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BDI 153 |
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AAVV Barroso, Nogueira, Da Paixao, Bonfa, Pilo, Gnatalli,
Powell, Dismonti, Chaves, De Moraes |
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Viola...violar |
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Marcos Vinicus, chitarra |
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51' 47'' |
BDI 153
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track |
compositore e titolo |
durata |
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1 |
Ary Barroso - No Rancho Fundo |
3' 16'' |
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2 |
Pauliho Nogueira - Bachianinha n. 1 |
2' 53'' |
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3 |
Folclore Brasileiro - Casinha Pequenina |
2' 41'' |
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4 |
Catulo Da Paixao Cearense - Luar de Sertao |
2' 52'' |
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5 |
Luis Bonfa - Manha de Carnaval |
2' 46'' |
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6 |
Alexandre Pilo - Petite valse |
3' 8'' |
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7 |
Radames Gnatalli - Estudo n. 1 |
2' 55'' |
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8 |
Waldir Azevedo - Pedacinho do Ceu |
2' 59'' |
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9 |
Joao Chaves - Amo-te multo |
2' 30'' |
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10 |
Egberto Gismonti - Palhaco |
3' 11'' |
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11 |
Augusto Anibal Sardinha - Gente Humilde |
3' 42'' |
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12 |
Baden Powell - Valsa sem Nome |
3' 13'' |
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13 |
Carlos Alberto Pinto Fonseca - Estudo 3 |
3' 11'' |
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14 |
Vinicius de Moraes - Serenata do Adeus |
3' 21'' |
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15 |
Joao De Aquino Monteiro - Viagem |
3' 14'' |
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16 |
Nilton Rangel - Joao Lira - Pedra terra |
4' 45'' |
Viola...Violar! –
Marcos Vinicius, guitar
Le radici della musica popolare brasiliana risalgono
all’incontro tra la cultura degli indios e la musica portata in Brasile dai
gesuiti. Durante il percorso si assiste ad alternanze e sovrapposizioni di
varie influenze - da quelle africane ed europee fino a quelle nordamericane - che combinandosi in forme
varie e inusuali sfoceranno nella musica popolare brasiliana di oggi (MPB).
Pur rendendosi utile una distinzione tra materiale
folkloristico anonimo - e pertanto suscettibile di variazioni collettive - e
materiale popolare d’autore è tuttavia
innegabile l’attingere ad un comune serbatoio tradizionale folkloristico da
parte di talenti sia eruditi che non.
L’identità musicale del Brasile è legata in modo indissolubile alla
chitarra, strumento che assume le denominazioni di viola caipira o violão,
in funzione delle caratteristiche, del repertorio e dei contesti, anche
geografici, nei quali è maggiormente diffuso.
La viola caipira è presente nelle aree rurali più interne e
isolate del Brasile e può essere considerato lo strumento popolare per
eccellenza. Ha corde in acciaio e circa 30 tipi diversi di accordatura. Il violão, invece, corrisponde alla
nostra chitarra classica e viene utilizzato prevalentemente
nell’accompagnamento di canzoni popolari di tradizione urbana. In qualche caso
i due termini si identificano ed entrambi si usano quando ci si riferisce in senso generico alla chitarra.
A partire dagli anni ’20, per il violão
comincia a delinearsi accanto al ruolo d’accompagnamento anche quello di strumento da concerto:
la diffusione della musica di autori come Augustin Barrios ed Heitor
Villa-Lobos, e, nei decenni successivi, la grande popolarità raggiunta da
grandi personalità come Anibal Augusto
Sardinha, Laurindo Almeida o Dilermando Reis, ne accrescono e consolidano il
successo.
Un’ulteriore espansione si verifica a partire dagli anni ‘60 e ‘70 con
l’avvento del genere bossa-nova -
del quale Baden Powell è il solista più rappresentativo - con il consolidarsi
della carriera internazionale di valenti concertisti brasiliani e con la
crescente qualità del livello d’insegnamento. Cattedre di violão sono attualmente presenti nei
Conservatori e nelle Università del Brasile e garantiscono a questo strumento
una costante evoluzione anche dal punto di vista qualitativo.
Oggi il violão è lo strumento che in Brasile rappresenta più di
ogni altro il punto di contatto tra il
classico e il popolare ed è questo il ruolo che riveste anche nel CD Viola… Violar di
Marcos Vinicius.
L’espressione Viola…Violar, “suonare la viola”, è legata allo
spirito con cui viene vissuta la musica in Brasile: un momento di comunicazione
pura, un naturale, spontaneo trasferimento da persona a persona di
emozioni e bellezza, che mantiene viva
la consuetudine di invitare immancabilmente i musicisti a suonare la loro viola
ogni volta che se ne presenti l’occasione.
Il titolo del CD riflette dunque una scelta interpretativa
antiaccademica, che, senza rinunciare all’uso di una tecnica brillante e dei
mezzi propri di una solida e ben strutturata formazione classica, privilegia
l’aspetto comunicativo ed emozionale, muovendosi verso nuovi ambiti
sonori, viaggiando oltre i limiti imposti da rigidi intellettualismi.
Gli
autori delle musiche presentate nel CD sono tra i più rappresentativi della
musica popolare brasiliana di quattro decenni, dagli anni ’40 agli anni
‘70, durante i quali si verificò una
costante evoluzione qualitativa legata alle trasformazioni culturali del
Brasile. Il miglioramento delle
condizioni economiche del dopoguerra, la crescente partecipazione degli
intellettuali ai movimenti di musica popolare, il maggior grado di coscienza
politica dei problemi e delle carenze del popolo brasiliano sfociarono, verso
gli anni ‘60, nell’esigenza di creare un nuovo linguaggio, di comporre musica
che riflettesse le trasformazioni sociali. Questi cambiamenti determinarono
l’affermazione del genere Bossa Nova (“Cosa Nuova”, con influenze jazz) e la
nascita di musiche a sfondo sociale. Senza dubbio nessun altro movimento
musicale del Brasile fu rappresentativo della nascente classe media e di una
nuova borghesia tanto quanto la Bossa Nova. Questo movimento rappresentò,
inoltre, il punto di partenza per le successive generazioni di compositori che
si espressero poi, anche grazie alla forte presenza dei mezzi di comunicazione,
nelle correnti della “Jovem Guarda” e
del rock. Pur se con minor divulgazione e successo, comunque, musiche con ritmi
tradizionali, musiche regionali e per il carnevale continuarono e continuano
ancor oggi ad avere il loro spazio e i loro estimatori.
L’alto standard qualitativo raggiunto da Marcos Vinicius è confermato
da questo album, il sesto della sua produzione, che ne valorizza lo slancio
esplorativo, la musicalità istintiva, il versante intimista e la vivacità.
L’interprete propone il repertorio brasiliano imprimendo su esso la
propria personalità in equilibrio tra ricerca e ispirazione, libertà e rigore,
impeto e delicatezza, realizzando un lavoro che coniuga senso della tradizione,
estro creativo e tensione narrativa.
L’album risulta maggiormente contestualizzato rispetto a quelli precedenti grazie a una particolare
selezione di brani, autori e generi.
Scelta dettata da ricerca intellettuale e trasporto affettivo, coerente
con un progetto musicale non nuovo per questo artista: il recupero di un
repertorio spesso sottovalutato ma d’incredibile densità espressiva.
Fantasioso interprete di libere reinvenzioni, Marcos Vinicius, presenta di alcuni brani la versione originale e di altri i propri adattamenti
- in qualche caso arricchiti da
una seconda chitarra - trovando all’interno di questo contesto uno
spazio per esprimere il carattere più personale del proprio “chitarrismo”:
eclettico nella mescolanza di generi e
stili, rigoroso nel bilanciamento tra
libertà e trasgressione, in
costante dialogo con la tradizione
classica e con le proprie radici culturali
ma soprattutto pervaso da una sensibilità raffinata e da una fresca
vitalità.
Un repertorio, quello di Viola… Violar , di sorprendente
efficacia dal punto di vista sia estetico che documentale, che, nell’alternanza
di brani notissimi e piccoli gioielli interamente da scoprire, esalta la
liricità, l’intensità, la limpidezza nostalgica, le armonie essenziali e quasi
magnetiche delle modinhas, delle serestas, dei choros e delle valses presenti
nel CD.
Il risultato è un disco fatto di echi e colori, di incanto e ironia, di
virtuosismo e sinuosità, di musica che
arriva dritta al cuore.
Adriana Tessier
Viola….Violar!
- Marcos Vinicius, guitar
The roots
of popular Brazilian music go back to the meeting between the culture of the
native Indios and the music brought to Brazil by the Jesuits. During the course
of time various other influences have alternated and added to this base – from
African and European up to the North American – and these have combined in
various and often unique ways to make up what constitutes popular music today
in Brazil.
Whilst it
is certainly useful to distinguish between anonymous folk material – subject to
collective variation – and music by popular composers, both trained and
untrained talents access a common pool of folk traditions.
The
musical identity of Brazil is very closely linked to the guitar, an instrument
which takes on the name of viola caipira or
violão, in function of the
characteristics, the repertoire and the context, including the geographical
area, in which it is more commonly found.
The viola caipira is present in the most
internal and isolated rural areas of
Brazil and can be considered the most characteristic of popular instruments. It
has steel strings and some 30 different tunings. The violão, on the other hand, corresponds to our classical guitar and
is used principally to accompany popular songs of urban origins. In some cases
the two names are interchangeable and both are used when referring generically
to the guitar.
Starting
from the 1920s, the violao began to
develop a position as a concert instrument, alongside it’s traditional
accompanying role: awareness of the music of composers such as Augustin Barrios
and Heitor Villa-Lobos and, in subsequent decades, the great popularity
achieved by personalities such as Anibal Augusto Sardinha, Laurindo Almeida and
Dilermando Reis increased and consolidated its success.
Further
expansion occurred in the 60s and 70s with the advent of the bossa nova – of which Baden Powell is
the most representative soloist – the consolidation of the international
careers of strong Brazilian concert performers and the improved quality of
teaching. Positions as violão professors
can today be found in Music Colleges and Universities in Brazil and guarantee
that the instrument continuously evolves in terms of quality.
Today the
violao is the instrument that most
represents in Brazil the point of contact between classical and popular music
and this CD, Viola…Violar by Marcos
Vinicius, reflects this role of the guitar.
The
expression Viola...Violar, “play the
viola” is connected to the spirit with which this music is associated in
Brazil: a moment of pure communication, a natural, spontaneous transfer from
person to person of emotions and beauty that keeps alive the custom of always
inviting musicians to play their instrument every time the opportunity presents
itself.
The title
of the CD therefore reflects a decision not to interpret the music in an
academic fashion, an approach that, whilst retaining the use of a brilliant
technique and a solid and well structured classical training, gives emphasis to
the the communicational and emotional aspects of the music and moves towards
new realms of sound travelling beyond rigid intellectual confines.
The
composers of the music presented on this CD are amongst the most representative
of Brazilian popular music in the forty years up to the 1970s, during which
there was a constant qualitative development linked to the cultural
transformation taking place in Brazil. The improvement in the economic
conditions following the war, the increasing involvement of intellectuals in
popular music, the increased level of political awareness of the problems and
hardships of the Brazilian people produced, in the 1960s the need to create a
new language, to compose music that reflected this social transformation. These
changes led to the success of the Bossa Nova style (“New Thing”) with its jazz
influences and the birth of music with a social slant. Undoubtedly no other
musical movement from Brazil was as representative of the emerging middle class
as the Bossa Nova. In addition this movement represented the starting point for
subsequent generations of composers who expressed themselves, thanks to the
strong presence of communication media, in the movements of the “Jovem Guarda”
and through rock. Whilst, with lesser success, music with traditional rhythms,
regional and carnival music continued and continue today to have their space
and their followers.
The high
standard and quality achieved by Marcos Vinicius is confirmed by this album. It
is his sixth record and highlights his explorative nature, his musical instinct
and both his more intimate and more vivacious sides.
The
artist presents the Brazilian repertoire and imprints on this his own
personality finding a balance between research and inspiration, freedom and
rigour, energy and delicacy, producing a work that brings together sense of
tradition, creative instinct and narrative tension.
The album
has a deeper context than its predecessors thanks to the particular choice of
pieces, composers and styles. This choice has been determined by intellectual
research, and by personal affection and is coherent with a musical project
already seen from this artist: the rediscovery of a repertoire frequently
underestimated but with an incredible density of expression.
An artist
who reinvents music imaginatively, Marcos Vinicius presents some pieces in
their original form and for others his own adaptations – in certain cases
enriched by the addition of a second guitar – finding in this way space to
express his own personal way of playing the guitar: eclectic in the mixture of
styles and rigorous in the balance between freedom and transgression, in
constant dialogue with the classical tradition and with his own cultural roots
but above all with refined sensibility and a fresh vitality.
The
repertoire of Viola…Violar is surprisingly effective from an
esthetical and documentary point of view and, in alternating well known pieces
and small jewels still awaiting to be discovered, exalts the lyricism,
intensity, nostalgia, essential and almost magnetic harmonies of the modinhas,
serestas, choros and waltzes present in this CD.
The
result is a record that is full of echoes and colours, of charm and irony, of
virtuosism and sinuosity, of music that arrives straight to the heart.
Adriana Tessier
Translation by Colin Vincent
Classical Guitarist
Marcos
Vinicius, esponente di primo piano tra i chitarristi della nuova generazione di
concertisti internazionali, ha iniziato la sua carriera concertistica all’età
di quattordici anni e da quel momento in poi ha ottenuto un crescente successo di pubblico e critica,
suonando nei più importanti centri culturali brasiliani ed europei.
La
storia del suo primo contatto con la chitarra all’età di 8 anni è davvero
singolare:
“…al ritorno da
scuola, facevo sempre la consueta strada per ritornare a casa..
Un giorno, non vedendomi rientrare a casa per la solita
ora, mia madre allarmata per il mio inusuale ritardo venne a cercarmi,
percorrendo a ritroso la mia stessa strada, quando ad un tratto mi vide
immobile davanti alla vetrina di un negozio che aveva una chitarra appesa al
muro…(me lo ricordo come fosse oggi)…Il titolare del negozio vedendo mia madre
farsi incontro, le disse che ero li, con gli occhi fissi su quello strumento da
più di un’ora ed aggiunse “Signora…è come se avesse scoperto qualcosa di
davvero prezioso per lui”.
Fortunatamente
in quel momento mia madre percepì la forza di quel richiamo e, anche se con
fatica, mi comprò la mia prima
chitarra.
La
ringrazio ancora per aver capito che con quel gesto mi ha permesso di
percorrere questo difficile ma fantastico cammino.”
Classical
Guitarist
Marcos
Vinicius, leading performer among the guitar players of the new generation of
international concert artists, started his concert career at the age of
fourteen and, since then, he has gained an increasing success of public and
critics, playing in the most prestigious Brazilian and European cultural
centres.
The story of
his first encounter with the guitar, when he was 8, is really singular:
“…coming back from school, I
always walked along the same way to go home…
One day, as my mother didn’t see me at home at the
usual time, worried about my unusual being late, came and looked for me,
walking along my way, and suddenly she saw me, still in front of a shop window
where there was a guitar hung on the wall (I remember it as if it had happened
today)…The owner of the shop, seeing my mother coming, told her that I was
there, my eyes fixed on that instrument, since more than an hour and he added:
“Mrs…it is as if he had discovered something very precious for him”.
Fortunately, at that moment, my
mother realised the force of that attraction for me and, though with
difficulty, she bought me my first guitar.
I still thank her, because she understood that by that present she
allowed me to walk along this difficult but fantastic way.”
Special Thanks
To Mrs
Adriana Tessier for the text
To Mr
Colin Vincent for the English translations
To Mrs.
Silvana Rizzardi for the collaboration
To Ibrit – Istituto Culturale
Brasile-Italia in Milan
Marcos
Vinicius uses Francesco Cotta’s guitar
Sound Engineer:
Fabio Bertin
Recording Studio: Pongo Edizioni
– Italy