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BDI 158 |
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Liszt, Messiaen, Bach, Satie, Duprè, Langlais, Canto Gregoriano |
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Concordia Discors - Echi gregoriani nella musica d'organo |
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Danilo Zeni, direttore - Francesco Finotti, organo - Officium
Consort |
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97' 19'' |
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DDD |
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(2
CD) |
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track |
compositore e titolo |
durata |
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1 |
Franz Liszt - Excelsior! |
3' 12'' |
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2 |
Gregoriano - Plasmator hominis |
2' 5'' |
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3 |
Olivier Messiaen - Apparition a l'eglise eternelle |
7' 7'' |
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4 |
Gregoriano - Veni creator |
1' 27'' |
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5 |
Johann Sebastian Bach - Komm. Gott, Schopfer Heiliger Geist BWV 667 |
2' 44'' |
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6 |
Gregoriano - Acceptabis Communio |
1' 17'' |
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7 |
Johann Sebastian Bach - Passacaglia e Fuga |
14' 6'' |
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8 |
Erik Satie - Kyrie (messe des Pauvres) |
9' 7'' |
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9 |
Marcel Dupre' - Cortege et Litanie op. 19 n. 2 |
6' 6'' |
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10 |
Marcel Dupre' - Evocation |
7' 51'' |
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11 |
Gregoriano - Requiem eterna |
5' 5'' |
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12 |
Jean Langlais - Mors et resurrectio op. 5 n. 1 |
5' 58'' |
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13 |
Gregoriano - Lux Eterna Communio |
1' 0'' |
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14 |
Franz Liszt - Lux Eterna |
2' 26'' |
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15 |
Franz Liszt - les morts |
10' 23'' |
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16 |
Gregoriano - Pange Lingua |
1' 54'' |
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17 |
Marcel Dupre - Pange Lingua op. 38 n. 10 |
1' 13'' |
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18 |
Marcel Dupre - Placare Christe servulis Toccata op. 38 n.
16 |
2' 20'' |
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19 |
Gregoriano - Placare Christe servulis |
1' 57'' |
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20 |
Gregoriano - Jesu Redemtor omnium |
1' 39'' |
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21 |
Marcel Dupre' - Il mondo nell'attesa del Salvatore |
7' 28'' |
Concordia discors
Echi
gregoriani nella musica d’organo
Quando nell'alto medioevo si formarono le comunità
monastiche, la stesura delle prime regole tentò di mettere in pratica quegli
insegnamenti che gli stessi evangeli facevano risalire alla figura del Cristo.
Alla celebrazione liturgica della messa, comune anche ai laici e che li vincola
alla presenza costante in ogni festività, vennero accostate numerose occasioni
di preghiera comunitaria, che con il loro scandire l'intero trascorrere delle
ventiquattro ore, potessero dare rilievo e valore alla costante presenza della
divinità nelle menti e nei cuori di tutti. Accanto al lavoro quotidiano, spesso
un lavoro fortemente orientato alla cura dei campi ma anche alla trascrizione
di moltissimi manoscritti (operazione non meno faticosa dei lavori agricoli),
la celebrazione collegiale di alcune ore del giorno e della notte aveva lo
scopo di ricordare sempre a tutti la necessità della presenza divina. L'insieme
di tutte queste preghiere prese il nome di liturgia
delle ore, e come tale venne sistematicamente disposta nei codici più
belli, destinati sia alla attività della comunità monastica sia, in veste più
esteriore e talvolta esasperatamente decorata, alle mani di alcune importanti e
ricche famiglie dell'epoca.
Una attività tanto capillare come la liturgia delle ore
naturalmente poteva essere condivisa solo ed esclusivamente presso comunità
monastiche, che potevano e dovevano dedicare l'intero tempo alla contemplazione
e alla preghiera; altrettanto non avvenne con il clero secolare, che per la
propria azione nei confronti dei laici era costretto a interagire con questi
ultimi, riconoscendone anche gli ovvi impegni: anche per questo motivo quindi
pian piano la celebrazione della liturgia delle ore al di fuori dei conventi
venne a essere addensata e circoscritta ad alcuni momenti riconosciuti come più
significativi e più importanti degli altri, i vespri e le lodi tra tutte.
L'occasione di provvedere ad una celebrazione collegiale almeno una volta nella
giornata, quando questa si avviava all'imbrunire e alla sua naturale
conclusione, portava al desiderio di riservare anche in ambito secolare un
momento di particolare attenzione alla preghiera, slegata dall'obbligo della
celebrazione della messa e quindi ancor più orientata alla meditazione. In
questo senso furono molte le chiese che vollero aprire ai laici la possibilità
di partecipare a queste occasioni di preghiera, che furono e sono sempre e
comunque indissolubilmente legate al canto: è la preghiera stessa ad essere
musicale («chi canta prega due volte», diceva Sant'Agostino), oppure è la
musica a farsi preghiera intensa, accorata, ispirata: e la devozione assoluta
che contraddistingue questi momenti si fonde anche alla professionalizzazione
del canto e della esecuzione, giungendo a vertici assoluti di arte e di
preghiera.
Anche successivamente, quando al prevalere del canto
gregoriano si sovrapporranno la polifonia prima e la musica concertata poi, il
canto cristiano per eccellenza mantenne una propria posizione molto più
continua ed importante di quanto le storie della musica non siano oggi solite
attribuirgli. Non solo la normale celebrazione continuò sempre con la proposta
del gregoriano – tanto che fu l'altra
musica a essere eccezione destinata a solennizzare e ad enfatizzare le feste
più ricche e significative – ma l'eco di una musica così interiore e così
profonda prese a circolare anche all'interno di numerose altre composizioni che
a questo genere si ispirano e si uniformano, soprattutto quando ad avvicinarsi
loro è l'organo, altro elemento destinato fin ben da prima del concilio di
Trento ad essere lo strumento ecclesiastico per eccellenza. A ben vedere, vera
o presunta che sia l'agiografica narrazione circa la funzione che la Missa papae Marcelli del Palestrina ebbe
come garanzia e continuità della musica polifonica, sono questi due organismi a
fornire alla preghiera ecclesiale autentici vertici di spiritualità:
l'identificazione dell'organo con l'edificio che generalmente lo ospita –
strada peraltro un poco troppo facile, pericolosamente in discesa... – ha
sottratto spesso il giusto valore e una corretta visione soprattutto della
musica organistica 'laica', a sua volta di grande interesse e di assoluto
rilievo.
La scansione dei brani, qui alternati a voler rafforzare il
titolo del disco e a riproporre pratiche ben note, conforta l'ascoltatore
proponendo non una scontata serie di composizioni oggi forse persino troppo
note, ma contribuendo a ripescare autentici capolavori nell'inesauribile
bagaglio di quell'otto e novecento troppe volte ingiustamente dimenticati: la
spiritualità di Marcel Dupré (Evocation),
che trascolora nel misticismo del proprio allievo Olivier Messiaen e che li
unisce in una unica visione fatta allo stesso tempo di rigore esecutivo e di
impareggiabile fantasia creativa, si fonde all'impegno di sapore quasi
calvinista del luterano Bach, qui presente in scelte lungi dall'essere
scontate. Evitando un percorso dejà vu,
la scansione di questo prezioso doppio discografico prevede la esecuzione di Mors et resurrectio di Jean Langlais,
compositore tradizionalmente vicino alla comunità monastica di Solesmes dalla
quale certamente mutua non solo la apparente semplicità del discorso ma anche
una visione salvifica del trapasso del corpo piuttosto che la tenebrosa visione
romantica (e ancor prima medievale) che di un momento tanto difficile della
'commedia umana' dà il cupo Franz Liszt. La serenità del cristiano viene
dipinta con attenzione persino da un insolito ed originale Erik Satie, qui non
più antiformalista o ironico pianista da cabaret ma più che mai mistico e
devoto nella sua Messe des Pauvres
(qui presente con il Kyrie), brano
che sollecita sospetti concreti e forti di una eco profonda del suo peraltro
momentaneo aderire all'esoterismo dei Rosa Croce.
Le musiche presentate e la sagace scelta compilativa
uniscono e non accostano banalmente la purezza della voce umana e la
complessità dell'organo: il sottile filo rosso che unisce il gregoriano
autentico con la propria eco prevalentemente romantica e post-romantica
giustifica una simbiosi altrove rara e traccia una strada sulla quale – è
facile prevederlo – potrà e dovrà incamminarsi lo stesso evolvere della
liturgia e della spiritualità attuale.
Franco Rossi – Venezia, 2007
CURRICULA
Officium Consort
L’Officium Consort di Pordenone è il
risultato di un progetto formativo iniziato qualche anno fa, dedicato
all’interpretazione del canto corale ad indirizzo polifonico, particolarmente
rivolto alla vocalità virile, tenuto dal compianto maestro Piergiorgio Righele.
Superata la fase sperimentale, il gruppo ha intrapreso un percorso di ricerca
di progetti musicalmente e stilisticamente organici e coerenti, volgendo la
propria attenzione in particolare al repertorio gregoriano, alla prepolifonia
ed ai mottetti rinascimentali. Nel 1999 si è aggiudicato il secondo posto nella
categoria di canto gregoriano al 38° Concorso Internazionale di Canto Corale C. A. Seghizzi. Nel 2004 ha vinto il
secondo premio nella categoria Canto Monodico Cristiano al Concorso Polifonico
Internazionale Guido d’Arezzo
(miglior coro italiano). Nel 2005 l’Officium
Consort si classifica nella fascia di eccellenza alla X edizione di “Corovivo”- Confronti Corali Itineranti
del Friuli Venezia Giulia. Sue esecuzioni sono state registrate dalla RAI e da
ORF.
I
cantori:
Marco
Casonato, Michele Da Ros, Francesco Del Bianco, Marco Della Putta (solista
nelle tracce 2-4, CD2), Alessandro Drigo, Daniele Fabbro, Sandro Giusti,
Stefano Giusti, Nicoló Pasello (solista nella traccia 8, CD1), Massimo Piani,
Pio Francesco Pradolin, Pietro Santoro, Claudio Zinutti.
Danilo Zeni, direttore
Dopo
aver conseguito il diploma in Pianoforte presso il Conservatorio G. Tartini di Trieste, Danilo Zeni ha
approfondito la propria preparazione nel campo della direzione corale con i
maestri Piergiorgio Righele e Giorgio Mazzucato. Dall’estate 2003 è direttore
dell’Officium Consort di Pordenone,
con il quale si è aggiudicato il secondo premio al 52° Concorso Polifonico
Internazionale Guido d’Arezzo nella
categoria riservata al Canto Monodico Cristiano. Attualmente è componente della
Commissione Artistica dell’U.S.C.I FVG, Unione delle Società Corali del Friuli
Venezia Giulia e membro della Commissione per la Musica Sacra della Diocesi di
Vittorio Veneto. Esercita l’attività di docente di pianoforte presso alcuni
Istituti Musicali e collabora frequentemente, come cantore, con importanti cori
nazionali. È direttore fin dalla
fondazione del Coro “San Tomaso” di Caneva.
Francesco Finotti,
organista
Allievo di Istvan Koloss (Budapest) e Jean Guillou
(Parigi), nel 1978 ottiene il Primo Premio al Concorso Internazionale d’Organo
“Franz Liszt” di Budapest (Ungheria).
Insegnante al Conservatorio “Pollini” di
Padova e ai Corsi di Alto Perfezionamento “Scuola d’Organo” della Fondazione
Romano Romanini di Brescia, si misura con le problematiche di una moderna
progettazione e costruzione del proprio strumento. Realizza un suo sistema di
calcolo al computer dei corpi sonori e pubblica la prima edizione italiana
(Luglio ’99) delle opere teoriche di Aristide Cavaillé-Coll, il grande
costruttore d’organi.
La sua discografia comprende musiche di Robert
Schumann, Franz Liszt, César Franck, Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus
Mozart. Numerose registrazioni radiofoniche sono trasmesse dalle più importanti
emittenti europee.
È organista onorario del Duomo di San Lorenzo in
Abano Terme – Padova.
PROGRAMMMA
Concordia discors
Echi
gregoriani nella musica d’organo
Francesco
Finotti – organo
Officium
Consort – Pordenone, Danilo Zeni - direttore
CD 1
1 Franz Liszt (1811 - 1886)
Excelsior! Preludio, dalla Missa pro Organo organo 3’ 12’’
2 Plasmator hominis inno, VIII modo
organum
alla quarta gregoriano
2’ 05’’
3
Olivier Messiaen (1908 - 1991)
Apparition de
l’église éternelle
(Visione dell’Eternità della Chiesa) organo 7’ 07’’
4
Veni
Creator inno, II modo gregoriano
1’ 27’’
5
Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Komm, Gott,
Schöpfer, Heiliger Geist BWV 667 organo 2’ 44’
6 Acceptabis Communio, IV
modo gregoriano
1’ 17’’
7
Passacaglia e Fuga in Do minore BWV 582 organo 14’ 06’’
8 Erik
Satie (1866 - 1925)
Kyrie dalla Messe des Pauvres coro
e organo 9’ 07’’
9 Marcel Dupré (1886 – 1971)
Cortège et Litanie op. 19. nr 2 organo 6’ 06’’
Durata
totale: 47’ 58’’
_________________________
CD 2
1 Marcel Dupré (1886 - 1971)
Evocation, poema sinfonico, III mov.Allegro deciso organo 7’ 51’’
2
Requiem aeterna, Responsorio grad., II modo gregoriano
5’ 05’’
dalla Messa dei Defunti
3 Jean Langlais (1907 - 1991)
Mors et resurrectio op. 5 nr. 1, parafrasi organo 5’ 58’’
4 Lux aeterna Communio, VIII
modo gregoriano
1’ 00’’
dalla Messa dei Defunti
5 Franz Liszt
Lux
aeterna, postludium, da Requiem für die orgel organo 2’ 26’’
6 Les morts ode funebre 10’
23’’
7 Pange lingua inno, III
modo gregoriano
1’ 54’’
8 Marcel Dupré
Pange lingua op. 38 nr. 10 (canto fermo
in Pedale) organo 1’ 13’’
9
Placare Christe servulis, Toccata, op. 38 nr. 16 2’ 20’’
10 Placare Christe servulis
inno, VIII modo gregoriano
1’ 57’’
11 Jesu Redemptor omnium inno, I modo gregoriano
1’ 39’’
12 Marcel Dupré (1886
- 1971)
Il mondo
nell’attesa del Salvatore dalla “Sinfonia Passione” op. 23
I mov. Allegro agitato organo 7’ 28’’
Durata
totale: 49’ 21’
Concordia discors
Echi
gregoriani nella musica d’organo
CD 1
Franz Liszt, Excelsior! Preludio
per organo, Coro ad libitum. Breve
composizione risalente al 1874, per l’inaugurazione del campanile del Duomo di
Strasburgo. Sin dall’inizio manifesta un singolare trattamento degli unissoni,
supportati da procedimenti modulatori di grande libertà. Il cantus firmus centrale dipana un sottile
melisma nel quale non è difficile scorgere un richiamo alla modalità
gregoriana.
Plasmator
hominis (Creatore di uomini, Dio…) Inno dell’
ottavo modo, dedicato alla Creazione (dal libro della Genesi), eseguito
generalmente all’ufficio dei vesperi del venerdì. A causa dell’assenza della
nota vaga (Si b), la melodia si presta ad essere amplificata con l’aggiunta di
una voce alla quarta ed il raddoppio all’ottava, prassi adottata in tempi
antichissimi.
Olivier Messiaen, Apparition de l’Église eternelle (Visione dell’eternità della
Chiesa). “Musica solida e compatta come un blocco di pietra. Ma le chiese
materiali sono il simbolo della Chiesa spirituale, fatta di pietre viventi“. È
il commento dell’autore per questo brano apparentemente semplice, minimalista,
del “primo periodo“ (1932) del grande compositore francese. Esso cela in realtà
una raffinata concezione armonica e ritmica, strutturata in quattro sezioni
all’interno delle quali si configurano progressioni accordali dove si
contrappongono grappoli di accordi a quinte vuote, quarte aumentate. Il Basso
scandisce il ritmo in figure di metri antichi, principalmente giambico, trocheo
e spondeo.
Veni Creator (Vieni, Spirito creatore…). Inno dell’ottavo modo, dedicato allo
Spirito Santo, proprio dei secondi vesperi della festa di Pentecoste, cantato a
chiusura della liturgia serale.
Johann Sebastian
Bach, Komm, Gott, Schöpfer, heiliger Geist BWV
667. Parafrasi bachiana del celebre inno gregoriano Veni Creator, nell’adattamento di
Lutero. Già trattato in forma breve nel suo
Orgelbüchlein - Piccolo Libro d’Organo nr. 33, ripreso a Lipsia con
l’aggiunta di uno sviluppo “quasi fantasia“. La doppia esposizione consente di
apprezzare il cantus firmus al
Soprano nella prima parte, al Basso nella seconda, lasciando al contrappunto
delle tre parti manuali il compito di disegnare una moltitudine di linee
melodiche di sorprendente mobilità, richiamando all’attenzione dell’ascoltatore
il senso della pienezza dello Spirito discendente sugli uomini.
Acceptabis (Gradirai i sacrifici…). Communio appartenente al quarto modo,
proprio della messa nella decima domenica dopo Pentecoste. Ripete una formula
tratta dall’ultimo verso del Misere mei
Deus, secundum magnam misercordiam tuam: cantato sia in occasione
dell’Ufficio dei defunti che in quello del Triduo pasquale, all’inizio
vespertino del Giovedì Santo (in Coena
Domini).
Johann Sebastian Bach, Passacaglia e fuga in Do minore BWV 582. Riprendendo l’incipit
dell’Acceptabis gregoriano, Bach
realizza una caleidoscopica sovrapposizione perenne di linee, sostenute da un
disegno ostinato, quale metamorfosi e progressiva trasformazione di un unico
elemento costitutivo. Nella successione delle venti variazioni, l’affascinante
e misteriosa intonazione gregoriana diventa il tema della Fuga seguente,
ventunesima verosimile variazione, coronata al termine dall’improvvisa
sospensione sull’accordo napoletano, preludio della trionfante conclusione.
Erik Satie, Kyrie dalla Messe des Pauvres (1895). Destinata a
due organi e un coro di bassi e alti all’unissono, questa breve composizione
ripropone uno stile “medioevale“ comune ad altre pagine dello stesso periodo
(Ogives, Sonneries de la Rose-Croix, Danses gothiques). I due gruppi vocali si
alternano su un fondo sonoro affidato di volta in volta ad un piccolo organo
“corale“ cui si contrappone un vero “grande organo“.
Marcel Dupré, Cortège et Litanie op. 19 nr. 2 (1922). Dittico originariamente destinato ad un insieme orchestrale,
richiama attraverso il suo tema sereno, semplice ed ostinato, l’officio delle
litanie quale preghiera degli umili.
CD 2
Marcel Dupré, Evocation
op. 37 (1941), poema sinfonico, III movimento Allegro deciso. Dedicata alla memoria del padre, Albert Dupré,
organista a Saint-Ouen di Rouen, la Cattedrale celebrata nell’incomparabile
serie di pitture di Monet, richiama alla memoria gli offici liturgici e le
solenni processioni che caratterizzarono la sua vita di giovane organista sul
magnifico strumento di Cavaillé-Coll.
Requiem
aeternam (Riposo eterno…) – Graduale del
secondo modo, tratto dal repertorio della Messa per i defunti, cantato tra le
Letture e il Vangelo. Melodia per la gran parte dovuta a centonizzazione di
formule melodiche più antiche, appartenute probabilmente alla cappella papale e
quindi di tradizione romano antica. Esempio tra i più chiari e significativi del
processo di ibridazione tra la tradizione pre-gregoriana romano-antica e quella
franco-gallicana, da cui ebbe origine il repertorio gregoriano.
Jean Langlais, Mors et resurrectio (1934) op. 5 nr. 1. Parafrasi gregoriana appartenente al primo periodo di composizione,
caratterizzato da contrapposizioni di linguaggi di epoche diverse, nelle quali
il ricorso a temi gregoriani è l’elemento fondante di una scrittura modale.
Lux aeterna (L’eterna luce risplenda…) – Tratto dal repertorio proprio della Missa pro defunctis, è un breve ma
intensissimo communio (canto della comunione) dell’ottavo modo.
Franz Liszt, Lux
aeterna, postludio da “Requiem“ (1883). Adattamento all’organo di una
composizione risalente al 1868 per coro maschile, organo e insieme di ottoni,
dedicata alla memoria dei genitori e del figlio. Il Postludium è l’elaborazione
musicale del testo corrispondente Requiem
aeternam, nell’originale connesso all’Agnus
Dei. Lo stile rarefatto che contraddistingue tutte le composizioni
dell’ultimo periodo si evidenzia in questa brevissima pagina con grande
eloquenza, sostenuto da un tessuto armonico nel quale la tonalità diventa
sempre più ricordo.
Les Morts, (Ode funebre). Profondamente
colpito dalla morte del figlio Daniel, nel 1860, Liszt predispone questo poema
organistico su testo di Lamennais. Lo stile recitativo, già affrontato in molte
altre composizioni (Orpheus, Dante-Symphonie,..) si ripropone qui in un
contesto nel quale il rapporto musica-parola risulta dei più eccellenti: “Sono
passati su questa terra; Hanno disceso il fiume del tempo; Si udivano le loro
voci sui bordi, e poi nulla. Dove sono? Chi lo dirà?”
Pange lingua (Canta, o mia lingua, il mistero…). Inno del III modo, tratto dal
repertorio dell’Ufficio, dal Liber
Hymnarius, viene eseguito nella festa del Corpus Christi. Inno usato in processione, la cui quinta strofa, Tantum ergo, veniva cantata, genuflessi,
all’esposizione del Santissimo.
Marcel Dupré, Pange
lingua, op. 38 nr. 10, Placare Christe servulis, Toccata op. 38 nr. 16:
rispettivamente decimo ed ultimo di una
serie di 16 brevi composizioni, indicate come “corali”, composte su melodie
gregoriane destinate al canto dei vesperi e raccolte in una antologia
intitolata “Le Tombeau de Titelouze”.
Placare
Christe servulis (Ti placa, o Cristo, coi servi…)
– Inno del VII modo, tratto dal repertorio dell’Ufficio, dal proprio della
festa di tutti i Santi, eseguito ai vesperi del primo Novembre.
Jesu
redemptor omnium (Gesù, Redentore di tutti…) Inno
del I modo, tratto dal Liber Usualis,
cantato ai primi vesperi del Natale, in chiusura, al termine dei salmi.
Marcel Dupré, Il mondo nell’attesa del Salvatore,
dalla Sinfonia Passione op. 23 (1924), I movimento Allegro agitato. Brano dalla inusitata forza ritmica, con accordi
staccati di grande complessità armonica sopra i quali si dipana l’inno Jesu redemptor omnium. La conclusione è
in forma di Canone all’VIII, rispettivamente al Soprano e al Basso, in un
crescendo vertiginoso di grande impatto drammatico.
TESTI (latino)
Pange lingua
Hymnus III
(SS. Corporis & Sanguinis Christi) - Liber hymnarius -
Pange, lingua gloriosi
corporis mysterium,
sanguinisque preziosi,
quem in mundi pretium
fructus ventris generosi
Rex effudit gentium.
Tantum ergo sacramentum
veneremur cernui,
et antiquum documentum
novo cedat ritui;
præstet fides supplementum
sensuum defectui.
Genitori, Genitoque
laus et iubilatio,
salus, honor, virtus quoque
sit et benedictio;
procedenti ab utroque
compar sit laudatio.
Veni creator spiritus
Hymnus VIII (Dominica
Pentecostes) -Liber usualis-
Veni, creator Spiritus,
mentes tuorum visita,
imple superna gratia,
quæ tu creasti pectora.
Qui diceris Paraclitus,
altissimi donum Dei,
fons vivus, ignis, caritas
et spiritalis unctio.
Deo Patri sit gloria,
et Filio quia mortuis
surrexit, ac Paraclito,
in sæculorum sæcula.
Requiem
æternam
Graduale II (Missa pro defunctis) - Graduale triplex -
Requiem æternam dona eis Domine:
et lux perpetua luceat eis.
V. In memoria æternam erit
justus :
ab auditione mala non timebit.
Requiem æternam dona eis Domine:
et lux perpetua luceat eis.
Lux æterna
Communio VIII (Missa pro
defunctis)
- Liber usualis -
Lux æterna luceat eis,
Domine:
cum sanctis tuis in æternum,
quia pius es.
V. Requiem æternam dona eis Domine,
Et lux perpetua luceat eis.
cum sanctis tuis in æternum, quia pius es.
Acceptabis
Communio IV (Dominica X post
Pentecostem)
- Graduale triplex -
Acceptabis sacrificium justitiæ,
oblationes et holocausta,
super altare tuum, Domine.
Kyrie
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Christe eleison, Christe eleison, Christe eleison.
Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.
Dixit Domine
Dixit (Dominus Domino) meo:
Sede a dextris mei.
Plasmator hominis
Hymnus VIII
(Organum alla quarta) - Liber
hymnarius -
Plasmator hominis, Deus,
qui, cuncta solus ordinans,
humum iubes producere
reptantis et feræ genus.
Qui magna rerum corpora,
dictu iubentis vivida,
ut serviant per ordinem
subdens dedisti homini.
Repelle a servis tuis
quidquid per immunditiam,
aut moribus se suggerit,
aut auctibus se interserit.
Da gaudiorum præmia,
da gratiarum munera;
dissolve litis vincula,
astringe pacis fædera.
Præsta, Pater piissime,
Patrique compar Unice,
cum Spiritu Paraclito
regnans per omne sæculum.
Amen.
Jesu Redemptor
omnium
Hymnus I (Nativitate Domini) - Liber usualis -
Jesu Redemptor omnium,
quem lucis ante originem,
parem paternæ gloriæ,
Pater supremus edidit
Tu lumen et splendor Patris,
tu spes perennis omnium :
intende quas fundunt preces
tui per orbem servuli.
Jesu tibi sit gloria,
qui natus est de Virgine,
cum Patre et almo Spiritu,
In sempiterna secula.
Placare
Christe Servulis
Hymnus VIII
(Festum Omnium Sanctorum) - Liber
Usualis
Placare Christe servulis,
Quibus Patris clementiam,
Tuae
ad tribunal gratiae,
Patrona
Virgo postulat.
…
Apostoli
cum Vatibus,
Apud severum judicem,
Veris reorum fletibus,
Exposcite
indulgentiam.
…
Deo
Patri sit gloria,
Natoque Patris unico,
Sancto
simul Paraclito,
In
sempiterna secula.
TESTI (Italiano)
Canta,o lingua, il mistero
del corpo glorioso
e del prezioso sangue
che il Re dei popoli,
frutto di nobile ventre,
effuse a riscatto del mondo
Adoriamo, dunque, prostrati
un sì grande mistero
e l’antica legge
ceda al nuovo rito.
La fede offra soccorso
All’insufficienza dei sensi.
Al Padre e al Figlio
siano lode e giubilo,
salute, onore,
potenza e benedizione;
uguale glorificazione sia a
Colui
che procede da entrambi.
__________
Vieni o Spirito creatore,
visita le menti dei tuoi
fedeli,
riempi di celeste grazia
i cuori che hai creato.
Tu sei il Paraclito,
il dono dell’Altissimo,
la sorgente viva, il fuoco,
la carità,
l’unzione della grazia.
Sia gloria a Dio Padre,
Al Figlio, che risorse
dai morti e al Paraclito,
per tutti i secoli dei
secoli.
___________
L’eterno riposo dona loro,
Signore,
e splenda ad essi la luce
perpetua.
V. In memoria eterna sarà il giusto,
non temerà
una cattiva fama.
L’eterno riposo dona loro,
Signore,
e splenda ad essi la luce
perpetua.
__________
La luce eterna risplenda ad
essi, Signore,
con i tuoi santi in eterno,
perché sei buono.
V. L’eterno riposo dona loro, Signore,
e splenda
ad essi la luce perpetua.
con i tuoi santi in eterno,
perché sei buono.
___________________
Accetterai il sacrificio di
giustizia,
le oblazioni e gli olocausti,
sul tuo altare, Signore.
_________________
Signore pietà, Signore pietà,
Signore pietà.
Cristo pietà, Cristo pietà,
Cristo pietà.
Signore pietà, Signore pietà,
Signore pietà.
________________
Disse
il Signore al mio Signore,
siedi alla mia destra…
_______________
O Dio, creatore dell’uomo,
che disponendo da solo ogni
cosa,
comandi alla terra di
generare
le razze dei rettili e delle
belve.
Tu che hai posto a servizio
dell’uomo
secondo il loro ruolo, assoggettandoli a lui,
i grandi corpi delle
creature,
vivificati dalla tua parola
ordinatrice.
Allontana dai tuoi servi
tutto ciò che per mezzo della
corruzione
o s’insinua nei comportamenti
o s’introduce nelle loro
azioni.
Dona il premio della gioia,
dona la ricompensa delle
grazie,
sciogli i legacci delle
contrapposizioni,
propizia vincoli di pace.
Concedi, o piissimo Padre,
unico Figlio, al Padre pari,
che con lo Spirito paraclito
regni per tutte le
generazioni.
Amen
___________
Gesù,
Redentore di tutti,
che
prima dell’apparire della luce,
uguale
alla gloria paterna,
l’eterno
Padre generò.
Sei luce, splendore del
padre,
speranza immortale di
tutti :
ascolta la preghiera dei tuoi
servi
che ti invocano da tutta la
terra.
O Gesù, nato dalla Vergine,
ricevi la nostra lode,
con il Padre e lo Spirito
per i secoli eterni
___________
Perdona,
Cristo, i tuoi servi,
per
i quali la Vergine patrona,
presso
il tribunale della grazia,
chiede
la clemenza di tuo Padre.
…
Oh
Apostoli e profeti,
davanti
al giudice severo,
di
fronte al sincero pentimento dei peccatori,
invocate
indulgenza.
…
Glorificato
sia il Padre
ed
il Figlio unigenito,
con
essi il Santo Paraclito,
per
sempre nei secoli.
DISPOSIZIONE FONICA
Positivo, C - c’’’’ 61
note
1. Principale
8' 2. Flauto
Camino 8' 3. Flauto
a cuspide 4' 4. Ottava
4' 5. Sesquialtera
II 6. Decima
V 2' 7. Settima
1’ 1/7 8. Piccolo
1’ 9. Cembalo
II 10. Tromba
8' 11. Cromorno
8' 12. Chamade
4’/16’ 13. Voce
Umana 8’ 14. Tremolo 15. I
16’/I 16. I
4’/I 17. III/I 18. III
4’/I 19. III
16’/I II Grand'Organo, C - c’’’’ 61 note 20. Principale
16' 21. Principale
8' 22. Corno
Camoscio 8' 23. Flauto
cilindrico 8' 24. Flauto
in VIII 4' 25. Ottava
4' 26. Terza
3’ 1/5 27. Duodecima
2' 2/3 28. Decima
V 2' 29. Mixtura
IV 30. Ripieno
II 31. Ripieno
IV 32. Flauto
da Concerto 8’ 33. Cornetto
V 8’ da g’ 34. Fagotto 16' 35. Tromba 8' 36.
Musette 16' 37.
Chamade 8' 38. II
4’/II 39. I/II 40. I
16’/II 41. I
4’/II 42. III/II 43. III
16’/II 44. III
4’/II |
III Récitativo Espressivo, C - c’’’’ 61 note 45. Viola 8' 46. Celeste 8' 47. Bordone 8' 48. Flauto da concerto 8' 49. Ottava 4' 50. Flauto del Colle 4' 51. Nasardo 2' 2/3 52. Ottavino 2' 53. Terza 1' 3/5 54. Larigot 1' 1/3 55. Ripieno V 56. Bombarda 16' 57. Tromba armonica 8' 58. Oboe 8' 59. Vox-Humana 8' 60. Clarone 4' 61. Espressioni divise 62. Campane 63. Tremolo 64. III 16’/III 65.
III
4’/III Pedale, C - g’ 32 note 66. Principale
32' 67. Contrabbasso
16' 68. Subbasso
16' 69. Bordone
16' 70. Gran
Quinta 10' 2/3 71. Basso
8' 72. Bordone
8’ 73. Tiorba
II 74. Flauto
4' 75. Flauto
2' 76. Controfagotto
32' 77. Bombarda
16' 78. Fagotto
16' 79.
Tromba 8’ 80.
Baryton 8' 81. Corno
di bassetto 4' 82.
I/Ped. 83.
II/Ped 84.
III/Ped 85.
I 4’/Ped. 86.
II 4’/Ped. 87.
III 4’/Ped. |
Accessori:
6 x 256 = 1536 combinazioni
componibili, sequenza, “Crescendo”, richiami delle combinazioni ed unioni,
“Ance“, “Fondi“, “Ripieni“, “Tutti“, possibilità di registrare l’esecuzione su
floppy disc.
PAGINA
TECNICA
Registrazione:
Duomo di San Lorenzo di Abano Terme/Padova, Dicembre 2006 - Febbraio 2007
Studio
Élite s.a.s. di G. Melloncelli & C., Sermide/Mantova - Italia
Un
particolare ringraziamento al parroco Don Antonio Toigo, che gentilmente ci ha
messo a disposizione il Duomo di San Lorenzo di Abano Terme.
DISCANTICA
158/159