BDI 166

Marco Enrico Bossi, Giovanni Tebaldini, Filippo Capocci, Pietro Alessandro Yon

Sonate Italiane

Giovanni Feltrin, Organo - CoroinCanto (Marina Bottacin, direttore)
Organo Kuhn-Hradetzky, Cattedrale di Treviso

76' 38''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Marco Enrico Bossi - Sonata n. 1 in re minore op. 60 - Allegro non troppo  

5' 1''

 

2

Marco Enrico Bossi - Sonata n. 1 in re minore op. 60 - Larghetto  

5' 40''

 

3

Marco Enrico Bossi - Sonata n. 1 in re minore op. 60 - Finale (Toccata)  

4' 19''

 

4

Giovanni Tebaldini - Sonata per organo con coro op. 26 sul corale Herzliebster Jesu - Allegro sostenuto  

6' 31''

 

5

Giovanni Tebaldini - Sonata per organo con coro op. 26 sul corale Herzliebster Jesu - Adagio  

5' 22''

 

6

Giovanni Tebaldini - Sonata per organo con coro op. 26 sul corale Herzliebster Jesu - Allegretto quasi scherzoso  

6' 34''

 

7

Giovanni Tebaldini - Sonata per organo con coro op. 26 sul corale Herzliebster Jesu - Finale: Fugato con Corale  

5' 43''

 

8

Filippo Capocci - Sonata a 6 - Allegro moderato  

6' 17''

 

9

Filippo Capocci - Sonata a 6 - Andantino espressivo  

5' 1''

 

10

Filippo Capocci - Sonata a 6 - Theme et Variations  

7' 56''

 

11

Pietro Alessandro Yon - Sonata n. 2 Cromatica - Allegro vigoroso  

6' 29''

 

12

Pietro Alessandro Yon - Sonata n. 2 Cromatica - Adagio triste  

4' 17''

 

13

Pietro Alessandro Yon - Sonata n. 2 Cromatica - Fantasia e Fuga  

7' 2''

 

 

 

 

PRESENTAZIONE

 

Il cammino per la riforma dell’organo italiano, iniziato intorno al 1870 e conclusosi con la prima Adunanza Organistica Italiana (Trento, 1930), si inserisce nel solco del movimento per la riforma generale della Musica Sacra, esteso a tutti gli aspetti della decadenza vissuta nella prassi liturgico-musicale del tempo.

L’itinerario verso il rinnovamento organistico si snoda lungo due direttive principali: la prima concerne la presa di coscienza dei limiti dell’organo italiano ottocentesco - evidenziati nel modo più acuto dal discusso concerto tenuto da Camille Saint-Saëns a Milano nel 1879, sull’organo del Conservatorio - e la necessità di un sostanziale mutamento di rotta, da estendere anche al settore didattico; la seconda si riferisce alla sfera dell’attività compositiva, che vede coinvolti molti dei più attivi fautori del rinnovamento della musica sacra in Italia, fra i quali primeggiano Marco Enrico Bossi e Giovanni Tebaldini.

Tale fermento creativo trova nella Sonata per organo  la sua applicazione più pregnante: su di essa converge l’impegno di tanti autori che, scegliendo una forma musicale la cui dicitura già in partenza esclude facili sentimentalismi - si pensi viceversa alla sensuale attrattiva esercitata da titoli come “Danza degli astri” o “La tranquillità”, per citare due brani di Polibio Fumagalli, insegnante di Bossi - si propongono di compiere un percorso rigoroso, contraddistinto da serietà d’intenti e ispirato a luminosi esempi del passato (Bach, Beethoven, Mendelssohn, Brahms) attingendo giudiziosamente alla coeva produzione d’oltralpe (e specialmente al corpus  sonatistico di Alexandre Guilmant e Josef Rheinberger) al fine di riversare nella Sonata, insieme alla propria tecnica compositiva, un potente anelito di novità e sperimentazione.

Non è un caso che proprio grazie alla Sonata per organo a pieno Edoardo Perelli (1842-1885) si aggiudica nel 1880 il Concorso aperto dalla Società del Quartetto di Milano; mentre Marco Enrico Bossi, dieci anni più tardi, si impone con la sua Seconda Sonata op.72 al Concorso bandito per iniziativa del Conservatorio di Firenze.

Va anche sottolineata la dimensione internazionale che caratterizza queste produzioni, e specialmente il prestigio delle Case editrici, nonché quello dei destinatari delle dediche apposte alle Sonate: ad esempio, la Sesta Sonata di Filippo Capocci, stampata a New York dall’editore Schirmer, è dedicata “à Monsieur Clarence Eddy”, organista dell’Auditorium di Chicago; e la Seconda Sonata di Pietro Alessandro Yon, pubblicata da Joseph Fischer & Brothers di New York, è destinata a “Joseph Bonnet, Organiste de la Société des Concerts du Conservatoire et du grand Orgue de St. Eustache, Paris”.

 

Il tragitto che si vuole proporre mediante la presente registrazione abbraccia l’arco temporale di un trentennio, iniziando dalla Prima Sonata  di Marco Enrico Bossi, da lui eseguita nel maggio 1888 in occasione dell’inaugurazione degli organi Bernasconi del Duomo di Como. Nei tre tempi in cui è strutturata l’autore propone soluzioni coloristiche di assoluta novità, ricorrendo ad impasti squisitamente orchestrali ispirati alla peculiare composizione fonica degli organi comaschi, cui aveva concorso fattivamente lo stesso Bossi. Di sbalorditiva arditezza armonica (per la letteratura italiana, e non solo, di allora) risulta il Finale, ove -  su di un pedale armonico di Re perennis - si incontrano le tonalità più lontane (perfino re bemolle maggiore!).

 

La Sonata per organo con coro  di Giovanni Tebaldini, coautore insieme a Bossi del famoso Metodo teorico-pratico per organo, costituisce un “unicum” nel panorama del repertorio italiano moderno. Ha forma ciclica e si presenta interamente costruita su frammenti del corale di Passione “Herzliebster Jesu, was hast du verbrochen”, con interventi del coro nel primo e quarto tempo. Essa riveste un valore anche biografico poiché connessa alla contestata esperienza dell’autore in qualità di direttore del Conservatorio di Parma: una vicenda travagliata, amaro frutto di diatribe locali rispecchianti un quadro nazionale intensamente polemico (va ricordato che nel 1880 si era costituita l’Associazione Italiana S. Cecilia, anch’essa promotrice di spinte riformiste). La Sonata  fu eseguita per la prima volta solo nel 1923 a Napoli, da Franco Michele Napolitano con il coro dell’Associazione “A. Scarlatti” diretto da Emilia Gubitosi.

 L’edizione critica di Dino Rizzo è stata pubblicata da Carrara nel 2005.

Testo del corale:  O amato mio Gesù, cos’hai tu commesso, che si è dato un giudizio così folle? Qual è tua colpa? Quali misfatti hai tu commesso?

 

Segue l’ultima delle 6 Sonate di Filippo Capocci, da Tebaldini definito “il principe degli organisti italiani viventi”: la Sonata sesta in mi maggiore, concepita per organo sinfonico di stile francese (tali si presentano i due strumenti di Nicola Morettini collocati nel 1886/7 nella Basilica di S. Giovanni in Laterano in Roma, ove Capocci nel 1873 era divenuto organista titolare), e impreziosita nel movimento conclusivo da un Tema con Variazioni che consente di esaltare le risorse timbriche tipiche del gusto transalpino. Gusto che Capocci ben conosceva, essendo stato profondamente influenzato nella disciplina compositiva e nella tecnica strumentale dall’esempio del grande Alexandre Guilmant, conosciuto a Roma nel 1880 in occasione di una sua visita nella capitale.

 

A conclusione del disco si colloca la Sonata n.2 “Cromatica” di Pietro Alessandro Yon, scritta nel 1917 quando il celebre virtuoso si trovava già da dieci anni a New York, dove nel 1926 avrebbe assunto la titolarità presso la Cattedrale di St. Patrick. L’adozione dello stile cromatico, inteso come tributo all’eredità classica più che come adesione al modello wagneriano, già aveva stimolato anni addietro l’inventiva di Vincenzo Petrali allorché, incalzato dalle nuove tendenze estetiche, questi aveva realizzato i mirabili “Tre Ricercari servibili per Elevazione” (segnatamente il terzo, di stile cromatico); e più tardi avrebbe suscitato, sull’onda della scrittura di Max Reger, il “Konzerstück op.130” di Bossi - la più radicale e ambiziosa prova in questo campo - nonché  l’energico “Tempo di Sonata in re minore” (1943) di Ulisse Matthey.

La Sonata di Yon riesce tuttavia a coniugare mirabilmente una serie di illuminanti richiami al passato (quanti tributi a Bach nella “Fantasia”!) con moderne teniche di scrittura: si ascolti a tal riguardo la sbalorditiva trasformazione subita dal dolcissimo 2° tema del I tempo, che come un  leit-motiv, riappare per due volte nell’apoteosi sonora del movimento conclusivo, rivestito di un’aura modale dall’irresistibile potenza.

 

Giovanni Feltrin

 

 

 

L’ORGANO “KUHN-HRADETZKY”

L’organo è stato costruito nel 2000, anno del Giubileo, dalle Ditte Organarie Kuhn e Hradetzky.

Collocato sul pavimento della cappella di sinistra della chiesa.

Il prospetto è suddiviso in cinque campate con le canne disposte a cuspide.

Consolle a finestra. Trasmissione meccanica delle tastiere, elettrica dei registri.

Tre tastiere di 58 note, pedaliera di 30. Temperamento equabile.

51 registri (49 reali e due per trasmissione), 3591 canne.

Unioni meccaniche: II-I, III-I, III-I Sub, III-II, I-P, II-P, III-P, III-P Super.

Combinazioni aggiustabili elettroniche: 1056

 

 

DISPOSIZIONE FONICA

 

Grand’Organo (I)

Principale                  16

Principale                  8

Flauto maggiore   8

Corno camoscio    8

Ottava                      4

Flauto                       4

Duodecima                2 2/3

Superottava               2

Ripieno grave IV 2

Ripieno acuto III  1 1/3

Cornetto 5 file           8 (da Fa2)

Tromba               16

Tromba                     8

 

Positivo espressivo (II)

Principale                  8

Bordone              8

Salicionale                 8

Ottava                      4

Flauto                       4

Flauto in quinta          2 2/3

Decimaquinta             2

Terza                       1 3/5

Quinta flautata          1 1/3

Piccolo                      1

Ripieno IV                 1 1/3           

Cromorno                  8

Tremolante a pedaletto

 

 

 

Récit (III)

Quintaton                  16

Flauto armonico   8

Cor de nuit                8

Viola da gamba          8

Voce celeste        8

Principale                  4

Flauto traverso           4

Cornetto d’eco II  2 2/3

Flautino             2

Pieno III-IV               2

Fagotto                     16

Tromba armonica 8

Oboe                        8

Voix humaine             8

Clarone                     4

Tremolante a pedaletto

 

Pedale

Subbasso                  32

Contra-Principale 16

Subbasso                  16

Basso d’eco               16

Basso                       8

Bordone              8

Violoncello                8

Flauto                       4

Bombarda                  16

Tromba                     8

Clarone                     4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CURRICULUM ITALIANO

 

 

GIOVANNI FELTRIN

 

Si è diplomato a pieni voti in Organo e in Musica Liturgica Prepolifonica,  e con lode in pianoforte  sotto la guida rispettivamente di Giuseppe De Donà, Pellegrino Ernetti e Micaela Mingardo .

Ha frequentato corsi di perfezionamento in Italia e all'estero con T. Koopman, M. Radulescu, L. F. Tagliavini,  J. Langlais, A. Sacchetti e G. Bovet, e ha quindi proseguito gli studi organistici con Daniel Roth a Parigi.

Ha conseguito numerosi Primi Premi in concorsi organistici nazionali, ed il Secondo Premio assoluto al 5° Concorso Internazionale di Manchester.

Svolge intensa attività concertistica partecipando a prestigiosi Festivals in molti Paesi europei, sia come solista che in diverse formazioni cameristiche ed orchestrali (Orchestra da camera di Padova e del Veneto, Teatro dell’Opera di Genova, Orchestra e Coro del Teatro La Fenice di Venezia, Filarmonia Veneta, Gli Archi Italiani, I Solisti Veneti). 

Particolarmente dedito al repertorio per organo e orchestra, ha eseguito importanti opere di Haendel, Bach, Vivaldi, Brixi, Mozart, Salieri, Saint-Saëns,  Guilmant, Hindemith e Poulenc.

Ha tenuto seminari d'interpretazione su autori del Novecento per conto di vari Istituti culturali italiani, e composto musiche per organo e per coro, aggiudicandosi il 1° Concorso di Composizione Sacra indetto dalla Diocesi di Treviso.  

Nel 1994 ha fondato il Festival concertistico “Musica nell’Agordino” di cui è direttore artistico, e nel 2000 la Rassegna “Antichi organi del Polesine”.

È docente di Organo e Canto Gregoriano presso il Conservatorio di Rovigo, e organista titolare della Cattedrale di Treviso.

La sua discografia comprende titoli per organo solo  (“Organi d’arte dell’Agordino”, “L’organo Kuhn-Hradetzky della Cattedrale di Treviso”), ed il progetto Dialoghi, dedicato a musica del ‘900 per Duo con organo (“Nova Cantica” con il soprano Paola Matarrese) e “Colloquia” con il violinista Anania Maritan).

 

 

Il COROinCANTO nasce a Treviso nel 1995 per iniziativa della sua direttrice Marina Bottacin.

E’ composto da studenti di canto ed ha  un vasto repertorio dal XVI al XX sec.

Svolge attività concertistica in tutto il Veneto, su invito delle maggiori Associazioni Musicali.

Ha partecipato a festival internazionali, collaborando con orchestre e gruppi strumentali di prestigio - Filarmonia Veneta (dir. P Maag), Orchestra di Padova e del Veneto (dir. H. Shelley), Sonatori de la Gioiosa Marca.

Ha inciso 3 CD di musica sacra accompagnati all’organo dal M° Filippo Perocco, di cui il gruppo femminile ha eseguito in prima assoluta alcuni brani, e al pianoforte dal M° Michele Bolla.

 

 

MARINA BOTTACIN    E’ diplomata in canto al Conservatorio “G.Verdi” di Milano.

Ancora studente, vince il concorso indetto dalla RAI di Milano per artisti del  coro sinfonico, collaborandovi per circa quattro anni.

Come solista, vince nel 1984 il concorso  internaz. per cantanti lirici “G.Borgatti” di Cento (FE) e l’ AS.LI.CO. nel 1985. Canta  successivamente in diversi teatri in europei ed americani, sotto la direzione di

Peter Maag, Carlo Rizzi, Luis Izquierdo, Sergio Vartolo, ed altri.

Si è specializzata nel repertorio liederistico con Elly Ameling e Irwin Gage, e in quello cameristico collaborando con diverse formazioni. E’ docente di canto nella città di Treviso.

 

Marina Bottacin graduated in singing in 1984 at the Conservatory “G. Verdi” of Milan.

During the period of studies at the Conservatory, she won the RAI national competition for choir artists of Milan.

Then she sang there for four years, performing the most important symphonic and sacred repertoire for choir and orchestra with the most famous conductors.

As a soloist she won in 1983 the International Lyric Competition “G. Borgatti” of Cento (Ferrara)

and  in 1984 the National Lyric Competition AS.LI.CO. in Spoleto. Later she performed in several european and american theatres

She also specialized with Elly Ameling and R. Yansen and was directed by P. Maag, C. Rizzi, L. Izquierdo, S. Vartolo, etc.

Actually she teaches singing in Treviso.

 

COROinCANTO

 

Soprani: Antonella Durigon, Erika Frassetto, Danila Pagano , Monica Pozzobon, Maria Zalloni

Contralti: Sara Carraro, Claudia Della Giustina, Eugenie Reginato

Tenori: Paolo Aroma, Fabio Comberlato, Davide Curreli

Bassi: Francesco Basso, Giulio Biscaro, Enrico Casadei, Massimo Mason

 

 

 

 

INTRODUCTION

 

         The process set in motion to reform the Italian organ began around 1870 and ended with the first Italian Organ Assembly (Trento, Italy, 1930). This effort was part of a wider movement that sought to reform sacred music on the whole, and that touched on all of the aspects of Decadence as expressed by the liturgical and musical practices of the time.

         The process to renew the organ unfolds along two main guidelines: the first concerns a new awareness of the limits of the Italian nineteenth-century organ –limits that were most sharply emphasized by Camille Saint-Saëns’s controversial concert performed on the organ of the Milan Conservatory in 1879—and the need for an essential change of course that would also bear an impact on organ pedagogy. The second guideline deals with composition, and among those who contributed to it were many of the most active supporters of a renewal of sacred music in Italy, first and foremost Marco Enrico Bossi and Giovanni Tebaldini.  

 

Such creative drive finds its most prolific outlet in the organ sonata. The name itself rules out any superficial sentimentality –in contrast to the sensual attraction of titles such as Dance of the Stars or Tranquillity, two compositions by Polibio Fumagalli, who was Bossi’s teacher. Many composers choose to devote their efforts to the organ sonata, and therefore to follow a rigorous path, characterized by serious intentions and inspired by luminous examples from the past (Bach, Beethoven, Mendelssohn, Brahms). In order to do so, they wisely draw inspiration from their transalpine contemporaries (particularly from the sonata production of Alexandre Guilmant and Josef Rheinberger) with the goal of lavishing their sonatas not only with their own composition technique, but with a powerful longing for renewal and experimentation.

         Not by chance, it was precisely thanks to a Sonata for Organo Pleno that Edoardo Perelli (1842-1885) won a Competition organized by the Milan Quartet Society in 1880. Ten years later, it was Marco Enrico Bossi’s turn to win a Competition organized by the Florence Conservatory with his Second Sonata op. 72. It is also important to emphasize the international dimension of these productions, and especially the prestige of the publishing houses and the notoriety of the dedicatees: for example, Filippo Capocci’s Sixth Sonata, printed in New York by Schirmer, is dedicated “à Monsieur Clarence Eddy,” the organist of the Chicago Auditorium; and Pietro Alessandro Yon’s Second Sonata, published in New York by Joseph Fischer & Brothers, is dedicated to “Joseph Bonnet, Organiste de la Societé des Concerts du Conservatoire et du grand Orgue de St. Eustache, Paris.”   

        

The itinerary traced in this recording spans across thirty years, starting with Marco Enrico Bossi’s First Sonata, which he first performed in May 1888 for the inauguration of the Bernasconi organs in the Duomo of Como, Italy. In each of its three movements, Bossi presents coloristic effects of utter originality, availing himself of exquisitely orchestral combinations inspired by the peculiar phonic structure of the Como organs, to which Bossi himself had contributed. The most extraordinary harmonies (the remarkable uniqueness of which was unparalleled in the organ music produced both in Italy and abroad at the time) can be found in the Finale. In it, a harmonic D-pedal tone serves as the basis for the most remote keys (even a C flat major!).

 

         The Sonata for Organ and Choir by Giovanni Tebaldini, who collaborated with Bossi on the famous Metodo teorico-pratico per organo (Theoretical and Practical Method for Organ), constitutes a one-of-a-kind composition in the Italian modern repertoire. Its cyclical form is entirely built on fragments from the Passion chorale, “Herzliebster Jesu, was hast du verbrochen,” with a chorus appearing in the first and fourth movements. This composition also reflects a particular moment in the author’s life, since it coincides with his stint as director of the Parma Conservatory: it was a tumultuous experience, the bitter outcome of local diatribes that mirror a highly polemical national scene (significantly enough, the year 1880 marks the constitution of the Italian Association of St. Cecilia, which also promoted reforms). Tebaldini’s Sonata was first performed as late as 1923 in Naples by Franco Michele Napolitano, with the chorus of the Antonio Scarlatti Association, directed by Emilia Gubitosi. Dino Rizzo’s critical edition was published by Carrara in 2005.

 

         The last of the six Sonatas composed by Filippo Capocci --hailed by Tebaldini as “the prince of Italy’s living organists—is the Sixth Sonata in E major. Conceived for French-style symphonic organs (such as the two instruments built by Nicola Morettini and placed in 1886/1887 in the Basilica of St. John Lateran in Rome, where Capocci was the official organist), this Sonata is enhanced in its final movement by a Theme with Variations that highlights the instruments’ timbre resources, as is characteristic of the French tradition.  

 

         This recording comes to its conclusion with Pietro Alessandro Yon’s Sonata n. 2 “Cromatica,composed in 1917, when Yon had already been living in New York for ten years and where, in 1926, he would become the official organist of St. Patrick’s Cathedral. The adoption of a chromatic style represented a tribute to the classic heritage rather than the adherence to Wagner’s model. The chromatic style had already inspired Vincenzo Petrali years earlier when, stimulated by the new aesthetic tendencies, he had composed the exquisite Tre Ricercari servibili per elevazione (“Music for the Elevation”), particularly the third one, which followed a chromatic style. Later on, and along the lines of Max Reger’s music, this style would reappear in its most radical and ambitious expression: Bossi’s Konzertstück op. 130, as well as in Ulisse Matthey’s Tempo di Sonata in D minor (1943). 

 

Giovanni Feltrin (trad. Marella Feltrin-Morris)

 

THE ORGAN “KUHN-HRADETZKY”

 

The organ built in 2000, the Jubilee year, by Kuhn’s and Hradetzky’s organ companies, was installed on the Chapel’s floor on the left of the church.

The front is divided into five spans with the pipes arranged in a cusp. Window console.

Three manuals with 58 keys. Pedalboard, 30 keys. Mechanic action. Equal temperament.

 

 

 

GIOVANNI FELTRIN

Giovanni Feltrin studied at the Conservatory of Padua under the direction of Giuseppe De Donà and Micaela Mingardo, and graduated with full marks in Organ and Composition and cum laude in Piano. He also graduated with full marks in Gregorian Chant at the Conservatory of Venice.

He attended post-graduate courses in Italy and abroad, and studied with Daniel Roth in Paris.

He won several national organ competitions, as well as the Second Prize at Manchesters Fifth International Organ Competition.

As a soloist, he has participated in organ festivals in many European countries. He has also collaborated with prestigious instrumental ensembles such as the Orchestra of Venices La Fenice Theater, the Padua and Veneto Chamber Orchestra, the Veneto Philharmonic, the Orchestra of Genoas Opera Theater, and many vocal ensembles.

His interests lie particularly in the repertoire for organ and orchestra: he has performed renowned compositions by Haendel, Bach, Vivaldi, Brixi, Mozart, Salieri, Saint-Sans, Guilmant, Hindemith, Poulenc and Heiller.

As a musicologist, he has taught master classes on 20th century music for various Italian cultural institutions. He has also composed several pieces for organ and for various choral ensembles.

His recordings: “Organi d’arte nell’Agordino”, “L’organo Kuhn-Hradetzky of the Cathedral of Treviso”, “Nova Cantica: Sacred Arias of the 20th century for soprano and organ” and “Colloquia: original works of the 20th century for violin and organ”.

He is Full Professor of Organ and Gregorian Chant at the Conservatory of Rovigo, and the official organist of the Cathedral of Treviso.

 

COROinCANTO was established in Treviso in 1995 by its conductor,  Marina Bottacin.

The ensemble is made up of singing students and has an extensive repertoire that includes composers from the 16th to the 20th century.

COROinCANTO collaborates with the most important musical Associations of Veneto.

It was also invited  to perform with Filarmonia Veneta (dir. P Maag), Orchestra di Padova e del Veneto (dir. H. Shelley), Sonatori de la Gioiosa Marca

COROinCANTO recorded 3 CD of sacred repertoire accompanied by Filippo Perocco (organ) and Michele Bolla (piano). The female group has performed in world première pieces by Filippo Perocco.

 

MARINA BOTTACIN  graduated in singing in 1984 at the Conservatory “G. Verdi” of Milan.

During the period of studies at the Conservatory, she won the RAI national competition for choir artists of Milan.

Then she sang there for four years, performing the most important symphonic and sacred repertoire for choir and orchestra with the most famous conductors.

As a soloist she won in 1983 the International Lyric Competition “G. Borgatti” of Cento (Ferrara)

and  in 1984 the National Lyric Competition AS.LI.CO. in Spoleto. Later she performed in several european and american theatres

She also specialized with Elly Ameling and R. Yansen and was directed by P. Maag, C. Rizzi, L. Izquierdo, S. Vartolo, etc.

Actually she teaches singing in Treviso.

 

COROinCANTO

Soprani: Antonella Durigon, Erika Frassetto, Danila Pagano , Monica Pozzobon, Maria Zalloni Contralti: Sara Carraro, Claudia Della Giustina, Eugenie Reginato

Tenori: Paolo Aroma, Fabio Comberlato, Davide Curreli

 

 

 

SONATE ITALIANE 

tra '800 e '900

 

 

 

Marco Enrico Bossi

(1861-1925)

Sonata n. 1 in re minore op.60 - 1888

1. Allegro non troppo                                                   5' 01''

2. Larghetto                                                                  5' 40''

3. Finale (Toccata)                                                       4' 19''

 

Giovanni Tebaldini

(1864-1952)

Sonata per organo con coro  op.26

sul corale “Herzliebster Jesu” - 1901

4. Allegro sostenuto                                                      6' 31''

5. Adagio                                                                     5' 22''

6. Allegretto quasi scherzoso                               6' 34''

7. Finale: Fugato con Corale (Allegro sostenuto) 5' 42''

 

Filippo Capocci

(1840-1911)

Sonata n. 6  - 1908

8. Allegro moderato                                                      6' 17''

9. Andantino espressivo                                                5' 01''

10. Thème et Variations                                                7' 56''

 

Pietro Alessandro Yon

(1886-1943)

Sonata n. 2 “Cromatica” - 1917

11. Andante rustico – Allegro vigoroso                         6' 29''

12. Adagio triste                                                           4' 17''

13. Fantasia e Fuga                                                      7' 02''

 

 

                                                                 T.T.            76'38''       

 

oganista Giovanni Feltrin

Organo Kuhn-Hradetzky - Cattedrale di Treviso

 

Coro in Canto

direttore, Marina Bottacin

L’ORGANO “KUHN-HRADETZKY”

PAGINA TECNICA

 

 

Registrazione: Infinity Studio - Treviso - Maggio 2006

 

 

 

RINGRAZIAMENTI

Maestro organaro Gerhard Hradetzky, per l’accordatura e l’assistenza tecnica

Giancarlo De Marco, per la collaborazione ai registri

 

__________

 

 

Edizioni musicali:

Bossi: G. Ricordi & C., 1888

Tebaldini: Carrara, Bergamo, 2005

Capocci: G. Schirmer, New York, 1908

Yon: J. Fischer & Bro., New York, 1917

 

 

DISCANTICA 166

 

 

http://www.discantica.it/

mailto:info@discantica.it