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BDI 155 |
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Composizioni di Pasquini, Scarlatti, Bach, Handel, Marcello,
pergolesi, Basili, Brunetti, Morandi |
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L'Organo Gaetano Callido opus 103 (1775), Basilica di S.
Paterniano, Fano (PS) |
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Giovannimaria Perrucci, organo |
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71' 19'' |
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DDD |
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(1
CD) |
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track |
compositore e titolo |
durata |
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1 |
Bernardo Pasquini - Toccata in Sol |
6' 22'' |
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2 |
Domenico Scarlatti - Sonata K87 |
5' 21'' |
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3 |
Johann Sebastian Bach - Contrappunto V dall'Arte della Fuga BWV 1080
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4' 42'' |
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4 |
Johann Sebastian Bach - Pastorale BWV 590 - I |
2' 35'' |
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5 |
Johann Sebastian Bach - Pastorale BWV 590 - II |
3' 12'' |
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6 |
Johann Sebastian Bach - Pastorale BWV 590 - III |
3' 27'' |
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7 |
Johann Sebastian Bach - Pastorale BWV 590 - IV |
4' 51'' |
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8 |
Georg Friederich Handel - Concerto in Fa - Larghetto |
1' 45'' |
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9 |
Georg Friederich Handel - Concerto in Fa - Allegro |
2' 38'' |
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10 |
Georg Friederich Handel - Concerto in Fa - Siciliana |
1' 37'' |
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11 |
Georg Friederich Handel - Concerto in Fa - Presto |
2' 50'' |
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12 |
Benedetto Marcello - Sonata in Sol |
3' 15'' |
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13 |
Giovanni Battista Pergolesi - Sonata in Fa |
5' 31'' |
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14 |
Andrea Basili - Fuga in Sol min |
2' 43'' |
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15 |
Francesco Basili - Quattro versetti - n. 79 in Gesolreut 3 min
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1' 2'' |
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16 |
Francesco Basili - Quattro versetti - n. 56 in Alamire 3 minore
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0' 29'' |
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17 |
Francesco Basili - Quattro versetti - n. 50 in Alafa |
0' 58'' |
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18 |
Francesco Basili - Quattro versetti - n. 75 in Dlasolre 3 min
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0' 43'' |
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19 |
Antonio Brunetti - Sonata IV |
6' 14'' |
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20 |
Pietro Morandi - Pastorale per il S. Natale |
5' 28'' |
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21 |
Giovanni Morandi - Benedizione per il Venerabile - Andante
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2' 22'' |
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22 |
Giovanni Morandi - Benedizione per il Venerabile - Allegro
Vivace |
2' 30'' |
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Il programma
L’organaria veneta ha consegnato alle Marche, tra XVIII e XIX secolo, un numero considerevole di strumenti. Questi sostituirono spesso preziosi organi che riferiscono di una tradizione organaria locale, spesso in stretta relazione, oltre che con quella veneta, con la produzione umbra e fiamminga, come provato da numerosi documenti che attestano l’attività nelle Marche di importanti organari quali Vincenzo Quemar - alias Beltrami o Fulgenzi -, Luca Blasi, Sebastiano Hay, Vincenzo Colombi.
In un certo senso dunque, il nostro strumento, nel fondere insieme l’estetica fonica neoclassica con quella decorativa rinascimentale, può considerarsi un segno di ossequio nei confronti della storia che lo precede.
La scelta di un repertorio adatto a mettere in risalto il pregio di questo organo nasce, ovviamente, dall’analisi delle sue stesse caratteristiche. La presenza di registri di tipico colore veneziano ed al contempo di una tastiera estesa al basso, dotata di controttava, ha portato alla selezione di brani strettamente legati all’ambiente veneto e marchigiano dell’epoca ed al contempo alla esecuzione di brani di musica “assoluta” che solo la presenza di una prima ottava cromatica può consentire su strumenti italiani di questo periodo.
ll programma proposto unisce pertanto brani di celebri autori (Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, Georg Friedrich Haendel) a composizioni, in buona parte inedite, di autori locali più o meno noti, che molto hanno rappresentato nel panorama musicale sette/ottocentesco e non solo in ambito locale, a testimonianza di un utilizzo vivo ed espressivo di questo tipo di strumento.
Per una più approfondita lettura del repertorio registrato, diamo alcune informazioni relative agli autori ed alle composizioni meno note:
La Toccata di Bernardo Pasquini è tratta da una copia, conservata presso la Biblioteca del Conservatorio “Cherubini” di Firenze, di un manoscritto contenente 7 Toccate di Pasquini, custodito presso il British Museum di Londra. L’edizione moderna è della Zanibon.
Il Concerto di Gerog Friedrich Haendel Op. IV/5, Hwv 293, è nella trascrizione curata da John Walsh nel 1738
La sonata di Benedetto Marcello è conservata presso la Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli e recentemente edita da Armelin Musica.
Andrea Basili, nativo di Città della Pieve, compì gli studi musicali a Roma con Tommaso Bernardo Gaffi, fu maestro di cappella della Cattedrale di Tivoli. Trasferitosi a Roma, nel 1732 diventò membro dei musicisti del Campidoglio e nel 1738 della Congregazione di Santa Cecilia. Dal 1740 fu maestro di cappella della Santa Casa di Loreto, posizione che tenne sino alla morte avvenuta nel 1777.
La fuga in Sol minore è tratta da un’opera teorica pubblicata a Venezia nel 1776 dal titolo “Musica universale armonico pratica”. Essa presenta una serie di composizioni di carattere didattico, scritte sulle 24 tonalità (maggiori e minori) della scala. Secondo la descrizione di Giovanni Tebaldini: «Ogni esercizio comprende un basso d’armonia, l’impianto di una fuga od una fuga completa a quattro parti, una composizione libera (Capriccio, Sonata, Canone, Estro Pastorale, etc.). Le Fughe complete sono in numero di quindici e si rivelano - del pari che le composizioni libere - degne del più alto interesse per la storia della musica».
Figlio di Andrea, Francesco Basili dimostrò ottime doti musicali in tenerissima età. Alla morte del padre si trasferì a Roma, studiando con Giuseppe Jannacconi e qui, nel 1783, fu aggregato alla Accademia di Santa Cecilia. In seguito, contemporaneamente all’incarico di Maestro di Cappella (a Foligno, Macerata e Loreto), Basili si fece apprezzare in molte città italiane come operista. Dal 1827 ricoprì l’incarico di “Censore” del Conservatorio di Milano, ruolo che lo lega alla celebre vicenda della “bocciatura” del giovane Giuseppe Verdi. Insoddisfatto dell’incarico, nel 1837 succede al Fioravanti come Maestro della Cappella Giulia in San Pietro a Roma, ove morì nel 1850.
I quattro versetti registrati appartegono ad una raccolta dal titolo “Versetti / composti in toni diversi / dal Maestro Franco Basilj / a diletto della Nobile Donzella / Sig.ra Matilde Perozzi”. Si tratta di un inedito manoscritto, di proprietà di chi scrive, di cui non risultano altri esemplari; consta di 96 brevi versetti, divisi in 16 differenti Toni, caratterizzati da una inesauribile inventiva e varietà di linguaggio.
Antonio Brunetti, nato a Pisa intorno al 1760, fu Maestro di Cappella dapprima a Chieti, ad Urbino e quindi a Macerata. Membro dell’Accademia Filarmonica di Bologna, compose opere teatrali e molta musica sacra tra cui uno Stabat Mater “all’imitazione dell’esimio Sig. Pergolesi” che risulta in realtà un adattamento di una composizione del 1764 di suo zio Giovanni Gualberto.
Padre del più celebre Giovanni,
Pietro Morandi, bolognese di nascita, fu allievo di Padre Martini e, dal
1764, membro della Accademia
Filarmonica di Bologna. Dallo stesso anno fu stimatissimo Maestro di Cappella
al Duomo di Pergola e, successivamente, a Senigallia, città ove morì nel 1815.
The Venetian organ builder constructed a considerable number of
instruments in the Marche between the 18th and 19th
Centuries. These often replaced fine organs that related to the local organ
tradition, often closely linked with Umbrian and Flemish, as well as Venetian
production, as is shown in numerous documents that indicate the presence in the
Marche of important organ builders such as Vincenzo Quemar - alias Beltrami
or Fulgenzi -, Luca Blasi, Sebastiano Hay and Vincenzo Colombi.
This instrument, therefore, by blending together Neo-classical sound
quality with Renaissance decorative style, might in a certain sense be regarded
as paying tribute to the history that precedes it.
The choice of repertoire that best demonstrates the quality of this
instrument is obviously created from an analysis of its own particular
characteristics. The presence of registers of typical Venetian tone colour and
at the same time of a keyboard with an extensive base range, together with a
counter-octave, has led to the selection of pieces closely linked with Venetian
and Marche music of the period and at the same time to the performance of
“absolute” music which could only be played on Italian instruments of the
period which had an initial chromatic octave.
The programme therefore brings together pieces by famous composers
(Johann Sebastian Bach, Domenico Scarlatti, Georg Friedrich Haendel) with
works, mainly unpublished, by local composers known to a greater or lesser
extent, who represent for 16th and 17th Century music,
and not only at local level, examples of a lively and expressive use of this
type of instrument.
For a more detailed
understanding of the pieces recorded, here is some more information about some
of the lesser known composer and works:
The Toccata by Bernardo Pasquini is from a copy, kept
in the library of the Conservatorio Cherubini in Florence, of a manuscript
containing 7 toccatas by Pasquini that is held at the British Museum in
London.
The modern edition is by Zanibon
The Concerto Op.IV/5 HWV 293 is the 1738 transcription
by John Walsh
The works by Benedetto Marcello are conserved in
the library of the Conservatorio San Pietro a Majella in Naples and
recently published by Armelin Musica.
Andrea Basili, born
in Città della Pieve, completed his musical studies in Rome with Tommaso
Bernardo Gaffi and was maestro di cappella at Tivoli Cathedral. Moving to Rome,
in 1732 he became one of the musicians at the Campidoglio and in 1738 at the
Congregation of Santa Cecilia. From 1740 he was maestro di cappella at the Holy
House at Loreto, a position that he held until his death in 1777.
The fugue in G minor
is taken from a theoretical work published in Venice in 1776 with the title
“Musica universale armonico pratica”. This contains a series of compositions of
an educational nature, written on the 24 (major and minor) tonalities of the
scale. According to the description by
Giovanni Tebaldini: «Each exercise includes a harmonic base, the structure
for a fugue or a complete four-part fugue, a free composition (Capriccio,
Sonata, Canon, Pastorale, etc.). There are fifteen complete fugues which –
along with the free compositions – are of the greatest interest in terms of
music history».
Francesco Basili, son of Andrea, demonstrated great musical talent from
a very early age. He moved to Rome on the death of his father, studying with
Giuseppe Jannacconi and here, in 1783, joined the Accademia di Santa Cecilia.
Subsequently, while employed as maestro di cappella (at Foligno, Macerata and
Loreto), Basili also received acclaim in many Italian cities as a composer of
operas. From 1827 he was appointed as “Censor” at Milan Conservatory, a role
that involved him in the famous “rejection” of the young Giuseppe Verdi.
Dissatisfied with the appointment, in 1837 he succeeded Fioravanti as maestro
di cappella at the Cappella Giulia at St Peter’s in Rome, where he died in
1850.
The four versets in this recording belong to a collection entitled “Versets
/ composed in various tones / by Maestro Franco Basilj / for the pleasure of
Nobile Donzella / Sig.ra Matilde Perozzi”. These are unpublished
manuscripts, owned by the present writer, of which no other examples exist,
consisting of 96 short versets, divided into 16 different tones, of endless
inventiveness and variety of language.
Antonio Brunetti, born in Pisa around
1760, was maestro di cappella first in Chieti, then Urbino and Macerata. A Member of the Accademia Filarmonica di Bologna, he
composed theatre operas and much sacred music, including a Stabat Mater “in
imitation of the esteemed Sig. Pergolesi” which is, in fact, an adaptation
of a composition of 1764 by his uncle, Giovanni Gualberto.
Pietro Morandi, father of the more famous Giovanni, was born in Bologna.
He was a pupil of Father Martini and, from 1764, a member of the Accademia
Filarmonica di Bologna. From the same year he was the much esteemed maestro di
cappella at Pergola Cathedral and, later, at Senigallia, where he died in 1815.
CURRICULUM
Giovannimaria Perrucci ha compiuto gli studi di Organo e Composizione organistica e di Clavicembalo presso il Conservatorio di Musica “Gioacchino Rossini” di Pesaro. Vincitore di alcune borse di studio, ha partecipato a Seminari di studio - in Italia, Francia, Austria e Liechetstein - sul repertorio organistico europeo. Si è in seguito perfezionato nella classe d’Organo di Xavier Darasse presso il “Conservatoire National Superiéur “di Lione ed in quella di Clavicembalo di Jan Willem Jansen presso il “Conservatoire National” di Toulouse.
Svolge attività concertistica in tutta Europa sia come solista che in collaborazione con importanti ensemble (”Capilla Flamenca” e “Terra d’Otranto”), partecipando a numerosi concerti nell’ambito di importanti Festival europei.
Ha effettuato registrazioni radiofoniche per la RAI, Radio Montebeni Classica e per la Deutschlandfunk; incisioni discografiche per la “ Bongiovanni” di Bologna e per la "Opera 3" di Madrid.
Socio fondatore dell’"Associazione Marchigiana Organistica" e dell’ “Istituto Marchigiano di Studi Organari” si occupa della salvaguardia, dello studio e del restauro degli Organi storici. Ha coordinato la prima fase dell’Inventario degli Strumenti storici della Regione Marche, promosso e finanziato dal Centro Beni Culturali della Regione Marche. In qualità di esperto, ha inoltre seguito interventi di restauro di organi storici nell’ambito della propria Diocesi, in Italia ed all’Estero.
Ha realizzato testi sul patrimonio organario delle Marche; tra queste due pubblicazioni sulla Diocesi Recanati e Macerata (con F. Quarchioni) e di quella di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola (in “Studia Picena” – Ancona 1997/2003). Ha inoltre curato il volume sul restauro dell’organo della Basilica di San Paterniano in Fano, di prossima pubblicazione per la collana “Tastata” dell’Istituto dell’Organo Storico Italiano di Roma (ed “Il Levante”).
E’ ideatore e coordinatore del progetto “Hydraulis – storia organaria dell’Adriatico tra le sponde del mare”, che accomuna alcune Regioni di Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Albania e Grecia.
Docente presso l’Istituto
Musicale pareggiato “G. B. Pergolesi” di Ancona, è organista della Basilica di
San Paterniano in Fano e direttore artistico del Festival “Castelli d’aria,
itinerari organistici della Provincia di Pesaro e Urbino“.
Giovannimaria Perrucci completed his
studies in Organ and in Organ, Harpsichord and Composition at the Conservatorio
di Musica “Gioacchino Rossini” in
Pesaro. He won several
scholarships and took part in study seminars - in Italy, France, Austria and
Liechtenstein – on the European organ repertoire. He furthered his studies in the organ class of Xavier Darasse at the
Conservatoire National Superiéur in Lyon and in the harpsichord class of Jan
Willem Jansen at the Conservatoire National in Toulouse.
He has performed in concerts throughout Europe
as soloist as well as with leading ensembles (”Capilla Flamenca” and “Terra
d’Otranto”) and has taken part in major European festivals.
He has made radio recordings for Italian RAI, Radio Montebeni and for Deutschlandfunk, Kholn; CD recordings for “ Bongiovanni” in Bologna and for
"Opera 3" in Madrid.
A founding member of the Associazione Marchigiana Organistica and of the
Istituto Marchigiano di Studi Organari he is involved in conserving, studying
and restoring historic organs. He has coordinated the first stage in the
Inventory of Historic Instruments in the Marche region, promoted and funded by
the Centro Beni Culturali of the Marche Regional Authority. As an expert, he
has also carried out many restoration works to historic organs in his own
diocese, in Italy and abroad.
He has written two publications on historic organs in the Diocese of
Recanati and Macerata (with F. Quarchioni) and of Fano, Fossombrone, Cagli and
Pergola (in “Studia Picena” – Ancona 1997/2003). A volume on the restoration of
the organ of the Basilica of San Paterniano in Fano is soon to be published for
the series “Tastata” of the Istituto dell’Organo Storico Italiano in Rome (“Il Levante”).
He is the founder and coordinator of the project entitled “Hydraulis –
organ history on either side of the Adriatic Sea” - , which brings together
various Italian regions, Slovenia, Croatia, Montenegro, Albania and Greece.
He teaches at the Conservatorio “G. B. Pergolesi” in Ancona, is organist
at the Basilica of San Paterniano in Fano and artistic director of the
“Castelli d’Aria” Itinerant Organ Festival, which takes place around the
Province of Pesaro and Urbino.
L’organo
Gaetano
Callido (Opus
103, 1775)
della Basilica
di San Paterniano in Fano
Giovannimaria
Perrucci
Il monumentale Organo
della Basilica di San Paterniano in Fano
L’Organo della Basilica di S. Paterniano in Fano è opera di Gaetano Callido. Costruito per tale chiesa nel 1775, n° d’opera 103, risulta di particolare importanza, in quanto unico strumento di 12’ (assieme a quello di Lunano) integralmente conservato nelle Marche.
Contrariamente alle sue abitudini, Callido preferì collocare lo strumento all’interno della cassa già esistente nella cantoria in Cornu Evangeli, in considerazione del suo particolare pregio artistico. Cassa e cantoria, palesemente rinascimentali, rappresentano la più antica e ricca testimonianza del genere nelle Marche, unica precedente al XVII secolo. Queste vennero costruite dagli eugubini Giacomo e Girolamo Maffei - autori di analogo lavoro per la Cattedrale di Gubbio realizzato tra il 1548 e il 1551 - per accogliere lo strumento che fu terminato nel mese di marzo del 1563 da Gian Giacomo de Calvi di Piacenza, allievo e collaboratore del bresciano Giovanni Battista Facchetti. Dai documenti rinvenuti presso l’archivio dei Canonici Regolari Lateranensi in Roma, reggenti la Basilica dalla edificazione (1547) sino al 1860, apprendiamo anche che tale strumento era di 12 piedi ed aveva 9 registri (Principale e Ripieno in file separate sino la XXIX, Flauto in Ottava e Flauto in XII).
Inoltre un epigrafe commemorativa infissa al muro sotto l'organo, ribadita alla base della cantoria, recita: D[ominus] · Urbanus · Ferrarie · Abbas · IIM · Comun[…] · Ni · Canonicor[um] · Suor · Aere · Organum · S[ancti] · Paterniani · Fanen[sis] · Facien[dum] · Cu[ravit] · Anno · Salut(i)s · M · D · LXII[…] (Don Urbano secondo abbate di Ferrara con il fondo comune dei suoi canonici curò l’allestimento dell’organo di San Paterniano di Fano nell’anno della salute MDLXII[I]).
Lo strumento rinascimentale rimase verosimilmente in uso sino alla realizzazione del nuovo organo da parte di Gaetano Callido. Una iscrizione dipinta sulla tavola che chiude la secreta lo indica costruito nel 1775 (D.us ALOY.us OROBONI AB.as FERRARIEN. RENOVANDUM CURAVIT A. D. M.DCCLXXV). L’opera è altresì annoverata nella “Tavola P.a degl’organi fabbricati dal sig:r Gaetano Callido” (1775, Opus 103) e nella “Nota degli organi lavorati da Gaetano Callido per gli stati esteri dal 1763 al 1778” in cui si legge, quale primo lavoro del 1775, “Organo per S:n Paterniano di Fanno (sic) Ducati 1300”.
Grazie a finanziamenti della Provincia di Pesaro e Urbino, della CEI, della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, della Navigazione Montanari SpA e della Comunità dei Padri Cappuccini, il restauro dello strumento è stato realizzato dalla ditta Francesco Zanin di Codroipo (Ud), mentre il restauro della cassa è stato affidato alla ditta Isidoro Bacchiocchia di Urbino. L’inaugurazione è avvenuta il 10 luglio 2004, festività di San Paterniano, Patrono della città di Fano.
Fonica dello strumento
L'organo, opus 103 di Gaetano Callido, è posto nel transetto in cantoria in Cornu Evengeli. Il prospetto è composto da 25 canne disposte a cuspide con ali ascendenti a partire dalla nota Fa1 del registro principale (12') con labbri superiori a mitria.
La tastiera consta di 54 tasti da Do-1 a Do5 con prima ottava corta "alla spagnola", ovvero con richiamo meccanico delle note Do-1, Re-1 e Mi-1 alla controttava.
I tasti sono in abete con naturali ricoperti in bosso e frontalini lavorati a chiocciola. I diesis sono in noce lastrato d'ebano.
La pedaliera è del tipo a leggio di 18 note costantemente unite alla tastiera tranne l'ultima che serve all'azionamento del tamburo.
Il somiere maestro è del tipo a tiro, ricavato da pancone in noce scavato, la secreta è divisa all'interno in due sezioni per la separazione del vento ed è chiusa da due ante pressate da naselli in noce.
Il somiere del pedale, posto sul fondo della cassa è costruito in larice, privo di stecche poiché l'inserimento avviene attraverso l'azionamento di opportuna valvola a ventilabro.
La manticeria è composta da due mantici a cuneo, entrambi posti nel basamento della cassa ed azionabili anche manualmente.
La meccanica è del tipo sospesa con catenacci in ferro battuto che, per il manuale, sono legati alle tavole di riduzione tramite lastra in ottone forata (per la parte che sostiene il catenaccio) e appuntita (per la parte che si conficca nella tavola di abete).
I comandi dei registri sono composti da pomoli disposti in due colonne a destra della tastiera.
Disposizione
fonica dello strumento
* (3) Principale bassi (12 piedi) (5) Voce Umana
(4) Principale soprani (dal Sib2) (7) Flauto in Ottava (reale dal Fa#1)
(6) Ottava (prime 13 canne in stagno) (8) Flauto in XII
(10) XV (9)
Cornetta (in XVII, soprani)
(11) XIX (1) Tromboncini bassi
(12) XXII (2) Tromboncini soprani
(13) XXVI
(14) XXIX
(15) XXXIII (19 canne dal Fa-1)
(16) XXXVI (13 canne dal Fa-1)
Contrabbassi (16'+8')
* tra parentesi l’ordine delle stecche dei registri a partire dalla facciata.
Accessori:
Tiratutti
a manovella.
Tenda quaresimale davanti le canne di facciata.
Tamburo sull'ultimo pedale (note Do#1, Mib1, Fa#1 e Sol# del registro Ottava 8’ al pedale).
Temperamento: 1/6 di comma regolare.
Corista: 434 Hz a 18°.
Pressione del vento: 48 mm in colonna d’acqua.
(dalla Relazione di fine restauro a cura di Francesco Zanin)
Introduction
The organ of the Basilica of San Paterniano in Fano
The organ of the Basilica of San Paterniano is the work of Gaetano
Callido. Built for this hurch in 1775, opus no. 103, it is of particular
importance as it is one of only two complete surviving 12 foot instruments in
the Marche region (the other is to be found in the parish church at Lunano).
Contrary to his usual practice, Callido preferred to build this
instrument inside a pre-existing case in the choir loft of the Cornu Evangeli
(right nave), by reason of its particularly fine artistic quality. The case and organ loft, which clearly date
from the Renaissance, represent the oldest and finest evidence of their kind in
the Marche, and the only example prior to the 17th Century. These
were built by Giacomo and Girolamo Maffei of Gubbio – who built a similar organ
for the Cathedral in Gubbio between 1548 and 1551 – to accommodate the instrument
which was completed in March 1563 by Gian Giacomo de Calvi of Piacenza, who was
a pupil and assistant of Giovanni Battista Facchetti of Brescia. Documents
found in the archives of the Canonici Regolari Lateranensi in Rome, relating to
the Basilica from its construction (1547) until 1860, we learn also that this
was a 12 foot instrument with 9 registers (Principal and Ripieno in separate
ranks up to the XXIX, Octave Flute and Flute in XII).
In addition, a commemorative inscription placed on the wall below the
organ, which also appears at the base of the choir loft, reads: D[ominus] ·
Urbanus · Ferrarie · Abbas · IIM · Comun[…] · Ni ·
Canonicor[um] · Suor · Aere · Organum ·
S[ancti] · Paterniani · Fanen[sis] · Facien[dum] · Cu[ravit] · Anno ·
Salut(i)s · M · D · LXII[…] (Don Urbano
second abbot of Ferrara with the general fund of his parishes provided for the
building of the organ of San Paterniano di Fano in the year MDLXII[I]).
The Renaissance instrument probably remained in use until the new organ
by Gaetano Callido was built. An inscription painted on the board closing the
wind chest indicates that it was built in 1775 (D.us ALOY.us OROBONI AB.as
FERRARIEN. RENOVANDUM CURAVIT A. D. M.DCCLXXV). The organ is included in the
“Tavola P.a degl’organi fabbricati dal sig:r Gaetano Callido” (1775, Opus 103)
and in the “Nota degli organi lavorati da Gaetano Callido per gli stati
esteri dal 1763 al 1778” in which it is referred to as the first work of
1775, “Organo per S:n Paterniano di Fanno (sic) Ducati 1300”.
Thanks to the financial support of Pesaro and Urbino Provincial
Authority, of the Italian Episcopal Conference, of the Fondazione Cassa di
Risparmio di Fano, of Navigazione Montanari SpA and of the Community of
Cappucine Friars, the instrument was restored by the firm of Francesco Zanin of
Codroipo (Udine), while the restoration of the case was carried out by Isidoro
Bacchiocchia of Urbino. It was inaugurated on the 10 July 2004, the festival of
Saint Paterniano, patron saint of the city of Fano.
Description of the instrument
Gaetano Callido’s organ, opus 103, stands in the choir
loft of the Cornu Evengeli (left nave). The façade consists of 25 pipes
arranged in a pinnacled layout with ascending wings starting from the note F1
of the Principale register (12’).
The keyboard consists of 54 keys from C-1 to C5 with
the first octave short “alla spagnola”, namely with mechanical coupling of the
notes C-1, D-1 and E-1 to the counteroctave.
The keys are of spruce with the natural notes covered
in box and risers decorated with a spiral decoration. The sharp notes are in
walnut with strips of ebony.
The pedal “a leggio” with 18 notes constantly linked
with the keyboard except for the last which serves to operate the Tamburo.
The main sound board has a push action and is carved
into channelled walnut. The wind chest is divided internally into two sections
for the separation of the wind and is closed by two panels pressed by walnut
pallets.
The pedal soundboard, placed at the back of the case
is constructed in larch, without sliders since the operation takes place
through the action of the appropriate wind valve.
The pumping system consists of two wedge-shaped
bellows, each situated at the base of the case and which can also be operated
manually.
The mechanics is of the suspended type with wrought
iron chains which, for the manual, are connected to the reduction boards by way
of a perforated brass strip (for the part that holds the chain) and pointed
(for the part that fits into the spruce board).
The stops consist of knobs arranged in two columns to
the right of the keyboard.
Sound arrangement of the instrument
* (3) Principale bassi (12 feet) (5)
Voce Umana
(4) Principale soprani (from
Bb2) (7) Octave Flute (real from F#1)
(6)
Octava (first 13 pipes in tin) (8) Flute in XII
(10) XV (9)
Cornetta (XVII, soprano)
(11) XIX (1)
Tromboncini bassi
(12) XXII (2)
Tromboncini soprani
(13) XXVI
(14)
XXIX
(15)
XXXIII (19 pipes)
(16) XXXVI
(13 pipes)
Contrabbassi (16'+8')
* in brackets the order of the ranks of the registers
beginning from the façade.
Accessories:
Tiratutti “a
manovella”.
Lent curtain in front of the façade pipes.
Tamburo (drum) on the last pedal (notes C#1, Eb1, F#1
and G# on the 8’ Octave pedal register).
Temperament: 1/6 comma regular intervals.
Pitch: 434 Hz at 18°.
Wind pressure: 48 mm.
(from the Report on Completion of Restoration by Francesco Zanin)
Registrazioni
utilizzate
Bernardo Pasquini Toccata
in Sol
b. 01 Ripieno, Contrabbassi
b. 04 Principale, Ottava, XV
b. 41 Principale, Ottava
b. 73 Principale
b. 82 Principale, Ottava, XV
b. 93 Ripieno
Domenico Scarlatti Sonata
K87
Principale
Johann Sebastian Bach Contrappunto
V
Principale, Ottava, XV, XIX, XXII, Flauto in XII
Johann Sebastian Bach Pastorale
- Bwv 590
1° Mov. Principale, Flauto in 8va, Contrabbassi
2° Mov. Flauto in 8va
3° Mov. Principale
4° Mov. Principale, Ottava, XV, XIX, XXII
Georg Friedrich Haendel Concerto
in Fa
Larghetto Principale
(+ e - Flauto in 8va)
Allegro Principale, Ottava
(+ e – XIX)
Siciliana Principale
(+ e - Voce Umana)
Presto Principale, Ottava, XV
(+ e - XXII, XXVI)
Benedetto Marcello Sonata
in Sol
Principale, Ottava, XIX
Giovanni Battista Pergolesi Sonata in Fa
Principale, Flauto in 8va,
Andrea Basili Fuga
in Sol
Principale, Flauto in 8va, Contrabbassi
Francesco Basili Versetti
n. 79 Principale soprano, Cornetta, Flauto in 8va
n. 56 Principale, Flauto in 8va, XIX
n. 50 Principale, Voce Umana, Contrabbassi
n. 75 Principale, Flauto in 8va, Voce Umana, Contrabbassi
Antonio Brunetti Sonata
IV
Principale, Flauto in 8va, Flauto in XII
Pietro Morandi Pastorale
per il S. Natale
[adagio] Principale, Voce Umana, Contrabbassi
Principale, Flauti, Cornetta, Tromboncini, Contrabbassi
Flauto in 8va
presto Principale soprani, Voce Umana, Flauto in 8va, Cornetta, Troboncini b.s., Contrabbassi
(+ e – Tromboncini bassi)
+ Ripieno
Giovanni Morandi Benedizione
del Venerabile
Andante Principale, Voce Umana, Ottava, Contrabbassi
All. Vivace Ripieno, Flauto in 8va, Flauto in XII, Cornetta, Tromboncini, Conrtabbassi