BDI 162

Schumann, Brahms, Grieg, Fellegara

Metamorfosi

Duo Pianistico Tiziana Moneta - Gabriele Rota

65' 7''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Robert Schumann - Andante con Variazioni per due pianoforti  

13' 17''

 

2

Johannes Brahms - Variazioni su un tema di Haydn op. 56b pewr 2 pianoforti  

18' 38''

 

3

Edward Grieg - Antica romanza norvegese con variazioni op. 51  

23' 27''

 

4

Vittorio Fellegara - Metamorfosi (da un frammento di Bach) per pianorte a 4 mani  

 

 

 

 

METAMORFOSI

Un affascinante viaggio nella variazione

 

Perchè Metamorfosi? L’espressione (letteralmente al di là della forma) significa una profonda trasformazione e, se riferita alla musica, assume una connotazione molto più intensa del termine “variazione”: implica infatti un cambiamento di situazioni e atmosfere rivissute nell’animo degli autori, investendo così l’aspetto emozionale del comporre in intimo rapporto con il processo di rielaborazione dei materiali. In questo CD sono accostati quattro esempi della forma variativa, in un percorso che spazia dal periodo romantico di Schumann e Brahms al contemporaneo di Vittorio Fellegara, attraverso il pre-impressionismo di Grieg.

 

L'Andante e variazioni op. 46 di Schumann, composto dapprima per corno, due violoncelli e due pianoforti e poi pubblicato nella presente versione nel 1843, è uno dei primi lavori in forma di variazioni dopo l'exploit giovanile degli Studi Sinfonici, sebbene assai lontano da questi: più meditato e maturo, rappresenta un nuovo modo di concepire la forma, vòlto a dare il più possibile unità all'insieme; infatti tema e variazioni si succedono senza soluzione di continuità, e il tema stesso, tipicamente schumanniano, viene riproposto al centro e alla fine del brano. Le variazioni (e con esse la struttura stessa della composizione) si sviluppano per lo più a partire da singole cellule tematiche, costantemente rielaborate, fino alla coda in cui le figurazioni in arpeggi smaterializzano il tema.

 

A differenza di Schumann, Brahms ha sempre coltivato, fin dagli inizi, il genere della variazione (ricordiamo fra l'altro le Variazioni e fuga su un tema di Händel op. 24, le Variazioni su un tema di Paganini op. 35 e numerosi esempi nella musica da camera); anzi, si può a ragione affermare che questo processo compositivo  sia alla base della concezione musicale brahmsiana nel suo complesso. Le Variazioni su un tema di Haydn op. 56, scritte contemporaneamente per orchestra e per due pianoforti nel 1873, possono essere considerate come un primo punto di arrivo del pensiero creativo di Brahms in questo particolare genere musicale (l'altro sarà la Passacaglia della IV Sinfonia); grazie al magistero dell’autore, la forma classica della variazione (quale eredità beethoveniana) viene ripensata con una sensibilità tutta romantica, evidente nella ricchezza delle armonie e nella tornitura melodica, in un'estrema varietà di accenti, dalle variazioni in minore, misteriose e scosse da fremiti, ad altre più serene o cantabili (ad esempio la VII in ritmo di siciliana). Imponente è poi la Passacaglia finale sul basso del tema con 18 variazioni, dall'incedere solenne e quasi mistico (richiamo a Bach e alla polifonia sacra tedesca), al centro della quale si inserisce un intermezzo dolce e lirico, che sfocia nella  riproposta del tema principale, reso grandioso anche dalla sonorità possente.

 

Grieg, a suo agio soprattutto con le forme brevi e immediate, che diventano quadretti di una straordinaria pregnanza ed efficacia, configura anche l'Antica Romanza norvegese con variazioni op. 51 (1891, fra i suoi più estesi brani pianistici) come una serie di pezzi caratteristici (minuetto, valzer, etc.), simili ai suoi Lyriske Stykker (Pezzi Lirici). Il medesimo gusto per le melodie fresche e i ritmi rustici di derivazione popolare (l'adesione al patrimonio folklorico della sua terra investe praticamente tutta la sua produzione) si unisce a un interessante uso del colore armonico che si ricollega al nascente impressionismo. "Sjugur e la moglie del Troll", una melodia norvegese tratta dalla raccolta di Ludwg Mathias Lindeman, è lo spunto per quattordici variazioni e un ampio finale dove il tema viene riesposto con un incedere maestoso e trionfale.

 

Tiziana Moneta e Gabriele Rota

 

"Metamorfosi - scrive Vittorio Fellegara - è la versione per pianoforte a quattro mani (1989) di una composizione scritta originariamente per pianoforte solo nel 1975, Omaggio a Bach, premiata l'anno successivo al Concorso Internazionale Stockhausen. Si tratta di una serie di variazioni su un tema dal Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo (in italiano nell'originale), straordinaria pagina di cromatismi intensi e lamentosi, basata quasi esclusivamente su frammenti di scala cromatica. Muovendo da questo materiale si è inteso sviluppare variativamente un sottile gioco di risonanze, turbamenti, fantasmi sonori. In alcune variazioni vi è impiego di suoni armonici naturali; anzi il tema stesso viene 'evocato' per risonanza, senza essere realmente suonato, nell'eco degli armonici; 'sognato' dunque, quasi eco interiore di un'antica esperienza irripetibile. In questo modo la presenza-assenza del tema bachiano, quel suo essere insieme motore dell'immaginazione e componente figurale allusiva, modificata e sfuggente nel meccanismo variativo e nelle continue modificazioni timbriche, come un paradiso perduto e tuttavia operante, si rivela di fondamentale importanza per definire la natura espressiva del brano".

Con questa esecuzione i pianisti Tiziana Moneta (moglie del compositore) e Gabriele Rota rendono omaggio al Maestro in occasione del suo ottantesimo compleanno.

 

 

METAMORPHOSIS

A fascinating journey into variations

 

Why metamorphosis? The expression (literally beyond form) signifies a profound transformation and, when used in relation to music, takes on much more intense connotations than the simple term “variation”: it implies a change in situations and atmosphere experienced anew in the heart of the composer, thus bringing the emotional aspect of composing into an intimate relationship with the reworking of the material. This CD brings together four examples of the variation form, in a journey which ranges from the romantic period of Schumann and Brahms to the contemporary work of Vittorio Fellegara, through the pre-impressionism of Grieg.

 

Schumann’s Andante and Variations op. 46, initially written for horn, two cellos and two pianos and then published in the present version in 1843, is one of his first works in the form of variations after the early achievement of the Symphonic Studies, though very different from these: more mature and well thought-out, it represents a new way of conceiving the form, with the aim of giving the greatest unity possible to the whole; themes and variations follow one another without a break, and the theme itself, which is in the typical Schumann style, is reintroduced in the middle and at the end of the piece. The variations (and through these, the structure of the composition itself) are developed mostly from single thematic elements, which are constantly reworked, until the coda, where the arpeggio figures render the theme ever more evanescent.

 

Unlike Schumann, Brahms was always very interested, from the beginning of his career, in the variation genre (to mention a few, the Variations and Fugue on a Theme by Händel op. 24, the Variations on a Theme by Paganini op. 35, and many other examples of his chamber music); in fact, we could reasonably say that his musical concept as a whole is based on this compositional approach. The Variations on a Theme by Haydn op. 56, written at the same time for two pianos and for orchestra in 1873, may be considered as a first achievement in Brahms’ creative thought in this particular musical genre (the other being the Passacaille in the Fourth Symphony). Thanks to the author’s masterly style, the classic form of the variation (a legacy of Beethoven) is reworked with a strongly Romantic sensibility, evident in the rich harmonies and the well-turned melodies, and in a wide variety of tones, from variations in minor keys, mysterious and shaken by tremors, to others more serene or cantabile (for example, the Seventh, in the rhythm of a Siciliana). The final Passacaille, with 18 variations on the theme’s bass-line, is very impressive, with a solemn and almost mystical gait (recalling Bach and German sacred polyphony); at the centre of it there is a sweet and lyrical intermezzo, which leads to the re-statement of the main theme, made all the more imposing by the powerful sonority employed.

 

Grieg, happiest when working with short, direct forms, which become extraordinarily effective and meaningful pictures, depicts also the Old Norwegian Romance with variations op. 51 (1891, among his most extended piano works)  as a series of characteristic pieces (minuet, waltz etc.), similar to his Lyric Pieces.

 The same taste for fresh melodies and rustic rhythms derived from popular music (his attachment to the folkloric legacy of his country influences almost all his work) combines with an interesting use of harmonic colour relating to the emergence of Impressionism. “Sjugur and the Troll’s Wife”, a Norwegian melody taken from the collection of Ludwig Mathias Lindeman, is the starting-point for fourteen variations and an extensive finale, in which the theme is restated   majestically and triumphally.

Tiziana Moneta and Gabriele Rota

 

“Metamorphosis” – writes Vittorio Fellegara – “is the version for piano duet (1989) of a composition originally written for solo piano in 1975, Homage to Bach, winning a prize the following year at the Stockhausen International Competition. It is a series of variations on a theme taken from the Capriccio sopra la lontananza del fratello dilettissimo (Caprice on the distance from a beloved brother), an extraordinary piece of intense and mournful chromaticism, based almost exclusively on fragments of the chromatic scale. Starting from this basic material, the composer gradually develops, through these variations, a subtle play of resonances, disruptions and sound spectres. In some variations, natural harmonics are used; to be more precise, the theme itself is ‘evoked’ through resonances in the echo of the harmonics, without actually being played, as if ‘dreamt’, almost an internal echo of an ancient, unrepeatable experience. In this way, the simultaneous presence and absence of Bach’s theme, which is both a stimulus for the imagination and an allusive figural component, modified and elusive in its continual variations and changes of timbre, like a paradise which is lost, yet still somehow present, turns out to be of fundamental importance in defining the expressive nature of the piece."

With this performance, the pianists Tiziana Moneta (who is the composer’s wife) and Gabriele Rota pay tribute to the Maestro on the occasion of his 80th birthday.        

(translated by Brian Ch. Whalley)

 

 

 

TIZIANA MONETA e GABRIELE ROTA hanno da poco festeggiato vent'anni di collaborazione artistica, a suggello di un lungo sodalizio che li ha visti affermarsi nei giudizi di critica e di pubblico e imporsi come una delle formazioni più interessanti, internazionalmente nota per la straordinaria duttilità interpretativa. I due musicisti, formati alle scuole di Carlo Pestalozza, Jörg Demus, Ilonka Deckers e Aldo Ciccolini per il pianoforte e a quella di Vittorio Fellegara per la composizione, possiedono un repertorio che comprende esclusivamente opere originali - a quattro mani e per due pianoforti - e versioni d'autore di capolavori cameristici e sinfonici, spaziando dai classici alla musica d'oggi. Il duo è ospite delle più prestigiose sedi concertistiche italiane ed estere, collaborando anche con orchestre e formazioni corali; spesso presente in trasmissione diretta per emittenti radio nazionali e internazionali, tiene inoltre conferenze e masterclass. L'intensa produzione discografica include CD per le etichette Sipario, Edipan, Incontri Europei con la Musica, La Bottega Discantica (con opere di Brahms, Schubert, Mendelssohn, Dvorák, Stravinsky, Debussy, Ravel, Respighi e dei più importanti musicisti italiani).

 

TIZIANA MONETA and GABRIELE ROTA have just celebrated twenty years of artistic collaboration and set the seal on their long partnership, in which they have made a name for themselves and have become successful as one of the most interesting formations today, internationally renowned for their extraordinary versatility. The two musicians, raised in the school of  Carlo Pestalozza, Jörg Demus, Ilonka Deckers and Aldo Ciccolini for piano and Vittorio Fellegara for composition, have a repertoire which comprises either original works – for piano four hands and for two pianos – or composers' versions of chamber and orchestral works, from the classics to contemporary music. Tiziana Moneta and Gabriele Rota are regular guests at the most prestigious concert halls, and also collaborate with various orchestras and choirs; they often broadcast on international radio stations and give lectures and masterclasses. Their intensive recording work includes CDs on labels such as Sipario, Edipan, Incontri Europei con la Musica and La Bottega Discantica (with works by Brahms, Schubert, Mendelssohn, Dvorák, Stravinsky, Debussy, Ravel, Respighi and the most important Italian composers).

 

 

metamorfosi

 

Robert SCHUMANN (1810- 1856)

 

1.         Andante con Variazioni, op.46

per due pianoforti

 

Johannes BRAHMS (1833-1697)

 

2.         Viariazioni su un tema do Haydn, op.56b

per due pianoforti

 

Edward GRIEG  (1843-1907)

 

3.         Antica aria norvegese con variazioni, op.51

per due pianoforti

 

Vittorio FELLEGARA (1927)

 

4.         Metamorfosi (Variazioni su un frammento di J.S. Bach)

per pianoforte a quattro mani

 

 

 

Si ringrazia il Conservatorio di Vicenza "A. Pedrollo" per la collaborazione

We thank the Conservatoire of Vicenza "A. Pedrollo" for the collaboration

 

Registrazione/Recorded: Vicenza Auditorium del Conservatorio 07/2007

Collaborazione artistica / Art collaboration: M° Giuliana Tricario

Tecnico del suono / Sound Engineer: Renato Campajola

Editing: SMC Ivrea

Pianoforti / Pianos:  Steinway - Silvano Zanta - Camponogara (VE)

 

 

 

DISCANTICA 161

 

 

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