogic indications, is part of an handwritten collection preserved in the San Marco National Library. Galuppi, mostly active in the operatic field, fully represents the passage to the new sensibility of the galante style.

 

 

 

 

 

Nell’ascoltare questo disco si intraprende un viaggio nella musica che, attraverso Napoli, Roma e Venezia, inizia e termina a Michellorie. Sembra una nota di superbia, un piccolo paese di tradizione contadina accanto alle più belle città d’Italia. Si tratta piuttosto di un gesto d’amore, forse un sogno.

 

Un sogno è stato quello di Gaetano Amigazzi (1673-1747), figlio di un umile zoccolaio di Verona, di catturare i suoni in canne di stagno, piombo e legno.

A parlare di lui rimangono solo pochi strumenti: scarse sono le notizie sul suo conto e molti degli organi che ha costruito per importanti chiese di Verona e provincia, Padova, Venezia ed Arco (TN), sono purtroppo andati perduti o irrimediabilmente danneggiati.

L’organo di Michellorie, Gaetano lo aveva costruito nel 1737 per una chiesa annessa ad un’antica villa di S. Pietro in Cariano (VR), probabilmente su commissione della congregazione degli Olivetani.

Nella Chiesa della Beata Maria Vergine della Salute dove oggi sono conservati, l’organo e la sua pregiata cantoria arrivarono, trasportati su un carro di buoi, nei primissimi anni del ‘900.

 

Sin da bambino ho ascoltato l’organo accompagnare la S. Messa della domenica e tutte le celebrazioni più importanti della Parrocchia di Michellorie. Così è stato per i nonni e i genitori di oggi, che in questa chiesa si sono conosciuti ed anche sposati, hanno salutato per l’ultima volta un loro caro, hanno condiviso preghiere e speranze. Qualcuno di loro  ha cresciuto anche una passione per la musica e per uno strumento, altri si sono divertiti a spingere l’aria nelle canne azionando il mantice che, al tempo, era manuale. Ancora oggi questo strumento accompagna le funzioni religiose, ancora oggi appassionati e musicisti nutrono vivo interesse per questo straordinario organo ed hanno il piacere di suonarlo.

 

È questo il cammino di una Comunità che intende far scoprire il valore storico ed artistico di uno strumento pregiato, e che desidera raccontare, attraverso le sue gentili note, sé stessa, i suoi ricordi e la bellezza della fede di chi, dopo le fatiche nei campi, ha voglia di cantare le proprie preghiere.

 

Buon viaggio.

 

L’ideatore e coordinatore del progetto

Marco Ferriani

 

 

Listening to this recording it is possible to begin a journey into the music, this journey starts and finishes in Michellorie (Albaredo d’Adige, Verona) passing through Naples, Rome and Venice. It might seem conceited for a little country village to be placed near the most beautiful italian cities. It is rather love, maybe a dream.

 

It was a Gaetano Amigazzi’s dream (1673-1747), son of a Verona’s clogger, to seize the sounds into pipes of tin, lead and wood.

Most of the organs he made for important churches in Verona, Padua, Venice and Arco (Trento) are unfortunately lost or damaged. Michellorie’s organ was built in 1737 for a church of an ancient Villa in S. Pietro in Cariano, Verona. Probably ordered by the Olivetans (Benedictine religious congregation, founded in 1313 by Beatified Bernardo Tolomei).

The organ and its valuable choir were transferred to the Beata Maria Vergine della Salute Church in the first years of the XX century.

 

Since I was child I used to listen the organ during the Sunday Mass and all the important celebrations in the Church of Michellorie. It has been the same for the grandparents and parents, who met and also get married here, who said goodbye to the dear departed, who shared the same prayers and the same hopes. Someone has fed passion for the music and for an instrument, someone else has had a good time driving air into the pipes operated manually. Today this instrument accompanies religious celebrations. Today fans and musicians are really interested in this extraordinary organ and they are pleased to play it.

 

This is the way in which a Comunity let us know the historical and artistic value of this highly appreciated instrument, that, through its delicate notes, wants to tell us about Michellorie, its memories and the beauty of the faith of who, after a hard day’s work in the fields, still wants to sing his own prayers.

 

Marco Ferriani

 

 

 

CURRICULUM VITÆ

 

 

LUCA SCANDALI è nato ad Ancona nel 1965.

Si è diplomato in Organo e Composizione Organistica con il massimo dei voti sotto la guida del Maestro P. Tarducci e in Clavicembalo, sempre con il massimo dei voti, presso il Conservatorio di Musica “G. Rossini” di Pesaro dove, successivamente, ha ottenuto il diploma di Composizione sotto la guida del Maestro M. Ferrante.

Di grande importanza per la sua formazione artistica sono state le lezioni con i Maestri Ton Koopman, Andrea Marcon, Luigi Ferdinando Tagliavini e Liuwe Tamminga.

Si dedica anche all’approfondimento delle problematiche inerenti la prassi esecutiva della musica rinascimentale e barocca attraverso lo studio dei trattati e degli strumenti dell’epoca.

Ha vinto la prima edizione della borsa di studio “F. Barocci” per giovani organisti, istituita ad Ancona nel 1986.

Finalista al 3° Concorso Internazionale d'Organo di Carouge - Genève (CH), nel 1992 si è aggiudicato il III° premio al 1° Concorso Internazionale d'Organo “Città di Milano”, e nel 1994 il IV° premio all’11° Concorso Internazionale d'Organo di Brugge (B).

Nel 1998 si è aggiudicato il I° premio al prestigioso 12° Concorso Internazionale d’Organo “Paul Hofhaimer” di Innsbruck (A), assegnato solo quattro volte nella sua quarantennale storia.

Ha tenuto masterclass e corsi di perfezionamento (Conservatorio “G. Rossini”, Pesaro, Corsi di Musica Antica a Magnano, Università di Padova) e si è esibito in numerose ed importanti rassegne e festival in Italia e all’estero (Austria, Danimarca, Francia, Germania, Montenegro, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Serbia, Spagna, Svizzera) soprattutto come solista, ma anche in varie formazioni cameristiche ed orchestrali (L’Arte dell’Arco – Padova, Cappella della Pietà de’ Turchini – Napoli, Orchestre National du Capitole de Toulouse, Francia, Venice Baroque Orchestra – Venezia).

Attualmente è titolare della cattedra di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio di Musica “U.Giordano” di Foggia.

Ha inoltre registrato per le case discografiche Symphonia, Lucca, La Bottega Discantica, Milano, Tactus, Bologna, ORF Edition – Alte Musik, Austria, Dynamic, Genova (con L’Arte dell’Arco), ArionPierre Verany, Parigi, Motette, Düsseldorf (in collaborazione con Andrea Marcon), Deutsche Grammophon (con Venice Baroque Orchestra); le pubblicazioni discografiche sono state recensite e segnalate da importanti riviste: Amadeus, CD Classics, Diapason, Early Music Review, Goldberg, La tribune de l’orgue, Le Monde de la Musique, Musica, Organist’s Review, The American Organist.

 

 

CURRICULUM VITÆ

 

 

LUCA SCANDALI was born in Ancona (Italy) in 1965.

He received the diploma in Organ and Composition for Organ with first-class standings studying under Professor P. Tarducci and a first-class diploma in Harpsichord at the Conservatory “G. Rossini” of Pesaro, where, subsequently, he obtained a diploma in Composition under Professor M. Ferrante.

He studied also under Liuwe Tamminga at the Academy of Italian Organ Music in Pistoia and in Bologna (S. Petronio); subsequently he continued his organ studies under Ton Koopman, Andrea Marcon and Luigi Ferdinando Tagliavini.

Furthermore, he devotes his time to research into the problems inherent the performance practice of Renaissance, Baroque and Romantic music, through the study of treatises and original instruments.

He won the first edition of the scholarship “F. Barocci” for young organists in 1986.

In 1992 he won the third prize at the First International Organ Competition “Città di Milano” (I), in 1994 he was a finalist at the Third International Organ Competition of Carouge - Genève (CH) and he won the fourth prize at the Eleventh International Organ Competition of Brugge (B).

In 1998 he won the first prize at the Twelfth International Organ Competition “Paul Hofhaimer” of Innsbruck (A), whose jury awarded only four times over its 40-year history.

He has been invited to give masterclasses and courses (Corsi di Musica Antica a Magnano, Conservatory “G. Rossini” – Pesaro, University of Padova) and he has performed in important concert seasons and festivals in Italy and abroad (Austria, Czech Republic, Denmark, France, Germany, Holland, Montenegro, Portugal, Serbia, Slovak Republic, Spain, Switzerland), both as soloist and in various chamber ensemble and orchestras (L’Arte dell’Arco – Padua, Cappella della Pietà dè Turchini – Naples, Orchestre National du Capitole de Toulouse, Venice Baroque Orchestra – Venice).

He currently holds the teaching post of Organ and Composition for Organ at the Conservatory “U. Giordano” of Foggia.

He has recorded for Symphonia, Lucca, La Bottega Discantica, Milan, Tactus, Bologna, ORF Austria, Dynamic, Genoa (with L’Arte dell’Arco), ArionPierre verany, Paris, Motette, Düsseldorf (with Andrea Marcon), Deutsche Grammophon (with Venice Baroque Orchestra); excellent reviews on: Amadeus, CD Classics, Diapason, Early Music Review, Goldberg, La tribune de l’orgue, Le Monde de la Musique, Musica, Organist’s Review, The American Organist.

ORGANO GAETANO AMIGAZZI, 1737  Michellorie, Albaredo d’Adige (VR)

 

 

Brevi cenni storici.

L’organo ubicato nella Parrocchia della Beata Vergine Maria della Salute in Michellorie (Verona) costituisce un raro esempio di strumento tipo appartenente alla scuola organaria veronese-gardesana.

Costruito nel 1737 da Gaetano Amigazzi, nato a Verona nel 1673 nella Parrocchia dei SS. Apostoli e morto nel 1747 sempre a Verona nella Parrocchia di S. Maria della Fratta, l’organo di Michellorie è da considerarsi uno tra i più belli e affascinanti strumenti storici oggi esistenti nel Veneto. Figlio di un umile zoccolaio, Amigazzi costruì in un laboratorio sito in contrà Fratta numerosi organi destinati alle chiese della città natale, della provincia veronese e di quelle limitrofe. Molti dei suoi strumenti sono però andati perduti o irrimediabilmente danneggiati.

Secondo le testimonianze, lo strumento di Michellorie venne trasportato nella sua attuale ubicazione su un carro trainato da buoi da una chiesa probabilmente annessa ad una villa antica nella zona di S. Pietro in Cariano intorno ai primi anni del XX secolo. Si ricordano le aggiunte e l’intervento di sistemazione compiuto dall’organaro Giovanni Battista (Giobatta) Sona di Negrar nel 1778.

 

Caratteristiche tecniche e disposizione fonica:

Lo strumento è collocato in cantoria lignea sopra il portone di ingresso entro cassa originale riccamente decorata.

Prospetto composto da 17 canne in stagno disposte a tre campate a cuspide (5/7/5), appartenenti al Flauto in VIII a partire da Do 1; labbro superiore a mitria, bocche allineate e leggermente rialzate per le due campate laterali, profilo piatto.

Tastiera originale di 45 tasti (Do 1/Do 5) con prima ottava corta; “diatonici” ricoperti in bosso con frontalini intagliati a chiocciola, “cromatici” in ebano con finte filettate in bosso; modiglioni laterali impreziositi con intaglio.

Pedaliera di 18 pedali con prima ottava corta (Do 1/Sol# 2 più pedale per il Tamburo) ricostruita in noce su modello originale e costantemente unita alla tastiera.

Registri azionati da 15 manette ad inserimento orizzontale da destra verso sinistra, disposte in unica colonna entro propria tavola collocata a destra della tastiera.

 

1              Principale (8’)                                                                      G. Amigazzi, 1737                               canne n. 45

2              Ottava                                                                                                                                               

3              Decimaquinta                                                                                                                                  

4              Decimanona                                                                                                                                    

5              Vigesimaseconda                                                                                                            

6              Vigesimasesta                                                                                                                                 

7              Vigesimanona                                                                                                                                  

8              Flauto in VIII (4’, parzialmente in mostra)                                                                     

9              Flauto in XII (2 2/3’)                                                                                                                        

10            Cornetto I (soprani, a 2 file: 4’, 2 2/3’)                G. B. Sona, 1778                                   canne n. 44

11            Cornetto II (soprani, a 2 file: 2’, 1 3/5’)                                                                                          

12            Tromboncini Bassi (Regale, 8’)                                          B. Formentelli, 1999             canne n. 23

13            Tromboncini Soprani (Regale, 8’)                                                                                   canne n. 22

14            Fiffara (soprani, 8’ crescente)                                             G. Amigazzi                          canne n. 22

15            Contrabbassi (16’, pedale)                                                                                                canne n. 17

 

                                                                                                                                                                            Totale canne n. 577

 

Divisione Bassi/Soprani tra le note Re 3/Mi b 3.

Somiere maestro originale a tiro in noce nostrano con 14 stecche; crivello in pioppo.

Somiere di basseria ricostruito su modello originale.

Catenacciatura del somiere maestro originale.

Trasmissione al pedale ricostruita su modello originale.

Manticeria composta da un mantice cuneiforme a 5 pieghe del XIX sec. collocato a destra della cassa e alimentato da due pompe azionate da un’asta a bilanciere a funzionamento manuale oppure tramite elettroventilatore.

Canne di metallo in stagno fine per il prospetto, di piombo con poco stagno per le canne interne.

Canne in legno d’abete con bocche in noce per i Contrabbassi e i bassi del Principale.

Ritornelli dei registri di ripieno:

Decimanona: Mi b 4; Vigesimaseconda: Si b 3; Vigesimasesta: Mi 3, Fa # 4; Vigesimanona: Do 3, Do # 4.

Corista recuperato: La  3 = 435 Hz  alla temperatura di + 14° .

Temperamento restituito: Tono medio leggermente modificato.

Restaurato nel 2000 dalla Bottega organaria Barthélémy Formentelli di Pedemonte (Verona).

 

M.° Barthélémy Formentelli

 

Registrazioni/Registrations

 

 

Track

1          2, 9, 12, 13; Batt./Bar 14: - 13 + 1, 11; Batt./Bar 26: + 13; Da capo: + 3

 

2          1, 2, 3, 4, 5, 6; Batt./Bar 29: - 6; Batt./Bar 61: - 4, 5; Batt./Bar 109: + 4, 5; Batt./Bar. 177: + 6

 

3          1, 3, 4, 8; Partita prima: 8; Partita seconda: 1, 14; piano: - 14; Partita terza: 3, 8, 9, 12, 13

 

4          1, 2, 3, 4, 5, 6, 7; Batt./Bar 15: - 6, 7; Batt./Bar 32: + 6, 7

 

5          1, 8

 

6          1, 2, 3, 5; Var. I: 1, 2, 3, 6; Var. II: 1, 2, 5, 9; Var. III: 1, 9, 12, 13; Var. IV: 1, 7, 8; Var. V: 2; Var. VI: 1, 3, 4, 5, 8

 

7          Preludio: 1, 2; Sonata: 1, 3, 8

 

8          1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 15; Batt./Bar 37 (Balletto): - 3, 4, 5, 6, 7 + 9; Ritornelli: + 12, 13

 

9          1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 15

 

10        8; Partita Decima: + 2

 

11        1, 2, 3, 4, 5, 15

 

12        1

 

13        8; Batt./Bar 5: - 8 + 9 (trasp. 5° sotto/transp. 5th lower); Batt./Bar. 13: - 9 + 8; Batt./Bar 14: - 8 + 9 (trasp. 5° sotto/transp. 5th lower); Batt./Bar. 16: - 9 + 8; Batt./Bar 17: + 12, 13; Batt./Bar 36: + 1, 9

 

14        1, 3, 4, 8, 15

 

15        1, 2, 3, 4, 5, 9, 11, 12, 13

 

16        1, 8

17        1, 2, 3, 9, 11, 12, 13

 

 

 

 

Marco Ferriani desidera ringraziare:

 

 

 

i musicisti, M.° Luca Scandali e M.° Luigi Faggi, per l’arte e la cordialità,

l’Organaro Michel Formentelli per la cura e l’accordatura dello strumento,

il Parroco, Don Piergiorgio Belloni, per il suo entusiasmo,

l’Assessore alla Cultura del Comune di Albaredo d’Adige, Daniele Piasere;

 

la Proloco, l’Associazione Culturale AdigeNostro di Albaredo d’Adige,

il Credito Cooperativo Interprovinciale Veneto che in questo progetto hanno creduto;

 

gli Alpini di Albaredo d’Adige per l’ottimo lavoro svolto;

l’amico Benvenuto Brizzolari;

la mia famiglia per la passione e la libertà che mi ha donato,

Jaqueline che mi è vicina e mi indica la via che percorreremo insieme;

 

tutti coloro che mi hanno aiutato anche solo con un consiglio,

quanti mi hanno insegnato l’amore per la conoscenza.

 

Grazie a Gaetano per aver saputo sognare, grazie a Voi che questo disco ascolterete;

grazie alla musica che ci insegna a vedere con l’orecchio e ad udire col cuore

 

 

Registrazione/Digital recording:

2-3 febbraio/February 2007, Chiesa della Beata Vergine Maria della Salute in Michellorie, Albaredo d’Adige (Verona)

 

Tecnico del suono, editing e masterizzazione/Sound Engineer, editing and mastering:

Luigi Faggi Grigioni

 

Direzione artistica/Recording supervision:

Luigi Faggi Grigioni

 

Foto/Photo:

F. Ottaviani, M. Ferriani

 

Traduzioni/English translation:

M. Ferriani, C. Garfias

 

 

Ci scusiamo per il leggero rumore di fondo causato dall’elettroventilatore;

con l’ultimo restauro non si è potuto provvedere alla ricostruzione

dell’impianto pneumatico per mancanza di fondi.

 

We apologize for the light background noise caused by the electric fan. due to the lack of funds it was impossible to reconstruct the pneumatic system during the last restoration.

 

 

DISCANTICA 168

 

 

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