BDI 152

Antonin Dvorak

Danze slave op. 72; Leggende op. 59

Duo Pianistico Tiziana Moneta - Gabriele Rota
Pianoforte

67' 43''

DDD

(1 CD)
€ 17.50

 

track

compositore e titolo

    durata     

 

1

Antonin Dvorak - Danze slave op. 72 - n.1 in si magg  

4' 20''

 

2

Antonin Dvorak - Danze slave op. 72 - n.2 in mi min  

4' 28''

 

3

Antonin Dvorak - Danze slave op. 72 - n.3 in fa magg  

3' 32''

 

4

Antonin Dvorak - Danze slave op. 72 - n.4 in re bem magg  

4' 3''

 

5

Antonin Dvorak - Danze slave op. 72 - n.5 in si bem min  

2' 24''

 

6

Antonin Dvorak - Danze slave op. 72 - n.6 in si bem magg  

3' 37''

 

7

Antonin Dvorak - Danze slave op. 72 - n.6 in do magg  

3' 47''

 

8

Antonin Dvorak - Danze slave op. 72 - n.7 in la bem magg  

4' 57''

 

9

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.1 in re min  

2' 58''

 

10

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.2 in sol magg  

3' 24''

 

11

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.3 in sol min  

3' 49''

 

12

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.4 in do magg  

5' 38''

 

13

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.5 in la bem magg  

3' 54''

 

14

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.6 in do diesis min  

3' 36''

 

15

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.7 in la magg  

2' 35''

 

16

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.8 in fa magg  

3' 37''

 

17

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.9 in re magg  

2' 28''

 

18

Antonin Dvorak - leggende op. 59 - n.10 in si bem min  

3' 2''

 

vořák compose le Danze Slave op.46 e op.72 su richiesta dell’editore Simrock il quale, spinto dal successo delle Danze Ungheresi di Brahms, le pubblicò in due serie di otto pezzi ciascuna, nel 1878 e nel 1886. Notevole fu il favore con cui vennero accolte queste composizioni, tanto che l’autore stesso ne curò subito l’orchestrazione, terminata nel 1887 e condotta con mano sovrana.

Questi brani (per lo più in forma di Lied) risentono certamente del modello brahmsiano, pur testimoniando un diverso approccio con il materiale popolare: infatti, mentre Brahms partì quasi sempre da temi realmente ungheresi o tzigani, sottoponendoli a una raffinata rielaborazione e interiorizzazione (invero più ‘brahmsiana’ che ungherese), Dvořák rifiutò il ricorso tout court a motivi del folklore, inventando da sé i temi, e profuse il suo autentico spirito slavo nell’armonia semplice e nella ritmica sempre varia, vivace e animata. In questo senso è determinante l’intima e costante vicinanza con la tradizione musicale del suo paese, a quel tempo ancora ben presente e radicata; inoltre, venuto a contatto con i fermenti nazionalistici dell’epoca, i suoi interessi si spinsero al di là della musica strettamente boema, arrivando a comprendere le esperienze musicali dell’intera regione slava. Questo anelito “panslavo” è particolarmente evidente nella raccolta dell’op. 72 in cui il compositore, ponendo la Dumka ucraina - di natura elegiaca - quale origine del canto popolare, include, oltre a ritmi tipicamente cechi, Ozdemek (Slovacchia), Kolo (Serbia), Mazur (Polonia). Le Danze Slave ricevettero la lode incondizionata di Smetana, patriarca della scuola nazionale ceca.

 

 

 

 

 

 proposito delle dieci Leggende op.59, il musicologo Otakar Šourek, nella prefazione all’edizione Nazionale Ceca, scrive: “La raccolta rappresenta, nell’opera di Dvořák, il pendant intimo, lirico ed epico delle Danze Slave. A differenza di queste, le Leggende non devono la loro concezione alla richiesta dell’editore, ma allo spontaneo impulso creativo del compositore; anch’esse sono state scritte dapprima nella versione per pianoforte a quattro mani - apparsa nel 1881 e dedicata a Eduard Hanslick, critico musicale viennese - e successivamente in quella orchestrale. Il contenuto dell’opera è permeato di tenerezza e serenità, con una narrazione esaltata in cui la musica canta l’amore, il desiderio, il dolore, l’entusiasmo, mostrando anche il lato più malinconico, l’aspetto meditativo e il pathos pieno di sentimento”.

Le Leggende si presentano in forma di Lied e sono spesso caratterizzate da tre temi; i modelli ritmici sono più semplici che nelle Danze Slave, anche se comunque ricchi di sincopi e spostamenti d’accento tipici della musica ceca. L’armonia, notevolmente più ricercata, fa talvolta ricorso anche a un diatonismo arcaicizzante, in cui si riflette una libera assimilazione dell’eredità del passato. Dopo la prima esecuzione a Praga e a Vienna nel 1882, Brahms scrisse all’editore Simrock definendo le Leggende “un’opera affascinante e di invidiabile freschezza”.

 

 

 

Tiziana Moneta e Gabriele Rota

 

 

 

 

vořák composed his Slavonic Dances op.46 and op.72 at the request of the music publisher Simrock who, prompted by the success of Brahms’ Hungarian Dances, published them in two series of eight pieces each, in 1878 and in 1886.

These compositions were so warmly received that the author himself immediately wrote a masterful version for orchestra, published in 1887. These Dances (mostly in the form of Lied) are clearly influenced by the Brahmsian model, even though they show a different approach to popular material: in fact, while Brahms nearly always started from real Hungarian or Gipsy themes, subjecting them to a tasteful re-working and internalisation (more ‘Brahmsian’ than Hungarian), Dvořák refused to resort to genuine folk melodies, but, on the contrary, invented the themes himself and lavished his authentic Slavonic spirit on the simple harmony and the ever-varied, lively and animated rhythmics of the pieces. In this sense the intimate, constant affinity with the musical tradition of his land, then still living and deep-rooted, is crucial; moreover, because of his contact with the nationalist movements of the time, his interests went beyond strictly Bohemian music, to include the musical experience of the whole Slavonic region. This “Panslavonic” yearning is particularly clear in the op. 72 series, in which the composer, taking the elegiac Ukrainian Dumka as the origin of the Slavonic folk song, includes, besides typically Czech rhythms, Ozdemek (from Slovakia), Kolo (from Serbia) and Mazur (from Poland). These Slavonic Dances were also unconditionally praised by Smetana, the patriarch of the Czech national school.

 

 

 

 

n the subject of the ten Legends (op.59), the musicologist Otakar Šourek writes in the Editorial Notes of the Czech edition of the Complete Works: “This collection represents, of all the works of Dvořák, the intimate, lyrical and epic companion piece to the Slavonic Dances. Unlike these, the Legends do not owe their conception to a request from a publisher, but to the composer’s spontaneous creative impulse; they too were first written in the version for piano four hands, which came out in 1881 and was dedicated to the Viennese music critic Eduard Hanslick, and subseqently orchestrated. The music of op. 59 is permeated with tenderness and serenity, with a story-like involvement in which the music sings of love, yearning, pain and enthusiasm, but also shows its more melancholic, meditative side and a deeply-felt pathos”.

The Legends are in the form of Lied, often with three themes; the rhythms are much simpler than those of the Slavonic Dances, but they are full of the syncopation and displacement of accents typical of Czech music. The harmony is notably more refined and sometimes also resorts to a sort of ‘archaizing diatonicism’, reflecting a liberal assimilation of the heritage of the past. After the première in Prague and Vienna in 1882, Brahms wrote a letter to Simrock, describing the Legends as “a fascinating work of enviable freshness”.

 

 

Tiziana Moneta and Gabriele Rota

(English translation by Brian C. Whalley)

 

 

TIZIANA MONETA e GABRIELE ROTA hanno da poco festeggiato vent’anni di collaborazione artistica, a suggello di un lungo sodalizio che li ha visti affermarsi nei giudizi di critica e di pubblico e imporsi come una delle formazioni più interessanti, internazionalmente nota per la straordinaria duttilità interpretativa. I due musicisti, formati alle scuole di Carlo Pestalozza, Jörg Demus, Ilonka Deckers e Aldo Ciccolini per il pianoforte e a quella di Vittorio Fellegara per la composizione, possiedono un repertorio che comprende esclusivamente opere originali - a quattro mani e per due pianoforti - e versioni d’autore di capolavori cameristici e sinfonici, spaziando dai classici alla musica d’oggi. Il Duo ha inciso ed esegue nei più importanti festival in Italia e all’estero novità assolute di musica contemporanea, espressamente scritte da compositori di tutto il mondo. È regolarmente ospite delle più prestigiose sedi concertistiche italiane ed estere, collaborando anche con orchestre e formazioni corali; spesso presente in trasmissione diretta per emittenti radio nazionali e internazionali, tiene inoltre conferenze e masterclass. L’intensa produzione discografica include CD per le etichette Sipario, Edipan, Incontri Europei con la Musica, La Bottega Discantica (con opere di Brahms, Schubert, Stravinsky, Debussy, Ravel, Respighi e dei più importanti musicisti italiani). È stata recentemente pubblicata la registrazione dal vivo del Concerto per due pianoforti in la bemolle di Mendelssohn con la direzione di Aldo Ceccato e l’Orchestra “I Pomeriggi Musicali” .

 

 

 

 

TIZIANA MONETA and GABRIELE ROTA have just celebrated twenty years of artistic collaboration and set the seal on their long partnership, in which they have made a name for themselves and have become successful as one of the most interesting formations, internationally renowned for their extraordinary versatility. The two musicians, brought up in the school of Carlo Pestalozza, Jörg Demus, Ilonka Deckers and Aldo Ciccolini for piano and Vittorio Fellegara for composition, have a vast repertoire which comprises either original works – for piano four hands and for two pianos – or composers’ versions of chamber and orchestra works, from the classics to contemporary music. The Duo has recorded and performed in the principal Festivals in Italy and abroad, presenting brand new pieces specially written by composers from all over the world. Tiziana Moneta and Gabriele Rota are regular guests at the most prestigious concert halls, and also collaborate with various orchestras and choirs; they often broadcast on international radio stations and give lectures and masterclasses. Their intensive recording work includes CDs on labels such as Sipario, Edipan, Incontri Europei con la Musica and La Bottega Discantica (with works by Stravinsky, Debussy, Ravel, Brahms, Respighi and the most important Italian composers). A live recording of Mendelssohn’s A flat Concerto for two pianos has recently been issued with the Orchestra “I Pomeriggi Musicali di Milano” conducted by Aldo Ceccato.

 

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