BDI 151

Giovanni Battista Martini - Wolfgang Amadeus Mozart

L'Organo Carlo Prati 1683 - Giuseppe Colombo 1862, Chiesa di S. Bartolomeo, Caspano, Sondrio

Massimiliano Guido, organo

59' 18''

DDD

 

BDI 151

track

compositore e titolo

 

1

Giovanni Battista Martini - Offertorio (Missa solemnis) - Toccata  

 

2

Giovanni Battista Martini - Offertorio (Missa solemnis) - Allegro  

 

3

Giovanni Battista Martini - Sonata dell'Elevazione (Introduzione - Adagio)  

 

4

Giovanni Battista Martini - Toccata per il Deo Gratias (Missa solemnis)  

 

5

Giovanni Battista Martini - Sonata II op. 3 Allegro-Adagio  

 

6

Giovanni Battista Martini - Sonata II op. 3 Adagio  

 

7

Giovanni Battista Martini - Sonata IV op. 3 - Adagio  

 

8

Giovanni Battista Martini - Sonata IV op. 3 - Vivace  

 

9

Giovanni Battista Martini - Sonata VI op. 3 - Adagio  

 

10

Giovanni Battista Martini - Sonata VI op. 3 - Allegro  

 

11

Wolfgang Amadeus Mozart - Marche funebre del Signor Maestro Contrapunto KV 453  

 

12

Wolfgang Amadeus Mozart - Andante fur eine Walze in eine kleine Orgel Fa magg KV 616  

 

13

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

14

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

15

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

16

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

17

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

18

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

19

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

20

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

21

Wolfgang Amadeus Mozart - Variationen uber den Marsch aus Gretry's Oper Mariages samnites Kv 352  

 

22

Wolfgang Amadeus Mozart - Sonata del Signor Mozart ridotta per l'organo dal Signor Niccolo Moretti  

 

 

 

PRESENTAZIONE A CURA DI EDOARDO BELLOTTI

 

In una lettera da Salisburgo (4 settembre 1776), Mozart scriveva a Padre Martini: “Non cesso di affliggermi nel vedermi lontano dalla persona del mondo che maggiormente amo, venero e stimo”. Ed ancora il 13 settembre 1778: “Oh quante e quante volte desidero d’essere più vicino per poter parlare e ragionare con vostra paternità molto reverenda!”(1). Si tratta di alcune tra le numerose testimonianze del profondo legame instauratosi tra il compositore salisburghese ed il dotto francescano bolognese, iniziato negli anni dei viaggi in Italia, quando il giovane Mozart fu ammesso nella celebre Accademia Filarmonica.

Padre Martini e Mozart sono accomunati quest’anno dall’anniversario delle nascite avvenute a cinquant’anni di distanza, rispettivamente nel 1706 e nel 1756. L’influenza di Padre Martini sul giovane talento mozartiano, soprattutto nello studio e nell’assimilazione della grande tradizione contrappuntistica, sembra ampiamente assodata. Ma: nonostante la recente pubblicazione di buona parte della musica per tastiera, l’attività di Padre Martini come compositore risulta tuttora in secondo piano rispetto a quella più conosciuta di studioso, collezionista e storico. La presente registrazione intende contribuire a colmare tale lacuna, accostando alcune pagine organistiche del compositore bolognese a quelle del giovane allievo salisburghese.

 

A differenza delle Sonate d’Intavolatura per l’organo e il cembalo, Opera 2, apparse a Bologna nel 1742, le Sei Sonate dell’Opera 7, pubblicate cinque anni dopo, abbandonano il complesso impianto della Partita in più movimenti, rinunciando alle introduzioni in forma di Preludio e di Fuga, a favore delle più moderne sonate monotematiche, divise in due-tre movimenti, brani “facili e lievi”, che seguono l’ultima maniera, composte nel più squisito stile galante. Esse, come sottolinea Luigi Ferdinando Tagliavini, “confermano l’atteggiamento poliedrico di Padre Martini, teso a riflettere nella sua opera non solo la dottrina contrappuntistica quale eredità del passato, ma anche il gusto della sua epoca” (2). Le tre Sonate (n.2, n.4, n.6) sono espressamente destinate all’organo e caratterizzate da una diversa struttura rispetto a quelle cembalistiche: se infatti tutti i movimenti di queste ultime presentano la forma bipartita, tipica delle danze, i brani organistici sono basati su un unico tema la cui esposizione in diverse tonalità è inframmezzata da brevi episodi ritmico-melodici. Il principio costruttivo di queste pagine organistiche è perciò analogo a quello del concerto barocco, che vede nel ritornello il perno attorno al quale ruota l’intero materiale musicale, ma anche, come sottolinea Tagliavini, a quello della fuga: “Il paragone può sembrare paradossale, data la voluta rinuncia alla scrittura contrappuntistica e alla tecnica imitativa nelle sonate del 1747; eppure lo schema di base – ripercussioni d’un soggetto separate da divertimenti – è lo stesso della fuga, della composizione più idonea allo stile da chiesa” (3).

L’Offertorio, la Sonata all’Elevazione e la Toccata per il Deo Gratias, sono conservati  manoscritti nella Biblioteca del Conservatorio di Bologna. Nel primo, dopo una breve brillante introduzione, si snoda una vera e propria fuga che tempera il severo stile antico con progressioni e formule cadenzali tipiche della pratica tardo barocca. Nella seconda – una cui versione priva delle battute introduttive compare come secondo movimento della Sonata n.1 nella raccolta del 1742 – il tema cromatico sembra riagganciarsi alla tradizione della elevazione seicentesca dove il “passus duriusculus” esprimeva i tormenti di Cristo sulla croce; ad esso si affianca l’elaborata linea melodica, ricca di contrasti ritmici ed inflessioni derivanti dalla pratica vocale settecentsca. La Toccata infine, è una brillante composizione basata, come le antiche “Toccate sopra i pedali”, su lunghe note del basso, mentre al manuale si avvicendano virtuosistiche figurazioni in forma di moto perpetuo.

 

 

 

La ricca produzione tastieristica di Mozart non annovera pagine significative per l’organo, strumento al quale più volte tuttavia il compositore salisburghese si era seduto mostrando il suo straordinario talento di improvvisatore. Diverse pagine si prestano comunque senza particolari difficoltà ad essere eseguite sul “re degli strumenti”. È il caso della Marche funèbre del Signor Maestro Contrapunto, KV 453, composta nel 1784, anno della morte di Padre Martini: si tratta di un breve e commosso tributo di Mozart alla figura del maestro ed amico.

L’Andante für eine Walze in eine Kleine Orgel KV 616 fa parte invece di un gruppo di tre composizioni destinate ad un orologio meccanico, una sorta di organetto che, mediante rulli dentati, riproduce pagine musicali trascritte su fogli forati. L’Andante, composto probabilmente nella primavera del 1791, è in forma di rondò variato, ma sotto l’apparente luminosità e freschezza del tema e dei suoi sviluppi ritmici, si cela una vena drammatica comune alle ultime composizioni di Mozart che emerge nella modulante sezione centrale.

Le Acht Variationen über den Marsch aus Grétry’s Oper “Mariages Samnites“  KV 352 composte  a Vienna intorno al 1781, riflettono lo stile e la prassi dell’improvvisazione su temi celebri desunti dal teatro, dalla musica popolare e da ballo o ricavati da opere di altri musicisti. L’arte della variazione nella letteratura tastieristica tardo-settecentesca è destinata a mostrare le  qualità interpretative e l’abilità dell’esecutore. Nella pagina di Mozart qui presentata, tuttavia, l’aspetto virtuosistico non è mai prevalente: gli sviluppi ritmici ed i passaggi di bravura sono bilanciati da una scrupolosa attenzione alla linea melodica, al dosaggio delle ornamentazioni, all’inserimento di variazioni nel modo minore (n.5 e n.7) che costituiscono il momento patetico ed intimo dell’intera composizione. Dobbiamo anche ricordare che Gretry fu anch’egli allievo di Martini: questo brano è, quindi, un ulteriore omaggio al maestro comune.

 

Il programma si chiude con una Sonata per organo che documenta l’eredità mozartiana nell’Italia del primo ottocento: come indicato dal titolo, si tratta di una “riduzione per organo” di una composizione mozartiana – precisamente dell’ultimo movimento della Sonata in re maggiore KV 381 per pianoforte a quattro mani – dovuta a Niccolò Moretti, organista e compositore trevigiano. L’intervento del trascrittore sulla partitura mozartiana, in genere assai modesto, diviene più marcato nell’ampliamento della cadenza che precede la ripresa, testimonianza di un gusto operistico destinato ad influenzare fortemente la musica organistica italiana durante tutto il secolo XIX..

 

(1) Cf. Mozart, Epistolario, a cura di Enrico Castiglione, Logos, Roma, 1991.

(2) Luigi Ferdinando Tagliavini, Le sonate per organo e cembalo di Martini, in “Padre Martini. Musica e cultura nel Settecento europeo”, a cura di Angelo Pompilio, Olschki, Firenze, 1987, p. 302.

(3) Ibidem, p. 303

 

 

Edoardo Bellotti

 

 

In a letter from Salzburg dated 4 September 1776, Mozart wrote to Padre Martini: "I cannot cease to be distressed about being far from the one person in the world I most love, revere and esteem". And on 13 September 1778: "Oh, how many times I have desired to be nearer to you to be able to
speak and converse with Your Most Reverend Father!" (1). These are a few of the many examples which attest to the deep bond which was established between this composer from Salzburg and the learned Franciscan from Bologna, which began during Mozart's journey through Italy, when the young composer entered the famous Accademia Filarmonica.

     Padre Martini and Mozart are joined this year by the anniversary of  their births, fifty years apart, in 1706 and 1756 respectively. The influence of Padre Martini on the yuoung and talented Mozart, especially in the study and assimilation of the great contrapuntal tradition, seems extensively ascertained. However, depsite the recent publication of a good part of his keyboard music, Padre Martini is better known as a scholar, collector and historian than as a composer. The present recording is intended to help fill this gap, associating some works for organ by the Bolognese composer with those of his young student from Salzburg.


     Contrary to the Sonate d'Intavolatura per l'organo e il cembalo, Opus 2, published in Bologna in 1742, the Six Sonatas of Opus 7, published five years later, abandon the complex structure of the Partita in several movements, renouncing the introductions in form of a Prelude and Fugue for the more modern monothematic sonatas, divided into two or three movements, "easy and light" compostitions in the new manner, composed in the exquisite style galant.  These, as emphasized by Luigi Ferdinando Tagliavini, "attest to the many-sided activity of Padre Martini, which tended to reflect in his works not only the doctrine of counterpoint inherited from the past, but contemporary taste as well"." (2).  The three Sonate (Nos. 2,4,6) were expressly composed for the organ and are noted for the difference in structure in comparison to those for the harpsichord.  If, in fact, all of
the movements of the latter have a bipartite structure, typical of dances, the works for organ are based on only one theme whose exposition in various keys contains interpolations of short rhythmic or melodic passages. The structural principle of these works is therefore analogous to that of the
baroque concerto which revolves around the ritornello, around which all of the musical material revolves. But as Tagliavini emphasizes, it is also analogous to the fugue:"The comparison could seem paradoxical, given the deliberate renunciation of counterpoint and of the technique of imitation in the sonatas of 1747; although the fundamental scheme - repercussions of a subject separated by divertimenti - is the same as the fugue, the form most suitable to the erudite style" (3).

    
The Offertorio, Sonata all'Elevazione and the Toccata per il Deo Gratias are

manuscripts preserved in the Biblioteca del Conservatorio in Bologna.  In the first of these, after a brilliant short introduction, an outright fugue unravels which tempers the severe stile antico with progressions and cadential formulas typical of late baroque practice. In the second - a version of which, without the opening measures, appears as the second movement of Sonata No. 1 in the collection of 1742 - the chromatic theme seems to take us back to the tradition of the
seventeenth-century Elevation where the "passus duriusculus" expressed the torment of Christ on the cross.  Together with this is the elaborate melodic line, full of rhythmic contrast and inflections deriving from eighteenth-century vocal practice.  In conclusion, the Toccata is a brilliant composition based, like the old "Toccata sopra i pedali", on long notes in the bass while virtuosic figurations in the form of perpetual motion occur on the manual.

 

 

 

     The large number of keyboard works by Mozart does not include important compositions for organ, an instrument which. moreover, the composer from Salzburg used to display his extraordinary talent for improvisation.  Many compositions, however, can be performed without particular difficulty on the "king of instruments".  Such is the case of the Marche funèbre del Signor Maestro Contrapunto, KV 453, composed in 1784, the year of the death of Padre Martini:  it is a short and deeply-felt homage by Mozart to his teacher and friend.

     The Andante für eine Walze in eine Kleine Orgel KV 616 is, instead, part of a group of three compositions intended for a mechanical watch, a sort of barrel organ which, by way of notched rolls, reproduces musical compositoins transcribed on perforated sheets.  The Andante, probably composed in the Spring of 1791, is in a varied rondo form, but below the apparent brightness and reshness of the theme and its rhythmic development, hides a dramatic vein common to Mozart's last compositions which emerges in the moduatory middle section.

     The Acht Variationen über den Marsch aus Grétry's Oper "Mariages Samnites" KV 352 composed in Vienna around 1784, reflect the style and practice of improvisation on famous themes aken from the theatre, popular music and dance or from works by other composers.  The art of variation in late eighteenth-century keyboard music was intended to display the performer's interpretive skills and abilities.  In the compostion by Mozart presented here, however, the aspect of virtuosity is never prevalent: the rhythmic development and virtuosic passages are balanced by scrupulous attention to the melodic line, to the use and quantity of ornamentation and to the insertion of variations in the minor (Nos. 5 and 7) which constitute the poetic and intimate climax of the entire composition.  We should also recall that Grétry had also studied with Martini.  Hence, this composition is a further homage to their mutual teacher.


     The programme concludes with a Sonata per organo which attests to Mozart's legacy in early nineteenth-century Italy.  As the title indicates, it is a "reduction for organ" of a composition by Mozart - more precisely, from the last movement of the Sonata in D major KV 381 for four-hands piano - written by Niccolò Moretti, an organist and composer from Treviso. The intervention of the transcriber on Mozart's score, on the whole, very modest, becomes more apparent in the expansion of the cadenza which precedes the recaptiulation, and is proof of a penchant for opera which was to strongly influence Italian organ music throughout the nineteenth century.


    

(1) Cf. Mozart, Epistolario, edited by Enrico Castiglione, Logos, Roma, 1991.

(2)Luigi Ferdinando Tagliavini, Le sonate per organo e cembalo di Martini, in “Padre Martini. Musica e cultura nel Settecento europeo”, edited by Angelo Pompilio, Olschki, Firenze, 1987, p. 302.

(4) Ibidem, p. 303

 

 

Edoardo Bellotti

translated by Leo Paul Chiarot

 

 

 

Scheda tecnica

 

L'Organo Prati 1683 - Colombo 1862

Chiesa di San Bartolomeo - Caspano (SO)

 

Le vicende dell’organo iniziarono nel 1683 quando a Caspano venne chiamato il famoso organaro Carlo Prati, nel pieno della sua maturità, per realizzare lo strumento del quale ancora oggi possiamo ammirare l’elegante cassa, realizzata probabilmente dall’artista Giovanni Capiago di Como.

I due artisti spesso collaborarono nella costruzione di organi; esempi delle loro opere li troviamo a Novate Mezzola (1687), ad Ardenno (1689), in S. Fedele a Como (1670)  e nella chiesa di S. Maria a Chiavenna (1682), opera, quest’ultima, realizzata l’anno precedente a quella di Caspano.

Esistono importanti analogie fra l’organo di Chiavenna e quello di Caspano: le più significative riguardano le misure,  l’impostazione architettonica e decorativa delle casse e delle canne di facciata.

In base ad elementi antichi conservati nei due organi possiamo tentare una ricostruzione dei due strumenti “gemelli”.

La tastiera aveva un’estensione di 45 note con ambito do/1 - do/5, stabilito in base ad una canna dell’ottava che porta la segnatura 42 +. Il numero indica la nota corrispondente al do/5, secondo la segnatura adottata dal Prati, ed il segno a “croce”  l’ultima nota del registro.

Per quanto riguarda la pedaliera ci siamo attenuti a documenti nei quali abbiamo trovato pedaliere con estensione di 14 note con ottava corta.

Il somiere era del tipo a ”stecca" con meccanica dei registri “libera”, cioè senza molle di ritorno, e con manette disposte su una fila verticale a destra della consolle; misurava all’incirca  150 cm X 55 cm.

Riguardo la disposizione fonica possiamo con certezza stabilire che lo strumento era dotato di sette file di Ripieno, dal Principale alla Vigesimanona, il Fiffaro, almeno due flauti di cui l’ uno in duodecima e l’altro in quintadecima.

Nel corso del restauro non si sono trovate canne in terza o in quinta riconducibili alla presenza di registri come il cornetto o la sesquialtera: con il solo materiale fonico presente è risultato impossibile stabilire con certezza se tali registri fossero presenti originariamente.

Osservando la cassa dell’organo di S. Maria di Chiavenna, possiamo affermare che i due strumenti erano dotati di un registro di Contrabbassi con il comando a manetta ad incastro verticale collocato a sinistra della tastiera sul pannello della cassa.

La manticeria era costituita da tre mantici a cuneo, collocati nel basamento dell’organo sul lato sinistro e sollevati da corde uscenti dal fianco della cassa sulla scala d’accesso alla cantoria.

 La presenza del Prati a Caspano,  allora centro di residenza nobiliare, è segno del prestigio e della grande considerazione in cui era tenuto questo importante esponente dell’organaria barocca.

L’organo ha subìto, nel corso del tempo, diversi interventi di normale manutenzione.

Un intervento straordinario venne eseguito nel 1760 per mano di un organaro di origine tedesca, tale Francesco Lochstet.

Non conosciamo l’entità dei lavori, ma sospettiamo che si sia trattato di una manutenzione di discreta entità alla manticeria.

Neppure sappiamo se a quest’ultimo intervento fossero seguiti altri fino al 1862. Questa data segna l’inizio del radicale cambiamento dello strumento, che è stato adeguato al gusto ottocentesco attraverso la ricostruzione operata dall’organaro Giuseppe Colombo di Bergamo.

Fortunatamente questi ha riutilizzato buona parte delle canne e la manticeria dell’organo Prati, forse per la sua alta qualità.

Il somiere, in origine a tiro, fu sostituito con uno a vento per poter ospitare una fonica allargata ai nuovi registri introdotti di gusto ottocentesco.  Altri cambiamenti di “ammodernamento” riguardarono la tastiera, la pedaliera, le catenacciature e i comandi dei registri.

Anche la cassa dello strumento in questa occasione venne modificata a causa della maggiore lunghezza del somiere “nuovo” ed integrata con due pannelli corredati di gelosie.

Al termine dell’intervento del Colombo lo strumento in definitiva presentava un impianto ottocentesco, ma con cassa, canne e manticeria dell’organo Prati - Lochstet.

Nel 1907 Gaetano Prestinari effettuò un restauro generale dello strumento, ma fu nel 1935 che si decise di adeguare lo strumento ai dettami della Riforma Ceciliana, affidando i lavori alla ditta Elia Gandini di Varese.

Il Gandini apportò modifiche alla composizione fonica dello strumento alterando il manufatto mediante l’inserimento di registri di fattura industriale in sostituzione di quelli originali del Colombo. Questo lavoro privò l’organo di una sua precisa identità stilistica.

Nel 1954 un certo Antonio Laffranchini operò probabilmente una semplice pulitura, dopo di che non si conoscono altri interventi.

Il manufatto giungeva a noi in condizioni precarie tali da spingere nel 1994 il consiglio parrocchiale di Caspano a ventilare l’ipotesi di un restauro per riportare lo strumento allo stato del 1862 grazie ad un primo sostanzioso contributo da parte di due appassionati. Nel 1995 è stato restaurato dalla bottega organara Giovanni Pradella di Berbenno di Valtellina (SO).

 

 

 

 

 

DISPOSIZIONE FONICA 

Campanini

Fagotto bassi

Tromba soprani

Viola bassi

Flutta

Flauto in ottava soprani

Ottavino

Voce umana

Timballi

 

Principale bassi 8’

Principale soprani

Ottava bassi

Ottava soprani

Quintadecima

Decimanona

Vigesima seconda

Vigesima sesta e nona

Contrabassi con ottave

 

 

 

TASTIERA: 58 tasti Do1-La5

PEDALIERA: a leggìo 18 pedali Do -Re#2 + Rollo + Terza Mano

PEDALONI: Ripieno e Combinazione Libera

Divisione Bassi / Soprani ai tasti Si2 - Do3.

 

REGISTRAZIONI

 

Sonata II

Allegro                  Pb Ps

Adagio                  Pb, Ps, Vu, Ctb

 

Sonata IV

Adagio                  Ob, Os (all’ottava grave)

Vivace                  Ob, Fo

 

Sonata VI

Adagio                  Pb, Ps, Fl

Allegro                  Pb, Ob, XIX, Fl, Fo, Ot

 

 

Offertorio

Toccata                Pb, Ps, Ob, Os, XV, XIX, XXII, XXVI e IX, Ctb

Fuga                     Pb, Ps, Ob, Fo, XV, XXII

 

Sonata all’Elevazione

Introduzione        Pb, Ps, Ob, Os, Ctb

Adagio                 Pb, Ps, Vu, Ctb

 

Toccata per il Deo Gratis

                                   Pb, Ps, Ob, Os, XV, XIX,  XXII, XXVI e IX , Ot

 

Marche funèbre         

                                   Pb, Ps, Ob, Os, XV, Fg, Tr, Fl, Ctb (forte)

                                   Pb, Ps, Fl, Ctb (piano)

                                  

Andante                      Pb, Fl

 

Variationen

Tema                    Pb, Ps, Ob, Os, XV, XIX, XXII, XXVI e IX Fg, Tr, Ctb

I                           Pb, Ps, Ob, Os, XV, Fg, Tr, Ctb

II                          Pb, Ps, Ob, Fo

III                         Pb, Ps

IV                        Pb, Ps

V                          Pb, Ps, Fl, Ctb

VI                        Pb, Fl

VII                       Pb, Ps, Vu, Fl, Ctb

VIII                      Pb, Ps, Ob, Os, XV, XXII, Ctb

 

Sonata

                                   Pb, Ps, Ob, Os, XV, XIX, XXII, XXVI e IX, Fg, Tr, Ot, Ctb (forte)

                                   Pb, Ps, Ob, Os, Fg, Tr, Ot, Ctb (piano)

                                   b. … + Terzamano

                                   b. … + Campanini

 

 

 

 

Principale bassi            Pb       

Principale soprani         Ps

Ottava bassi                 Ob

Ottava soprani             Os

XV

XIX

XXII

XXVI e IX

Contrabbassi               Ctb

 

Campanini

Fagotto bassi               Fg       

Tromba soprani           Tr

Viola bassi                              

Flutta soprani               Fl        

Flauto in Ottava           Fo

Ottavino                      Ot

Voce umana                Vu

 

 

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