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BDI 160 |
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Petrini, Vernier, Cardon, Gatayes, Marin |
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Duo d'Harpes au XVIII Siecle |
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Duo d'Arpe David - Emanuela Degli Esposti - Davide Burani |
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68' 23'' |
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DDD |
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(1
CD) |
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track |
compositore e titolo |
durata |
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1 |
Francesco Petrini - Duo pour deux harpes en mib majeur op. 30 - Allegro |
7' 29'' |
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2 |
Francesco Petrini - Duo pour deux harpes en mib majeur op. 30 - Rondo allegro |
4' 2'' |
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3 |
Jean-Aime Vernier - Deuxieme Duo un sib maj op. 30 - Allegro Moderato |
11' 26'' |
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4 |
Jean-Aime Vernier - Deuxieme Duo un sib maj op. 30 - Andantino |
4' 9'' |
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5 |
Jean-Aime Vernier - Deuxieme Duo un sib maj op. 30 - Rondo allegretto |
5' 39'' |
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6 |
Jean-Baptiste Cardon - Duetto III en sib maj - Allegro |
4' 32'' |
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7 |
Jean-Baptiste Cardon - Duetto III en sib maj - Minuetto |
2' 25'' |
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8 |
Guillame Gatayes - Deux Sonates du Celebre Krumpholtz arrangees en Duos - Duo I en fa maj -
Allegretto |
2' 52'' |
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9 |
Guillame Gatayes - Deux Sonates du Celebre Krumpholtz arrangees en Duos - Duo I en fa maj -
Andante |
2' 8'' |
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10 |
Guillame Gatayes - Deux Sonates du Celebre Krumpholtz arrangees en Duos - Duo I en fa maj -
Allegro scherzo |
1' 55'' |
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11 |
Marie-Martin Marin - Duo op. 17 - Adagio - allegro vivace |
7' 52'' |
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12 |
Marie-Martin Marin - Duo op. 17 - Adagio - adagio ma non troppo
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6' 59'' |
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13 |
Marie-Martin Marin - Duo op. 17 - Adagio - rondo allegro |
6' 5'' |
IL Duo D'Arpe nel XVIII secolo
Dopo un
ventennio di esperimenti, nel 1720 il liutaio bavarese Jacob Hochbrucker
costruì un'arpa dotata di sette pedali che, inseriti nella base dello strumento
e collegati a un meccanismo di tiranti, potevano alterare il suono delle corde
di un semitono.
L'ingegnoso sistema cromatico sarà oggetto di
studi e miglioramenti che si protrarranno fino ai primi anni dell'Ottocento
soprattutto in Francia dove l'arpa a pedali, introdotta intorno al 1747, diverrà ben presto uno degli
strumenti più popolari.
Gli arpisti , giunti numerosi a Parigi da varie
parti d'Europa, iniziarono ad esibirsi nei teatri e nelle società di concerti.
Dal 1763, data in cui venne dato alle stampe l' “Essai sur la vraie manière
de jouer de la harpe avec une mèthode de l'accorder” di P.J.Meyer , iniziò una
fiorente produzione musicale di composizioni solistiche e da camera.
Le botteghe parigine di liuteria si moltiplicarono
generando strumenti magnificamente intarsiati e dipinti.
Definita “Harpe Organisèe”, nel 1767 l'arpa a pedali venne dettagliatamente descritta e illustrata
sull'Enciclopedia di Diderot e D'Alembert , e nello stesso periodo iniziò la
diffusione della rivista “Magazine pour la harpe” che presentava pagine di
compositori come Cherubini e Petrini.
La stessa regina Maria Antonietta fu un'abile
arpista e , grazie a una commissione del Duca de Guiness , Mozart, presente a
Parigi nel 1778, scrisse lo splendido concerto in do maggiore per flauto, arpa
e orchestra.
A quel periodo aureo appartengono i brani
registrati dal Duo David con l'intento di valorizzare un repertorio ancora sconosciuto.
Si tratta di cinque prime registrazioni di duetti originali appena pubblicati nella collana urtext UT
Orpheus, a cura di Anna Pasetti (Vernier, Cardon, Marin) ed Emanuela Degli
Esposti (Petrini
e Gatayes).
Nonostante accada spesso che gli interpreti si orientino verso le trascrizioni tratte
dai classici per clavicembalo, e ciò avveniva anche nella seconda metà del
settecento per via di una certa affinità nella scrittura musicale dei due
strumenti, tuttavia esiste un ricchissimo repertorio originale , e non è un caso che gli autori fossero loro stessi valenti arpisti.
Proveniente da una famiglia di origine italiana,Francesco Petrini nacque a Berlino nel 1744
dove crebbe in un ambiente musicale prestigioso: la corte di Federico il Grande
di Prussia.
Divenuto un virtuoso dell'arpa grazie agli
insegnamenti del padre, anch'egli arpista della Cappella musicale del sovrano,
fu probabilmente per lui che Carl Philipp Emanuel Bach scrisse il “Solo fur die
harfe” nel 1762.
Nel 1769
si recò a Parigi dove fu accolto sotto la protezione della Contessa De
Genlis, arpista d'eccezione, che lo definì “buon suonatore, buon maestro e
pregevole compositore”.
L'anno seguente
fece il suo debutto al Concert Spirituel ottenendo un grande successo.
Alle sue prime sei Sonate per arpa e violino ad
libitum, fece seguito una straordinaria produzione musicale di arie,
divertimenti, duetti, concerti, esercizi per i pedali, brani per varie
formazioni cameristiche, nonché un Metodo per arpa e il “Nouveau système de
l'harmonie”.
Rimasto a Parigi durante la rivoluzione , diverse
sue composizioni scritte dopo il 1800 portano il titolo di eventi politici.
Purtroppo, solo pochissimi dei suoi lavori hanno
avuto una ristampa.
Il Duo pour deux harpes, op.30, edito dall'autore
stesso, stupisce per la vitalità e l'esuberante vivacità dei due tempi.
Jean-Aimè Vernier nacque a Parigi nel 1769.
Violinista di talento, si dedicò anche allo studio dell'arpa a pedali
debuttando al Concert Spirituel nel 1787 con una Sonata di sua composizione.
Arpista del Teatro Feydeau fino al 1813 e in
seguito del Teatro dell'Opera, continuò con successo anche la sua attività di
insegnante e compositore. Una suo opera, “la Jolie Gouvernante”, fu
rappresentata al Teatro del circo del Palais-Royal nel 1798.
Non si conosce la data della sua morte, avvenuta
certamente dopo il 1844.
Il Deuxieme Duo pour deux harpes, op.30 venne edito a Parigi
da chez M.me Duhan & C.ie e dedicato
a Madame Liepman Cerfberr.
Nei tre tempi che lo compongono notiamo già uno
straordinario sviluppo della tecnica strumentale.
.Figlio di Jean-Guillain, violinista della
cappella reale di Versailles, Jean-Baptiste Cardon nacque a Rethel nel 1760 e sviluppò sin da bambino
una grande abilità nel suonare l'arpa.
Trasferitosi a Parigi, fu accolto dalla Contessa
d'Artois alla quale dedicò quattro Sonate composte nel 1785.
Altre sue composizioni furono dedicate al Principe
di Galles e alla Regina Maria Antonietta.
Nel 1784 pubblicò “L'art de jouer de la harpe dèmontrè dans ses principes, suivi de deux
sonates, dèdiè aux amateurs de cet
instrument”.
Con l'avvento della rivoluzione, si trasferì in
Russia dove fu arpista di corte, maestro di Caterina II, e suonò nei principali teatri.
Il Duetto
III, dal carattere squisitamente galante, è tratto dalla stampa parigina dei “Trois duo a deux harpes” edita chez Cousineau verso il 1785.
.Guillaume-Pierre Antoine Gatayes, figlio del Principe de
Conti e della Marchesa de Silly, nacque a Parigi nel 1774 . Costretto da
bambino a entrare in seminario dove prese il nome di Abbè Vènicourt, nel 1788
fuggì per intraprendere la carriera di chitarrista, cantante e arpista,
iniziando a comporre delle Romanze che divennero assai popolari a Parigi.
Autore del
“
Nouvelle Mèthode de harpe “ , fu allievo di J.Baptist Krumpholtz che si era formato alla scuola
viennese di Haydn. Sulla stampa parigina dei duetti op.7 leggiamo che si tratta
di “Deux Sonates du cèlèbre Krumpholtz
arrangèes en duos”, un delicato omaggio che Gatayes volle porgere al suo maestro, morto
suicida a soli 41 anni. L'autore introduce la musica
con una dedica in versi: “Illustre favori du Dieu de
l'harmonie, toi, dont la Perte Excite Encore nos Regrets je voluois, inspire
par la Melancolie, suspendre une guirlande à tes sombres Cyprès. Mais les
flèurs en etaient sans Vie. Et de leur peu d'eclat tout bas je soupirois;
alors, dans mon projet sentant que je succoinbe. Je change aufsitot de defsein;
I' éparpille un bouquet que composa ta Main, et de tes propes Fleurs je viens
orner la Tombe.”
Discendente da una nobile famiglia veneziana, Marie-Martin Marcel ,
Visconte di Marin, nacque a St.Jean de Luz nel 1769.
A sette anni era già in grado di comporre e di
suonare il violino con bravura , dedicandosi anche allo studio dell'arpa sotto
la guida di C.Hockbrucker e J.B.Krumpholtz.
A soli 14 anni, durante un suo soggiorno in
Italia, fu nominato membro dell'Accademia Arcadia di Roma per la sua
straordinaria abilità nell'eseguire alcune fughe di Bach all'arpa.
Entrato nell'Accademia militare di Versailles, con
lo scoppio della rivoluzione e la confisca dei suoi beni, fuggì in
Inghilterra dove proseguì la sua brillante carriera concertistica e strinse amicizia con Muzio Clementi che
adattò al pianoforte alcune sue composizioni per arpa, fatto insolito in quanto
generalmente avveniva il contrario.
Tornato in Francia si ritirò a Tolosa. I
fondamenti della sua didattica , attraverso gli allievi Bochsa e Labarre,
influenzarono gli arpisti di diverse generazioni, a partire da E.Parish-Alvars.
Di lui F.J.Fètis scrisse: “Come violinista è stato
il dilettante più insigne del suo tempo;come arpista non ha avuto rivali”.
Marin sperimentò nuove forme espressive
allontanandosi dal linguaggio comune ai suoi contemporanei e, pur restando per
molti aspetti un degno figlio del XVIII
secolo, stilisticamente le sue composizioni possono essere definite pre-romantiche.
Esaminando i suoi lavori, si resta impressionati
dalla difficoltà tecnica, e ciò vale in particolare per il Duo pour deux harpes,
op.17, eseguito
per la prima volta il 26 maggio del 1802 dallo stesso Marin in duo con
l'acclamata virtuosa Anne Marie Steckler, vedova di Krumpholtz.
Emanuela
Degli Esposti e Davide Burani
The
“Duo D'Arpe” in XVIII century
In
the year 1720, after a twenty-years period of experiments, the Bavarian
lute-maker Jacob Hochbrucker built an harp equipped with seven pedals that,
fitted into its base and linked to a mechanism of connecting-rod, could alter
the strings sound of a semitone.
This
ingenious chromatic system will be subject-matter of studies and extended
considerations until the first years of nineteenth century principally in
France where pedal’s harp, launched around the 1747, will soon become one of
the most popular instrument.
In
Paris, many harpists from all over Europe, started to perform into theatres and
concert societies.
From 1763, date
of publication of the “Essai sur la vraie manière de jouer de
la harpe avec une méthode de l'accorder” by P.J.Meyer, a
prosperous musical production of soloist and chamber compositions started.
Parisian
lutist’s workshops amplified and brought into being instruments splendidly
inlayed and painted.
In
1767 pedal’s harp was named “Harpe Organisée”
and was accurately described and illustrated in the Diderot and D’Alambert
Encyclopaedia contemporary with the spread of “Magazine
pour la harpe” journal, which published pages of compositors
as Cherubini and Petrini.
Queen’s
Maria Antonietta herself was a talented harpist, and as a result of de Guinnes
Duke’s commission, the same Mozart, in attendance in Paris, wrote the
magnificent concert in C major for flute, harp and orchestra.
At
this particularly golden period belong the Duo David musical pieces chosen with
the intention to bring out a repertory still unknown.
The
repertory consists in five recording of original duets just published in the
series urtext UT Orpheus, edited by Anna Pasetti (Vernier,
Cardon, Marin) and Emanuela Degli Esposti (Petrini
e Gatayes).
In
spite of the fact that interpreters are oriented towards transcriptions pulled
from classical for harpsichord, which happened also in the second half of
eighteenth century because of a certain similarity in the musical writing of
the two instruments, there is a wealthy original repertory and this is not by
chance that the authors were brilliant harpists themselves .
Francesco
Petrini was born in Berlin in 1744 in an Italian origin family
and grew up in a esteemed musical surrounding: the Prussian Frederic the Great
court .
He
became a virtuous harpist, thanks to his father a great harpist as well member
of the king’s musical Chapel, and he probably was the beneficiary of the
soloist “Solo fur die harfe” written by Carl Philipp Emanuel Bach in 1762.
In
1769 he went to Paris under the protection of Countess De Genlis, very
remarkable harpist, who defined him “good musician, good Maestro and valuable
compositor”.
The
following year he made his debut at the Concert Spirituel and he obtained a
great success.
After
his first Sonata for harp and violin ad libitum, he produced an extraordinary
quantity of tunes, amusements, duets, concerts, exercises for pedals, pieces
for various chamber formations, and a Method for Harp and the “Nouveau
système de l'harmonie”.
He
lived in Paris during the French Revolution, some of its compositions written
after the 1800, are referred to politic events. Unfortunately only few works
have been reprinted.
The
piece “Duo pour deux harpes”, op.30,
published by the author himself, let the audience amazed for the exuberant
vivacity for the two parts.
Jean-Aimé
Vernier was born in Paris in 1769. Brilliant violinist,
he also devoted himself to the study of pedal’s harp, and came out at Concert
Spirituel in 1787 with a sonata written by himself.
He
remained harpist at the Theatre Feydeau until the 1813 and he also continued
his activity as a teacher and composer. One of his works, “la jolie governante”
was represented at the Theatre of Circus of Real Palace, in 1798. Nobody knows
the date of his death which probably occurred after the 1844.
The
Deuxième Duo pour deux harpes op.30,was edited chez M.me
Duhan & C.ie and entitled to Madame Liepman Cerfberr.
In
the three parts by which it is composed, we notice a great development of
instrumental technique.
Jean-Baptiste
Cardon was born in Rethel in 1760 from Jean-Guillain,
violinist in Versailles real Chapel. He developed since very young a big
ability with harp.
He
moved to Paris welcomed by Contess d’Artois for which he wrote four Sonate in
1785. He also made compositions for the Prince of Wales and Marie Antoinette
Queen.
In 1784 he
published “L'art de jouer de la harpe démontré dans ses principes,
suivi de deux sonates, dédié aux
amateurs de cet instrument”.
After
the beginning of French Revolution he moved in Russia were he worked as court’s
harpist, Catherine II teacher and played in the most important theatres.
The
Duet III, a piece of a typically amorous character, is drawn from Parisian
printing of “Trois duo a deux harpes” written chez Cousineau around the 1785.
Guillaume-Pierre
Antoine Gatayes was born from Prince de Conti and Marquise de Silly in Paris
in 1774. When he was a child he was forced to go to seminar where everybody
called him “Abbé Vénicourt”, but in 1788 he escaped with the intention to
embark on guitarist career, singer and harpist and he started to compose
Romances early becoming very popular in Paris.
He was author of “
Nouvelle Méthode de harpe “ and pupil of J.Baptist Krumpholtz
grown at the Viennese Haydn school. On Parisian duets printing op.7 we read
that it deals with “Deux Sonates
du célèbre Krumpholtz arrangées en duos”, a
delicate tribute to his teacher, a suicidal of only 41 years old. The
author introduce the music with a dedication: “Illustre favori
du Dieu de l'harmonie, toi, dont la Perte Excite Encore nos Regrets je voluois,
inspiré par la Melancolie, suspendre une guirlande à tes sombres Cyprès. Mais
les fleurs en étaient sans Vie. Et de leur peu d'eclat tout bas je soupirois;
alors, dans mon projet sentant que je succombe. Je change aussitot de dessein;
j' éparpille un bouquet que composa ta Main, et de tes propes Fleurs je viens
orner la Tombe.”
Descendant of an
aristocratic Venetian family, Marie-Martin
Marcel,
Viscount of Marin, was born in St. Jean de
Luz in 1769.
At the age of seven years
old he was very skilful in playing violin, and he also devoted himself to the
study of harp under the supervision of C.Hockbrucker and J.B.Krumpholtz
When he was fourteen,
during a stay in Italy, he has been appointed member of the Roman Arcadia
Academy for the extraordinary capability shown with harp in the execution of
some Bach’s fugues.
He
also joint the military Versailles Academy until the outbreak of the
revolution, after which he escaped in the Great Britain where he went on with
his brilliant career and where he made friend with Muzio Clementi who unusually
adapted to piano some of his harp compositions (normally, it occurs the
contrary).
Then
he went back to France and he retired in Toulouse. The fundaments of his
didactic, through the influence of his pupils Bochsa and Labarre, affected all
the harpists of various generations, starting form E.Parish-Alvars.
F.J.Fètis
wrote about him: “As violinist, he was the most remarkable amateur of his time;
as harpist he had no rivals”.
Marin
experimented new expressive styles by removing from his contemporary colleagues
languages, and even if he remained under many aspects coherent son of XVIIIth
century, his compositions could be
defined pre-romantic from a stylistic pint of view.
By
the examination of his works you remain impressed from the technique
difficulty, particularly for the Duo pour deux harpes, op.17, performed for the first time the 26 May 1802 by
Marin himself accompanied by the applauded Anne Marie
Steckler, Krumpholtz’s widow.
Emanuela Degli Esposti and Davide
Burani
Le “Duo
D'Arpe” au XVIII siècle
Après un
vingtaine d’années d’expériments, au 1720 le luthier bavarois Jacob Hochbrucker
bâtit une harpe douée de sept pédales qui, inserées à la base de l’instrument
et unies à un mécanisme de tirants, pouvaient altérer le son des cordes d’un
demi-ton.
Cet ingénieux
système chromatique sera objet d’études et d’améliorations jusqu’au premières
années du dix-neuvième siècle surtout en France où l’harpe à pédales,
introduite aux alentours du 1747, deviendra bientôt un des instruments les plus
populaires.
Les harpistes,
arrivés à Paris de toute l’ Europe, commencèrent leurs exhibitions dans les
théâtres et dans les sociétés des concerts.
Du 1763, date
dans laquelle fut imprimé l’“Essai sur la vraie manière de jouer de
la harpe avec une méthode de l'accorder”, de P.J.Meyer, démarra une florissante
production musicale de compositions solistiques et de chambre.
Les atéliers
parisiens de lutherie se multiplièrent engendrant des instruments
magnifiquement marquetés et peints.
Définie “Harpe Organisèe”,
au 1767, l’harpe à pédales fut décrite dans les détails et illustrée sur
l’Encyclopédie de Diderot et D’Alembert, et, au même temps, s’engendra la
diffusion de la révue “Magazine pour la harpe” qui
présentait des pages de compositeurs comme Cherubini et Petrini.
La même Reine
Marie Antoinette fut une habile harpiste et, grâce à une commission du Duc de
Guinness, Mozart qui se trouvait à Paris
au 1778, écrivit le splendid concert en do majeur pour flûte, harpe et
orchestre.
A cette magnifique
période appartiennent les morceaux enregistrés par le Duo David, dans
l’intention de valoriser un répertoire encore enconnu.
Il s’agit de
cinq premier enregistrements de duos originels que la collection urtext UT
Orpheus vient de publier par Anna Pasetti (Vernier, Cardon, Marin) et Emanuela
Degli Esposti (Petrini et Gatayes).
Bien que
souvent les interprètes soient orientés vers les transcriptions tirées par les
classiques pour clavecin, chose qui se vérifiait dans la seconde moitié du
dix-hiutième siécle aussi à cause d’une certaine similitude des deux
instruments, toutefois il existe un très riche répertoire original, et il n’est
pas par accident que les auteurs étaient eux-mêmes des harpistes trés doués.
Provenant d’une
famille d’origines italiennes, Francesco Petrini naît à
Berlin au 1744 où il est élévé dans un milieu musical prestigieux : la
court de Frédéric le Grand de Prusse.
Devenu un
virtuose de l’harpe grâce aux enseignements du père, lui aussi harpiste de la
Chapelle musicale du souverain, c’est probablement pour lui que Carl Philipp
Emanuel Bach écrit au 1762 le “Solo fur die harfe”.
Au 1769 il
s'établit à Paris où il est accueilli par la Contesse De Genlis, harpiste
d’ecception, qui le définit “bon
joueur, bon instituteur et estimable compositeur”.
L’année
suivante il fait son début au Concert Spirituel où il obtient un excellent
succès.
A ses six
premières Sonates pour harpe et violon ad libitum s’ensuit une extraordinaire
production musicale d’ airs, divertissements, duos, concerts, exercices pour
pédales, morceaux de musique pour diverses formations de chambre, et une
Méthode pour harpe et le “Nouveau système de l'harmonie”.
Pendant la
Révolution il demeure à Paris et diverses oeuvres des années successives au
1800, portent le titre d’événements politiques. Malheureusement seulement
quelques unes de ses oeuvres a été rééditée.
Le Duo
pour deux harpes, op.30, édité par l’auteur même, étonne pour
la vitalité et l’exubérante vivacité des deux temps.
Jean-Aimé
Vernier est né à Paris au 1769. Violiniste de talent, il se dédie à l’étude de l’harpe à
pédales aussi et fait son début au Concert Spirituel au 1787 avec une Sonata de
sa propre composition.
Harpiste du
théâtre Feydeau jusqu’au 1813 et ensuite du Théâtre de l’Opéra, il continue
avec succès son activité d’instituteur et compositeur. Une de ses oeuvres, “la
Jolie Gouvernante”, est jouée au Théâtre du Cirque du Palais-Royal au 1798.
La date de sa
morte, avvenue certainement après le 1844, n’est pas connue avec précision.
Le Deuxième Duo pour deux harpes, op.30 est édité à Paris chez M.me Duhan
& C.ie et dédié à Madame Liepman Cerfberr.
Dans les trois
temps qui le constituent on peut noter un extraordinaire développement de la
technique instrumentale.
Fils de
Jean-Guillain, violoniste de la Chapelle Royale de Versailles, Jean-Baptiste
Cardon est
né à Rethel au 1760 et il développe dès son enfance une grande habileté avec
l’harpe.
Il s’établit à Paris chez la Contesse d’Artois
à laquelle il dédie quatre Sonates composées au 1785.
D’ autres compositions ont été dédiées au
Prince de Galles et à la Reine Marie Antoinette.
Au 1784 il publie “L'art
de jouer de la harpe démontré dans ses principes, suivi de deux sonates, dédié
aux amateurs de cet instrument”.
Avec la
Révolution française il décide de se déplacer en Russie où il vit comme
harpiste de Court, instituteur de Catherine II et il joue dans les théâtres les
plus imnportants.
Le Duetto III,
au caractère délicieusement galant, est tiré da la page parisienne des “Trois
duos a deux harpes” éditée chez Cousineau au 1785.
Guillaume-Pierre
Antoine Gatayes, fils du Prince de Conti et de la Marquise de
Silly, est né à Paris au 1774. Dès son jeune âge il est forcé au séminaire où
on lui donne le nom de Abbé Vénicourt, mais au 1788 il s’enfuit pour démarrer
avec la carrière de guitariste, chanteur et harpiste, et il commence à écrire
des Romances qui deviennent bientôt très populaires à Paris.
Auteur de la “Nouvelle
Mèthode de harpe “, il est élève de J.Baptist Krumpholtz formé à
l’école viennoise de Haydn. Sur la presse parisienne au sujet des Duos op. 7 on
lit qu’il s’agit de “Deux Sonates
du célèbre Krumpholtz arrangées en duos”, un sensible
hommage que Gatayes entend présenter à son Maestro, mort suicidaire à l’ âge de
seuls 41 ans. L’auteur introduit la musique avec une préface en vers: “Illustre
favori du Dieu de l'harmonie, toi, dont la Perte Excite Encore nos Regrets je
voluois, inspiré par la Melancolie, suspendre une guirlande à tes sombres
Cyprès. Mais les fleurs en étaient sans Vie. Et de leur peu d'eclat tout bas je
soupirois; alors, dans mon projet sentant que je succombe. Je change aussiôt de
dessein; j' éparpille un bouquet que composa ta Main, et de tes propres Fleurs
je viens orner la Tombe.”
Descendant
d’une noble famille vénitienne, Marie-Martin Marcel , Vicomte de
Marin, naît à St. Jean de Luz au 1769.
A sept ans il
est déjà en gré de composer et jouer du violon avec habileté, en se dédiant au
même temps à l’étude de l’harpe sous la direction de C.Hockbrucker et de
J.B.Krumpholtz.
Au jeune âge de 14 ans, au cours d’un séjour
en Italie, il est nommé membre de l’Académie Arcadia de Rome, pour son
extraordinaire habileté dans l’exécution de quelques fugues de Bach avec
l’harpe.
Membre de
l’Académie de Versailles, avec l’éclat de la Révolution et la confiscation de
tous ses biens, il s’enfuit en Engleterre où il continue sa brillante carrière
concertiste et où il se lie d’amitié avec Muzio Clementi qui adapte au piano
quelques unes de ses compositions pour harpe, fait unusuel, vue que normalement
il arrive le contraire. Rentré en France, il démeure à Toulouse. Les fondaments
de sa didactique, à travers les élèves Bochsa et Labarre, influencent les
harpistes des diverses générations, à partir de E.Parish-Alvars.
F.J.Fètis
exprime à ses égards: “Comme violoniste il a été le dilettante plus célèbre de
son temps, comme harpiste, il n’a jamais eu d’ adversaires”.
Marin
expérimente des nouvelles formes expressives, tout en s’éloignant du langage
commun de ses contemporains et, même s’il reste sous beaucoup d’aspects digne
fils du XVIII siècle, du point de vue stylistique ses compositions peuvent être
définies pré-romatiques.
En examinant
ses oeuvres, on reste frappés par la difficulté technique, en particulier pour
le Duo pour deux harpes, op.17, exécuté
pour la prémière fois le 26 Mai 1802 par le même Marin avec l’acclamée virtuose
Anne Marie Steckler, veuve de Krumpholtz.
Emanuela Degli Esposti et Davide
Burani
Emanuela
Degli Esposti, diplomata con il massimo dei voti sotto la guida di Alba Novella
Schirinzi al Conservatorio di Bologna, sua città natale, ha completato gli
studi con Judith Liber presso la Rubin Academy di Tel Aviv .
Premiata
a vari concorsi, per diversi anni ha collaborato come prima arpa con
l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, la RAI di Napoli e Milano, i Teatri di Genova e Bari e l’Orchestra della Radio Svizzera Italiana di Lugano, suonando anche sotto la direzione di Mehta, Prètre,
Muti, Oren, Chailly, Inbal, Berio.
Ha
effettuato prime esecuzioni di noti autori contemporanei all’Accademia Chigiana
e presso importanti Istituzioni europee.
Come
solista e camerista svolge attività concertistica
in Italia e all’estero (Chamber Orchestra of Europe, Geneva Chamber
Orchestra, I Virtuosi Italiani,
Octandre, Uberbrect, A. Scarlatti).
Tra le
sue incisioni, di particolare rilievo un CD di autori contemporanei per Fonit
Cetra, il Concerto di Mozart per la
California Arts Fondation, le Sonate Concertanti
di L. Spohr e un Recital Solistico per
La Bottega Discantica, Autori Italiani con il Quartetto
Notturno per la Tactus.
Il suo
interesse per la ricerca l'ha portata alla riscoperta di composizioni che, pubblicate nella collana urtext UT Orpheus,
sono state inserite nei programmi di concorsi internazionali.
Tra le
sue pubblicazioni per la didattica, vi è anche un testo sulla prassi esecutiva
del “Solo fur die harfe” di C.P.E.Bach .
Ha
fatto parte della giuria di prestigiosi Concorsi internazionali, tra cui quello
di Monaco (1999) e Israele (1998-2003).
E’
titolare della cattedra di arpa al Conservatorio Arrigo Boito di Parma .
www.emanueladegliesposti-harp.com
Davide Burani, nato a Modena, diplomato in
pianoforte e in arpa con il massimo dei voti, ha conseguito cum laude il Diploma Accademico di secondo livello presso il Conservatorio
“Arrigo Boito” di Parma, sotto la guida di Emanuela Degli Esposti.
Ha
compiuto studi di perfezionamento con Judith Liber, Fabrice Pierre e Ieuan Jones (presso il Royal College di Londra),
e si è classificato tra i vincitori di numerosi Concorsi Nazionali ed
Internazionali, come il Concorso di Castrocaro Terme per il miglior diplomato
d’Italia ed. 2002, il Concorso Internazionale “Tournoi International de Musique”
– XI edizione (finalista a Salon de Provence – Francia) e il Concorso
Internazionale di Fivizzano “Music World” ed. 2004, dove ha ottenuto il primo
premio nella sua categoria.
Collabora
con l'Orchestra della Radio Svizzera Italiana, con la Fondazione Toscanini, con
i Virtuosi Italiani ed è parte integrante dell'AdM Ensemble, dell’Ensemble Gli
Archi Italiani e dell'Icarus Ensemble.
Attivo
sia in campo concertistico che in quello didattico, ha proposto e propone
progetti di valorizzazione e divulgazione dell’arpa presso le Istituzioni
scolastiche di ogni ordine e grado, avendo al suo attivo numerose pubblicazioni
a scopo didattico e trascrizioni di brani per arpa.
E’
stato invitato in importanti stagioni concertistiche, e si è esibito, tra gli
altri, presso il Teatro dell’Opera di Praga, il Teatro Comunale di Modena, il
Palazzo Ducale di Venezia, dove, in occasione dell’apertura delle celebrazioni
mozartiane, ha eseguito, il 27 gennaio 2006, il Concerto per flauto, arpa e
orchestra di Mozart (flauto Giovanni Mareggini).
E'
docente di arpa presso l'Istituto Diocesano di Musica Sacra di Modena.
www.davideburani.com
Il Duo Di Arpe David
si è formato
con l'intento di valorizzare un repertorio significativo, in gran parte ancora
sconosciuto, che si sviluppa nell l'arco di tre secoli.
In occasione del Festival di Cremona “Mondo
Musica” 2006, ha proposto un programma di musiche originali che è stato
particolarmente apprezzato e illustrato nel corso di un'intervista esclusiva di
Nicola Campogrande su Radio Tre Suite.
www.emanueladegliesposti-harp.com
The
“Duo D'Arpe David” has been set
up with the intention to enhance a significant repertory yet unknown, developed
in the space of three centuries.
In
the occasion of the Cremona Festival “Mondo Musica” 2006, it has proposed a
program of original music, very appreciated and illustrated during an exclusive interview by Nicola
Campogrande on the Radio Three Suite.
Le ˝Duo D’Arpe David˝ a été constitué dans l’intention
de valoriser un répertoire significatif qui se développe tout au long de trois
siècles, dont une grande partie est encore enconnue.
A l’occasion du Festival de Cremona «Mondo Musica
2006», il a proposé un programme de musiques originelles qui a été
particulièrement apprécié et illustré au cours d’une interview exclusive de Nicola Campogrande sur Radio Trois Suite.
Recorded by: Fabio Feggi in Ferrara , Spring 2007
Harps: golden 23 Lyon – black Apollo Salvi
Cover: particular from painting “Madame De Genlis et les enfants du Duc
d'Orleans” di Jean-Antoine Thèodore Giroust (1791) – Museum of Versailles
We devote the recording of the CD to Judith Liber
Duo D'Arpe
David : Emanuela Degli Esposti, Davide Burani
Enregistré par Fabio Feggi à Ferrara , Printemps 2007
Harpes: golden 23 Lyon – black Apollo Salvi
Couverture: détail du tableau “Madame De Genlis et les enfants du Duc
d'Orleans” de Jean-Antoine Théodore Giroust (1791) – Musée de Versailles
Nous
dédions ce travail à Judith Liber
DISCANTICA 160