BDI 161

Marco Enrico Bossi, Ulisse Matthey, Arnaldo Galliera, Bonaventura Somma, Oreste Ravanello, Fernando Germani, Pietro Alessandro Yon

L'Organo Tamburini, Chiesa di S. Angelo, Milano

Alessandro La Ciacera - Daniele Sacchi (organo)

69' 55''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Marco Enrico Bossi - Inno di Gloria op. 76a  

3' 56''

 

2

Ulisse Matthey - Armonie lauretane  

7' 50''

 

3

Arnaldo Galliera - Venerdì santo  

7' 34''

 

4

Bonaventura Somma - Leggenda pastorale  

6' 2''

 

5

Bonaventura Somma - Toccata  

6' 29''

 

6

Marco Enrico Bossi - Stunde der Wehie op. 132 n. 4  

5' 49''

 

7

Pietro Alessandro Yon - Concert Sudy  

3' 47''

 

8

Ulisse Matthey - Toccata in Si minore  

7' 56''

 

9

Oreste Ravanello - Preludio op. 50 n. 1  

3' 18''

 

10

Oreste Ravanello - Fantasia per Grand Organo op. 31  

9' 52''

 

11

Fernando Germani - Toccata op. 12  

6' 59''

 

 

 

Allorché, nel 2003, si concluse il restauro dell’organo della chiesa di Sant’Angelo, molti amici e colleghi, contestualmente alle stagioni concertistiche, ci chiesero con insistenza di realizzare una registrazione discografica. Fu con entusiasmo che accettammo questa proposta. Si pose allora il dubbio di che repertorio incidere. Di tutta la grande letteratura organistica proposta durante vari concerti, che diede al Tamburini di Sant’Angelo la possibilità di dimostrare la sua versatilità, ritenemmo che la più adatta fosse il repertorio italiano a cavallo tra ottocento e novecento. I motivi che ci spinsero a questa decisione furono essenzialmente due: lo stile dello strumento, perfettamente adatto a questa letteratura e l’esiguità, per non dire assenza, nel caso di alcuni brani, di incisioni discografiche. In questa silloge musicale riecheggiano le pastose e tardo-romantiche armonie di Bossi, Matthey, Yon, Ravanello, fino a  Germani.

Gli autori italiani attivi tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento – spesso straordinari e virtuosi organisti – appartengono ad un tratto della musica organistica che, dopo un lungo periodo di oblio e prevenuta diffidenza, soltanto negli ultimi tempi ha ritrovato la considerazione che giustamente merita. E’ motivo di orgoglio presentare composizioni rimaste per troppi decenni totalmente escluse dai programmi concertistici, perle musicali nate per valorizzare un’epoca tutta italiana dell’arte organaria, quella legata alla trasmissione pneumatica ed elettrica e ai timbri dal  gusto orchestrale. Repertorio radicalmente diverso rispetto alle grandi imitazioni bandistiche e operistiche degli strumenti ottocenteschi italiani.

 

La prima parte di questa antologia è dedicata al repertorio sacro; opere che vogliono testimoniare un legame profondo tra l’organo e l’ispirazione religiosa, attraverso una scrittura plasmata da profonda devozione e sensibilità liturgica. La seconda parte propone brani destinati all’esecuzione concertistica, a testimonianza ulteriore della necessità dei nostri grandi organisti, nella prima metà del novecento, di arricchire ed esportare, durante le loro numerose tournée all’estero, la grande tradizione compositiva italiana.

 

                                                                                              Daniele Sacchi

                                                                                              Alessandro La Ciacera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentazione organo di Sant’Angelo

 

 

Nel 1716 lo storiografo Frà Giuseppe Bernardino Burucco descrive la chiesa di Sant’Angelo in questi termini: “Questa chiesa di S. Angiolo di Milano…venne abbellita da due magnifici ed ottimi Organi posti ai due lati dell’Altare maggiore…”.

Non dà sfortunatamente altri dettagli circa le caratteristiche di questi strumenti e i documenti sono scomparsi. In compenso le casse degli organi sono rimaste fino al restauro degli affreschi della volta del transetto, che esse ricoprivano in parte, avvenuto intorno agli anni 1930-33. Con molta probabilità i primi strumenti risalgono al completamento della navata, attorno agli anni 1590-1600. Furono in seguito sostituiti verso la fine del XVII con strumenti moderni: questo risulta dall’esame dei brani di P. Narciso, osservante in Sant’Angelo e organista della chiesa, e dalla moda crescente in quegli anni della melodia accompagnata e dello stile concertante.

Gian Domenico Catenacci, osservante in S. Angelo nella seconda metà del 1700, compositore di musica organistica e vocale, avrebbe potuto suonare sugli stessi strumenti del confratello Narciso, ma scrive alcuni pezzi per un organo a due tastiere e dotato del registro di Tromba, ciò che è ben lontano dalle esigenze tardo-seicentesche lombarde: da ciò si può ipotizzare un altro cambiamento degli organi di Sant’Angelo nella seconda metà del 1700. La scarsità di documenti non permette di delineare con precisione le varie vicende organarie sia precedenti che posteriori a questa data. Certa è la presenza di due organi, almeno uno opera dei Serassi di Bergamo, testimoniati in una lettera inviata dal conte Ambrogio Nava a Giacomo Serassi e datata Milano 22 luglio 1855, da cui il seguente passo: “Il mio pensiero in questo argomento riducevasi a far sì che quei due organi non distonassero, che potessero servire ogni qual volta occorresse una musica a due organi”.Si sa, poi, che un organo di Sant’Angelo venne collaudato da Padre Davide da Bergamo nel maggio 1860.       

Nel 1930 le cantorie vennero rimosse in occasione del restauro degli affreschi della volta, come pure gli organi serassiani ( gli scritti non sono chiari sul fatto che in quell’anno esistessero ancora due organi oppure uno solo). Nel 1932 la ditta Tamburini fornisce alla chiesa un piccolo organo corale collocato nella parte finale dell’abside, incorporato nel 1957 nell’attuale strumento, opera della stessa ditta.

 

L’insensata rimozione dell’organo serassiano operata nel 1930 fu condizionata però dalla sola necessità del restauro della volta, oppure anche dal contesto organario di quegli anni?

 

E’ necessario tornare indietro di circa trent’anni per tentare un’ipotesi, più precisamente nel 1903, quando, come da sopra, era presente nella chiesa di Sant’Angelo un notevole organo Serassi. Era il 22 novembre 1903 quando venne promulgato il Motu proprio di S. Pio X, ossia il codice giuridico della Musica Sacra. In esso vi si legge: “E’ severamente proibita in chiesa ogni musica per canto e per suono d’indole profana, specialmente se ispirata a motivi, variazioni e reminescenze teatrali”; era infatti il periodo in cui in chiesa imperavano musiche e ritmi più confacenti al teatro che non alla sacralità del Tempio, le arie delle grandi opere del momento veniva trascritte per organo ed eseguite durante la messa.

 

Quindi, organi come il Serassi presente in Sant’Angelo non erano più adatti per il servizio a cui erano stato relegato: non più l’organo-orchestra serassiano su cui far risuonare le Polke per l’Ite Missa Est o gli allegri versetti per il Gloria, ma uno strumento principalmente da accompagnamento. Questo forse spiega la rimozione del prezioso Serassi, per essere sostituito nel 1932 da un piccolo organo che, seppur adatto per accompagnare il canto, non lo era certo, o lo era in parte, per l’esecuzione del repertorio organistico.

 

L’organaria italiana, nella prima metà del’900, sembra aver trovato un’indirizzo costruttivo che guarda finalmente all’organo romantico d’oltralpe e alle innovazioni dell’organaria estera. Si progettano strumenti di impostazione romantico-sinfonici, si sperimenta la trasmissione pneumatica ed elettrica poi, ed è sull’onda di questo rinnovato contesto che nasce il Tamburini di Sant’Angelo.

 

Nell’estate del 1955, per incarico del Guardiano P. Enrico Zucca, l’organista della chiesa, P. Feliciano Olgiati, prendeva contatti con la Fabbrica d’Organi Tamburini di Crema, affinchè si giungesse a preparare un progetto per un nuovo organo. Infatti il piccolo strumento del 1932 aveva subito un deterioramento rapido e fatale sia a causa della densa umidità nel locale contenente il materiale fonico, sia a causa delle scosse dell’ultima guerra. Nel giugno ’56, sentito il parere del romano P. Egidio Circelli e del maestro milanese Gianfranco Spinelli, si elaborò il progetto definitivo. I lavori sul posto iniziarono il 18 gennaio 1957 e procedettero a ritmo serrato, di giorno e, a volte, anche di notte, e terminarono per il giorno dell’Angelo, 22 aprile.

 

Il concerto inaugurale, affidato a Fernando Germani, si tenne il 28 maggio 1957 e unanime fu il plauso al Mastro Germani e alla grande opera realizzata che oggi è ritornata a far sentire lo sfarzo dei suoi timbri e l’imponenza sonora che lo caratterizza. Dislocato in cinque corpi sonori, presenta un’impianto fonico che testimonia la ricerca del timbro e del suono all’interno dello spazio, un’eclettica macchina sonora che, pur nel suo stile spiccatamente legato all’organaria italiana, permette l’esecuzione di una vastissima letteratura organistica estera. E’ uno strumento che rappresenta ben precisi ideali fonici: Abbondanza e ricercatezza nell’intonazione dei fondi, una certa gravità nei ripieni e nei cornetti e potenza e raffinatezza nelle ance. Da segnalare anche, quale testimonianza della ricerca di una destinazione eclettica, la presenza delle campane tubolari.

 

Dopo 45 anni di attività in una collocazione che ha agevolato l’accumulo di polvere sollevata dall’impianto di riscaldamento e gli sbalzi di temperatura ed umidità, cioè in prossimità della volta del transetto, si era reso necessario un radicale intervento di revisione. Il lavoro fu affidato alla ditta Bastici & Cattaneo che portò a termine il lavoro tra novembre 2002 e maggio 2003. L’intervento portò allo smontaggio e alla pulizia di tutte le parti meccaniche, il rifacimento di tutti i pellami logorati, la sostituzione di parte dell’impianto elettrico, sistemazione del materiale fonico e riaccordatura. In occasione della revisione è stato aggiunto anche un centralino elettronico per la gestione di 5000 combinazioni aggiustabili. Lo strumento restaurato è stato nuovamente inaugurato nei mesi di ottobre e novembre 2003 con una serie di concerti tenuti da Emanuele Vianelli, Alessandro La Ciacera, Daniele Sacchi e Alessio Corti.

 

 

Organo Tamburini (1957), 4 tastiere di 61 note e pedaliera di 32 note.

Trasmissione elettrica per note e registri.

 

I manuale: positivo espressivo                                        III manuale: recitativo espressivo

 

Bordone 16’                                                                        Salicionale 16’

Principalino 8’                                                                     Eufonio 8’

Corno da Caccia 8’                                                             Flauto da concerto 8’

Bordone 8’                                                                          Gamba 8’

Viola dolce 8’                                                                      Salicionale 8’

Flauto armonico 4’                                                             Fugara 4’

Ottava dolce 4’                                                                   Flauto d’amore 4’

Nazardo 2 2/3’’                                                                   Flauto in XII 2 2/3’

Decimaquinta 2’                                                                 Silvestre 2’

Ottavino 2’                                                                          Pieno 5F

Terza di Nazardo 1 3/5’                                                      Oboe 8’

Decimanona 1 1/3’                                                             Voce corale 8’

Vigesimaseconda 1’                                                           Coro viole 4F

Ripieno combinato                                                             Voce celeste 8’

Cornetto combinato                                                           Ripieno combinato

Tromba 8’                                                                            Tremolo

Cromorno 8’                                        

Flauto Celeste 8’

Tremolo                                                                               IV manuale: corale espressivo

Campane

                                                                                              Principale 8’

II manuale: grande organo                                              Principale dolce 8’

                                                                                              Bordoncino 8’

Principale 16’                                                                      Ottava 4’              

Diapason 8’                                                                         Flauto a camino 4’

Principale 8’                                                                        Decimaquinta 2’

Flauto traverso 8’                                                               Ripieno 5F

Dulciana 8’                                                                          Fiffaro 8’

Ottava 4’                                                                              Tremolo

Flauto a cuspide 4’

Duodecima 2 2/3’                                                pedale

Decimaquinta 2’                                 

Ripieno grave 5F                                                                Contrabbasso acustico 32’

Ripieno acuto 4F                                                                Contrabbasso 16’

Tromba 8’                                                                            Principale 16’

Tromba 4’                                                                            Subbasso 16’

Unda Maris 8’                                                                     Bordone 16’

                                                                                              Violone 16’

pedale organo corale                                                         Salicionale 16’

                                                                                              Basso 8’

Subbasso 16’                                                                      Flauto basso 8’

Basso 8’                                                                                              Bordone 8’

                                                                                              Violoncello 8’

                                                                                              Dolce 8’

                                                                                              Ottava 4’

Flauto 4’

                                                                                              Bombarda 16’      

                                                                                              Bombardino 8’

                                                                                              Clarone 4’

                                                                                              Campane

                                                                                              Tremolo violoncello           

Graduatore

Espressione I,III,IV,ance pedale+ance II

Centralino elettronico con sequenziatore

per la gestione di 5000 combinazioni aggiustabili

Tutte le unioni di super e sub ottava con annullatori unisono

PROGRAMMA

 

 

 

+Marco Enrico Bossi (1861-1925)

1.   Inno di Gloria op.76a                                                                                   3' 56''

 

*Ulisse Matthey (1876-1947)

      2.   Armonie lauretane (dalla suite: “Alla Madonna di Loreto”)              7' 50''

            (Al Rev.mo P. Pietro Carlucci) (ediz. Guglielmo Zanibon)

 

+Arnaldo Galliera (1871-1934)

3.   Venerdì Santo (Dal “Trittico”)                                                                      7' 34''

      (A mio figlio Alceo Galliera) (ediz. Carisch) 

 

*Bonaventura Somma (1893-1960)

4.   Leggenda Pastorale                                                                                     6' 02''

      (Al mio amico Ferruccio Vignanelli) (ediz. Casimiri-Capra)

5.   Toccata                                                                                                         6' 29''

      (Al mio maestro Remigio Renzi) (ediz. Casimiri-Capra)

     

+Marco Enrico Bossi:

6.   “Stunde der Wehie” op.132 n°4                                                                  5' 49''

      (Herrn Bubeck in Moskau) (ediz. Peters)

 

*Pietro Alessandro Yon (1886-1943)

7.   Concert study                                                                                               3' 47''

      (to my friend and pupil Miss Jessie G. McNeil) (ediz. G. Schirmer)

 

*Ulisse Matthey

8.   Toccata in si minore                                                                                     7' 56''

      (All' amico m.° Pietro Ferrari) (ediz. Carrara)

 

+Oreste Ravanello (1871-1938)

9.   Preludio (in forma di studio) op.50 n°1                                                        3' 18''

      (a Guglielmo Mattioli) (ediz. Carisch) 

10. Fantasia per grand’organo op.31 (ediz. Armelin)                                         9' 52'

     

*Fernando Germani (1906-1998)

11. Toccata op.12                                                                                               6' 59''

(a Mr. G..D. Cunningham) (ediz. De Santis)

 

 

Daniele SACCHI, organo +

Alessandro LA CIACERA. organo *

Organo S. Angelo

 

T.T.        69' 55''

 

 

 

 

CURRICULUM

 

Alessandro La Ciacera, nato nel 1979, si è diplomato con il massimo dei voti in Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio di Milano nel 2000 sotto la guida di Luigi Benedetti.

Ha successivamente seguito corsi di interpretazione organistica con Arturo Sacchetti e Alessio Corti e di improvvisazione organistica con Fausto Caporali; è risultato vincitore ai concorsi organistici nazionali di Roma (2001), Vanzaghello (2001), aggiudicandosi il secondo premio (primo non assegnato) al concorso nazionale di Viterbo nel 2002.

Dal 2005, su nomina della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, è Vice Organista della medesima Cattedrale:  con questo incarico, oltre all’attività organistica in Duomo, riveste il ruolo di insegnante e collaboratore presso la Scuola dei Fanciulli Cantori della Cappella Musicale del Duomo di Milano.

Particolarmente attento alla letteratura organistica contemporanea,  collabora con Karlheinz Stockhausen di cui ha eseguito in prima assoluta mondiale nel Duomo di Milano l’opera “Himmelfahrt”, primo brano per organo del noto compositore tedesco, riscuotendo unanimi consensi dalla critica italiana e straniera.

Svolge un’intensa attività concertistica come solista – già più volte  interprete delle integrali di Bruhns, Mendelssohn, Franck e Duruflé – e con diverse istituzioni corali; da ultimo la collaborazione come organista con la Cappella Musicale Pontificia “Sistina”.

A ciò affianca l’attività didattica come docente di Organo e Composizione Organistica  presso il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra di Milano.

E’ autore di numerose Messe e Mottetti, una raccolta di brani d’organo scritti per le liturgie della Cattedrale milanese e una serie di composizioni per diversi organici strumentali, entrambi di prossima pubblicazione.  

Dal 2001 ricopre inoltre  l’incarico  di Organista della chiesa milanese di Sant'Angelo. 

 

Daniele Sacchi è nato a Milano nel 1980. Si è diplomato in organo e composizione organistica con il massimo dei voti nella classe di Giancarlo Parodi presso il conservatorio di musica “G.Verdi” di Milano dopo aver studiato anche con Luigi Benedetti e Maria Claudia Fossati.

 

Ha successivamente frequentato corsi sull’interpretazione della musica romantica francese con Ben Van Oosten.

 

E’risultato vincitore ai concorsi organistici “Monserrato” di Vallelonga e “G.Giarda” di Roma.

 

Dal 1997 al 2001 è stato organista della chiesa di Sant’Ildefonso di Milano.

Dal 2002 è organista della chiesa di Sant’Angelo in Milano dove collabora all’organizzazione di rassegne concertistiche su base annuale.

 

Ha collaborato con l’associazione “Nuova Polifonica Ambrosiana” di Milano in qualità di organista solista e accompagnatore del coro. Tiene diversi concerti in Europa e negli Stati Uniti dedicandosi all’approfondimento del repertorio romantico e moderno.

 

Si è laureato in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo presso l’università degli studi di Torino e in seguito ha conseguito la laurea specialistica in Musicologia presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sulle sei sinfonie per organo di Louis Vierne.

 

E’ responsabile dell’ufficio letteratura musicale dell’Orchestra Sinfonica “G.Verdi” di Milano nel quale si occupa di ricerca a livello editoriale, trascrizioni e adattamenti di musica orchestrale.

 

INLAY CARD

 

L'ORGANO TAMBURINI DI SANT'ANGELO - MILANO

 

1.   +Marco Enrico Bossi (1861-1925): Inno di Gloria op.76a                  3' 56''

2.   *Ulisse Matthey (1876-1947): Armonie lauretane                                           7' 50''

(dalla suite: “Alla Madonna di Loreto”)

3.   +Arnaldo Galliera (1871-1934): Venerdì Santo (Dal “Trittico”)                       7' 34''

4.   *Bonaventura Somma (1893-1960): Leggenda Pastorale                                6' 02''

 

5.   +Bonaventura Somma: Toccata                                                                      6' 29''

6.   +Marco Enrico Bossi: “Stunde der Wehie” op.132 n°4                                   5' 49''

7.   *Pietro Alessandro Yon (1886-1943): Concert study                         3' 47''

8.   *Ulisse Matthey: Toccata in si minore                                                 7' 56''

9.   +Oreste Ravanello (1871-1938): Preludio (in forma di studio) op.50 n°1        3' 18''

10. +Oreste Ravanello: Fantasia per grand’organo op.31                          9' 52'

11. *Fernando Germani (1906-1998): Toccata op.12                                          6' 59''

 

 

Daniele SACCHI, organo +

Alessandro LA CIACERA. organo *

 

 

T.T.        69' 55''

 

 

 

 

Registrato il 10 e 11 giugno 2007 da COCLEARIA Studio Mobile - Urbino

 

 

Ringraziamenti:

 

Si ringraziano per la realizzazione di questa registrazione:

 

-La comunità dei Frati Minori di Sant’Angelo per la grande disponibilità verso questa iniziativa.

-Leonardo Trotta per l’assistenza in occasione della registrazione

-Luca Franceschi come assistente ai registri36

 

 

DISCANTICA 161

 

 

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